Francia/Grecia: Lettera-bomba esplosa negli uffici parigini del FMI, altri 8 ordigni sospetti inviati dalla Grecia [it]

Dopo che il Ministero delle Finanze tedesche ha ricevuto un pacco-bomba pienamente funzionante dalla Cospirazione delle Cellule di Fuoco/FAI, indirizzato al ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, anche gli uffici parigini del Fondo Monetario Internazionale (FMI) hanno ricevuto un simile congengo esplosivo, non rilevato dalla sicurezza. Questo è esploso nel momento dell’apertura, ferendo una dipendente, che ha riportato ustioni sul viso e braccia. Le lesioni, comunque, non sono gravi.
L’incidente ha causato un’ondata di reazioni, dato che l’agguerrito Stato francese ha messo in moto i protocolli di pubblica sicurezza, bloccando l’area con unità antiterrorismo armate e scatenando un’ampia, adesso transfrontaliera, indagine, con coinvolgimento greco. L’attuale presidente francese ha fatto una dichiarazione sull’attacco, poi ripresa dai mass media, propagando ulteriormente l’idea-virus di violenza insurrezionale indirizzata contro i responsabili della distruzione del pianeta e dello sfruttamento economico di miliardi di persone, che provocano innumerevoli morti, suicidi e vite di miseria. Lo Stato francese già si trova in uno stato d’emergenza dichiarato, con l’esercito che pattuglia le strade durante le elezioni presidenziali in corso e affrontando rivolte contro la brutalità e la corruzione della polizia.
La traccia del francobollo greco sui resti del congegno e il fatto che come mittente era segnato un indirizzo greco, sono diventati parte dell’indagine ufficiale, dato che anche il ministro dell’Ordine Pubblico greco, Nikos Toskas, ha confermato che la lettera-bomba è stata inviata dalla Grecia. La bomba era indirizzata al rappresentante europeo del FMI, Jeffrey Franks, che lavora per il Fondo già da 24 anni, e da marzo 2015 ne è il direttore dell’ufficio europeo. I responsabili non hanno ancora rivendicato l’attacco, ma i funzionari dell’intelligence greca credono si tratti dell’opera di Cospirazione delle Cellule di Fuoco.
Ambasciate, istituzioni finanziarie, gli uffici postali grechi e tutti i ministeri europei sono stati messi in stato d’allerta. La polizia greca sta emettendo ordini di controlli severi sulla posta, sia in uscita dalla Grecia che in entrata, dato che non è accertato che il prossimo obiettivo non sarà greco. Secondo la polizia greca, i plichi inviati contenevano una piccola quantità di esplosivo, e ciò li ha resi inintercettabili ai dispositivi a raggi X all’aeroporto di Atene. I plichi avevano peso, volume e misura ridotta, con un reale nome e indirizzo del mittente, per aggiungere all’inganno. Secondo le loro ricerche nei registri postali e dei filmati di sicurezza, gli agenti dell’intelligence greca pensano che fino a otto simili bombe funzionali possano essere state spedite dagli uffici postali di Atene e che stanno per raggiungere le loro mete in tutta l’Europa.

Viva CCF/FAI-FRI
Viva l’Anarchia


FRANCUSKA/GRČKA: PISMO-BOMBA EKSPLODIRALO U PARIŠKOM URDU MMF-a, I JOŠ 8 SUMNJIVIH NAPRAVA POSLANO IZ GRČKE

Dan nakon što je njemačko Ministarstvo Finacija dobilo potpuno aktivnu paket-bombu Zavjere Vatrenih Ćelija, adresiran na ministra Financija Wolfganga Schäublea, i pariški ured Međunarodnog Monetarnog Fonda (MMF) također je dobio sličnu eksplozivnu napravu, koju zaštitari nisu otkrili. Eksplodirala je pri otvaranju i ranila zaposlenicu opeklinama na licu i rukama. Njene rane nisu od životne opasnosti.
Slučaj je izazvao val reakcija, pošto je ratoborna francuska država aktivirala protokole javne sigurnosti, blokirajući područje naoružanim anti-terorističkim jedinicama i potičući široku, sada transnacionalnu, istragu s grčkom uključenošću. Trenutni francuski predsjednik dao je izjavu o napadu koju su prenijeli mediji, šireći još više virus-ideju o ustaničkom nasilju, usmjerenog na odgovorne za uništenje planeta i ekonomsko izrabljivanje milijardi ljudi, čiji su ishodi bezbrojne smrti, samoubojstva i život u bijedi. Francuska država se već nalazi u objavljenom izvanrednom stanju s vojskom koja patrolira ulice tokom trenutnih predsjedničkih izbora, suočena s nemirima protiv policijske brutalnosti i
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Cospirazione delle Cellule di Fuoco – Progetto Nemesi – Atto 2° – Attacco con pacco-bomba contro il ministro delle Finanze tedesco (15/03/2017) [it]

Nove Anni dopo la prima apparizione della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, in gennaio del 2008.
Dopo più di 300 attacchi contro gli obiettivi di dominio, che hanno provocato decine di milioni di euro di danni e il trasferimento della paura sul campo di potere.
Dopo più di 60 arresti di compagni e altre individualità attraverso questi anni, accusati di essere nostri membri, e migliaia di anni di carcere inflitti.
Dopo che i ministri e i capi di polizia hanno così tante volte dichiarato ai media che ci avevano “smantellati” e che le “CCF sono finite”.
Dopo che il Dipartimento di Stato degli USA e l’Europol in UE hanno incluso le CCF nella lista di organizzazioni “terroriste”.
... noi continuiamo ancora più rumorosi.
Con la creazione di una rete di cospirazione internazionale della FAI e delle cellule di CCF in decine di paesi, che hanno eseguito e continuano ad eseguire gli attacchi di guerriglia.
Con passione e tenacia ancora più grandi, non solo per attaccare le infrastrutture del sistema, ma anche le persone al potere.
Sempre contro l’apatia sociale.
Sempre contro gli oppressori delle nostre vite.
Ancora non riescono a capire che CCF è un’idea, e che l’idea non può essere imprigionata, perché è come l’Idra. Per ogni compagno incarcerato, nuovi compagni sono pronti a prendere il loro posto e continuare per il sentiero dell’attacco.
Possediamo ancora la rabbia...
Abbiamo inviato una trappola esplosiva, un pacco-bomba al ministro tedesco delle Finanze, nel contesto della campagna del secondo atto del Progetto Nemesi.
Il comunicato seguirà nei prossimi mesi.
Saluti ai compagni dei gruppi FAI di azione diretta in Cile e in Grecia, per il loro contributo al Progetto Nemesi.
Saluti ribelli ai compagni della FAI in Italia e ai membri detenuti delle CCF in Grecia, che rimangono irriducibili.
Avanti per l’Internazionale Nera degli Anarchici d’Azione.
Nulla è finito, tutto continua.
VIVA L’ANARCHIA

Cospirazione delle Cellule di Fuoco/FAI



ZAVJERA VATRENIH ĆELIJA – PROJEKT NEMEZA – ČIN 2. NAPAD PAKET-BOMBOM NA NJEMAČKOG MINISTRA FINANCIJA (15.03.2017.)
Devet Godina od prvog pojavljivanja Zajvere Vatrenih Ćelija u januaru 2008.
Nako više od 300 napada na mete dominacije, koji su uzrokovali desetine milijuna eura štete i prijenos straha na polje Moći.
Nakon više od 60 uhapšenih drugova i drugih pojedinaca, kroz sve ove godine, pod otpužbom da su naši članovi, i tisuća godina zatvora nametnutih im.
Nakon što su toliko mnogo puta ministri i šefovi policije izjavili medijima da su nas uspjeli “raspršiti” i da je “ZVĆ gotova”.
Nakon što su Državno Tajništvo SAD-a i Europol u EU uvrstili ZVĆ na popis “terorističkih” organizacija.
... nastavljamo čak
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Cile: Parole del prigioniero anarchico Joaquin Garcia (01/2017) [it]

Sono tascorsi cinque mesi da quando sono tornato ad abitare le celle della Sezione di Massima Sicurezza del C.A.S. e penso sia necessario fare un riferimento sia al personale che allo scenario carcerario. I motivi per cui non ho scrtto prima sono, ovviamente, personali; ma sono soprattutto dovuti alla convinzione – nonostante sia convinto che condividere esperienze crea legami inesauribili – che la piattaforma virtuale e suoi mezzi di comunicazione sono molto distaccati dalla realtà e rendano un’idea astratta del quotidiano carcerario e individuale. Irriducibile? Sì, l’esistenza o meno di un’altalena emotiva, né la convinzione né la mente che vacilla, però questa ripugnante idea del martire d’acciaio dietro le sbarre deve cadere. Con il suicidio dell’immagine e del feticcio, con la reale complicità distruttiva.

“Il pessimismo è l’oppio degli intellettuali, l’ottimismo appartiene agli imbecilli. Un realismo fanatico e sognatore, la consapevolezza che non siamo adatti a questo mondo, i valori che difenderemo in ogni momento, più il calore complice di coloro che amiamo e stimiamo.”

CINQUE MESI FA, UN PO’ SULLA DETENZIONE:
Il 7 settembre, verso le cinque di pomeriggio e dopo poco più di due mesi dalla violazione degli arresti domiciliari totali imposti dall’apparato giudiziario, sono stato arrestato mentre salivo su un autobus rurale in direzione di qualche luogo. Salgo, saluto il conducente, avanzo, un metro, una mano sul mio petto, “scendi”, “mani dietro la testa”, a terra, faccia contro il suolo; guardo a sinistra, il mare, la sua brezza, l’odore della terra e della vegetazione, un momento fugace, ma completamente consapevole di quello che sta succedendo, adesso sarà sostituito dall’odore di candeggina e cloro, dal giubbino giallo e dal sottile ma irritante odore di saliva del carcere. A parte il significato personale, l’arresto non aveva niente di spettacolare e non ne avrei scritto se non avessi voluto chiarire un punto; l’idea propagandista della stampa su un presunto “controllo preventivo”, come se fosse stato casuale! L’ossessione malata per la sorveglianza e il controllo deve riaffermarsi costantemente nel cittadino paranoico, e quale miglior momento della cattura di un “terrorista latitante”.
Ne è valsa la pena? Impossibile rispondere con un semplice “sì”, a volte così secco, vuoto e auto-compiacente, ci sono molte più cose da mettere sulla bilancia. Però, è innegabile che ne vale la pena di ogni esperienza in cerca di libertà; prendersi la responsabilità della vita con tutte le sue vittorie, le sue sconfitte, le sue allegrie e i suoi dolori, sono tutte esperienze che l’assoggettato non potrà mai conoscere. Non si tratta di chiedersi se ne è valsa la pena tentare, pensarlo in questo modo mi condannerebbe ad essere un eterno perdente, si tratta del primo passo verso qualsiasi azione di valore e che – forse più spiritualmente che materialmente – rappresenterà un guadagno.

“La penna e la pistola sono fatte di stesso metallo. La nuova guerriglia urbana dipende molto meno dai mezzi operativi e molto più dalla nostra decisione di attaccare il potere.”

ECO-ESTREMISMO E ANARCHIA
Condivido le parole espresse dei compagni della Cellula Rivoluzionaria Paulino Scarfò/FAI-FRI, l’attacco possiede morale e questo corrisponde, ovviamente, al codice dei valori e agli obiettivi che si pone ogni cellula rivoluzionaria, ai suoi motivi e al contributo nello sviluppo delle teorie e pratiche antagoniste. Da questo punto di vista io penso che la critica di altre correnti
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Francia: Lettera dell’anarchico Damien dalla prigione di Fléury (07/02/2017) [it]

Vi ringrazio tutti/e per le vostre lettere e i vostri atti di complicità. Ogni stella scavata in un vetro spaccato accompagna le mie notti e ogni fiamma di auto incendiata scalda l’inverno e colora il grigiore dei muri.
Se non ho risposto direttamente a tutte le vostre lettere è perché la situazione attuale in cella non me lo permette. E poi, ho solo 10 mesi da fare, non 10 anni; sarò quindi presto fuori e sarebbe stupido dare loro fin da ora le basi delle future complicità che immagino possibili.
Se sono restato libero per 8 mesi [gli 8 mesi trascorsi fra l’inzio delle ricerche degli sbirri, in aprile-maggio, e la data del suo arresto, a dicembre; NdT] e tanto che non sono uscito dalla clandestinità, è perché non sapevano dove cercare. A questo proposito, visto che il processo è finito, avrò accesso al dossier dell’inchiesta ed esso sarà reso pubblico appena possibile.
Qua dentro, tutta va bene, ci sono dei compagni di galera che conosco da anni, sono quindi stato ben accolto al mio arrivo.
Alcuni giornali anarchici circolano discretamente in tutta la sezione e le notizie entrano ed escono in diverse maniere.
Per quanto riguarda le relazioni con l’Amministrazione Penitenziaria, tutti i colloqui ed i contatti telefonici mi sono stati rifiutati. Ho subito 4 perquisizioni della cella in un mese, di cui 3 consecutive nei 3 giorni scorsi. Non posso fare alcuna attività, resto quindi in cella 22 ore su 24.
Ciononostante, il rapporto di forza instaurato dagli attacchi all’esterno mi permette di essre «ascoltato» quando esigo un servizio da un secondino.
Un saluti fraterno alla cellula Rémi Fraisse della F.A.I. e a tutti gli individui che agiscono sul reale con i mezzi che sembrano loro necessari.
Solidarietà con Pola Rupa, arrestata pochi giorni fa per degli atti che parlano a tutti.
Complicità con gli anarchici rinchiusi a Koridallos e con tutti quelli prigionieri/e, in fuga o che agiscono attraverso il mondo.
«Non un millimetro indietro, 9 mm nella testa dei giudici».

Damien,
prigione di Fléury-Mérogis, 07/02/2017

(tradotto da Attaque)


Francuska: Pismo anarhista Damiena iz zatvora Fléury (07.02.2017.)
Zahvaljujem svima na vašim pismima i na vašim djelima suučesništva. Svaka ocrtana zvijezda na razbijenom staklu prati moje noći i svaki plamen zapaljenog vozila grije zimu i boji sivilo zidova.
Ako nisam izravno odgovorio na sva vaša pisma, to je zato jer mi trenutno stanje u ćeliji ne dozvoljava. A, k tome, trebam odraditi samo 10 mjeseci, ne 10 godina; bit ću, dakle, brzo vani i bilo bi glupo pružiti im već od sada temelje budućih suučesništva koje smatram mogućima.
Ako sam ostao na slobodi 8 mjeseci
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Messico: Incendiata stazione di servizio (01/2017) [it]

Ieri abbiamo attaccato un distributore nel viale Canl Prados a Tultitlán, Stato del Messico, con bombe incendiarie e molotov, provocando un incendio delle pompe di carburante, che non potevamo smettere di apprezzare o calcolare i danni.
Nostri motivi? Vendetta per i nostri compagni arrestati dalle forze dello Stato durante la protesta contro il “mega gasolinazo” [aumento di 20% ordinato dallo Stato, n.d.t.] che affama la nostra gente per beneficiare i ricchi e i potenti. Ma questo non era il nostro unico motivo, vogliamo anche condannare e attaccare il progresso, lo sviluppo e la totalità del progetto civilizzatore che calpesta e distrugge la madre terra.
FINCHE’ TUTTI I MURI DI TUTTE LE CARCERI NON SARANNO DISTRUTTI!
INCENDIAMO QUELLO CHE DEVE ESSERE INCENDIATO!
IN DIFESA DI MADRE TERRA CON TUTTI I MEZZI NECESSARI!

Cordialmente: “Punky Mauri” Cellula d’Azione Informale – FAI/IRF


Meksiko: Zapaljena benzinska postaja (01.2017.)
Jučer smo napali jednu benzinsku postaju u aleji Canl Prados u Tultitlánu, Država Meksiko, zapaljivim bombama i molotovima, te prouzročili požar na pumpama goriva, kojem se nismo mogli prestati diviti ili izračunati nanijetu štetu.
Naši razlozi? Osveta za naše drugove koje su uhapsile državne snage na prosvjedu protiv “mega gasolinazo” [državna odredba o povećanju cijena goriva za 20%, nap.prev.], koja iscrpljuje naš narod da bi bogati i moćnici imali koristi. Ali to nije bio naš jedini razlog, želimo također osuditi i napasti napredak, razvoj i sav projekt civilizacije koji gazi i uništava majku zemlju.
SVE DOK SVI ZIDOVI ZATVORA NE BUDU UNIŠTENI!
SPALIMO ŠTO TREBA BITI SPALJENO!
ZAŠTITIMO MAJKU ZEMLJU SVIM RASPOLOŽIVIM SREDSTVIMA!

Srdačno: “Punky Mauri” Ćelija Neformalne Akcije – FAI/IRF

Italy: Operation “Scripta Manent” — Solidarity poster (12/2016) [en]

How many beings have gone through life without ever wake up!
And how many others have realized that they have lived
only for the monotonous tick-tock of the clocks.

It is a great joy
to see blow up
barracks, courthouses and
agents of Power.

The system and its structures are not abstract, they are clearly visible;
the perpetrators have names and surnames
and they can be easily identified.
To each his own choice.

Since 2003 various cells of Informal Anarchist Federation have carried out dozens of direct actions across Italy. On September 6th with operation “Scripta Manent” the State have imprisoned 8 anarchist comrades, accusing them of some of these actions. We don’t need to know who carried out these actions and if there are any connections with the arrested comrades. Our heart will continue to beat with everyone who choose a path of non submission and of attack on Power.

Solidarity with Valentina, Danilo, Anna, Marco, Sandro, Daniele, Nicola, Alfredo and with all anarchist imprisoned everywhere.

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Italija: Operacija “Scripta Manent” — Solidarni plakat
Koliko je bića prošlo kroz život, a da se nikada nije probudilo!
I koliko drugih je shvatilo da su živjeli samo za monotoni tik-tak satova.

Velika je radost
gledati eksplozije
kasarni, sudova
i predstavnika moći.

Sistem i njegove strukture nisu apstraktni, sasvim su jasno vidljivi;
odgovnorni posjeduju imena i prezimena
i mogu se lako pronaći.
Svakome njegov izbor

Od 2003. razne ćelije Neformalne Anarhističke Federacije izvele su na desetine direktnih akcija diljem Italije. 6. Septembra operacijom “Scripta Manent” država je zatvorila 8 anarhističkih drugova i drugarica, optužujući ih za neka od tih djela. Ne zanima nas da znamo tko je izveo ta djela i da li postoje ikakve veze s uhapšenim drugovima. Naše srca nastavit će kucati uz svakoga tko odabere put ne pokoravanja i napada na Moć.

Solidarnost s Valentinom, Danilom, Annom, Marcom, Sandrom, Danieleom, Nicolom, Alfredom i sa svim zatvorenim anarhistima bilo gdje.

Anarhija.info
Rosso e/o Nero – Black and/or Red [it]

Se qualche “compagno” si attende la traduzione in italiano della rivendicazione firmata dalla Colonna Insurrezionale FAI-FRI di Cile, intitolata “Progetto Nemesi”, sarà un’attesa infinita, dato che la redattrice/traduttrice di questo sito disprezza il comunismo (come già spiegato nel testo Aut Aut) quanto il capitalismo e la democrazia, quindi ne ha piene le ovaie di continuare a leggere nei testi anarchici (o “anarhcici”) delle “citazioni rosse”, come ad esempio delle RAF, Gramsci, esercito di Rojava, MIR, FPMR e di tutte le altre organizzazioni e personaggi che si battevano per realizzare quella stessa idea che ha trucidato gli anarchici in varie parti del mondo, essendo un’idea autoritaria.


If some “comrade” is waiting for translation in Italian of the claim signed by Insurrectional Column FAI-FRI from Chile, entitled “Project Nemesis”, it will be an endless wait, since the editor/translator of this site despises communism (as explained in the text Aut Aut) as much as capitalism and democracy, therefore these anarchist (or “anarchist”) texts with “red references” really broke my ovaries, as to RAF, Gramsci, army of Rojava, MIR, FPMR, and to all other organizations and figures, who fought to achieve the same idea that slaughtered the anarchists in different parts on the world, because it is an authoritarian idea.

CCF
Progetto Nemesi [Una proposta aperta] [it]

22/11/2016

“Chi parla di guerra, deve avere un piano...”

L’autorità più insidiosa è quella che porta la promessa di partecipazione. Per questo abbiamo fatto il passaggio dalla monarchia alla democrazia, ma non alla libertà. “Sicurezza” è una parola cara alla democrazia. Più sentiamo parlare di “sicurezza”, più le nostre vite e le libertà regrediscono. E peggio di tutto, il potere contemporaneo e la democrazia hanno raggiunto il compromesso e la sottomissione della società quasi volontariamente. La democrazia funziona come una fabbrica trasparente che produce relazioni sociali. Le persone si sottomettono all’ideologia governativa, agli standard dominanti e al comportamento disciplinato, convinte che quello che vivono oggi (la tirannia economica, estorsioni di schiavitù salariale, la dittatura dello spettacolo, la sorveglianza tecnologica) sia l’inevitabile naturale l’ordine mondiale.
Ma anche in un’autorità pervasiva, i capi, i funzionari, i dirigenti e i proprietari esisteranno sempre. Oggi, la visibilità delle persone al potere è particolarmente chiara. Politici, uomini d’affari, armatori, editori, giornalisti, giudici e agenti di polizia sono le persone che rappresentano l’autorità. Il Progetto Nemesi mira ad attaccare queste persone. Il Progetto Nemesi è il nostro turno per fare la mossa temibile nel cortile del nemico.
Invece di attaccare i simboli impersonali di giustizia, noi pensiamo che è molto importante trasferire le nostre ostilità nell’ambiente personale del nemico, nelle loro case, uffici, ritrovi e veicoli. Noi sappiamo che per l’autorità “nessuno è insostituibile”, ma sappiamo anche che un colpo personale ad uno di loro instillerà la paura in 100 altri. Creiamo un retaggio di paura per la loro specie e per chiunque diventi il loro sostituto. E’ il nostro minimo contrappeso per bilanciare il terrore controllato dal nemico. Per bilanciare il terrore che causano i capi ammazzando i propri lavoratori, gli sbirri che sparano accidentalmente, i giudici che condannano a migliaia di anni di carcere, i giornalisti con le loro menzogne, i politici con le loro leggi e i loro ordini. In tutti questi casi il nemico ha un nome e un indirizzo. Attaccandoli dimostriamo che le persone che detengono il potere non sono invincibili. E nello stesso tempo, invece di confinare l’insurrezione anarchica a incidenti di conflitti occasionali con gli sbirri, possiamo trasformare la rivoluzione in una componente permanente delle nostre vite quotidiane scoprendo coloro che si nascondono dietro ordini e decisioni che governano le nostre vite, studiando i loro spostamenti e i loro percorsi, e organizzando le nostre personali cellule d’attacco che risponderanno alle sfide dell’autorità. Non anticipiamo un cortocircuito sociale che ci porterebbe ad una mobilitazione di massa, siamo noi che diventiamo gli acceleratori della storia attraverso le nostre azioni, creando il dilemma “con l’autorità o con la libertà”. Siamo noi che creiamo spazi e periodi in cui la storia viene scritta con le nostre mani, invece di semplicemente succedere. La guerriglia urbana anarchica è un modo di guardare la vita dritto negli occhi, per formare un autentico collettivo “noi”. E’ la costruzione di un processo anarchico di liberazione col coraggio, coerenza e determinazione. Le nostre azioni non si valutano solo in relazione al colpo inflitto al nemico, ma anche alla possibilità di cambiare le nostre vite.
Il Progetto Nemesi è una proposta internazionale di creare una lista con nomi di persone al potere, per poterle attaccare là dove si sentono sicure, ai margini... nelle loro case. L’esplosione della bomba in casa della procuratrice distrettuale G. Tsatani era il primo attacco, il primo atto del Progetto Nemesi. Condividiamo questo piano con tutte le cellule FAI-FRI e con tutti gli anarchici di prassi al mondo, desiderando iniziare un dialogo sulla diffusione della lotta anarchica. E noi sappiamo che il dialogo migliore per valutare un azione non può essere altro che una nuova azione...
Attraverso il Progetto Nemesi salutiamo tutti i nostri compagni detenuti nelle celle della democrazia di tutto il mondo, che non sono più al nostro fianco. E’ specialmente dedicato ai membri delle CCF, Olga Economidou, George Polydoros, GerasimosTsakalos, Christos Tsakalos, alla nostra compagna Angeliki Spyropoulou, e ai compagni italiani della FAI, Alfredo Cospito e Nicola Gai...
A tutti coloro che non hanno seppellito l’ascia di guerra...

Cospirazione delle Cellule di Fuoco / FAI-FRI

Torneremo presto.


Zavjera Vatrenih Ćelija – Projekt Nemeza [Otvoreni prijedlog]
“Tko govori o ratu, mora imati plan”
Najpodmuklija vlast je ona koja nosi obećanje uključivanja. Zato smo prešli s monarhije na demokraciju, ali ne i u slobodu. “Sigurnost” je omiljena riječ demokracije. Što više slušamo o “sigurnosti”, to više naš život i sloboda nazaduju. A najgore od svega, današnja moć i demokracija su dostigle kompromis i pokoravanje društva gotovo dobrovoljno. Demokracija funkcionira kao jedna prozirna tvornica koja proizvodi društvene odnose. Osobe se pokoravaju ideologiji vlade, prevladavajućim standardima i discipliniranom ponašanju te smatraju da sve ono što danas proživljavaju (tiranija ekonomije, iznuđivanje nadničarskog ropstva, diktatura spektakla, tehnološki nadzor) je neizbježni prirodni svjetski poredak.
No, čak i u jednoj sve-prožimajućoj vlasti, šefovi, dužnosnici, rukovoditelji i vlasnici će uvijek postojati. Danas je vidljivost ljudi na moći sasvim jasna. Političari, poduzetnici, brodograditelji, izdavači, novinari, suci, policija su osobe koje posjeduju vlast. Cilj Projekta Nemeza je napad na te osobe. Projekt Nemeza je naš red za
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Anarhija.info
Aut Aut [en]

When I translated and published the pamphlet Individuality and the anarchist group, signed by one of the CCF cells, Guerilla Urbana Cell, I added in a note that I didn’t do it because I agree with the content, but to make public how much this project, in my opinion, has turned away from its original form of tension to propose (or re-propose) an anarchist individualism which, in some ways, can be found in the pages of a different insurrectionist theory, but in this case approaching or even in some points leading to formal ideas, that is the formal organization.
Similar proposals (informal platform, structured and specific organization) have already been criticized, both in the writing of comrade Alfredo Cospito addressed to the Greek comrades and in the text of some comrades who made up the CARI-PGG, and recently in the last reflection, about the mentioned text, by the comrade of RadioAzione.
This following is just a collection of random thoughts which crossed my mind when I was translating the text, random pieces that do not compose a figurative mosaic, but a personal abstract image open to interpretation, because I do not possess the truth to be transmitted, certainly not to be commodify.
This pamphlet discusses various issues and many of them, from my point of view, erode the concept of individualism itself (both on theoretical and practical level). And those (at least, the authors of the text) who embraced the idea of ​​F.A.I., propagating the nihilistic version of anarchy, are now proposing to distort it, trying to redirect it in forms (structures) that are more appropriate, I dare say , to “communist insurrectionalism” than an anarchist one, perhaps more similar to the groups like 17N; trying to structuring the informal anarchy in platforms, fixed organizations, clusters, groups, sub-groups, test-groups etc. The text is an attempt to launch a proposal completely antithetical to F.A.I., but keeping the same adjective “informal”. Not because someone holds the “copyright” onto it, but because it eclipses everything informal and individualistic in this project. From my personal experience, if I think that a project does not meet my needs, I will be free create another one, without trying to convince others to adapt to my needs. In contrary, it would mean, for me, play politics.
I don’t want with these words, for the sake of anarchy, impose my ideas to someone. I just think it might be better for one who plans such a structured and fixed organization to give it, perhaps, more appropriate name. “Informal”, in document of F.A.I. in Italian language (”Open letter to the anarchist and anti-authoritarian movement”): “Furthermore, whoever takes part into the informal organization is a militant only when preparing and carrying out an action. The organization, therefore, does not affect the entire life and projects of the comrades (...) “. Then, if in some other language this concept has different meanings there were maybe some misunderstanding.
In this pamphlet individualism is corroded on several points, just to name a few, criticizing even the robberies done by anarchists for purely personal purposes, and not for the great cause. How selfish these anarchists are, those who satisfy their egos realizing their desires, simultaneously
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Italy: Update on comrades arrested in operation “Scripta Manent” (27/10/2016) [en]

So, to recap, the situation of imprisoned comrades for the operation “Scripta Manent” is as follows...
Alfredo and Anna stopped their hunger strike, carried out while deathly silence prevailed outside. They ended the hunger strike following the revocation of prohibition on meeting between the arrested comrades in the same prisons. Therefore, Alfredo could meet Nicola again, and Anna was able to meet Valentina.
Instead, the prohibition on meeting is still applied in prison of Alessandria, where Alessandro and Marco are detained, and in prison of Terni where Danilo and Daniele are being held, despite the latter should not be in the High Security section AS2 for the charges he is being investigated for.
The comrades receive mail almost regularly (some letters and some envelopes with hard copy of updates from Internet are blocked).
I would remind to write to comrades in order to break the isolation that the prison itself creates. I would remind as well to put in envelope everything the comrades need to write you back (envelope, paper and stamp), to save their money which they are unfortunately forced to spend on weekly shopping inside the prison.

Break the isolation!
Solidarity and complicity with Alfredo, Nicola, Anna, Danilo, Valentina, Marco, Sandrone and Daniele!

RadioAzione


Addresses:
BISESTI MARCO: Strada Alessandria, 50/A – 15121 San Michele, Alessandria (AL)
MERCOGLIANO ALESSANDRO: Strada Alessandria, 50/A – 15121 San Michele, Alessandria (AL)
BENIAMINO ANNA: Via Aspromonte, 100 – 04100 – Latina LT
CREMONESE DANILO EMILIANO: Str. delle Campore, 32 – 05100 Terni TR
SPEZIALE VALENTINA: Via Aspromonte, 100 – 04100 – Latina LT
ALFREDO COSPITO I NICOLA GAI are still in Ferrara prison, section of high security AS2 (via Arginone 327, 44122 Ferrara)
CORTELLI DANIELE: Str. delle Campore, 32 – 05100 Terni TR

The account of Croce Nera Anarchica [Anarchist Black Cross] is open for money collected for the arrested comrades:
N° Carta PostePay: 4023 6009 1934 2891
addressed to: Omar Nioi
Being an emergency the money will be used to support the comrades in prison, but also for legal costs.
For any information, here is the address of Croce Nera Anarchica: croceneranarchica (at) autistici.org

Carcere di Korydallos – Atene [Grecia]: “Non Serviam” – Testo dei membri detenuti delle CCF (12/09/2016) [it]

Nota di Anarhija.info: La traduzione di questo testo in lingua italiana appare solo oggi 31 ottobre perché nonostante la sua pubblicazione in versione originale, in greco, risale al 12 settembre, la traduzione inglese è stata pubblicata appena il 29 ottobre.


“Peggio della schiavitù è abituarsi ad essa...”

La vita nel mondo moderno, civilizzato comprende false rappresentazioni, falsi modelli e false formalità. Formalità che determinano la nostra crescita all’interno della famiglia, la nostra educazione, carriera professionale, i nostri rapporti, emozioni, sorrisi o lacrime. Modelli che castrano i propositi delle nostre percezioni in modo che i nostri pensieri siano rivolti verso un marciapiede mobile unidirezionale.
Rappresentazioni che travisano le funzioni e le patogenesi del sistema in modo tale di farci vedere lo svolgimento della vita solo su un palcoscenico, senza mai chiederci cosa si cela dietro le quinte. Così, migliaia di suicidi dei debitori disperati rappresentano solo un’altra statistica tra le spiacevoli conseguenze della crisi economica, l’impoverimento del cosiddetto terzo mondo è solo un fatto spiacevole le cui ferite saranno rimarginate dalle organizzazioni di beneficenza, le morti innumerevoli causate dalle crociate moderne, le vittime sfortunate dell’assurdità di guerra e gli schiavi condannati nelle carceri americane sono semplicemente degli elementi antisociali che forniscono servizi sociali alla Democrazia.
Il carcere stesso è l’esilio dalla vita; un non-luogo e un non-tempo dietro lo schermo di una società decente, per occultare la bruttura che infastidisce i rispettabili cittadini. Le carceri sono la prova di un’intelligenza perversa delle menti autoritarie. Sono costruite con muri che echeggiano urli e gemiti di migliaia di persone che hanno imparato a dormire con le angosce e disperazioni. Il carcere è il paese di prigionia, il paese dove la persona impara ad inginocchiarsi davanti il “Divieto”, una discarica per lo smaltimento dei rifiuti umani, una discarica industriale dove finiscono i rifiuti pericolosi della macchina sociale. Tuttavia, per la maggior parte delle persone, per tutti coloro che non hanno mai imparato a dubitare, a mettere in discussione, di guardare oltre l’ovvio, il carcere rappresenta un muro di sicurezza necessario per proteggere una vita pacifica e tranquilla.
E’ sicuramente ipocrita da parte di una società manifestare la propria civiltà democratica, i propri valori umani e sensibilità sociale in un modo così volgare, quando quelli ritenuti non idonei ad esistere all’interno della stessa società vengono accatastati nei magazzini delle anime. Ma è infinitamente più ipocrita, e irritante nello stesso tempo, trasformare queste esistenze incarcerate, questi morti viventi, in un valore commerciale attraverso un moderno e sofisticato commercio di schiavi.
Eppure, questo è la realtà per circa due milioni e mezzo di detenuti nelle carceri
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Prison of Ferrara [Italy]: Letter of anarchist comrade Alfredo Cospito (20/10) [en]

Note by Anarhija.info: This letter was written during the hunger strike of comrade, started 3/10 and ended 25/10 when he was released from isolation, a punishment for his solidarity act with the CCF, and now he can meet the comrade Nicola Gai again (both in high surveillance wing). The comrade Anna Beniamino ended her hunger strike too, began 10/10, and she can finally meet the comrade Valentina Speziale, in the same prisof of Latina, both arrested in operation “Scripta Manent”.
I suppose that this translation contains errors, but since no one wanted to translate it until today (it was published 20/10) I decided to do it in my bad English.


Valentina, Danilo, Anna, Marco, Sandro, Daniele, Nicola friends, brothers, sisters, comrades were arrested and rearrested.
I should narrate the same old story about another fabrication. Instead, I want to talk about the reason why they were arrested. Brothers and sisters were arrested because they attacked, they were tired of waiting, they ignored the decisions of the majority and took action.
I remain optimistic and in high spirits because the logic of “1 + 1 = 2” tells me that the comrades who struck are still free, therefore they are able to strike again.
The power does not repress randomly. Today it wants to isolate and to annihilate part of the anarchist movement, a “small” as it may be it was able to break the chains that tied it to the “old social anarchy.”
A social anarchism that in suicidal and compulsive way looks for “consensus at any costs”. Diluting continuously its aspirations.
This vision that “never goes beyond” is very convenient for power, on the contrary it fears those anarchists who refuse that “consensus” ties their hands, because they believe that only out of the action (not made of abstract theories or searching-pursuing of “people”) can the strategy be born, the path to follow.
I don’t want comment the “charges” and so-called “evidences”. The only thing I would say is that brothers and sisters of FAI-FRI have always claimed with head held high, in front of black-robed pigs, their own merits, their own actions, taking the responsibilities, spitting in the pigs’ faces, as we did in Genoa.
My main priority is not to get out of prison at all costs, but to get out with head held high without having denied anything of what I was, and I am.
I will get out by hook or by crook, it will all depends on my strength, on my abilities, on the strength of my brothers and sisters outside, but definitely I will get out with head held high.
My ideal complicity goes to brothers and sisters of the “Cooperativa Artigiana Fuoco ed Affini”-FAI, to brothers and sisters of FAI-RAT(Rivolta Anonima Tremenda) and to brothers and sisters of Narodnaja Volja – FAI, whoever they are, wherever they are.
My ideal complicity goes to anarchism of praxis, which in new forms is rising in most of the world, after a long hibernation.
Forward, without fear.
The future is ours.
Thought and Dynamite

Alfredo Cospito

Italija: Pismo anarhističkog zatvorenika Alfreda Cospita (10./2016.) [hr]



Napomena RadioAzione (20.10.2016.): Slijedi tekst anarhističkog druga Alfreda Cospita o štrajkug glađu bez obustave, koju vodi i njegova partnerica Anna Beniamino, i nekoliko njegovih razmatranja o hapšenjima u operaciji „Scripta Manent”, u kojoj je, uz druga Nicola Gaia, i on ponovno uhapšen. Svakovrsna ograničanja, izolacija koja traje već gotovo dva mjeseca, šikaniranja i kroz odgađanja susreta dvoje drugova (Danila i Valentina) s njihovo dvoje male djece, razgolitila su bolesne želje jednog javnog tužitelja, Roberta Sparagne, koji misli da će se na taj način domoći jedne žrtve, jedne izdajice ili nekoga tko će za sve preuzeti odgovornost. Između ostalog, pošto su drugovi podvrgnuti „cenzuri” nad poštom nastoje im na bijedan način ograničiti izlaz pošte iz zatvora, stavljajući ljepilo na pisma zatvorenih drugova koja se u trenutku otvaranja koverte poderu. Uživaj i ti, ti jeftini bijedni stvore kojeg plaća država; uživaj i smij se tvojim prljavim torturama na štetu zatvorenih drugova, ali sjeti se da najslađe se smije tko se zadnji smije! A to će biti smijeh koji će pokopati tebe i tvoju voljenu državu!

Anarhistima-cama
Poziv na Revolucionarnu Solidarnost
Neo-inkvizitor torinskog tužiteljstva, Roberto Sparagna, želi preuzeti Laudijevo mjesto [preminuli tužitelj], igra se našim životima, koje želi uništiti. Za početk, protiv izolacije (ograničenja – torture koju nam je nametnuo Sparagna) štrajk glađu bez prekida, bez granica, sve do krajnjih posljedica, Nastavit ću odlučan do prekida izolacije.
Roberto Sparagna nas želi slomiti, prekidajući naše odnose, pogađajući nas cenzurom i izolacijom kako bi uništio svaki tračak osjećaja, svaku šansu otpora.
Idućih ću tjedana staviti svoj život na kocku.
Priznajem da je dostizanje cilja složeno, ali uzdam se u mržnju koju osjećam prema svakom obliku moći i nadmoći nad revolucionarnom solidarnošću moje anarhističke braće i sestara, nadasve u svoju volju.
Moja snaga je jedan višestrani anarhistički pokret u neprekidnom razvoju. Samo ako stavimo u igru, da za danom, život i sigurnost. Samo ako si zaprljamo ruke djelom (kakvo god ono bilo) utjecat ćemo na realnost, učinit ćemo nešto drugačije.
„Štrajk glađu” (s moje točke gledišta, nezamislive izvana) u situaciji u kojoj se nalazim ne sadrži nikakav prezir. Očaj ili podcjenjivanje mojeg vlastitog života. Predivnog i radosnog života, baš zato jer sam ga doveo u rizik, bacio u borbu bez računica i oportunizma. Stav koji ću i zadržati do posljednjeg daška.
Prekinuti ravnodušnost, političku računicu jednog anarhističkog pokreta u Italiji, prečesto nepokretnog, ledenog, koji se kreće kompaktno samo u slučaju smrti, nevine žrtve.
Prekinimo
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Porto Alegre [Brasile]: Attaccato una veicolo di polizia in solidarietà con i detenuti nelle gabbie dello Stato (25/09/2016) [it]

All’alba del 25 settembre abbiamo collocato una ordigno incendiario sotto un veicolo della Prima stazione di Polizia Civile nella via Canabarro.
Anche se nella città si respira un’aria repressiva per l’arrivo della Forza Nazionale, abbiamo deciso di passare all’attacco. Ma non siamo gli unici ad attaccare la polizia, in questo territorio non è un esclusiva né una professione di nessuno. Salutiamo questo atteggiamento di irriverenza e celebriamo il fuoco nella stazione di polizia nel paese di Cruzeiro. Che la rivolta e l’attacco siano permanenti!
Tutte le forme di polizia sono nemiche della libertà. Non solo la Polizia Militare è repressiva e assassina. Esiste tutta una rete che difende “l’ordine sociale”: gli agenti in borghese svolgono il lavoro dell’Intelligence per accusare e incarcerare tutti coloro che non accettano di sottomettersi al sistema, la Guardia Municipale è quella che cura la “nettezza sociale” delle strade in città, perseguitando i nullatenenti o persone che vivono in strada, venditori ambulanti ecc... mentre nelle proteste si chiede la fine della Polizia Militare dimenticando che ogni tipo di polizia cerca di eliminare la divergenza... che tutta la polizia è nostra nemica.
Assieme al nostro piacere di attaccare questa forza repressiva, i nostri nemici di sempre, ci accompagna anche il desiderio di mandare un abbraccio ai nostri compagni. Agli indomabili guerriglieri urbani della Cospirazione delle Cellule di Fuoco che continuano a lottare dentro le carceri greche (siamo con voi oggi e sempre). Ai compagni in Italia sequestrati per gli attacchi della FAI FRI. A Rafael Braga Vieira, che è stato arrestato a Rio, assurdamente condannato per detenzione di una bottiglia di solvente durante una protesta nel 2013.
Per la fine di tutte le forme di polizia e per la diffusione degli attacchi contro il dominio.

Alcuni amici della rivolta

P.S: I media, come anche la polizia, non parlano dell’accaduto, ovviamente non sarebbe molto strategico esporre i propri punti deboli, per timore che gli altri “vandali” e ribelli potrebbero ispirarsi e cercare di attaccare nuovamente le “Forze dell’ordine” in casa propria.


Porto Alegre [Brazil]: Napad na policijsko vozilo u znak solidarnosti sa zatočenima u kaveze država (25.09.2016.)
U zoru 25. septembra postavili smo zapaljivu napravu pod jednu policijsko vozilo Prve stanice Civilne Policije u ulici Canabarro.
Mada se u gradu udiše represivno ozračje zbog dolaska Nacionalne Snage, ipak smo odlučili da napadnemo. I nismo jedini, napada na policiju na ovom teritoriju ne pripada nikome niti je ikome zvanje. Pozdravljamo taj stav nepoštivanja i slavimo požar u policijskoj stanici u naselju Cruzerio. Neka pobuna i napad budu neprestani!
Svi oblici policije su neprijatelji slobode. Nije samo Vojna Policija represivna i ubojica. Postoji čitava jedna mreža koja
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Anarhija.info
Aut Aut [it]

Quando tradussi e pubblicai l’opuscolo “Individualità e il gruppo anarchico”, firmato da una delle cellule della CCF, Cellula di Guerriglia Urbana, aggiunsi in nota che non l’ho fatto perché ne condivido il contenuto, ma per rendere pubblico quanto questo progetto, secondo me, si è allontanato da quella sua forma originaria di tensione per proporre (o riproporre) un individualismo anarchico che per certi versi può essere trovato nelle pagine di una diversa teoria insurrezionalista, però, in questo caso, avvicinandosi, o addirittura in certi punti sfociando in idee formali, cioè dell’organizzazione formale. Simili proposte (piattaforma informale, organizzazione strutturata e specifica) sono già state oggetto di critica, sia nello scritto del compagno Alfredo Cospito indirizzato ai compagni greci, che nel testo di alcuni compagni che costituivano le CARI-PGG, e recentemente nell’ultima riflessione, riguardo il testo in questione, del compagno di RadioAzione.
Questo che segue è solo una raccolta di pensieri sparsi che affioravano alla mia mente mentre traducevo il testo, di tasselli che non compongono un mosaico figurativo, ma un’ astratta immagine personale libera a interpretazioni, perché non possiedo verità da trasmettere, e tanto meno da mercificare.
Questo opuscolo tocca vari argomenti, e molti di essi, secondo il mio punto di vista, vanno a sgretolare il concetto dell’individualismo in sé (sia a livello teorico che pratico). E proprio coloro (almeno gli autori del testo) che abbracciarono l’idea della F.A.I., propagando la versione nichilista dell’anarchia, adesso propongono di snaturalizzare la prima, cercando di indirizzarla nelle forme (strutture) che sono più proprie ad un, oserei dire, “insurrezionalismo comunista” che anarchico, più affine forse ai gruppi come 17N, cercando di strutturare l’anarchia informale in piattaforme, organizzazioni fisse, cluster, gruppi, sotto-gruppi, gruppi di prova ecc. Il testo sta tentando di lanciare una proposta completamente antitetica alla F.A.I., però conservando lo stesso aggettivo “informale”. Non perché qualcuno detiene su di essa i “diritti d’autore”, ma perché va ad eclissare tutto quello che c’è di informale e di individualista in questo progetto. Partendo dalla mia esperienza personale, se ritengo che un progetto non soddisfa i miei bisogno sono libera di crearmi un altro, senza cercare di convincere gli altri di adattarsi ai miei bisogni. Questo, per me, significherebbe far politica.
Non è che con queste mie parole voglio, per l’amor dell’anarchia, imporre a qualcuno le mie idee, solamente penso che chi progetta organizzazioni così strutturate e fisse, forse farebbe meglio a darsi anche un nome più appropriato. “Informale”, nel documento della F.A.I. in lingua italiana (“Chi siamo – Lettera al movimento anarchico e antiautoritario”): “Inoltre chi fa parte della F.A.I. ne è militante a tutti gli effetti solo nel momento specifico dell’azione e della sua preparazione, non investe l’intera vita e progettualità dei compagni (...)”. Poi se in qualche altra lingua questo concetto possiede significati diversi forse
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