Michela Ortu e Pierleone Porcu
Senza indugi [it]

Stanchi di essere un’isola nell’isola:
Rompiamo il silenzio!
SOLIDALI CON I RECALCITRANTI,
NESSUNA REPRESSIONE POTRA’ DISTRUGGERE CIO’ CHE SIAMO.

«[…]– Giù la maschera. – I tempi sono sempre maturi per togliere l’ingiustizia quando l’ingiustizia esiste. –Attendete che l’uomo sia rimesso in piedi per rialzarlo? – Allora sarà venuto il momento di dargli aiuto? – O quando giace? O quando l’aggressore gli sta sopra? O quando vi chiede soccorso?» – Carlo Cafiero

Cos’è la nostra lotta. Cos’è la nostra vita.

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Italia: E’ uscito il numero 2 del giornale anarchico “Vetriolo” (09/2018) [it]

Vetriolo – Giornale anarchico – Numero 2 – Autunno 2018

E’ passato del tempo. Dopo un anno pubblichiamo un numero di Vetriolo, il numero 2. Fino ad ora non abbiamo dato al giornale una periodicità più assidua e nemmeno lo abbiamo voluto. Non che in questo tempo non avessimo avuto qualcosa da dire, anzi. D’altronde non abbiamo mai strenuamente inseguito la possibilità di dare una periodicità molto stretta alla pubblicazione, che per la propria forma (sia con testi di agitazione, d’analisi e di “attualità” più o meno brevi e concisi, sia con articoli teorici più estesi e complicati) non vi si addice. Allo stesso tempo desideriamo fare uscire il giornale in tempi non troppo dilatati. Comunque pensiamo che questo giornale sia uno strumento importante per il movimento anarchico aldilà dei tempi con cui riesce ad uscire. Le pagine di Vetriolo sono sempre state e continueranno ad essere un mezzo destinato alla discussione, al confronto e allo scontro tra anarchici. Questo giornale continuerà a dare spazio e tempo al dialogo e al dibattito tra rivoluzionari, anche a quelli che si trovano ad essere imprigionati. In questo numero vi sono alcuni scritti e articoli di Marco, Anna e Alfredo, imprigionati a seguito degli arresti per l’operazione repressiva “scripta manent” del 6 settembre 2016.

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The only possible administration The question of cities [it]

These are times when it seems there are big discussions about the issue of cities, urban areas, about the possibilities of revolt inside them (even of living), of their reformability. Big discussions frequently focused on various topics relating to struggles carried out by many opponents, antagonists, often reformists, sometimes even by enemies of every order and authority; among these issues there is gentrification, a word not so unusual anymore, a word we now want to express some thoughts about.

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Archegonos
Veganism From A Nihilist and Anti-Civilization Perspective [it]

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This text is aiming for the destabilization of the term veganism through moral and social, even political chains and illustrates that if it doesn’t align with a totally hostile consciousness towards the existent, then it doesn’t cease to be another hoax or delusion.
That is to say if the persons using this tool have
made that another morality or don’t take some risks with acts of attack (this can take many forms not only physical) or chaotic disruption then it remains mud inside the swamp where it came from.

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Su una farsa e la confusione che rivela [it]

No, i tempi attuali decisamente non sono favorevoli alle idee. Appiattite da protesi tecnologiche, svuotate dalla mancanza di un orizzonte completamente diverso ed emaciate dalla devastazione di mondi interni e della sensibilità, i nostri contemporanei non sono molto interessati alle idee. Preferiscono le chiacchiere, ripetono ciò che li è stato detto, esibiscono le proprie opinioni... tutto assai diverso dalle idee, da quei “pensieri armati”. I nostri tempo assistono ad un progetto di proporzioni quasi inimmaginabili in continuo sviluppo, perfezionamento e riadeguamento nei laboratori del potere: non solo che il dominio sta estendendo incessantemente la sua rete di controllo e repressione, la quale – nonostante il continuo martellamento della propaganda che gli occhi dei padroni sono ovunque – può sempre essere superata e distrutta dai ribelli muniti di coraggio e fantasia, ma sta anche attaccando, in un modo determinato e dotato di potenti strumenti che prima non erano a sua disposizione, la capacità critica, la sensibilità etica, l’immaginazione che ci portano oltre questo inferno quotidiano. Un tale progetto non dovrebbe provocare null’altro che una rabbia feroce tra coloro che vogliono abbattere il dominio.

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L’uomo sbagliato [it]

“Io sono un uomo sbagliato. Ma sono quel che sono, non importa cosa. E il gracidare di queste multicolori cornacchie altro non serve che a rallegrare la mia nobile e personale saggezza. Non udite, o scimmie apostoliche dell’umanità e del divenire sociale, qualche cosa che rimbomba al di sopra dei vostri fantasmi? Udite!, Udite! E’ lo scrosciare saettante delle mie furibonde risate, che su nell’alto rimbomba!” – Renzo Novatore

“Essi stanno bene nel fango d’onde non bisogna toglierli neanche per vituperarli.” – Bruno Filippi

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“Butterflies, Polyamory & Ideology: Letter on Inconsequence” – Untorelli Press [it]

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From the text:
How many pamphlets are needed to explain how to fuck, how to love, what relationships one should have with one’s body? How many narrow standards for our desires and perceptions? How many of us, now past the excitement of the misleading freshness of being sixteen or twenty years old, have not managed to find ourselves in these new models of pseudo-freedom? How many have had to suffer being told that they were not made for freedom because they liked only one person and were loved only by one person? How many have whipped themselves for experiencing jealousy, have felt consumed by the other under the pretext of their freedom? How many have felt uncomfortable under the inquisitive eyes of those who believe they are free while living in a social order based on domination? Forgotten in the sectarian and ideological confinement of small cliques, is that there are still billions of people around us. (Untorelli Press)
(in italiano: bibliotecaanarchica.org)

On Sexual Poverty [en]

A society based upon concentrated power and economic exchange impoverishes every area of life, even those that are most intimate. We hear a great deal of talk about women’s liberation, gay liberation and even sexual liberation within anarchist circles. And analyses of male domination, patriarchy and hetero-sexism are not so hard to find, but the reality of sexual impoverishment seems to be largely ignored, questions of sexual expression being largely limited to those surrounding monogamy, non-monogamy, poly-amory and other such issues of the mechanics of loving relationships. This limitation is itself, in my opinion, a reflection of our sexual impoverishment — let’s limit ourselves to speaking of such relational mechanics so that we can avoid the question of the quality of these relationships.

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«La Natura, c’est moi» [it]

Nulla di cui preoccuparsi

Nella sua storia l’umanità non si è mai trovata impreparata come oggi. In poco più di una generazione il nostro concetto di vita e il significato dell’esistenza saranno radicalmente modificati. Di fronte ai nostri occhi si estende un paesaggio ancora sconosciuto i cui contorni stanno per prendere forma nelle centinaia di laboratori di biotecnologia delle università, delle agenzie governative e delle industrie di tutto il mondo. Se il XX secolo è stato caratterizzato dalle scoperte della fisica e della chimica, il XXI sarà infatti profondamente condizionato dalle cosiddette «scienze della vita».

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Biocentrism: Ideology Against Nature [en]

That humanity is somehow ‘out of balance’ with nature is hardly a topic of controversy nowadays. There is little question that humans are fouling the world to the point of suicide for us and mass extinction for all other life. To claim otherwise is ludicrous. In a variety of ways, people have attempted to grasp the problem, define it, and seek solutions. Of the many new and more faddish results, few have been as popular as Deep Ecology — also known as Biocentrism — the view that humans are acting out of excessive human-centredness (anthropocentrism) and thus destroying the planet and the rest of the species which have just as much ‘intrinsic right’ to live out their biological destiny as we do. Accordingly, Biocentrism (life/earth/nature centredness) calls for a new way of acting. Specifically, it calls for ‘earth-centred’ activity and thinking — putting the ‘earth first’ (instead of putting ourselves first) as a way out of the global dilemma.

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Misanthropic Wild Tendencies Other expressions of authoritarianism and sacred thought [en]

Given the recent proliferation of eco-extremism and some opinions expressed in the broadcast media related to this tendency, the need arises for this text. Without pretending to engage in a dialogue, we will clarify a few things that seem essential to us.

For several years now, various individuals from different parts of the American continent (especially from the territory dominated by the Mexican State) close to the positions and struggles against civilization, gave shape to a trend that they called “eco-extremism”.

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Ted Kaczynski
La verità sulla vita primitiva Una critica all’anarcoprimitivismo [it]

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Nota del traduttore, RadioAzione[Croazia]: Dato che il testo originale in lingua inglese presenta 313 note a piè di pagina, si è scelto in questa edizione, per facilitare la lettura, di inserire direttamente nel testo i riferimenti alle opere e agli autori, e di mantenere come note in calce solo quelle più estese che approfondiscono il testo.

I
Così come la Rivoluzione industriale procedeva, la società moderna si creò il mito dell’autogratificazione, il mito del “progresso”. Dai tempi dei nostri antenati remoti, gli ominidi, la storia umana è stata una marcia incessante verso un futuro migliore, in cui tutti allegramente accoglievano ogni nuovo progresso tecnologico: l’addomesticamento degli animali, l’agricoltura, la ruota, la costruzione delle città, l’invenzione della scrittura e della moneta, i velieri, la bussola, la polvere da sparo, la stampa, la macchina a vapore e, in fine, la suprema conquista umana – la moderna società tecnologica! Prima dell’industrializzazione quasi tutti erano condannati ad una vita miserabile, fatta di continuo faticoso lavoro, di malattie provocate dalla malnutrizione e di morti premature. Non siamo forse abbastanza fortunati di vivere in questi tempi moderni ed avere così tante comodità e una schiera di comfort tecnologici che ci facilitano la vita? Penso che oggi esistano relativamente poche persone intelligenti, sincere e ben informate che ancora credono in questo mito. Per perdere la propria fede nel “progresso” basta solamente guardarsi intorno, e vedere la devastazione del nostro ambiente, la diffusione delle armi nucleari, l’eccessiva frequenza della depressione, dell’ansia e dello stress psicologico, il vuoto spirituale di una società che si nutre principalmente di televisione e di video-giochi... e così avanti.

Contro ogni potere e i suoi molteplici mondi – Per la ricostituzione della Cospirazione delle Cellule di Fuoco (CCF) Messico [it]

Una risposta pubblica al vomitevole manifesto anarco-populista

“Dobbiamo ricordare le nostre esperienze passate, non per imitarle ma per andare oltre.” – Compagni detenuti di CCF-Grecia

Certe volte è meglio lasciare passare del tempo per analizzare i fatti. Sono passati 20 giorni da quando gli anarco-sinistroidi del Messico hanno pubblicato il loro “manifesto” di appoggio al El Peje [neo-eletto presidente del Messico, ndt], ispirati dalla presunta “opportunità” per gli anarco-comunisti “che la sinistra superi il progetto morenista”, elencando una lista di “30 personalità impegnate nella sovranità popolare” scelte per formare la coordinazione nazionale di un “Fronte Popolare di classe”.

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Valparaiso(Cile) / Grecia: Alcune parole e riflessioni che necessitano di essere rispolverate [it]

Il 5 maggio 2010 in Grecia è stato indetto un nuovo sciopero generale. Una grande manifestazione e rivolte selvagge hanno scosso Atene, mentre alcuni manifestanti tentavano di entrare in parlamento, scontrandosi con la polizia, vari negozi sono stati saccheggiati e incendiati. In questo contesto un gruppo di compagni anarchici attacca e lancia dei molotov contro una filiale della banca Marfin, incendiandola, senza accorgersi dei tre impiegati rimasti bloccati nell’istituto finanziario, che morirono nell’incendio.

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Velocità [it]

Tutti abbiamo bisogno di raggiungere uno scopo. Ci affanniamo per questo e ci diamo continuamente obiettivi da raggiungere.

Quello che sta lontano da noi ci angustia, quando non ci preoccupa nel senso pieno del termine, quindi vogliamo raggiungerlo, se non altro allo scopo di possederlo, e quindi di controllarlo. Ogni viaggio è un modo di fuggire alle proprie paure.

Ma non esiste un obiettivo innocente, una stazione di arrivo che non comprenda in sé qualcosa di spaventoso, di concluso e quindi di mortale. Lo scopo non è mai privo di conseguenze, senza che ciò possa indicare una differenza esatta con quello che siamo, una specie di sostituzione reciproca, come accade poniamo con la parola. Nell’obiettivo c’è la persistenza necessaria di tutte le possibilità, contraddizione dell’irripetibile che si ripete proprio perché si trasforma sempre. Più andiamo veloci verso la destinazione, più sfuggiamo alle nostre possibilità di capire, più si affievolisce la cognizione che abbiamo del nostro destino. Ciò causa un intestardirsi della coscienza nella sua ripetitività, difesa e tana contro la paura.

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Brancolare nel buio [it]

«Io credo che quando non sia possibile fidarsi dell’amicizia di un essere, il meno che si possa fare è considerarsi suo nemico» – Renzo Novatore

Solitamente, quando un corpo si trova in putrefazione è del tutto inutile affannarsi a dargli ad ogni costo la guarigione. È spacciato, conviene farsene una ragione; riposi in pace, dunque. Non serve di certo possedere lauree in medicina per fare propria la consapevolezza che tenere in vita un organismo ormai morto significa, prima o poi, finire col cibarsene. Corrompendosi nell’anima, o nello spirito se si preferisce. Se è vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, così è indubbio che chi non stacca la spina al cadavere rischia di seguirlo ben presto nell’Aldilà.

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AnarchistLibraries.Net [es]

Detrás de cada proyecto hay uno o más individuos. Los proyectos bastante grandes no crecen solos. Ellos necesitan amor y pasión. Cuando ya no hay amor, es hora de seguir adelante y construir algo más.

Este proyecto, AnarchistLibraries.net, parte del proyecto The Anarchist Library y sirve como una plataforma internacional para sitios anarquistas que se enfoca en publicar y archivar textos.

Desde el comienzo he estado involucrado en la Biblioteca Anarquista, editando textos, construyendo el software de las bibliotecas y asistiendo en la creación de otros nuevos en otros idiomas además del inglés.

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AnarchistLibraries.Net [en]

Behind every project there is one or more individuals. Fairly large projects don’t grow by themselves. They need love and passion. When there is no more love, it’s time to move on and build something else.

This project, AnarchistLibraries.net, forks off from The Anarchist Library project, and serves as an international platform for anarchist sites focusing on publishing and archiving texts.

I’ve been involved with The Anarchist Library since the very beginning, formatting texts, building the libraries’ software and assisting in the creation of new ones in languages other than English.

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È nato il progetto AnarchistLibraries.Net [it]

Dietro ogni progetto ci sono sempre una o più persone. Nessun progetto si sviluppa da solo. Ciò di cui ha bisogno è amore, passione. E se tutto ciò viene a mancare, è ora di mettersi a fare altro.

Questo nuovo progetto, AnarchistLibraries.Net, nasce da una costola di TheAnarchistLibrary.org e vuole servire come piattaforma internazionale per siti anarchici che hanno come scopo primario la pubblicazione e l’archiviazione di testi.

Ho lavorato su TheAnarchistLibrary.org fin dai suoi inizi, impaginando testi, scrivendo e riscrivendo il software per biblioteche (in massima parte opera mia) e assistendo attivamente alla creazione di nuove biblioteche in lingue differenti dall’inglese.

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Messico: Abbasso la Legge sulla sicurezza interna [it]

In lotta permanente contro lo Stato e il suo controllo: Abbasso la legge sulla sicurezza interna!

L’approvazione della Legge sulla sicurezza interna (LSI) in Messico rappresenta un sintomo del bisogno di capitalismo globale di rinnovare le sue riserve di potere e di espansione del suo progresso economico, a vantaggio della società di classe e della sua visione antropocentrica del mondo. In merito alla repressione di espressioni contrarie ai suoi interessi o non favorevoli al dominio globale, accompagnata da espropriazioni e sequestro di terre, venti e acque, da sfruttamento di “risorse energetiche” e di corpi umani e animali, lo Stato sta generando le modifiche di leggi importanti per raggiungere i propri obiettivi. Anche se la LSI è un’espressione latente a livello giuridico di progresso tecnologico industriale mediante il totalitarismo e la militarizzazione del paese o di sua attività solidificata contro le resistenze, perché di fatto l’esercito è stato inviato in missione sociale o nello specifico quasi sempre nei momenti di tensione politica ed economica in Messico, esempi storici in cui emerge questa pratica abbondano:

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Italia: Dichiarazione Imputati “Scripta Manent” per la presenza del 31 Maggio [it]

In vista della presenza solidale in aula il 31 Maggio scriviamo queste poche righe per riaffermare pochi ma fondamentali concetti di base riguardo a questo processo ed al tribunale che lo celebra. Ribadiamo innanzitutto la nostra vicinanza ai compagni agli arresti: per noi sono dei fratelli e ci riempie di orgoglio la fierezza con la quale stanno affrontando questo teatrino.

Riaffermiamo anche il nostro attaccamento, più saldo che mai, all’ideale anarchico e il nostro odio nei confronti di questa società che prospera sulla morte e lo sfruttamento. Siamo anarchici, è normale che lo Stato ci attacchi, da voi non ci aspettiamo altro ed è per questo che la vostra repressione non ci sorprende se non per la sua goffaggine e tanto meno ci spaventa. A distanza di un anno e mezzo infatti ci ritrovate fermi sulle stesse posizioni di attacco a questo sistema. Siamo accusati di terrorismo, ma continuiamo a puntare il dito contro lo Stato e le sue leggi che voi amministrate e che ogni giorno legittimano lo sfruttamento, l’esclusione e la morte di milioni di persone nel mondo, proteggendo gli interessi di chi da tutto questo trae profitto. Siete voi sotto accusa: i morti nelle guerre in Medio Oriente e in Africa, quelli che annegano sfuggendo alla miseria, lo sfruttamento sempre più feroce del lavoro, la predazione delle risorse e la distruzione degli ecosistemi, le condizioni di vita sempre più simili alla sopravvivenza e l’ingerenza sempre più profonda nelle nostre vite da parte dello Stato. La legge vorrebbe curare il dissenso che tutto questo genera con la galera, bollandolo come reato, ma ci vuole ben altro per metterci a tacere.

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[Cile] Sul rafforzamento dello Stato di Polizia. Alcune parole per scrollarsi di dosso il terrore antiterrorismo [it]

Negli ultimi giorni di marzo la nuova squadra di Sebastián Piñera [presidente del Cile, ndt.] è tornata alla carica con il suo zelo antiterroristico, come durante il precedente governo (2010-2014). Questa volta lo scenario indicato per realizzare le minacce repressive è l’intero Wallmapu.

Dopo il vertice repressivo con il ministro dell’Interno, Andrés Chadwick, il sottosegretario agli Interni, Rodrigo Ubilla, il procuratore generale, Jorge Abbott, il nuovo direttore generale dei Carabinieri, Hermes Soto, e il direttore della PDI [polizia investigativa, ndt], Héctor Espinosa, in quella che viene definita come regione di Araucanía, sono state annunciate le pronte modifiche nel marchingegno repressivo.

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[Messico] Ripetete una bugia mille volte e diventerà una verità Più che una difesa di una prefazione scomoda [it]

“Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire.” – George Orwell

“Chi sapeva obbedire saprà comandare” – Motto della campagna elettorale dell’ex presidente Díaz Ordaz.

“Il sonno della ragione genera mostri” – Aldous Huxley

Ho deciso di scrivere pubblicamente le seguenti righe (dopo alcuni commenti su differenti forum anarchici non pubblici) sulla prefazione “La irradiación pornográfica del neozapatismo” di Gustavo Rodríguez, all’edizione castigliana del libro Detrás de la máscara: más allá de los pasamontañas del sureste mexicano di Charles Reeve, Sylvie Deneuve e Marc Geoffroy, dell’editore e distributore “Pensiamento Ilícito”.

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Carcere di Korydallos – Atene [Grecia]: Testo dell’anarchico Nikos Romanos sul caso dei “terroristi individuali” (27/03/2018) [it]

Ieri si sono conclusi i nostri casi penali con la decisione dello Stato di condannarci ad anni di carcere come “terroristi individuali” con elementi e accuse che rappresenterebbero un caso di routine in un processo formale di ordinario diritto penale.

La sentenza di ieri rappresenta il punto cruciale per i processi politici e per le nuove correlazioni modellate sulla mappa di repressione penale contro il movimento anarchico.

Hanno rivendicato l’arma legale dello Stato, lo strumento del “terrorismo individuale”, che non è altro che la criminalizzazione dell’identità politica anarchica, prova sufficiente per condannare i combattenti in base alla legge antiterrorismo (187A). Così, se un compagno è stato irrevocabilmente prosciolto dall’accusa di partecipazione in un’organizzazione, come noi, la sua identità politica può rappresentare il mezzo per essere condannato sotto la 187A, come è stato detto molte volte dal p.m. Apostolaki – “sono anarchici, perciò i loro atti sono terroristi”, “non hanno cambiato le loro posizioni, quindi le loro azioni posso essere caratterizzate in modo differente”. Nello stesso tempo, è stato creato un nuovo campo aggiornato per espandere la 187A, dove un’azione anarchica che va oltre i limiti della legittimità civica sarà descritta come “terrorismo individuale”, aumentando la lunghezza delle condanne e il tempo trascorso in carcere.

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[Francia] Il mio anarchismo [it]

“Individui innanzitutto. Le definizioni, quando non sono gabbie, sono come dei sassi lanciati nell’acqua: creano cerchi sempre più ampi, ma nessuno di questi riesce a contenere completamente la nostra individualità. Coscienti di questo, le parole non ci fanno paura. Perché siamo anarchici?“ – Adesso, n°19, 2004

L’anarchismo è un’attitudine individuale di fronte alla vita, non una teoria sociale, né un’ideologia politica o un’identità. In ogni caso è così che la vedo io e quello che segue non è quindi altro che una visione personale, una descrizione del mio anarchismo.

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