Zurigo [Svizzera]: Attacco incendiario contro un noto collaboratore del futuro maxi-carcere di Bässlergut (20/06/2017) [it]

Nella notte di 20 giugno è stato collocato un ordigno incendiario sotto un furgone dell’azienda IMPLENIA. IMPLENIA è coinvolta nel cantiere per l’ingrandimento del carcere Bässlergut di Basilea. Tutte le aziende, istituzioni e individui che pianificano, costruiscono e gestiscono campi e prigioni sono corresponsabili nel mantenimento di strutture repressive.
Questo incendio è anche in solidarietà con la compagna anarchica condannata per rapina di una banca ad Aquisgrana e con tutti compagni colpiti nell’operazione “Scripta Manent” in Italia.

Per altri splendidi incendi notturni!
Per la distruzione della società carceraria!

Trentino [Italy]: TV, radio and mobile phone masts sabotaged (07/06/2017) [en]

Trentino — We learn from local media that on the night between 6th and 7th of June, several masts located on the mount Finonchio were set on fire. Radio and tv (Rai; national public broadcasting company) installation, mobile telephony providers (Telecom, Vodafone and Wind) and few transmitters used for the armed forces communications torched. The damage is considerable, they talk about more than one million euro, and the TV of State didn’t transmit in the entire area for several hours. On the site were found the tags “No more censorship against the comrades in AS2 [high security prison section]. With Fran and with the comrades of Aachen” and “Today we censure you (A)”.

Gaillac – Tarn [Francia]: Alcune fiamme di solidarietà (19/06/2017) [it]

Nella notte tra 18 e 19 giugno, con l’aiuto di qualche accendi-fuoco, abbiamo dato alle fiamme due veicoli appartenenti al municipio di Gaillac.
Questo atto non ha nulla a che fare con le elezioni legislative, che non ci interessano affatto.
Il bersaglio non era questo municipio in particolare.
Ogni giorno è appropriato per attaccare il potere, qualunque esso sia.
Detto questo, ci si sente comunque un po’ minacciati da future istallazioni di telecamere di sorveglianza da parte di Gausserand, sindaco di Gaillac; non permetteremo di essere controllati, soffocati, senza reagire. E’ già stato detto molto sulla videosorveglianza, noi ci limiteremo ad affermare che si tratta solo di uno tra gli innumerevoli modi per limitare i movimenti di coloro che non abbassano la propria testa davanti all’autorità. E talvolta partecipano a mandarli in carcere.
Grossi baci (se consentite) a coloro che mantengono la testa alta nei momenti difficili.
A Kara e Krem, accusati di aver bruciato l’anno scorso una macchina degli sbirri.
A Damien, le cui lettere ci rendono sempre felici.
Alla compagna spagnola, uscita dal aula del tribunale col pugno alzato quando le fu inflitta la sentenza di 7 anni e mezzo.
Agli anarchici italiani, che nonostante la violenza della repressione continuano a lottare.
Nella speranza che quelli in fuga continueranno a fuggire a lungo.
Per un giugno pericoloso.

Piégros-La Clastre – Drôme [Francia]: Il vostro mondo è la nostra area di giochi (06/2017) [it]

attacco incendiario di un ripetitore, giugno pericoloso

Non ci sentiamo bene da nessuna parte.
Non ci sentiamo bene da nessuna parte perché aggrediti dovunque.
Aggrediti perché quello che non è ancora cementificato è accuratamente depositato, etichettato o messo in riga e dovrebbe ancora farci sorridere.
Aggrediti perché tutto quello che ci circonda tende a diventare un prodotto; misurabile, adattabile, consumabile, vendibile.
Aggrediti perché con i nostri gesti di ogni giorno noi sosteniamo questo modo di vita, che sia per facilità o contro la nostra volontà.
Aggrediti perché ci vendono questo sistema che scorre portando con sé ogni vita, incollandoci sopra un adesivo verde eco-compatibile. Costruiscono delle città e dei missili nucleari, ma ci raccomandano a ogni piè sospinto che bisogna assolutamente usare delle lampadine a basso consumo.
Aggrediti perché vorrebbero farci credere che la normalità è essere azionari della propria miseria.
Assistiamo ad un disastro in cui il regno del superficiale ci annega sotto una marea di informazioni ed un orizzonte plastificato.
A proposito di informazioni: i ripetitori che spuntano un po’ dappertutto sono dei punti nevralgici e vulnerabili, perché sono dei punti di concentrazione dei flussi e perché basta qualche litro di benzina per danneggiarli gravemente.
Ecco perché, dopo una passeggiata notturna nella foresta, ce la siamo presa con un ripetitore di Piégros-La Clastre [nella Drôme, sud-est della Francia; NdT]. Dopo aver tagliato la griglia della recinzione e forzato il locale tecnico, abbiamo incendiato tutto quello che abbiamo potuto. La tristezza e l’aggressione si sono allora trasformate in gioia e in sorrisi complici. Questo mondo ci disgusta, non aspettiamo più nulla da lui.
Non vogliamo salvarne alcunché.
Vogliamo solo giocarci per
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Crest – Drôme [Francia]: A proposito di dialogo, solidarietà e attacco (06/2017) [it]

Come individualisti, è difficile parlare di solidarietà, perché non vogliamo esprimerla ad un gruppo, ma a delle individualità, che sentiamo sufficientemente vicini per voler stabilire un dialogo.
Ci sentiamo solidali con coloro che attraverso i propri atti e discorsi ci trasmettono una volontà di combattere qui ed ora il potere in tutte le sue forme.
Per noi il modo più sincero di sostenere degli individui in rivolta è di rivoltarci noi stessi e attaccare. Il fatto che delle persone che si considerano come potenziali complici, si trasmettono della forza, può permettere che siano la nostra etica e le nostre passioni a guidare le nostre azioni, e non invece la paura e la rassegnazione derivanti dalla repressione.
Attraverso l’attacco, vogliamo rompere l’isolamento ed esprimere la nostra rabbia e le nostre tristezze. Nei momenti in cui non si contano più le prese di distanza, noi riaffermiamo posizioni offensive e irrecuperabili.
Noi pensiamo che se vogliamo affilare la pratica e la critica, potrebbe allora essere interessante condividerle, confrontarsi con altri. Non ci interessa l’idea di produrre idee etichettate come “anarchiche”, che tutti possono accettare e adattare al proprio discorso o contesto locale. Ci piace il dissenso e il conflitto che ci permettono di prendere posizione. Siamo tanto disgustati dall’apatia onnipresente, quanto profondamente toccati dalla bellezza di coloro che si rivoltano senza attendere né le condizioni oggettive, né il terreno sociale favorevole, né il momento strategico. Le nostre scelte non saranno mai opportune, perché sempre altrove. Non abbiamo nessuno da convincere, né da aspettare, abbiamo soltanto un migliaio di piani, il desiderio di incontrare altri complici nell’impazienza e l’irrefrenabile bisogno di entrare in azione.
L’attacco può acquisire molte forme, e per noi il dominio interpersonale deve essere attaccato nella stessa misura come questo esistente che ci soffoca. Non vogliamo fare preferenze. Rifiutiamo questa logica e vogliamo rendere visibile ogni aspetto della nostra insubordinazione. In sostegno, quindi, di coloro che si mettono in gioco dinanzi alla repressione, con i loro
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Besançon [Francia]: Un po’ di rabbia contro la macchina di espulsioni e reclusioni (06/2017) [it]

Queste notti di caldo inteso, la voglia di muoversi e la rabbia provocata dalla condanna inflitta alla compagna ad Aquisgrana e dal rifiuto di libertà condizionata per Damien, ancora detenuto a Fleury, ci hanno indotto a perlustrare le vie in cerca di mete appropriate.
Stavamo pensando anche a coloro che affronteranno il processo per aver attaccato la macchina di espulsioni e i suoi responsabili.
È quindi del tutto naturale che due macchine della Securitas (che assicura la sicurezza nei campi) si sono ritrovate con le gomme a terra. Questo dimostra che in realtà non sono poi così verisure ^^
Il nostro secondo attacco era diretto contro una macchina del municipio, sempre pronto a rendere la città pulita, ascetica, accordando sempre più spazio al consumo, all’abbrutimento delle masse. Ultimamente si è manifestato
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Madrid [Spagna]: Attaccata succursale di Bankia in solidarietà con l’anarchica condannata per rapina in Germania (07/06/2017) [it]

Nella notte di 7 giugno un ordigno espslosivo-incendiario è stato collocato in una succursale di Bankia, situata nel quartiere di Mirasierra di Madrid, disturbando la quiete della classe medio-alta che ci risiede. Quest’area urbana è piena di ville e palazzi video-sorvegliati e dotata di una pattuglie di sicurezza privata, lontano dalla miseria che cementa il livello di vita dei suoi abitanti.
Questa azione è stata realizzata dopo aver sentito la sentenza emessa contro la contra compagna, condannata per un esproprio in Germania, alla quale inviamo tutto il calore del nostro incendio.
Inseriamo la nostra azione anche nel contesto di chiamata contro il summit finanziario G20 ad Amburgo.
Stanotte la nostra rabbia e il nostro disgusto sono esplosi anche davanti dell’impotenza del quotidiano, con il tentativo di sfuggire alla passività e di restituire un po’ di violenza che viviamo. Siamo stufi del comfort di una vita programmata e stufi dell’attività politica, anch’essa programmata. Con questo atto vogliamo abbracciare tutti quelli che sono caduti durante un’azione e che hanno lottato fino alla morte contro tutto quello che ci mantiene in passività.

Che la solidarietà tra gli anarchici non sia solo una parola scritta! Per anarchia!

Francia: Chiusura delle indagini per il caso della macchina della polizia incendiata a Parigi nel maggio 2016 (07/06/2017) [it]

Un anno dopo l’incendio ben meritato di una macchina della polizia, in quai Valmy, durante una manifestazione spontanea in reazione al presidio degli sbirri che si teneva nello stesso momento su place de la République, la Giudice per le indagini preliminari ha chiuso l’inchiesta. La giustizia ha tradotto con le sue parole fredde la sua visione di questa storia e spedisce nove persone davanti al tribunale. Le giudici Lucie Berthezene e Aline Batoz hanno seguito le requisitorie del Procuratore, che vuole vendicare le parti civili, Kévin Philipy, Allison Barthélémy [i due sbirri presenti nella macchina durante i fatti ; NdT] et Alliance [sindacato dei polziotti ; NdT], i cui avvocati rispettivi sono Michèle Lauynay, Sonia De Magalhaes e Delphine des Villettes, per la distruzione del loro attrezzo di lavoro.
Tutti/e sono accusati/e di aver “partecipato volontariamente a un attruppamento, anche se formato in maniera temporanea, avente lo scopo di preparare uno o più fatti materiali di violenza volontaria contro delle persone o la distruzione o il danneggiamento di beni, in riunione, nel caso specifico partecipando ad una manifestazione vietata, i cui partecipanti hanno dissimulato i loro visi con dei passamontagna, sciarpe o cappucci e si sono dotati di armi per destinazione, come bottiglie di vetro, pali metallici e sbarre di ferro, con lo scopo di procedere a diversi danneggiamenti, o a delle violenze contro le forze dell’ordine”.
In sei sono accusati/e di avere “volontariamente commesso degli atti di violenza che hanno portato a una prognosi di più di 8 giorni, nello specifico 10 giorni per Kevin Philipy e 30 giorni per Allison Barthelemy, con le circostanze [aggravanti; NdT] che i fatti sono stati commessi su persone depositarie dell’autorità pubblica nell’esercizio delle loro funzioni, in riunione e con l’utilizzo di un’arma per destinazione, da persone che dissimulavano volontariamente, in tutto o in parte, il loro viso, per non essere identificate; con premeditazione, nello specifico prendendo attivamente parte all’attacco di due funzionari di polizia da parte di un gruppo di individui”. Le stesse persone sono accusate di aver “distrutto per mezzo di incendio, o di ogni altro mezzo di natura a creare un pericolo per le persone, un veicolo di polizia”.
Infine, uno/a di loro è accusato/a di essersi “rifiutato/a di sottomettersi ad un prelievo biologico destinato a
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Parigi [Francia]: Bye Bye Spie Batignolle (11/06/2017) [it]

Incendio di un furgone della Spie Batignolle [grande impresa di costruzioni ; NdT] in solidarietà agli/le anarchici/che imprigionati/e.

Ai primi bagliori dell’alba di questa domenica, i festaioli che tirano fino a tardi hanno potuto notare degli altri bagliori: un furgone della Spie Batignolle bruciava in boulevard Chanzy, fra Montreuil e Bagnolet [periferia est di Parigi; NdT] (sì, sì, è possibile anche su un viale: basta scegliere il momento buono!)
Spie Batignolle costruisce delle prigioni. Abbiamo incendiato il loro furgone pensando a Damien, a Kara e a Krème.
Ai/le compagni/e imprigionati/e in Italia per l’operazione Scripta manent.
A tutti/e gli/le altri/e.
Libertà per tutti/e!
Solidarietà anarchica, per un giugno pericoloso!

(tradotto da guerresociale)

Toulouse [Francia]: Incendiato veicolo di Eiffage in solidarietà con gli anarchici detenuti [it]

Oggi ero incazzato.
Incazzato per la condanna di 7,5 anni di carcere inflitta alla compagna anarchica accusata di esproprio di una banca ad Aquisgrana.
Incazzato nell’apprendere che i giudici hanno deciso di mantenere Kara e Krème in detenzione preventiva.
Una bottiglia di gel idroalcolico svuotata sulla ruota anteriore e un accendino sono bastati ad incendiare un veicolo della Eiffage, azienda costruttrice di gabbie, che rappresenta il motivo della mia collera.

Solidarietà anarchica, per un giugno pericoloso

Pantin (Seine-Saint-Denis) [Francia] : Combustione VS reinserzione (29/05/2017) [it]

Nella notte tra 28 e 29 maggio abbiamo incediato due veicoli sul parcheggio della società Atout Bois (49 avenue Anatole France) e fatto le scritte “Il lavoro non rende liberi” e “Fotti la giustizia” sul muro a fianco.
Se crediamo alle sue intenzioni, questa impresa, amministrata dalla PJJ [Protezione giuridiaria della gioventù – l’ente statale che rimpiazza l’Amministrazione Penitenziaria per i minorenni; NdT] protegge e accompagna i giovani caduti nelle grinfie della Giustizia.
Obbedisci a un padrone, sottomettiti alla gerarchia, rispetta l’autorità, resta sul sentiero della legge, accetta la presa di un giudice sulla tua vita: l’avvenire radioso del salariato si apre davanti a te.
Arrangiati da solo, rifiuta le regole che non hai scelto, rifiuta di essere un anello al fondo della catena di produzione, di essere sfruttabile a volontà, ribellati e, di comune accordo, questi benevoli tutori della tua vita (giudici, educatori, padroni) ti spalancheranno le porte del penitenziario.
Il lavoro e la prigione sono due colonne essenziali del controllo sociale, necessari alla
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Grenoble [Francia]: Incendio alla Enedis (30/09/2017) [it]

Nella notte fra il 29 e il 30 maggio 2017, una dozzina di veicoli sono stati presi di mira.

Le imprese più mortifere si rivestono strategicamente di nuovi drappi. Suez [gigante dell’energia, in particolare del gas; NdT] diventa Engie, Vinci [gigante delle costruzioni e dei servizi associati; NdT] diventa Indigo, ERDF [la filiale di EDF – Eléctricité de France – che possiede la rete elettrica francese; NdT] diventa Enedis. Questo gusto per l’apparenza inganna soltanto i più accecati. In un mondo in cui la comunicazione falsifica tutto, esibiamo in maniera veritiera i responsabili del disastro organizzato. ERDF lavora all’elettrificazione costante dei nostri territori. ERDF si dispiega fra ogni sito di produzione e ogni luogo di consumo. Sono questa rete, questo groviglio di cavi che lega gli esseri umani alle dighe, alle pale eoliche, ai pannelli fotovoltaici, alle centrali nucleari. EDF, l’alter-ego di ERDF, amministra le dosi, la burocrazia energetica controlla. Non ci attarderemo sulle distinzioni insignificanti che altri amano fare fra i diversi metodi industriali di produzione di energia elettrica. Noi li condanniamo tutti.
Questa notte abbiamo distrutto del materiale di ERDF, ci spieghiamo. Se avevamo della diavolina in tasca, qualche litro di miscela infiammabile, n’accendino e le nostre determinazioni, è perché il sabotaggio diventa per noi un’evidenza, contro uno dei mille volti dell’infrastruttura capitalista.
Alla funzione vitale di questa impresa nella gestione dei flussi. Alla devastazione degli ambienti dove corrono oramai le linee elettriche ad altissima tensione. Alla nostra elevata dipendenza dall’industria elettrica. Si aggiunge oggi questo piccolo oggetto altamente nefasto, il Linky [un contatore elettrico “intelligente” e connesso in permanenza, che permette
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Les Lilas (Seine-Saint-Denis) [Francia]: La solidarietà è l’attacco (28/05/2017) [it]

Nella notte tra il 28 e il 29, nella via di Romainville a Lilas è stata incendiata una macchina di Direzione interdipartimentale delle strade, di Île-de-France [regione comprendente Parigi, ndt.], uno dei numerosi ingranaggi periferici dello Stato.
Vogliamo inviare la solidarietà agli anarchici che affronteranno il processo il 29 (in realtà, l’udienza preliminare si svolgerà lunedì 5 giugno, nota di Attaque), a seguito dell’operazione Scripta Manent in Italia.
Solidarietà anche con Damien. La sua posizione combattiva di fronte al carcere ci fornisce la motivazione. Crediamo che la solidarietà è un rapporto di riconoscimento reciproco basato sulla conflittualità contro l’esistente. Non siamo solidali con la disgrazia, ma con la rivolta.
Un pensiero anche per Kara e Krém.

Per un mese di giugno pericoloso.
La solidarietà è l’attacco.

Montreuil [Francia] : Solidarietà (27/05/2017) [it]

Montreuil, rue Kléber, alle prime ore del mattino del 27 maggio.

Abbiamo dato alle fiamme una macchina della Provincia della Seine-Saint-Denis.
Un piccolo gesto solidale con gli/le anarchici imprigionati/e in Italia (e dappertutto), in risposta all’appello “Per un giugno pericoloso”.
Un saluto speciale a Damien.
Contro lo stato e tutti i poteri, viva l’anarchia!

dei cuori in fiamme

P.S. non é ancora giugno? Ah, davvero? Merda, non avremmo dovuto bruciare il calendario!


(tradotto da guerresociale)

Grecia: Attaccata stazione di polizia in solidarietà con il prigioniero anarchico Tasos Theofilou e con tutti i compagni detenuti (21/05/2017) [it]

21/05/2017 alle ore 5:00 circa dieci persone hanno attaccato la stazione di polizia di Nafpaktos in segno di solidarietà con Tasos Theofilou e con tutti i compagni detenuti.
Prima sono state prese a sassate le guardie all’esterno e le macchine degli sbirri, e poi sono state lanciate le molotov contro l’edificio.
Gli sbirri si sono rinchiusi dentro la stazione di polizia, mentre noi li sentivamo urlare imprecazioni.
Nessun compagno è stato fermato o accusato.