Zurigo [Svizzera]: Attacco incendiario contro un noto collaboratore del futuro maxi-carcere di Bässlergut (20/06/2017) [it]

Nella notte di 20 giugno è stato collocato un ordigno incendiario sotto un furgone dell’azienda IMPLENIA. IMPLENIA è coinvolta nel cantiere per l’ingrandimento del carcere Bässlergut di Basilea. Tutte le aziende, istituzioni e individui che pianificano, costruiscono e gestiscono campi e prigioni sono corresponsabili nel mantenimento di strutture repressive.
Questo incendio è anche in solidarietà con la compagna anarchica condannata per rapina di una banca ad Aquisgrana e con tutti compagni colpiti nell’operazione “Scripta Manent” in Italia.

Per altri splendidi incendi notturni!
Per la distruzione della società carceraria!

Atene [Grecia]: L’anarchico Dimitris Harisis in custodia cautelare per rapina (06/2017) [it]

Arrestato dopo l’inseguimento a seguito di una rapina all’Università di agricoltura ad Atene, 11/5/17.
Rifiutatosi di collaborare con le autorità, gli viene violentemente estratto un campione del DNA. Le accuse fino ad adesso sono: rapina, possesso di armi, furto e disobbedienza. Circa 20 compagni erano presenti, per trasmettere forza a Dimitris con la loro presenza dinamica.
Forza a coloro che vivono con dignità i momenti difficili.

Trentino [Italy]: TV, radio and mobile phone masts sabotaged (07/06/2017) [en]

Trentino — We learn from local media that on the night between 6th and 7th of June, several masts located on the mount Finonchio were set on fire. Radio and tv (Rai; national public broadcasting company) installation, mobile telephony providers (Telecom, Vodafone and Wind) and few transmitters used for the armed forces communications torched. The damage is considerable, they talk about more than one million euro, and the TV of State didn’t transmit in the entire area for several hours. On the site were found the tags “No more censorship against the comrades in AS2 [high security prison section]. With Fran and with the comrades of Aachen” and “Today we censure you (A)”.

Parigi [Francia]: Caso della macchina di polizia incendiata nel maggio 2016 – Domanda di scarcerazione respinta (16/06/2017) [it]

Venerdì 16 giugno 2017 si è tenuta l’udienza per la richiesta di scarcerazione del compagno imprigionato nel febbraio scorso per la macchina della polizia incendiata nel maggio 2016 sul quai Valmy, a Parigi.
Senza sorpresa, il giudice ha rifiutato la scarcerazione. Gli argomenti della procura si limitano alla sua presenza a manifestazione successive ai fatti che gli sono contestati e alla sua possibile fuga prima del processo; il giudice ha seguito senza battere ciglio, argomentando che il nostro amico non si è mai espresso sul fondo del caso e che c’è il rischio che non si presenti al processo. Tutto ciò giustificherebbe il suo mantenimento a disposizione della Giustizia, cioè in prigione.
Durante uno dei monologhi del giudice, abbiamo saputo che il 27 giugno ci sarà un’udienza che fisserà la data del processo, cosa che, secondo lui, lascia supporre un processo che durerà diversi giorni, alla fine dell’estate.
Quando è stato pronunciato il verdetto, e quando il giudice voleva
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Francia: Lettera di Damien dalla prigione di Fleury-Mérogis (18/05/2017) [it]

Siamo al 18 maggio, data della mia liberazione condizionale, ma sono sempre dentro, e ci resterò.
Il magistrato di sorveglianza, Catherine Ardaillon, sindacalista di sinistra, militante al tribunale di Evry e alla prigione di Fleury-Mérogis per la generalizzazione delle pene alternative, ha infatti decretato che, comunque, per dei casi come il mio, per fortuna che ci sono le prigioni e che quindi non se ne parla di una pena alternativa per me.
A differenza dell’ultima pena che ho scontato [per tre attacchi incendiari/esplosivi avvenuti nel sud della Francia fra fine 2013 e inizio 2014, rivendicati come GADI (Groupe d’action directe international – Gruppo d’azione diretta internazionale); NdT] , non sono sottoposto alla legislazione antiterrorista, ma nei fatti questa mi viene applicata.
Ecco perché la domanda di uscita per un giorno, per poter andare a un colloquio di lavoro (cosa che, a priori, non può essere rifiutata a fine pena), che ho dato alla mia consigliera del Servizio penitenziario d’inserzione e di prova, la signora Jean-Baptiste, si è miracolosamente trasformato in una semplice domanda di “permesso per mantenere i legami familiari”, in modo che potesse essere rigettata dal Magistrato di sorveglianza Catherine Ardaillon.
Da qualche settimana, mi toccano numerose perquisizioni, perquise della cella, perquise della persona, etc. Non hanno trovato nulla fino a che un informatore (che mi era per forza molto vicino, per dare un’informazione così precisa) ha detto loro dove nascondevo le mie carte telefoniche SIM. Qualche giorno fa hanno quindi trovato 3 SIM nascoste all’interno di un pacchetto di cartine per tabacco nuovo. Le SIM erano intercalate fra le cartine al fondo del pacchetto. Durante la mia perquisizione, la guardia ha avuto un riflesso che ha tradito il fatto che hanno un informatore: subito prima della perquisa, quando svuotavo le tasche prima di svestirmi, ha immediatamente preso i miei due pacchetti di cartine per metterli da parte, mentre sembrava disinteressarsi del resto. Sapevo che ero fritto e, infatti, alla fine della perquisa, mi ha detto : “e là non c’è nulla?” poi ha tirato fuori tutte le cartine una ad una fino a trovare le SIM.
I giorni successivi, alcuni detenuti con cui sono in contatto hanno subito delle perquise dello stesso tipo.
Ieri sera, il 17 maggio, un gruppo d’intervento degli ERIS ha fatto irruzione nella mia cella intorno alle 20. Per quelli/e che non conoscono gli ERIS, sono dei gruppi di intervento [dell’Amministrazione penitenziaria; NdT] che hanno seguito la stessa formazione dei GIGN, del GIPNe del RAID [forze speciali della Gendarmerie, il primo, e della polizia, gli altri due; NdT], super-allenati e super-equipaggiati con diverse protezioni simili a quelle dei CRS [la Celere francese; NdT], giubbotti antiproiettile, scudi antiproiettile e passamontagna sotto il caso per non essere riconosciuti, guanti rinforzati, proteggi-tibia, etc. Sono di solito armati di manganello e flasball, con il quale tirano a distanza ravvicinata, evidentemente, visto che una cella non misura più di 9 m².
Bon, quindi ci hanno presi e buttati nel corridoio, messi faccia al muro con le mani sulla testa, poi messo le manette. Siamo poi stati tirati, il mio codetenuto ed io, ognuno in una diversa stanza di perquisizioni. Per la continuazione, conosciamo la musica: perquisizione integrale ben dura, con la particolarità, questa volta, che uno di loro
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Besançon [Francia]: Un po’ di rabbia contro la macchina di espulsioni e reclusioni (06/2017) [it]

Queste notti di caldo inteso, la voglia di muoversi e la rabbia provocata dalla condanna inflitta alla compagna ad Aquisgrana e dal rifiuto di libertà condizionata per Damien, ancora detenuto a Fleury, ci hanno indotto a perlustrare le vie in cerca di mete appropriate.
Stavamo pensando anche a coloro che affronteranno il processo per aver attaccato la macchina di espulsioni e i suoi responsabili.
È quindi del tutto naturale che due macchine della Securitas (che assicura la sicurezza nei campi) si sono ritrovate con le gomme a terra. Questo dimostra che in realtà non sono poi così verisure ^^
Il nostro secondo attacco era diretto contro una macchina del municipio, sempre pronto a rendere la città pulita, ascetica, accordando sempre più spazio al consumo, all’abbrutimento delle masse. Ultimamente si è manifestato
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Madrid [Spagna]: Attaccata succursale di Bankia in solidarietà con l’anarchica condannata per rapina in Germania (07/06/2017) [it]

Nella notte di 7 giugno un ordigno espslosivo-incendiario è stato collocato in una succursale di Bankia, situata nel quartiere di Mirasierra di Madrid, disturbando la quiete della classe medio-alta che ci risiede. Quest’area urbana è piena di ville e palazzi video-sorvegliati e dotata di una pattuglie di sicurezza privata, lontano dalla miseria che cementa il livello di vita dei suoi abitanti.
Questa azione è stata realizzata dopo aver sentito la sentenza emessa contro la contra compagna, condannata per un esproprio in Germania, alla quale inviamo tutto il calore del nostro incendio.
Inseriamo la nostra azione anche nel contesto di chiamata contro il summit finanziario G20 ad Amburgo.
Stanotte la nostra rabbia e il nostro disgusto sono esplosi anche davanti dell’impotenza del quotidiano, con il tentativo di sfuggire alla passività e di restituire un po’ di violenza che viviamo. Siamo stufi del comfort di una vita programmata e stufi dell’attività politica, anch’essa programmata. Con questo atto vogliamo abbracciare tutti quelli che sono caduti durante un’azione e che hanno lottato fino alla morte contro tutto quello che ci mantiene in passività.

Che la solidarietà tra gli anarchici non sia solo una parola scritta! Per anarchia!

Italy- Anarchist prisoner Davide Delogu’s communique concerning his escape attempt (01/05/2017) [en]

FIRST OF MAY ATTACK FOR SELF-LIBERATION FROM THE PRISON OF BRUCOLI – AUGUSTA

The goal: To escape
The result: Escape unsuccessful (which isn’t a failure!)
The reason: The very strong bastard wind!
The project: To redeem myself, widening my subversive gaze of revenge and launch a campaign of acts of self-liberation.

Hunted in each tiny movement, with all the maniacal consequences of control that this implies in everyday life in prison where I spend 21 hours a day in a cell, I waited for the last search on 30th May before acting, and I also made a fool of the jailers during their beating of the bars that day. I spend the hours in the exercise yard between theoretical and practical elaboration, which led me to devise a perfect escape plan, given that limits in the mechanism of control and its sophisticated complexity can be detected, faults that can be traced in all jails, revealing their hidden weaknesses.
In spite of the subjugation they would like to impose on the infallibility they build from totalitarianism and the perfectioning of the prison system, the fact is that there are always spaces for action. A space in the prison that I occupied and liberated from the moment the action began.

That day there was a strong wind and the choice of 1st May had been dictated by a real tactical calculation, due to the significant shortage of staff following which the guard in charge of monitoring the cameras in the yard was also in charge of opening and closing the entrance to the yard.
Then we made it coincide with this day of struggle, and let’s reinvigorate the daily habit of anarchist direct actions, which unfortunately are at a very low ebb… so eluding the guard’s visual control in the yard, I climb on to the roof like a monkey ready for anything, and run like lightening the length of the building until I arrive at a point from where I jump down 4 metres, then I go towards the window of the cell where I was held to
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Francia: Chiusura delle indagini per il caso della macchina della polizia incendiata a Parigi nel maggio 2016 (07/06/2017) [it]

Un anno dopo l’incendio ben meritato di una macchina della polizia, in quai Valmy, durante una manifestazione spontanea in reazione al presidio degli sbirri che si teneva nello stesso momento su place de la République, la Giudice per le indagini preliminari ha chiuso l’inchiesta. La giustizia ha tradotto con le sue parole fredde la sua visione di questa storia e spedisce nove persone davanti al tribunale. Le giudici Lucie Berthezene e Aline Batoz hanno seguito le requisitorie del Procuratore, che vuole vendicare le parti civili, Kévin Philipy, Allison Barthélémy [i due sbirri presenti nella macchina durante i fatti ; NdT] et Alliance [sindacato dei polziotti ; NdT], i cui avvocati rispettivi sono Michèle Lauynay, Sonia De Magalhaes e Delphine des Villettes, per la distruzione del loro attrezzo di lavoro.
Tutti/e sono accusati/e di aver “partecipato volontariamente a un attruppamento, anche se formato in maniera temporanea, avente lo scopo di preparare uno o più fatti materiali di violenza volontaria contro delle persone o la distruzione o il danneggiamento di beni, in riunione, nel caso specifico partecipando ad una manifestazione vietata, i cui partecipanti hanno dissimulato i loro visi con dei passamontagna, sciarpe o cappucci e si sono dotati di armi per destinazione, come bottiglie di vetro, pali metallici e sbarre di ferro, con lo scopo di procedere a diversi danneggiamenti, o a delle violenze contro le forze dell’ordine”.
In sei sono accusati/e di avere “volontariamente commesso degli atti di violenza che hanno portato a una prognosi di più di 8 giorni, nello specifico 10 giorni per Kevin Philipy e 30 giorni per Allison Barthelemy, con le circostanze [aggravanti; NdT] che i fatti sono stati commessi su persone depositarie dell’autorità pubblica nell’esercizio delle loro funzioni, in riunione e con l’utilizzo di un’arma per destinazione, da persone che dissimulavano volontariamente, in tutto o in parte, il loro viso, per non essere identificate; con premeditazione, nello specifico prendendo attivamente parte all’attacco di due funzionari di polizia da parte di un gruppo di individui”. Le stesse persone sono accusate di aver “distrutto per mezzo di incendio, o di ogni altro mezzo di natura a creare un pericolo per le persone, un veicolo di polizia”.
Infine, uno/a di loro è accusato/a di essersi “rifiutato/a di sottomettersi ad un prelievo biologico destinato a
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Toulouse [Francia]: Incendiato veicolo di Eiffage in solidarietà con gli anarchici detenuti [it]

Oggi ero incazzato.
Incazzato per la condanna di 7,5 anni di carcere inflitta alla compagna anarchica accusata di esproprio di una banca ad Aquisgrana.
Incazzato nell’apprendere che i giudici hanno deciso di mantenere Kara e Krème in detenzione preventiva.
Una bottiglia di gel idroalcolico svuotata sulla ruota anteriore e un accendino sono bastati ad incendiare un veicolo della Eiffage, azienda costruttrice di gabbie, che rappresenta il motivo della mia collera.

Solidarietà anarchica, per un giugno pericoloso

Barcellona [Spagna]: Manifestazione di solidarietà con l’anarchica condannata per rapina ad Aquisgrana (07/06/2017) [it]

Nella notte del verdetto che ha visto condannare una compagna anarchica a 7,5 anni per rapina in banca ad Aquisgrana, alcuni nemici del dominio e del capitale hanno preso le strade di Barcellona per esprimere la propria rabbia e solidarietà.
Negozi, banche e infrastrutture pubbliche sono state danneggiate e distrutte durante una manifestazione attraverso il quartiere gentrificato di Gracia.

Aquisgrana [Germania]: Anarchica condannata a 7,5 anni di carcere per rapina in banca (07/06/2017) – Azioni di solidarietà [it]

Oggi, 7 giugno, il giudice ha pronunciato la sentenza per il caso contro i due compagni anarchici accusati di aver rapinato la Pax Bank ad Aquisgrana nel 2014. Mentre il compagno è stato assolto, la nostra sorella e compagna è stata condannata a sette anni e mezzo di detenzione.
Quello che questa sentenza chiaramente dimostra è che non solo i fatti sono stati processati, ma anche le nostre idee, idee anarchiche, nostri legami di solidarietà e il rifiuto di collaborare con il potere.
Nonostante la loro intenzione di schiacciare e reprimere le nostre idee e pratiche anarchiche, da parte nostra noi rimaniamo e rimarremo fieri e convinti di ciò che siamo e del perché lottiamo.
E questo è stato dimostrato nell’aula del tribunale con le nostre urla di rabbia e solidarietà, come risposta alla dignità che la nostra compagna ha mantenuto, salutandoci a testa alta e pugno chiuso mentre veniva scortata fuori dall’aula. Abbiamo espresso tutto il nostro disprezzo verso la corte per ciò che rappresenta. Speriamo che questa tempesta di rabbia i odio, e amore verso la nostra compagna, scoppi e si diffonda attraverso questo maledetto mondo.

Libertà per i nostri compagni, guerra ai nostri nemici

Alcuni anarchici solidali

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Barcellona: Barricate in solidarietà con gli anarchici accusati per il caso di Aquisgrana
Nelle prime ore di 7 giugno è stata effettuato un
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Atene [Grecia]: La logica scomparve quando la PM per l’anarco-comunista Tasos Theofilou propose colpevole di tutte le accuse (15/052017) [it]

15/05/17: In una maratona di ragionamenti falsi, distorsioni, inesattezze e pregiudizi – la proposta della PM Anna Kalouta si è conclusa con il suggerimento che Tasos Theophilou sia proclamato colpevole per tutti i capi d’accusa – proprio come i servizi greci antiterrorismo avevano indicato. Anche la parte civile – l’avvocato dell’Alpha Bank e gli avvocati della sorella del tassista deceduto – ha seguito lo stesso schema.
In particolare, la Kalouta ha proposto la condanna per: omicidio colposo mentre l’aggressore si trovava in debole stato mentale; tentato omicidio di altri civili che avevano agito contro i rapinatori; rapina; appartenenza ad un’organizzazione criminale – la presunta partecipazione nella Cospirazione di Cellule di Fuoco; falsificazione.
Disapprovazione di ciò che i testimoni
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Italy: Update on the 2nd part of Op. “Scripta Manent” (06/06/2017) [en]

FIRE... TO MAKE

On 2 June 2017, the DIGOS [politica police], by order of the Turin Prosecutor’s Office puppet, Roberto M. Sparagna, has launched the notifications against me and against six other anarchist comrades of mine, concerning a new inquiry.
Shortly, it’s about the closing of investigations of a further inquiry parallel to the one named “Scripta Manent”, focusing its attentions on anarchist web-sites RadioAzione, Anarhija.info and Croce Nera Anarchica.

Regarding Croce Nera Anarchica, the paper journal is also targeted, its printing and its distribution, some of its particular texts, and who organized its presentations in Italy.
The charges are for everyone: 270bis (subversive association with purposes of terrorism) in conjunction with the anarchist comrades under investigation in the first part of the OP. Scripta Manent for the same things, and 414 of penal code (criminal solicitation, always with purposes of terrorism), clandestine press, translations of texts, preparation, incitement, defending of criminal acts, conception and spreading through the web-sites and journals of ideological “insurrectionist-armed struggle” propaganda, money rising to support the imprisoned comrades. Furthermore, two of us are charged under the article 280 (attack with purposes of terrorism) for the attack against the courthouse of Civitavecchia, on 12 January 2016 signed by “Pyrotechnical committee for an extraordinary year F.A.I.-F.R.I.”.
In addition, on June 5th, during the preliminary hearing for OP. “Scripta Manent”, the miserable Sparagna has requested that the two lines of inquiry be merged, producing
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Italy – Call for a solidarity presence at the preliminary hearing for operation “Scripta Manent” (05/06/2017) [en]

FOR ANARCHY ALWAYS

A preliminary hearing for the trial in operation “Scripta Manent” will be held on 5th June 2017 in Turin; the hearing is to decide on various charges, including ‘creation and participation in a subversive association’, several explosive attacks on carabinieri, politicians, journalists and companies involved in the construction of prisons and migrants’ detention centres – all claimed by the Informal Anarchist Federation , as well as instigation to commit a crime and attempting to defend criminal acts following pieces published in Croce Nera Anarchica. There are 15 people on trial, 7 of whom are locked up in AS2 sections in the prisons of Ferrara, Alessandria and Rebibbia. The imprisoned comrades are subjected to constant harassment and further restrictions in the communication between one another and with the outside. In spite of this, they are continuing the struggle against the system of domination and keeping up conflictuality through acts of revolt and contributions to the debate between anarchists and the enemy in authority.

In particular:
-In January 2015, 7 anarchists held in the AS2 unit of Ferrara, following noisy protests and strong confrontations with the guards, were given 15 days’ solitary confinement each in turn.
-In August 2016 anarchist Alfredo Cospito smashed the partition glass between the visiting room and the guards’ room in solidarity with the imprisoned members of the Conspiracy of the Cells of Fire; for this reason he’s soon to get 15 days’ solitary confinement.
-In the days following operation “Scripta Manent”, anarchists Anna Beniamino and Alfredo Cospito went on hunger strike to put an end to isolation and the prohibition for those arrested to see each other.
-In September and October 2016, anarchist Marco Bisesti refused to be subjected to a tuberculosis test on his arrival in the prison, following which he spent a long time in the basement of the Rebibbia prison.
-In November 2016, anarchist Alessandro Mercogliano refused to comply with the identification procedure (photos and fingerprinting) in the prison of Ferrara; he’s just finished serving 15 days in solitary confinement.
-In December 2016, anarchist Marco Bisesti damaged the windows of the screws’ office in the AS2 unit of Ferrara, where he’s being held. Not satisfied, as soon as he was in the cell he destroyed the opaque panels installed on the air vents. He too got 7 days in solitary confinement.
-From 3rd to 13th May 2017, anarchist Alfredo Cospito was on hunger strike against censorship, which had become more pressing after the end of the investigation; as a result, practically all incoming and outgoing letters are blocked

Similarly, other comrades held hostages by the State are paying for
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