Library.Anarhija.Net — (not so) new anarchist project [en]

ABOUT THIS LIBRARY

lib.anarhija.net

We live in the age of the inflation of the word. Its presence is so ubiquitous, its quantity is so overwhelming that its value tends to be zero, carrying no meaning. Technology has made publishing easy and inflated. The idea this library is built upon is not to collect everything coming out from the internet, but instead to save from this deluge meaningful, purposeful, useful texts, texts with live ideas, texts which could be printed and which wouldn’t feel off on the tables of an anarchist distribution. The outcome of this endeavour is still unclear.

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Michela Ortu e Pierleone Porcu
Senza indugi [it]

Stanchi di essere un’isola nell’isola:
Rompiamo il silenzio!
SOLIDALI CON I RECALCITRANTI,
NESSUNA REPRESSIONE POTRA’ DISTRUGGERE CIO’ CHE SIAMO.

«[…]– Giù la maschera. – I tempi sono sempre maturi per togliere l’ingiustizia quando l’ingiustizia esiste. –Attendete che l’uomo sia rimesso in piedi per rialzarlo? – Allora sarà venuto il momento di dargli aiuto? – O quando giace? O quando l’aggressore gli sta sopra? O quando vi chiede soccorso?» – Carlo Cafiero

Cos’è la nostra lotta. Cos’è la nostra vita.

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L’uomo sbagliato [it]

“Io sono un uomo sbagliato. Ma sono quel che sono, non importa cosa. E il gracidare di queste multicolori cornacchie altro non serve che a rallegrare la mia nobile e personale saggezza. Non udite, o scimmie apostoliche dell’umanità e del divenire sociale, qualche cosa che rimbomba al di sopra dei vostri fantasmi? Udite!, Udite! E’ lo scrosciare saettante delle mie furibonde risate, che su nell’alto rimbomba!” – Renzo Novatore

“Essi stanno bene nel fango d’onde non bisogna toglierli neanche per vituperarli.” – Bruno Filippi

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[USA] Of Indiscriminate Attacks and Wild Reactions An Anti-Civ Anarchist Engages with ITS and Atassa, their Defenders and Their false Critics [en]

The following is the introduction to a short book critiquing so-called “eco-extremism” in Mexico, and those in support of it in the United States. To read two essays on the subject already published on IGD, go here.

Read and Download HERE

Author’s Note to IGD readers: This essay was written a year ago, in haste. It was prompted by the escalation in 2017 of conflict between insurrectionary anarchists and proponents of a new school of purportedly anti-civilization ideology known as “Eco-Extremism”, both in Mexico and the US. This conflict was signaled in part by the appearance of a US journal called Atassa: readings in Eco-Extremism, which presented ideas and writings associated with the armed struggle group known as Individualidades tendiendo a lo Salvaje, abbreviated ITS but most often translated from the Spanish as Individualists Tending toward the Wild (a group with a history stretching back to around 2011).

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Valparaiso(Cile) / Grecia: Alcune parole e riflessioni che necessitano di essere rispolverate [it]

Il 5 maggio 2010 in Grecia è stato indetto un nuovo sciopero generale. Una grande manifestazione e rivolte selvagge hanno scosso Atene, mentre alcuni manifestanti tentavano di entrare in parlamento, scontrandosi con la polizia, vari negozi sono stati saccheggiati e incendiati. In questo contesto un gruppo di compagni anarchici attacca e lancia dei molotov contro una filiale della banca Marfin, incendiandola, senza accorgersi dei tre impiegati rimasti bloccati nell’istituto finanziario, che morirono nell’incendio.

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Brancolare nel buio [it]

«Io credo che quando non sia possibile fidarsi dell’amicizia di un essere, il meno che si possa fare è considerarsi suo nemico» – Renzo Novatore

Solitamente, quando un corpo si trova in putrefazione è del tutto inutile affannarsi a dargli ad ogni costo la guarigione. È spacciato, conviene farsene una ragione; riposi in pace, dunque. Non serve di certo possedere lauree in medicina per fare propria la consapevolezza che tenere in vita un organismo ormai morto significa, prima o poi, finire col cibarsene. Corrompendosi nell’anima, o nello spirito se si preferisce. Se è vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, così è indubbio che chi non stacca la spina al cadavere rischia di seguirlo ben presto nell’Aldilà.

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Italia: E’ uscito il libro “I Giustizieri – Propaganda col fatto e attentati anarchici di fine Ottocento” (Ed. Monte Bove) [it]

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E’ uscito il libro di Gino Vatteroni, “I Giustizieri, propaganda col fatto e attentati anarchici di fine Ottocento” (ed.Monte Bove)

Da Giovanni Passannante a Gaetano Bresci, vent’anni di vendetta, individuale e di classe. Non solo una raccolta cronologica ed enciclopedica degli attentati anarchici alla vita dei tiranni che hanno terrorizzato i governi di fine Ottocento, ma anche un necessario approfondimento sul contesto economico, sociale e politico dell’Italia post unitaria, con uno sguardo anche sul novantaquattro francese. Una guerra a mano armata dichiarata da una minoranza di sfruttati allo Stato liberale. Quello stesso Stato che non si faceva scrupoli a torturare, incarcerare, confinare, cannoneggiare e soprattutto difendere una società nella quale milioni di contadini vivevano in una condizione spesso al di sotto della sussistenza e nelle metropoli gli operai venivano letteralmente consumati dalla nascente macchina capitalista. Ben prima del fascismo, la tanto osannata Unità d’Italia viene fondata sul sangue della gran parte delle popolazioni. Lo sfruttamento, fino alla morte, la repressione crudele, non sono esclusivo appannaggio di uno Stato totalitario o di una fase eccezionale della vita politica, bensì sono elementi fondativi di questo dannato Paese e di ogni forma di governo. Vorremmo che questo libro non rimanesse negli scaffali a prendere polvere, un feticcio da collezionare nel pantheon dello storico di professione o di diletto. Vorremmo che questo libro non rimanesse lettera morta. Che le gesta di questi indomiti compagni illuminino ancora, col loro esempio, la strada di chi non si rassegna allo stato di cose presenti.

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[Francia] Il mio anarchismo [it]

“Individui innanzitutto. Le definizioni, quando non sono gabbie, sono come dei sassi lanciati nell’acqua: creano cerchi sempre più ampi, ma nessuno di questi riesce a contenere completamente la nostra individualità. Coscienti di questo, le parole non ci fanno paura. Perché siamo anarchici?“ – Adesso, n°19, 2004

L’anarchismo è un’attitudine individuale di fronte alla vita, non una teoria sociale, né un’ideologia politica o un’identità. In ogni caso è così che la vedo io e quello che segue non è quindi altro che una visione personale, una descrizione del mio anarchismo.

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Horror Vacui [en]

There are anarchists who run after uprisings on other continents wherever the spotlights of the media fall. There are anarchists who talk about “fortress Europe” and they don’t even know which States are part of the EU. There are anarchists who struggle against the borders and they don’t even know where the Schengen frontier runs. There are anarchists who, like “good white men”, see in the “dark-skinned” non-EU people potential comrades, and they don’t even notice that there are European non-EU people. There are anarchists who talk about internationalism and they don’t even know (or don’t give a fuck) what happens on their own continent. There are anarchists who express solidarity with all prisoners (or all political prisoners), as if the prison is really a correctional facility that automatically turns a human being into a better person (or a comrade/anarchist). There are anarchists who think of antifa as their comrades, as if the left-wing/extreme-left movements/parties are the lesser evil in an illusory revolutionary front. There are anarchists who get into the role of victims, just because they are a woman, gay, trans etc.., as if it is not enough to be “simply” a human being to be oppressed by the Power (as if this notion is
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Horror Vacui [it]

Ci sono anarchici che rincorrono le rivolte su altri continenti, ovunque si girano i riflettori dei media. Ci sono anarchici che parlano della “fortezza Europa” e non sanno neanche quali Stati europei fanno parte dell’UE. Ci sono anarchici che lottano contro le frontiere e non sanno neanche dove si estende la frontiera Schengen. Ci sono anarchici che, da “buon uomo bianco”, vedono negli extracomunitari “scuretti” dei possibili compagni, e non notano neanche gli extracomunitari europei. Ci sono anarchici che parlano di internazionalismo e non sanno neanche (o non frega loro un cazzo) cosa succede sul proprio continente. Ci sono anarchici che solidarizzano con tutti i prigionieri (o tutti i prigionieri politici), come se il carcere fosse veramente un luogo di correzione che automaticamente trasforma l’uomo in un essere migliore (compagno/anarchico). Ci sono anarchici che considerano gli antifa propri compagni, come se i movimenti/partiti di Sinistra/estrema Sinistra fossero un male minore in un illusorio fronte rivoluzionario. Ci sono anarchici che si calano nel ruolo di vittima, solo perché donna, gay, trans ecc., come se non basta essere un “semplice” essere umano per trovarsi oppressi dal Potere, come se questo concetto fosse
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Visualizzare il nemico Alcuni contributi sulla violenza anarchica [it]

La violenza come strumento di lotta è stata utilizzata attraverso la storia da vari gruppi, tendenze e rivendicazioni. La violenza come tale non riguarda esclusivamente solo una posizione o visione politica. I materiali o gli strumenti utilizzati nelle sue espressioni non fanno perciò parte solo di una certa ideologia o visione.

Ance la violenza, come ogni altro strumento, acquista il suo colore, il suo significato, la sua legittimazione e la sua progettualità attraverso quelli che la realizzano. Il senso e il motivo della sua applicazione fanno ovviamente parte del corpo teorico e intenzioni di coloro che la utilizzano. E se la possono utilizzare, quindi, gruppi, visioni o tendenze diverse, inclusi gli antagonismi, allora diventa vitale far capire su quali idee si basa.

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Chiamata al Dicembre Nero [it]

Con l’anarchico Sebastian Oversluij nei ricordi, a quattro anni dalla sua morte in lotta in Cile, durante il tentativo di espropriazione di una banca nel dicembre 2013.

Con cuori ricolmi, ricordando il compagno anarchico Alexandros Grigoropoulos, a sette dal suo omicidio in Exarchia, Grecia, dai proiettili della polizia nell’anno 2008.

Per un Dicembre Nero!

Mentre il totalitarismo democratico e civilizzato avanza, espandendo i suo meccanismi di controllo e sorveglianza, devastando territori naturali, attaccando spazi liberati e dando la caccia agli insorti in tutto il mondo, imponendo punizioni e lunghe condanne di carcere contro i nemici del dominio.

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Italy: Sripta Manent trial (started on 16/11/2017) — Statement to the court by anarchist Alfredo Cospito [en]

(translated by act for freedom now!)


On 16/11/2017 the SCRIPTA MANENT trial began inside the bunker courtroom of ‘Le Vallette’ prison in Turin. Imprisoned anarchist comrade Alfredo Cospito read a long declaration. Alfredo was not present in court as he was subjected to video conferencing from inside the AS2 unit in the prison of Ferrara.

Declaration to the Court:


Benevento 14th August 1878- Turin 16th 2017

Malefactors on trial

The Union of Egoists is your instrument, it is the sword with which you increase your natural strength; the Union exists thanks to you. Society, on the other hand, demands much from you and it exists without you; in short, society is sacred, Union is yours; society uses you, the Union–you use it – Stirner

O, gentlemen, the time of life is short! .. An if we live, we live to tread on kings — Shakespeare, Henry IV

I regret every crime in my life that I haven’t committed, every desire that I have not satisfied – Senna Hoy

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Panagiotis Argyrou (CCF-FAI/IRF)
L’insurrezione non può essere negoziata (11/2017) [it]

Il tempo è la malattia della realtà. In carcere, sembra che avveleni l’atmosfera. L’aria si ispessisce come fosse invasa da limatura di piombo, e giorno dopo giorno i nostri polmoni vengono infestati da questo ossigeno così tossico che ci pesa sempre di più con ogni giorno che passa.

Ti senti così oppresso che ad un certo punto inizi a pensare che ad ogni passo ti viene tolto un giorno di vita; ogni passo e un giorno in meno, ogni passo e un giorno in meno.

Durante questi quasi sei anni e mezzo della mia prigionia ho sempre avuto la sensazione di sprecare così tanti giorni mentre mi spostavo incessantemente avanti e indietro dai tribunali. Ho visto così tante volte ripetutamente lo spregevole rituale dei processi svolgersi in nome della Democrazia, e ogni singola volta me ne sono andato con la condanna di un pacco di decenni sulle mie spalle.

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Alfredo Cospito
Ready or Not... [en]

In these three years I was faced with choices which led me by the hand through a path fraught with crossroads and bifurcations.

Like on a minefield, I had to decide carefully where to step, with my pride and my self-respect at stake. The first choice I had to face with was whether I should continue to contribute, or let the prison overflow me, patiently waiting to get out. As limited as my situation is, I chose to continue to contribute through the written word. Once I made this decision I faced another crossroad: whether to confine myself — ecumenically — from this “high point” of my “status” (sic.) of a “revolutionary” prisoner — to bestowing blessings in each directions, applauding to every anarchist practice, paying attention not to make any enemies; or to use the weapon of critique, ever more harshly, trying to outline some analysis, to open some discourses. I chose the easier way (at least for me): openly push my critique to the extremes, at the cost of isolation (less letters, less information, less generic solidarity).

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Italy: Text by anarchist comrade Afredo Cospito from Ferrara prison (2016) [en]

With 30 years of charges on my back, it may seem absurd to feel the need to communicate projects and considerations. With the insistent censorship that distorts everything I write and say, it may seem stupid and mad to continue to resolutely communicate and write considerations lending themselves to censorship. I need such stupidity and madness to feel still alive and participating.
I have only one choice, back to the wall: continuing struggling, continuing with every means at my disposal.

I got inspiration to write this text from the prosecutor Sparagna [in charge for Scripta Manent]; in his solitary “interlocutory — monologue” he claimed with ill-concealed embarrassment that he got us by process of elimination, by the “scorched earth” that the anarchist movement in Italy made around us. Is it possible that the anarchist movement here in Italy sank so low as to not feel empathy with comrades caught in a grip of repression, to think of us as a foreign body?
The truth can not be found in the “specious” and stupid logic of a prosecutor from Turin. The truth is hidden in the folds, in different expressions of solidarity that have been addressed to us, in the opportunity that even a wave of repression such this one could give us. This is apparent from many actions expressing solidarity across the globe to us, this is apparent from a few but significant solidarity statements that we received. At first glance these statements may seem like the usual solidarity for appearances’ sake, but at my eyes they become fully meaningful.
Maybe because of their origins, comrades with different projects, despite everything, were profoundly, directly, touched. Maybe because all these comrades are in some way part of this anarchism of praxis that keeps anarchy alive and kicking, and well reacting across the globe. For this and for many other reasons, those words of solidarity are no small things and can become an opportunity, especially if they can go beyond the repressive matter.

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Torino [Italia]: Inizio processo “Scripta Manent” – Dichiarazione del prigioniero anarchico Alfredo Cospito (16/11/2017) [it]

Il 16/11/2017 è iniziato il processo SCRIPTA MANENT, all’interno dell’aula bunker del carcere “le Vallette” di Torino, il compagno anarchico prigioniero Alfredo Cospito ha letto una lunga dichiarazione. Alfredo non era presente in aula, in quanto sottoposto a videoconferenza dall’interno della sezione AS2 del carcere di Ferrara.

Dichiarazione di Alfredo:


Benevento 14 agosto 1878 – Torino 16 novembre 2017

Processo ai malfattori

“L’unione è solo un tuo strumento, è la spada con la quale accresci a acuisci la tua forza naturale; l’unione esiste grazie a te. La società, invece, reclama molto da te ed esiste anche senza di te; insomma, la società è sacra l’unione è tua propria; la società ti utilizza, l’unione la utilizzi tu” – Stirner

“Signori, il tempo della vita è breve… se viviamo, viviamo per calpestare i re” – Shakespeare, Enrico IV

“Mi dolgo di ogni crimine che nella mia vita non ho commesso, mi dolgo di ogni desiderio che nella mia vita non ho soddisfatto” – Senna Hoy

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Francia: Uscito n° 1 di “Kairos” – Giornale anarchico in lingua francese (11/2017) [it]

“Nel greco antico kairos indica l’idea del momento opportuno da cogliere, quella occasione favorevole, dell’attimo propizio che consente la riuscita di un’azione in mezzo ai rischi del mondo e alle incertezze di circostanze esterne. Per questo è necessario passare alla pratica, imparare a cogliere questo kairos, da una parte cercando di riconoscerlo senza nascondersi dietro il facile pretesto delle circostanze, e dall’altra preparandosi ad agire in modo da non lasciarsi scappare questa opportunità.

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Carcere di Ferrara [Italia]: Scritto del compagno anarchico Alfredo Cospito [it]

Con accuse da 30 anni sul groppone può sembrare assurdo sentire il bisogno di comunicare progetti e riflessioni. Con la censura che incalza stravolgendo tutto quello che scrivo e dico continuare imperterrito a comunicare e scrivere riflessioni, che inevitabilmente si prestano alla repressione, può sembrare stupido e folle. Stupidità e follia di cui non posso fare a meno per sentirmi ancora vivo e partecipe.

Una sola scelta, spalle al muro, continuare la lotta. Continuare con ogni mezzo a mia disposizione.

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Italy: Open Letter To The Anarchist & Anti-Authoritarian Movement (2003) [en]

Released by the FAI (Informal) in 2003 after a series of letter-bomb attacks against State targets across the EU.



As the consolidation of the EU is going on quickly and assuming all the wickedness of the political, economic, military-repressive choices of the various States, and as a European constitution that re-establishes and legitimates EU dominion is about to be ratified, the first Informal Anarchist Federation struggle campaign has started. We could not deny ourselves the pleasure of actively criticising the six-month’s Italian presidency of the EU, which is coming to an end. We are aware that, behind any official rhetoric, the decisions that have been taken during the last months will bring about new practises of exploitation and dominion. In Fortress Europe, where not only the borders between exploiters and exploited are defended with the arms, we oppose trade agreements and the militarization of the territory with free agreements between those who struggle against dominion, as we want to demonstrate that not only is the struggle possible, but it is also an absolute necessity.

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Regno Unito : “Pioggia e Fuoco” – Comunicato della FAI britannica (2011) [it]

Ripubblichiamo questo testo scritto dalla F.A.I. britannica perché lo consideriamo ancora oggi significativo, come lo era allora nel 2011. Con la sempre più crescente escalation della società tecno-industriale su quest’isola-carcere, e con le sue infiltrazioni negli angoli del pianeta non ancora toccati da essa, è più che mai necessario contribuire a portare la civiltà e il suo dominio al crollo, a prepararsi per l’attacco dell’imminente crollo. “...ogni momento della vostra vita dipende dalla vostra capacità di agire e ribellarvi contro chiunque e qualsiasi cosa provi a mettere l’autorità al di sopra di voi...”

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Italy: Anarchist newspaper “Vetriolo” issue 1 is out, autumn 2017 [en]

We published issue 1 of anarchist paper Vetriolo at last. At the same time we also printed issue 0 for those who have recently asked for copies, as it had been out of stock for a while. After several months of censorship the contribution anarchist comrade Alfredo Cospito wrote last winter for the previous issue has arrived. His letter had been blocked and seized on order of inquisitor judge Sparagna, the “scripta manent” operation’s instigator.
In this new issue there’s space for analysis on questions that were raised in the previous one, in particular the questions of cities, political alliances and internationalism, the history of the exploited’ movement and the continuation of an attempt at the analysis and elaboration of an anarchist theory of the State. Moreover we also treated other questions: a critical reflection of the concept of consistency; another one on survival in urban spaces and the changes that the latter undergo; an article of analysis on technology, in particular robotics, from an ecological point of view and in terms of its social and antisocial consequences. We dedicate an important part to the issue of “war”. With our often bitter tone and polemic articles we
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Sulle ITS e minacce virtuali [it]

Questo testo non pretende essere né una risposta né intende disarmare qualche discorso, e tanto meno vuole essere una critica. È una risposta ad una serie di minacce ricevute via mail, con le quali, mi pare, queste persone abbiano definitivamente toccato il fondo e non possono diventare più ridicole.
Vari testi e riflessioni critiche da differenti parti del pianeta sono state mosse negli ultimi mesi contro le ITS in Messico e in generale contro tutta la tendenza autodenominata “eco-estremista”. Possiamo leggere i contributi di gruppi anarchici insurrezionali del Messico, come anche le critiche di altri compagni come Eat di Indonesia, la critica realizzata da uno dei gestori del blog It’s Going Down! di Nord America, o i due testi pubblicati nel Regno Unito, intitolati Eco-estremiso e l’attacco indiscriminato – La Chiesa di ITS Messico e Darko Mathers non era un eco-fascista. Era alquanto ovvio che questa “tendenza eco-estremista” avrebbe ricevuto una risposta.
Dopotutto, negli ultimi anni la dialettica tra i diversi gruppi di azione diretta contro il dominio (siano essi anarchici o meno) è stata una costante, sfruttando le azioni per stabilire un dialogo fruttuoso che affila sia la teoria che la pratica, migliorando i colpi di quelle persone che in maniera puntuale e strategica, o come parte già irrinunciabile delle loro vite, hanno scelto di passare all’attacco qui e adesso. E ovviamente, le risposte delle ITS (Individualità Tendenti al Selvaggio) non si sono fatte attendere, però devo dire che si sono dimostrate più deludenti di
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Radiofragmata
Grecia: Dichiarazione per la Settimana internazionale di Solidarietà con i prigionieri anarchici (23/08/2017) [it]

Sulla settimana internazionale di solidarietà per i detenuti anarchici, 23-30 agostoRadiofragmata

Ormai da anni le varie agenzie statali di repressione ordinano nuove indagini basate sul solo criterio delle posizioni politiche dei sospetti. E questo sono le posizioni degli anarchici, soprattutto quelli che trasformano le proprie idee in azioni, quelli che armano i propri desideri e attaccano l’autorità statale. Perciò, ogni indagine è legata ad un possibile procedimento giudiziario contro i compagni, secondo le leggi della loro “democrazia”. Il procedimento di polizia che inizia con i testi per poi estendersi a tutte le possibili azioni, non un fatto nuovo negli ambienti anarchici. Al contrario, come dimostra il passato ci sono già stati simili procedimenti in paesi come Italia, Cile ecc, là dove esiste una forte presenza dei compagni, che promuovono l’azione diretta e l’intervento.
L’obiettivo comune dell’odierna polizia internazionale è la prevenzione della propaganda anarchica, dell’azione diretta e della diffusione di idee. Per questo motivo, in molti casi nemmeno esitano a lasciar da parte l’affinata maschera di “democrazia” che in teoria consente “libertà di parola e idee”. E così, ogni illusione che qualcuno magari poteva ancora serbare viene disciolta. Le cose diventano chiare: “l’azione anarchica o la parola è o illegale o assolutamente nulla!”. La nuova forma di repressione viene attualmente esercitata contro molti dei nostri detenuti che si trovano in carcere con accuse basate sulla loro identità politica e avendo rivendicato politicamente le proprie azioni e le proprie organizzazioni. E’ indubbio che nel futuro questa strategia di repressione preventiva, di processi con massimo della pena, e rapidi, come gli sforzi di isolare e mettere a tacere saranno implementati ovunque, o almeno ci sarà il tentativo – oltre i nostri detenuti essa cercherà di raggiungere gli spazi anarchici e i luoghi auto-organizzati che difendono e diffondono i valori anarchici.
Assieme con le pesanti, devastanti sentenze contro i
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Italia: Spunti critici sul testo “Cronaca emotiva, casuale, collettiva delle giornate del G-20 ad Hamburg” di Berlin Migrant Strikes apparso su Effimera.org [it]

(Testo su effimera.org)

Il testo che state per leggere non mira, né ha la pretesa di sviluppare un’analisi esaustiva, su quanto accaduto nelle giornate del 6/7/8 luglio 2017 ad Amburgo durante il vertice del G-20. Non vi è dubbio che chiunque abbia preso parte a quell’esperienza sia in grado di poter rielaborare le proprie sensazioni in un compendio di emozioni e valutazioni sociali e politiche. Questo testo vuole mettere in evidenza alcuni aspetti della cronaca in questione che altrimenti, se non chiariti, potrebbero generare, ad avviso dello scrivente, le consuete e rassicuranti strumentalizzazioni postume ad eventi così discussi e sfaccettati. Spianando così la strada ad un ritorno alla normalità in cui un tale bagaglio foriero di rotture irrecuperabili possa essere ricomposto e, quindi, re-indirizzato ad uso e consumo delle varie strutture politiche di movimento la cui egemonia analitica è prioritaria per la loro sopravvivenza.
La cronaca è disponibile su internet. Il testo seguente verrà sviluppato per punti per ragioni di chiarezza, in quanto nella cronaca molte valutazioni sono presentate come affermazioni, di fatto arbitrarie e che non possono in nessun modo rappresentare le intenzioni, le scelte e le sensibilità di tutti gli individui che hanno preso parte alla rivolta.
Chi si ribella contro il Potere non desidera implicitamente contribuire a narrazioni organiche e confortanti che vengono regolarmente alla luce a conti fatti.
Ovviamente, ognuno è liberissimo e legittimato nelle proprie considerazioni, ma avventurarsi in una mappatura politica degli avvenimenti di Amburgo per individuare come vittoria l’emergere di un nuovo movimento europeo risulta, se non strumentale, quanto meno azzardato.
Non si tratta di cercare discussioni a tutti i costi, quando apparentemente non ce ne sono. Si tratta di rimarcare elementi imprescindibili della lotta rivoluzionaria che non possono essere costantemente rigirati come una frittata a seconda degli esiti di una data vicenda. Si tratta di non affievolire il fuoco della rivolta attraverso
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