Madrid [Spagna]: Incendiato bancomat [it]

Venerdì notte: mentre la maggior parte di cittadini riposava o celebrava in forma di noia e ozio ripetitivo l’alienazione sistematica della propria settimana salariale, un bancomat è bruciato a Carabanchel, illuminando per alcuni istanti l’apparente pace e tranquillità della notte di Madrid.

Non utilizzeremo lo spazio di questo testo per descrivere le molteplici miserie di questo sistema, né elencheremo i suoi responsabili. Abbiamo deciso di farlo, in questo caso col fuoco, in un’altra maniera.

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Madrid [Spagna]: Attacco “simbolico” contro bancomat (10/11/2018) [it]

Il sabato scorso, 10 novembre, abbiamo distrutto fino a farli diventare inutilizzabili 7 schermi di bancomat e 2 di parchimetri nelle zone di Embajadores y Chamberí (Madrid).

Non sappiamo se il danno economico che abbiamo causato sia elevato, e neanche ci importa. Sicuramente il piacer c’è stato. Distruggere i simboli del Capitale è semplice: oggetti contundenti si trovano ad ogni angolo... E obiettivi non mancano, immaginazione.

Reinventa il tuo ozio, reinventa le banche!

Viva l’anarchia!!

Buenos Aires [Argentina]: Falliti due attacchi bomba (14/11/2018) [it]

NOTA DI INSTINTO SALVAJE: La seguente notizia necessita di verificare tutti gli antecedenti, dato che è stata ripresa da vari media nemici di comunicazione. Finché non avremo maggiori informazioni sulle affinità delle due persone legate a questo episodio, si chiede di prendere con attenzione e cautela ciò che viene pubblicato. Seguiranno aggiornamenti il più presto possibile.


Il 14 novembre di questo anno viene riportato dai media del nemico della regione argentina che ad una ragazza chiamata Anahí Esperanza Salcedo di 33 anni sarebbe esplosa una bomba nel momento di collocazione. Secondo questa informazione, sarebbe stata arrestata e trasferita all’ospedale assieme ad un uomo chiamato Hugo Alberto Rodriguez di 38 anni, il quale è poi stato trasferito alla scuola di polizia Juan Vucetich. Queste due persone sarebbero anarchiche e il luogo prescelto per collocare l’ordigno esplosivo sarebbe stata la tomba di Ramón Falcón, militare e capo di polizia che reprimeva con il pugno di ferro le manifestazioni operaie dell’inizio XX secolo. La repressione ordinata nella Settimana Rossa, del maggio 1909, lasciò decine di morti e feriti. Il 14 novembre di quell’anno, un giovane anarchico di nome Simón Radowitzky, appena arrivato dall’Ucraina, lanciò una bomba artigianale contro la carrozza sulla quale viaggiava [Falcón, ndt] dopo aver lasciato, precisamente, il Cimitero di Recoleta. Morì qualche ora dopo. Questo mercoledì si celebrano 109 anni di questo attacco.

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Italia: Aggiornamenti sull’anarchico sardo prigioniero deportato Davide Delogu (13/11/2018) [it]

Oggi 13/11/2018 il compagno anarchico sardo prigioniero deportato Davide Delogu è stato assolto per quanto riguarda il “procedimento Buoncammino”. Davide si trovava sotto processo con l’accusa di tantata evasione in seguito ad una ribellione avvenuta nel 2013 all’interno del carcere di Cagliari.

Madrid [Spagna]: Sabotati bancomat in solidarietà con i compagni detenuti (12/11/2018) [it]

Nella notte tra l’11 e il 12 novembre 20 bancomat sono stati sabotati con martelli nella zona nord di Madrid. Che si moltiplichi l’azione anarchica per ogni colpo di Stato. Che la solidarietà si più delle parole.

Un saluto alle persone colpite dalla repressione lo scorso 29 ottobre per altri attacchi contro le istituzioni bancarie. Forza e affetto alla nostra compagna Lisa, detenuta dallo Stato tedesco per la rapina di una banca ad Aquisgrana.

Per l’anarchia.



The Local Kids — Issue 2 — Autumn 2018 [en]

— A compilation of texts, a contribution to a correspondence between those who desire anarchy and subversion.

It occurs, sometimes, this feeling of being in the right spot. Then someone says or does something that upsets the perceived balance of things, and the moment evaporates. For only a moment it was. And it begs the question; can belonging in a place be part of an anarchist life? Resisting to go with the flow of this society, contradicting hierarchical relationships, refusing to take part in cliches. Not exactly characteristics that go well with the seemingly effortless fitting in that this age of selfies advertises. Feeling estranged, sensing a distance with your surroundings is recurrent. And at times so chronic that leaving becomes a first, necessary step to being present again somewhere (else). But mostly one holds on to a place because besides all that repulses there is still more that attracts. Then the art is to not smother its contradictions in indifference or to smooth them out in illusions of unity, but to turn them in open confrontation based on the proposal for a different, liberated life. And maybe it is in these subversive relationships, that one can find a place.

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Flower Bomb
Vegan Means Attack Fomenting A Wildfire Against Speciesism and Moral Anthropocentrism [it]

My veganism exists as a nihilist confrontation against the existing moral fabric of anthropocentrism and speciesism. Here on this landmass called “america”, the moral justifications for consuming the flesh and secretions of non-human animals go hand in hand with the industrialization of their enslavement and reduction to commodity status. This is a reflection of capitalist society reducing chaos to order, animal bodies from wild to domesticated, and the marketing of bodies that are socially recognized as mere products for consumption. My veganism is defined not only by an individualist refusal to internalize, validate and reinforce these authoritarian social values, but also by consecutively attacking them as well.

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Italia: Aggiornamento sul sciopero della fame di Paska e appello alla solidarietà (10/11/2018) [it]

Aggiornamenti su Paska del 10\11\18:
Paska ci ha fatto sapere che è stato spostato in isolamento e che ci rimarrà per 15 giorni, a regime chiuso, ha solo mezz’ora d’aria, il resto del tempo lo passa da solo in cella, per gli spostamenti ha sempre una scorta di 2-3 guardie e i colloqui li fa in separata sede, a porta aperta e con il piantone delle guardie sulla porta. Ha segni evidenti in faccia del pestaggio subito prima dell’udienza dell’8\11, cosa che ha provato a dichiarare in aula ma che gli è stato impedito di fare dal giudice che ha perentoriamente ordinato che venisse portato fuori dalle guardie. Ha provato a farsi refertare le botte (ha preso duri colpi sia in testa che sulla schiena) ma il medico non ha refertato proprio nulla, per questo intende chiedere il divieto di incontro con i medici e gli infermieri.
Nonostante ciò Paska tiene duro e porta avanti le sue lotte a testa alta.
Rilanciamo l’invito al presidio sotto il carcere di La Spezia il 18\11\18 alle 15:00.
PASKA LIBERO E SPORTIVO.

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Messico: Attacco esplosivo contro concessionaria General Motors (02/11/2018) [it]

lo sterile agglomerato di individualità nelle lotte che sono già di per sé obsolete e il discorso pacifista che ha optato per conquistare diversi gruppi (di sinistra) ci disgustano e ci obbligano a riaffermarci nella nostra posizione contro questa megamacchina, sempre cercando di lasciare le parole e iniziare l’attacco, diretto contro quelli che sostengono e difendono questo stato attuale delle cose, non ci soffermeremo a riflettere se questo o quello ha maggior peso sul danno alla natura, dato che tutti questi fanno parte di un unico insieme la cui stessa esistenza è nociva alla terra.

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Paulding County (Georgia) [USA]: Sabotato il sito di costruzione del carcere (04/11/2018) [it]

Nel 2016 gli elettori della contea di Paulding hanno approvato un nuovo centro di detenzione per adulti e di polizia, di 77 milioni di dollari. La Turner Construction (filiale della società tedesca Hochtief) sta gestendo questo progetto e subaltando il lavoro alle imprese locali. I lavori di costruzioni sono ben avviati.

Di prima mattina del 4 novembre siamo entrati nel cantiere edile e messo fuori uso due caricatori frontali, una trivellatrice e un escavatore. Le chiavi di tutti i macchinari erano nel cruscotto, perciò abbiamo alleggerito la compagnia da queste. Ci siamo poi spostati negli uffici locali del progetto, dove siamo riusciti a staccare la corrente del cantiere e mettere fuori uso due gol carts e un furgone dell’azienda. Al momento di questa pubblicazione, 4 giorni più tardi, un caricatore frontale e la trivellatrice sono ancora fuori servizio. Il lavoro è stato rinviato per diverse ore il lunedì successivo all’azione.

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Indonesia: Aggiornamento sul processo contro i detenuti di Yogyakarta (11/2018) [it]

Aggiornamento sui detenuti anarchici a Yogyakarta, per adesso stanno bene come ci si poteva attendere. Anche se il compagno BV sta registrando difficoltà respiratorie, però inizia a star meglio.

Il processo sarà molto lungo, soprattutto per i compagni BV, AM e W. Per quelli che il processo è iniziato l’8/11/2018, hanno già affrontato la fase dibattimentale (difesa dell’imputato), e ricevuto dal P.M. la richiesta della pena massima di 10 mesi al processo del 1° novembre 2018, al tribunale distrettuale di Sleman. Attualmente si trovano detenuti nel carcere di Cebongan, Sleman, in attesa della successiva udienza, che ha in programma la consegna del verdetto per il 22/11/2018.

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Italia: Resoconto dell’udienza dell’8 novembre per “l’operazione Panico” [it]

Giovedì 8 novembre c’è stata la terza udienza per l’Operazione Panico. Come si sia svolta, non si sa e alla fine non ci interessa più di tanto. I fatti si commentano da soli.

In aula erano presenti Giova, Ghespe e Paska, qualuno degli imputati, e un pubblico di compagni. Non appena è iniziata l’udienza, Paska ha chiesto la parola, tramite il suo avvocato, per leggere una dichiarazione. E’ arrivato in aula con i segni delle botte prese nel carcere di La Spezia la mattina stessa, prima della traduzione a Firenze. Ha iniziato a leggere la sua dichiarazione, che cominciava narrando il pestaggio da parte dei secondini, ma il giudice ha ordinato subito che gli venisse spento il microfono, blaterando che ciò che stava dicendo non era pertinente al processo, che quella non era la sede competente per denunciare quei fatti e cazzate simili. Paska, nonostante ciò, ha continuato a leggere alzando la voce, ma è stato strattonato via dalle infami guardie, che hanno tentato di strappargli di mano i fogli, rinchiudendolo nei sotterranei del tribunale. I compagni presenti e gli imputati si sono alzati protestando rumorosamente, e per tutta risposta il giudice ha espulso il pubblico dall’aula. A quel punto, anche gli imputati sono usciti per confrontarsi con gli altri, mentre l’avvocato di Paska ha chiesto che fosse riammesso in aula, anche nella gabbia se necessario, e ha ricordato che il suo assistito è da qualche giorno in sciopero della fame per protestare contro le condizioni detentive e per chiedere il trasferimento ad un altro carcere. Al giudice, ovviamente, gliene importava ben poco, e ha disposto che Paska rimanesse chiuso nelle celle sotterranee. Gli imputati sono rientrati in aula per leggere una breve dichiarazione, affermando che anche il giudice è complice dei maltrattamenti che sta subendo Paska in carcere, ribadendo la solidarietà ai tre compagni prigionieri e la volontà di non continuare ad assistere all’udienza. Il giudice ha provato a interrompere quasi subito, parlando sopra al compagno che stava leggendo la dichiarazione, al che gli imputati sono usciti dall’aula definitivamente. Sappiamo che subito dopo anche Giova e Ghespe hanno chiesto di essere portati via, e la cosa ha forse provocato nel giudice un ripensamento, perché ha fatto richiamare Paska per chiedergli se volesse tornare in aula. Il compagno ha assentito, e così pure Giova e Ghespe. I compagni imputati invece sono rimasti all’esterno del tribunale, dove alcuni hanno improvvisato un breve presidio nei pressi del cancello d’ingresso, per poi riunirsi con gli altri nell’attesa di salutare i compagni al termine dell’udienza. Questo però non è stato possibile, perché i tre, a fine processo, sono stati caricati in fretta e furia nei furgoni cellulari che hanno fatto un pezzo di strada in contromano per non passare davanti ai compagni, ma si sa, la miseria umana dei secondini non ha confini.

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La Spezia [Italia]: Paska in sciopero della fame (05/11/2018) [it]

Paska in risposta alla condizioni detentive e alle provocazioni delle guardie ha iniziato uno sciopero della fame da lunedì 5 novembre.

Il 18 novembre ci sarà un presidio sotto il carcere di La Spezia

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Provocazioni delle guardie nei confronti di Paska

Il processo riguardo la denominata “operazione Panico” a Firenze, per la quale tre nostri compagni sono detenuti (e tante/i altre/i imputate/i) prosegue, ed è arrivato alla sua terza udienza.

I giorni immediatamente precedenti alla prima udienza, Paska, detenuto nel carcere di Teramo, viene trasferito al carcere di La spezia: durante la traduzione le guardie gli “smarriscono” effetti personali e gli negano ogni informazione sulla sua destinazione e sulla durata della permanenza nella nuova prigione.

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Roma [Italia]: Attaccato ripetitore (09/2018) [it]

In una sera di settembre ci siamo mossi per attaccare col fuoco un ripetitore telefonico. avevamo negli occhi e nel cuore la rabbia per la morte di una persona alla foresta di Hambach, durante la resistenza allo sgombero della polizia. le infrastrutture delle telecomunicazioni sono oggi uno dei perni del moderno dominio tecnologico, funzionali al funzionamento di altri dispositivi e strutture tecnologiche facenti parte anch’essi di una rete complessa, in cui ogni elemento è dipendente dall’altro. l’essenza autoritaria del sistema è espressa chiaramente da questa interdipendenza tecnologica. nonostante la tendenza oggi sia di creare sistemi sempre più autonomi, è ancora possibile colpirne un elemento mettendo fuori uso l’intera rete con un effetto a cascata.

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Italia: Documento dell’anarchico sardo prigioniero deportato Davide Delogu [it]

(Il documento che segue è stato redatto e letto dal compagno anarchico Davide Delogu il 10 Ottobre 2018, durante un udienza del processo che lo vede accusato di tentata evasione dalla galera di “Buoncammino” nel 2013, nella città di Cagliari, in Sardegna)


Come si sa, inizialmente questo processo è stato bloccato per un anno dal D.A.P., tentando (fallendo) di imporlo in videoconferenza, abusando l’utilizzo di tale “misura di emergenza”, per incatenarmi nel ruolo di ostaggio inerme da una tecnologia insidiosa e prevaricatrice, per fiaccare la volontà del detenuto come strumento per depersonalizzarlo, per chi non resiste, prenderlo per sfinimento, isolarlo dal proprio contesto affettivo e solidale, per far tacere nella rassegnazione la tensione refrattaria , e in particolare la lotta contro il carcere, realtà invece che non ha mai cessato di esistere/resistere nonostante tutto. Sono le stesse “misure emergenziali” con cui vengo ingabbiato nelle cloache penitenziarie della Sicilia da anni (deportato come conseguenza repressiva alle lotte intraprese nel carcere di “Buoncammino”) con l’applicazione di reggimi differenzianti, tra i quali l’estremizzazione dell’isolamento 14-BIS, attuati con arbitrarietà feroci, perverse metodiche sioniste, per abbattere moralmente e fisicamente il detenuto,e con esso quella lotta originaria, che non sono riusciti tuttavia a fermare, essendo un’individualità viva, incorreggibile/indomabile e non soggetto ad alienazione/annichilimento carcerario, alimentando invece più rabbia, disprezzo e determinazione nell’affrontare combattendo la tortura bianca degli isolamenti continui e totali in questione, ma anche del carcere in generale, quale strumento vendicativo dello Stato, con cui pianifica e sperimenta sulla nostra pelle di dannati, l’evoluzione repressiva sull’ideologia della manipolazione dell’identità e sull’appiattimento delle menti e degli istinti, all’interno di un vivere subumano, da automi, per il mantenimento non solo del potere carcerario (che si può colpire quando si vuole…) ma dell’intero dominio imperialistico-capitalista di civilizzazione del sistema di cose esistenti nella società e in tutto ciò che vi è attorno.

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How to start evacuation [it]

When the police evacuate some space because it is looking for an explosive, it stops or blocks the function of this place.

We can use it as a tactic in resistance. Like sabotage. Like support for the strike. Like blocking the circulation of capital. Like an escalation of an attack against oppressors.

The police are going to the place of the reported explosion a few minutes after they read the e-mail message. Evacuation takes tens of minutes or even several hours.

This manual works. It is used in practice for several years. No one was arrested or convicted. It is safe and effective.

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Chiamata di solidarietà con gli anarchici russi [it]

I servizi speciali in Russia stanno preparando la distruzione del movimento anarchico. Il pretesto è l’attacco-bomba dei giovani anarchici. Il diciassettenne anarchico Mikhail Zhlobitsky si è fatto esplodere nell’edificio di FSB [ex KGB, ndt]della città di Arkhangelsk, nella mattina del 31 ottobre. Prima dell’esplosione aveva scritto un messaggio sul social network “Vkontakte” e sulla chat “Reči buntovščika” (Parole di un ribelle, ndt) del Telegram messenger (t.me/rebeltalk). In questi messaggi, alcuni minuti prima dell’esplosione aveva segnalato la preparazione dell’azione, citandone i motivi – propaganda col fatto e vendetta per le torture e per la repressione di FSB contro gli anarchici.

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Per quanto riguarda la morte di Kevin Garrido – Chiarimenti e presa di posizione [it]

Il 2 novembre, Kevin Garrido è stato assassinato nella prigione di Santiago 1, situata nella regione cilena. A seguito delle notizie che circolano attraverso i siti web di contro-informazione su questa persona, riteniamo sia necessario fare alcune precisazioni:

Kevin Garrido, NON ERA ANARCHICO, nei suoi ultimi comunicati ha chiarito la sua affinità con l’ideologia eco-estremista: “Hanno svolto delle indagini su di me, mi hanno pedinato e mi hanno dato la caccia puntandomi la pistola alla testa. Hanno mostrato la mia faccia in televisione, i giornali mi hanno diffamato e le loro argomentazioni erano piene di idiozie. Mi hanno falsamente etichettato come anarchico e hanno presunto che, di fronte a un gran numero di poliziotti, avrei chinato la testa e sarei rimasto in silenzio. Mi hanno costretto a rimanere seduto in una delle loro aule di tribunale per più di sei ore, obbligandomi ad ascoltare le parole del pubblico ministero che mi davano il vomito. “

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Regarding the Death of Kevin Garrido – Clarifications and Positioning [en]

On November 2nd, Kevin Garrido was murdered in the Santiago 1 prison, located in the Chilean region. As a result of the news that has been circulating via the different counter-info web projects about this individual, we consider it necessary to make some clarifications:

Kevin Garrido, WAS NOT AN ANARCHIST, in his last communiques he made clear his affinity with eco-extremist ideology: “They investigated me, traced my steps and managed to hunt me down with their guns pointed at my head. They exposed my face on TV and the newspapers defamed me, with a cluster of idiocies in their argumentation. They falsely labeled me an anarchist and presumed that faced with a large number of policemen that I would bow my head and not respond. They sat me in one of their courtrooms for more than six hours to hear the words that the prosecutor was spreading with a vomit-inducing stench.”

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Donate to imprisoned anarchists, solidarity campaigns, 325 and related projects with cryptocurrencies [it]

So we can better collect and transfer financial solidarity to imprisoned comrades in various cases with a minimized interference and seizure by the banks and the state, there are several cryptocurrency wallets available that we have opened to receive money from those interested and in solidarity. We will continue to maintain these wallets for the gathering and channeling of money for imprisoned anarchists internationally. This is also an appeal for financial solidarity to our informal network and group, publications, logistics, outreach etc. Our project requires money as we help persecuted and imprisoned comrades, pay for organisational costs and propaganda. Help us survive and take 325 to the next level, please consider donating, no amount is too small. If you are not able to send financial solidarity, then contributions of translations, articles, reports, photos and thematic art/designs are always welcome.

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Spagna: Sull’arresto di due anarchici, il 29 ottobre a Madrid [it]

Lunedì scorso, 29 ottobre, la Brigada de Información si è recata in casa di due anarchici a Madrid per arrestarli. Sono accusati di reato di danneggiamento, causatio dall’incendio di un bancomat della Bankia nel quartiere di Vallekas, durante la settimana di azione per la riccorrenza della detenzione di compagna Lisa, che attualmente si trova prigioniera dello Stato tedesco, condannata a 7 anni, per rapina in banca.

Non è la prima né l’ultima volta che lo Stato reprime qualsiasi traccia di azione diretta anarchica. E’ da un po’ di tempo che lo Stato sta potenziando il suo apparato repressivo, ne sono la prova la proliferazione di videosorveglianza (come in questo caso), il prelievo del DNA, il coordinamento con gli altri corpi di polizia a livello europeo (come nel caso di Lisa o dei perseguitati di G20, con l’ultimo episodio nello Stato spagnolo lo scorso 10 ottobre, con perquisizioni dei compagni a Palencia e a Madrid).

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Francia: Kairos n°7 – versione in lingua italiana [it]

Traduzione del foglio anarchico francese Kairos n° 7


Diffondere la nostra rabbia, sempre
Un’estate in inferno

La lunga estate del 2017 è stata scottante. Enedis, filiale di Energie de France incaricata della gestione della rete elettrica, è stata particolarmente toccata. Il 18 maggio, per “festeggiare” l’anniversario della macchina degli sbirri incendiata in Quai de Valmy [a Parigi; NdT], un furgoncino di questa società si infiamma a Rennes. Poi, una dozzina di loro veicoli brucia il 30 maggio a Grenoble. Come una strizzatina d’occhio a questa azione, “ai primi di giugno, da qualche parte in Francia” altri tre furgoni di Enedis bruciano. L’11 giugno è a Crest (nel dipartimento della Drôme) che un locale di questa impresa viene dato alle fiamme. A Bagnolet (Seine-Saint-Denis), un furgoncino di un’azienda associata a Enedis nella posa dei contatori elettrici connessi Linky è in preda al fuoco il 2 luglio. Diverse macchine finiscono in cenere il 17 agosto, su un altro parcheggio di Enedis, a Bar-le-Duc (Meuse).

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Library.Anarhija.Net — (not so) new anarchist project [en]

ABOUT THIS LIBRARY

lib.anarhija.net

We live in the age of the inflation of the word. Its presence is so ubiquitous, its quantity is so overwhelming that its value tends to be zero, carrying no meaning. Technology has made publishing easy and inflated. The idea this library is built upon is not to collect everything coming out from the internet, but instead to save from this deluge meaningful, purposeful, useful texts, texts with live ideas, texts which could be printed and which wouldn’t feel off on the tables of an anarchist distribution. The outcome of this endeavour is still unclear.

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Francia: Uscito n° 7 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (11/2018) [it]

Abbiamo il piacere di annunciarvi l’uscita del settimo numero di Kairos (novembre 2018).

Come al solito, potete trovarlo in formato PDF sul blog, assieme a tutti i numeri precedenti.


Grecia: Manifesto di solidarietà con la compagna anarchica detenuta, Aggeliki Spyropoulou [it]

Manifesto di solidarietà per Aggeliki Spyropoulou, companga anarchica detenuta per il caso di fuga delle CCF. La compagna è stata condannata a 28 anni di carcere per il coinvolgimento nel tentativo di fuga, che consisteva nel far saltare un parte del carcere di Korydallos per poi liberare i membri prigionieri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, nel 2015.

Per scrivere:
Aggeliki Spyropoulou
Dikastiki Fylaki Korydallou – Gynaikeies Fylakes
T.K. 18110 – Korydallos
Athens – Greece

Testo del manifesto:
ASSALTARE IL CIELO
LIBERTÀ PER AGGELIKI
“Quale gesto di soldiarietà può quindi essere più profondo, più efficace e più sincero con questi compagni che senza rimorso hanno rifiutato la giustizia dell’autorità, scegliendo di rivendicare la propria libertà per continuare a combattere contro l’autorità, che condividere la colpa di essere coinvolti nella cospirazione assieme a loro aiutandoli a porre fine alla prigionia?” – Aggeliki Spyropoulou

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