Repubblica Ceca: Lukáš Borl — Tutto il potere all’immaginazione? (12/11/2017) [it]

Quando avvennero i massicci scioperi di operai e studenti nella Francia del ’68, uno degli slogan era “Tutto il potere all’immaginazione”. La polizia e i tribunali cechi adesso possiedono una loro interpretazione. Loro affermano la propria autorità promuovendo la propria immaginazione.

Quando la polizia voleva il mandato d’arresto contro di me, i loro motivi si basavano su dichiarazioni speculative e su una massa di stronzate a caso. Ovviamente, è bastato per ricevere il mandato. E’ addirittura spaventoso quanto potente la loro immaginazione può essere.

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Italy – Court of cassation’s verdict concerning an article published on the monthly “Invece” (19/10/2017) [en]

On Thursday 19th October the court of cassation held a session of the trial against a comrade accused of instigation to commit crime following an article published in the anarchist monthly ‘Invece’ in May 2012.

The article is about a book written by Pierpaolo Sinconi, a carabinieri captain. He took part in war missions in Bosnia Herzegovina, Kosovo and Iraq. He was a tutor in training centres for peacekeeping in Africa, America, Asia and Europe. He’s a member of a group of experts in peacekeeping and peacebuilding from ‘G8’ countries. And since 2006 he’s being teaching International Law and Humanitarian International Law at the Stability Police Units Centre in Vicenza.

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Czech Republic: Lukáš Borl — All power to the imagination? (12/11/2017) [en]

When extensive strikes and workers’ and students’ riots took place in France at 1968, one of the slogans back then was “All power to the imagination”. Czech police and courts now have their own interpretation. They assert their authority through fostering their own imagination.

When police wanted the arrest warrant on me, their claimed reasons for that were speculative statements and bunch of random bullshit. Obviously, it was enough for getting the warrant. It is even scary, how powerful their imagination can be.

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Italy: Updates on operation “Scripta Manent” (16/11/2017) [it]

The trial will begin on November 16th in high security court in Turin prison.

The anarchist comrades Alfredo Cospito, Anna Beniamino, Danilo Cremonese, Nicola Gai will not be allowed to attend the trial in the courtroom, they will be subjected to a video-conference inside the High Surveillance 2 sections, where they are held.

The anarchist comrades Marco Bisesti, Valentina Speziale, Alessandro Mercogliano will be allowed to attend the trial in the courtroom, but they refuse to take part in the trial in solidarity with comrades subjected to video-conference.

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Porto Alegre [Bra$ile]: “Quando l’anarchia disturba” – Dichiarazione della Bibliotec Kaos sugli attacchi contro anarchici (10/2017) [it]

FANCULO “L’OPERAZIONE ÉREBO”

Ci sono molte cose da dire, ma inizieremo con la più urgente. Il 25 ottobre è iniziata la caccia anti-anarchica, contro il FAG [Federazione Anarchica Gaucha], l’istituto Parhesia, lo spazio occupato Pandorga e alcune individualità che hanno visto i propri spazi e le proprie case invase dalla polizia. Se non proprio tutta, ma probabilmente una buona parte della varietà anarchica è stata colpita e varie di loro si sono pronunciate in accordo, con fermezza, contro la repressione. E questo è aria fresca che rafforza ognuno che sente l’eversione.

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Cile / Brasile: Solidarietà è Azione – Contro “Operazione Érebo” (26/10/2017) [it]

Su attacchi contro gli spazi anarchici in Brasile e sulla internazionalizzazione dell’attacco anarchico contro la repressione in Cono Sud

Come è già stato riportato in alcuni media della stampa e blog affini, all’alba di 25 ottobre in Brasile la polizia civile di Rio Grande do Sul ha invaso gli spazi e le case di anarchici nel contesto di un’indagine su attacchi contro banche, stazioni di polizia, concessionari macchine e sedi di partiti politici, realizzati da gruppi anarchici negli ultimi quattro anni a Porto Alegre.

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Atene [Grecia]: Solidarietà con il compagno arrestato Kostantino G. (10/2017) [it]

Secondo le notizie via Athen IMC, compagno Kostantino G. è stato arrestato ed è sospettato dalle forze di sicurezza di essere coinvolto nell’attacco con lettera-bomba contro il tecnocrate, ex premier e funzionario di FMI, Loukas Papadimos, accaduto nel maggio 2017. L’attacco aveva comportato pesanti ferite a Papadimos, e ferito altre due persone che lo accompagnavano in macchina. Papadimos rimase in ospedale per un mese.

Il compagno arrestato è stato ferito alla gamba sabato mattina durante il suo violento sequestro da parte dell’unità anti-terrorismo. A quanto pare, Kostantino sarà accusato di molti reati. Oggi sarà portato di fronte al giudice istruttore, dove ci sarà un presidio solidale, al tribunale.

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Porto Alegre [Brasile]: Testo di compagni anarchici su recenti attacchi anti-anarchici (10/2017) [it]

Ciao compagni!

Scriviamo per darvi notizia sull’uragano che ha devastato le nostre case...

Questa mattina, alle ore 6, è stata lanciata un’operazione di polizia (Operazione Érebo) contro spazi, squat e case di individualità anarchiche. Hanno detto tramite mass media che questo è solo l’inizio, con 30 persone indagate, e che continueranno con le perquisizioni.

Hanno costruito, secondo la loro logica, un’organizzazione criminale internazionale, una “banda del male”, costituita per attaccare il potere e le sue strutture.

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Brasile: Contro l’Operazione “Érebo” (10/2017) [it]

La polizia ha iniziato la cosiddetta “OPERAZIONE ÉREBO” con l’obiettivo di incriminare gli anarchici nella città di Porto Alegre, regione meridionale del territorio dominato dallo Stato bra$iliano. Questa operazione rappresenta un tentativo di arrestare degli anarchici che avrebbero preso in attività informali dal 2013.

Su questo caso non abbiamo nulla dire, a parte il necessario:

NOI NON PARLIAMO IL LINGUAGGIO DEL NEMICO

Non importa se sono “colpevoli” o “innocenti”, e ancora meno se sono nel “giusto” o nel “torto”. La moralità è il linguaggio dei processi. Noi combattiamo contro le leggi, perché la loro natura repressiva esiste solo per mantenere “l’ordine e il progresso”, entrambi responsabili per la miseria umana. Noi siamo contro le carceri e perciò non collaboriamo per riempire questo deposito umano. Quindi, noi fortemente sosteniamo i dieci anarchici perseguiti dalla macchina genocida dello Stato.

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Porto Alegre [Brasile]: Perquisizioni in occasioine della Fiera del Libro Anarchico (25/10/2017) [it]

Questa mattina (25 ottobre) la polizia civile di Rio Grande do Sul [Stato brasiliano, ndt] ha eseguito numerosi mandati di perquisizione di abitazioni e spazi collettivi nell’area metropolitana di Porto Alegre per raccogliere materiali per l’indagine. La polizia afferma che gli indirizzi sono legati ad un gruppo che avrebbe eseguito attacchi contro veicoli, sedi di partiti politici, stazioni di polizia, banche e concessionari d’auto. L’azione è stata violenta e la polizia ha aggredito le persone che vivono in questi spazi, portando alcuni di loro in stazione di polizia.

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Sardinia [Italy]: Updates on imprisoned anarchist comrade Davide Delogu (20/10/2017) [en]

The trial against Davide accused for attempting escape from the prison of Buoncamino (Cagliari — Sardinia) in 2010 is still on.

The next hearing will be held in October 26th, at 9 am in the Court of the Italian State present in Cagliari. Davide will appear at the hearing.

Davide informs us that he received 3 disciplinary reports in the weeks before.

He is subjected to the article 14bis [provision that allows the suspension of certain prison regulations] since the first week of May 2017, and it should end in the first week of November. At the moment, we don’t know if the 14bis will be extended.

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Sardegna [Italia]: Aggiornamento sul compagno anarchico Davide Delogu (20/10/2017) [it]

Va avanti il processo che vede Davide accusato di tentata evasione dal carcere di buoncamino (Cagliari) per fatti risalenti al 2010.

La prossima udienza sarà il 26 ottobre alle ore 9 presso il tribunale dell’italia stato presente a Cagliari. Davide presenziera all’udienza.

Davide ci comunica che nelle ultime settimane gli sono stati notificati 3 rapporti disciplinari.

Il 14 bis a cui è sottoposto dalla prima settimana di maggio 2017 dovrebbe terminare la prima settimana di novembre. Attualmente non sappiamo se gli verrà nuovamente rinnovato il 14 bis.

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Italy: News from Florence (10/2017) [en]

On the 1st of January 2017, following the explosion of home-made bomb in front of the fascist bookshop in which a policeman from the bomb disposal unit lost a hand and an eye, several homes of comrades were searched. The police were hoping to find firearms and/or explosives. The searches didn’t lead to nothing except for the seizure of pamphlets, computers, clothing and other generic objects (or can say materials). An investigation against persons unknown was launched with intention to charge with the offences “manufacturing, possession, and transportation of an explosive or incendiary device to a public place” and “attempted murder”.

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Italy: Updates on anarchist comrade Pierloreto Fallanca — Pasca (10/2017) [en]

From a letter dated 1st October received from the prison in Lecce, we learned of Paska’s intention to begin a hunger strike next day, and to stage several protests against his prison conditions throughout the month of October, until he’s moved to another unit or prison.

He was arrested on 3rd August and held in the prison of Lecce. Initially Paska was kept in solitary confinement, then he was transferred to the ‘arrivals’ unit where he is still being held. In the ‘arrivals’ unit, unlike the others, the (single) cells remain locked all day: the only times of sociality are 2 hours in the exercise yard in the morning and in the afternoon and in the recreation hall. Requests for special visits have always been rejected on the pretext of formalities. As concerns telephone calls the procedure continues to be troubled, whereas censorship of letters was revoked recently.

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Cile / Argentina: Per compagno anarchico Santiago Maldonado – Facciamo scomparire la polizia e lo Stato (09/2017) [it]

Questo 1° settembre segna un mese dalla scomparsa del compagno anarchico Santiago Maldonado, per mano della polizia di Gendarmeria Nazionale argentina. Questo è avvenuto nel contesto della repressione di una manifestazione che consisteva in blocchi stradali effettuati dalla comunità Mapuche Pu Lof in Resistenza di Casahamen, nella provincia argentina di Chubut.

Mentre l’agitazione anarchica si propaga oltre le frontiere, i compagni in Argentina occupano le strade per diffondere atti di rivolta tramite propaganda e azione diretta. Con attacchi incendiari contro la polizia, barricate e molotov contro edifici governativi, i nostri compagni hanno scatenato la propria rabbia in una situazione quanto triste, tanto anche reale: i bastardi hanno arrestato e fatto scomparire un compagno anarchico.

Perché Santiago è un anarchico, e non semplicemente un giovane musicista e artista, come la stampa e la Sinistra opportunamente presentano denunciando la repressione statale, precisiamo che il diniego e l’omissione dell’identità politica del compagno rappresentano un’altra forma di scomparsa, cancellando dalla narrativa i veri motivi della sua presenza solidale nella comunità Mapuche, dove si trovava nel momento del suo arresto[1].

Non abbiamo nessun consiglio per i nostri compagni in Argentina, crediamo in loro, come anche nella loro convinzione e autonomia di continuare a trasformare il proprio dolore in rabbia, propagando caos contro il mondo di autorità, e approfondendo ed espandendo le affinità in esperienze concrete di confronto e agitazione.

Nello stesso tempo, azioni internazionali informali coordinate attivate dall’annuncio dell’arresto e della scomparsa di Santiago mandano un chiaro messaggio: non è solo.

Sterminio, insabbiamento e guerra psicologica: Contro-insurrezione del XXI secolo contro i nemici interni dell’ordine stabilito

L’arresto e la scomparsa di Santiago Maldonado non è, come alcuni potrebbero pensare, un incidente isolato. Al contario, è l’espressione vivente e corrente della storica repressione statale, capitalista e civilizzata. E’ un nuovo episodio dello scontro storico con le forze della legge e dell’ordine.

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Carcere di Korydallos – Atene [Grecia]: Dichiarazione del prigioniero anarchico Panagiotis Z. [it]

Ho letto da qualche parte che in tutto il mondo, in mezzo a tutti quei milioni, non esistono due ragazzi o due ragazze identiche come due gocce d’acqua. La stessa cosa succede con i rivoluzionari. Ognuno di loro partecipa con i propri sogni, con i propri amori. Con il proprio “sé”, il proprio “Io posso”. Ahimè, se fosse l’incontrario. Sarebbero o macchine o amebe. E la storia la puttana, è così come la scrivono, sia i borghesi che i comunisti: orizzontale, piatta. Loro parlano di popolo, parlano di masse. Nessuno di loro potrà mai sentire l’intensità, la passione, il culmine e la caduta di mondi interi, in sole ventiquattro ore di vita di un rivoluzionario.” Chronis Missios
Tutto ebbe inizio nel 2012 durante una manifestazione contro il memorandum, alla quale partecipai anch’io, come tutte le persone. Alla fine della manifestazione alcuni se ne tornarono a casa, altri andarono nei bar, e altri ancora in piazza Exarchia. Io ho continuato a piedi verso casa mia. Questo ha ben poca importanza per lo Stato e i suoi lacchè, dato che non mi hanno permesso di difendermi prima dell’arresto.
Nella sera di martedì 25/07/2017, mentre uscivo dalla casa di un amico – ho detto che quello non era casa mia – sono stato circondato da 25 porci della Sicurezza di Stato, che mi hanno ammanettato e portato in questura annunciandomi che è stato emesso un mandato d’arresto contro di me tre mesi fa, su cui non sono mai stato informato. Dopo circa trenta minuti, il capo mi ha chiamato nel suo ufficio ed entrando mi ha offerto la mano. Di riflesso, ho riso, dicendogli di tenersela, e mi sono seduto ad ascoltare. Ha detto che sa che io sono un bravo ragazzo, ma che sospetta il mio coinvolgimento nelle proteste. Non ho né negato né affermato nulla. Non ho risposto. Poi, ha menzionato alcuni nomi senza chiedermi nulla di particolare. E allora, recitando il ruolo di sbirro “buono”, mi disse che non andranno in casa mia “perché la mia mamma è anziana, e non vogliono che le succeda qualcosa”. Tutto ciò è durato cinque minuti. Sono tornato nel corridoio del sesto piano, e dopo un’ora mi hanno portato al settimo, nelle celle, dove rinchiudono i corpi degli umani. Il giorno dopo è seguita la tipica procedura, mi hanno fotografato e portato al tribunale di Evelpidon-Loukareos, dove mi hanno informato della custodia cautelare in Korydallos, con il pretesto di residenza sconosciuta, senza
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Cile: Lettera del prigioniero anarchico Marcelo Villarroel Sepúlveda sulla scomparsa dell’anarchico Santiago Maldonado (30/08/2017) [it]

Questo è una lettera del prigioniero anarchico Marcelo Villarroel sul caso del compagno anarchico Santiago Maldonado, ancora assente. È anche una chiamata all’azione. Le sue parole sono benvenute!!! Fuoco alle prigioni!!! Vogliamo il nostro compango Santiago Maldonado vivo adesso!!!

Lotta contro tutte le carceri, l’amnesia e la passività codarda!!!
Queste parole nascono e diventano necessarie nel momento quando è necessario abbracciare tutti coloro che si danno senza riserve quando cercano l’incontro con la liberazione totale.
Per l’espansione della rivolta, per l’inequivocabile confronto con il potere, per l’estensione di pratiche autonome nel rifiuto del dominio e di tutto ciò che rende possibile la sua esistenza.
Mentre scrivo, sono guidato dal disprezzo e dalla rabbia... Mentre ogni persona comprende la propria vita, c’è un caro amico che manca...
SANTIAGO MALDONADO – el “Lechu”, el “Brujo”, scomparso. E io non posso rimanere in silenzio o ignorare la sua assenza fisica.
Da quando abbiamo dovuto vivere il carcere nella regione dominata dallo Stato argentino, i nostri passi si sono incrociati. C’eravamo noi, i prigionieri nella provincia di Newken, e c’era Santiago, nella cità di La Plata, accanto ad universo di compagni attivi, condividendo complicità e rimanendo solidale...
Sono trascorsi più di
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Amburgo [Germania]: Processati gli accusati dell’anti-vertice di G20 (08/2017) [it]

Da questo lunedì, 28 agosto, quasi due mesi dalla fine di G20, sono iniziati i processi contro le persone accusate, tutte in custodia cautelare ad Amburgo.
Due processi si sono già conclusi e i prossimi si aspettano nei giorni successivi.

Primo processo (28/08/2017): 2 anni e 7 mesi di carcere per un presunto manifestante. Danese, di 21 anni, accusato di aver lanciato 2 bottiglie contro uno sbirro durante la protesta “Welcome to Hell” di 6 luglio. Le accuse sono “aggressione con gravi lesioni personali a pubblico ufficiale”, “gravi disturbi di ordine pubblico” e “ribellione”. Il giudice ha colpito duro, infliggendo una pena detentiva di 2 anni e 7 mesi. Questa sentenza va oltre la richiesta del P.M., il quale aveva chiesto un anno e nove mesi. Il giudice ha giustificato la propria decisione con la nuova legge rivolta a rafforzare la protezione di agenti dello Stato durante il servizio, entrata in vigore il
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Grecia – Per i 13 anni di carcere a Irianna (14/06/2017) [it]

Comunicato di Konstantinos Papadopoulos, partner di Irianna B.L.:

14 marzo 2011. Squadre anti-terrorismo perquisiscono la casa che avevo affittato nel quartiere di Cholargos ad Atene, e mi arrestano come membro dell’organizzazione rivoluzionaria “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”. Quella notte Irianna ha avuto la sfortuna di dormire da me. E’ stata portata in questura e interrogata, le sono state prelevate le impronte e il campione di DNA. Fu rilasciata lo stesso giorno.
Io sono stato rilasciato su cauzione tre giorni dopo.
10 novembre 2011. Secondo la ricostruzione di un “testimone”, che non fu mai più visto, neanche al processo, sono state trovate delle armi, mai usate, al Politecnico di Zografou ad Atene.
11 gennaio 2013. Irianna viene arrestata come membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e per il trasporto illegale di armi, in base ad una minuscola traccia di DNA trovata in un magazzino, parte di
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Italia: Aggiornamento sugli arresti di Torino (18/08/2017) [it]

Da poche ore si è conclusa l’udienza davanti al tribunale del riesame per Kam, Fran, Antonio, Beppe e Lorenzo. In quella sede si è discussa l’imputazione che ha fatto catalpultare tra quattro mura i cinque compagni e messo al bando dalla città Monica e Michela, per valutare se modificare le misure affibiate loro in attesa del processo.
Nonostante l’udienza fosse a porte chiuse si è venuto a sapere che all’interno dell’aula si è incontrato un vasto assortimento di sbirraglia: i poliziotti in borghese del commissariato di Porta Palazzo, la Digos, i secondini, le guardie del corpo di Padalino e Rinaudo e un banco di carabinieri. Sono giunti a sottolineare con la loro presenza la potenza che detengono all’interno di un’aula tribunalizia. Una potenza traslitterata nelle carte giudiziarie e nella ricostruzione della storia di quella sera, come le storie di tante altre sere, giorni o momenti, vissute negli anfratti di qualche commissariato o lungo le strade durante un controllo. Il prima, il dopo, la causa e l’effetto sono mescolati per creare un racconto che renda di più sulle carte, nella valutazione del reato e nella misura della condanna.
Niente di cui stupirsi, alla violenza del controllo sbirresco in strada consegue quella della lingua di legno delle carte tribunalizie e della reclusione e della limitazione della libertà. Non ci dilungheremo nel mettere in ordine logico e
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Governo tedesco chiude Indymedia (25/08/2017) [it]

Se stanotte verranno per noi, puoi stare sicuro che domani mattina verranno anche per te.

Il governo tedesco ha chiuso il sito dell’Indiymedia tedesca, la più utilizzata piattaforma di lingua tedesca per organizzazione e politica radicale. Ci sono state perquisizioni a Friburgo per sequestrare computer e maltrattare coloro che accusano di essere i gestori del sito, giustificando assurdamente che i presunti gestori costituirebbero un’organizzazione illegale con finalità di distruggere la costituzione tedesca. Questo rappresenta un forte inasprimento di repressione statale contro ciò che le autorità chiamano “l’estremismo di estrema sinistra”, suggerendo ipocritamente un’equivalenza tra quelli che cercano di costruire delle comunità fuori dalla portata della violenza statale e i neo-nazi che si organizzano per realizzare attacchi e omicidi come quelli a Charlottesville la settimana scorsa.
Indymedia viene fondata in Germania nel 2001 come de.indymedia.org; una seconda versione appare nel 2008 come linksunten.indymedia.org. Quest’ultima è fu fondata per focalizzarsi sulle politiche radicali nella Germania meridionale, ma ben presto diventò il sito più usato per gli attivisti di lingua tedesca. Come l’originale pagina di Indymedia tedesca diventava tecnicamente sempre più obsoleta e sommersa da troll, così sempre più persone passavano su linksunten.indymedia.org. Nel 2013 de.indymedia.org viene quasi chiusa a causa di pochissime persone coinvolte.
Negli ultimi anni sempre più attenzione è venuta a concentrarsi intorno a linksunten, che offre uno spazio alle persone per pubblicare in modo anonimo. Ad esempio, nel 2011 apparve sulla piattaforma un comunicato che rivendicava un sabotaggio politicamente motivato dell’infrastruttura della metro berlinese. Il sito era utilizzato anche per diffondere informazioni su fascisti e neo-nazi. Nel 2016 un articolo su linskunten presentava dati completi su ogni partecipante alla convenzione del partito nazionalista di estrema destra “Alternativa per la Germania” (Alternative für Deutschland, o AfD), per un totale di 3000 nomi. Questo ulteriormente attrasse attenzioni ostili dei
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Radiofragmata
Grecia: Dichiarazione per la Settimana internazionale di Solidarietà con i prigionieri anarchici (23/08/2017) [it]

Sulla settimana internazionale di solidarietà per i detenuti anarchici, 23-30 agostoRadiofragmata

Ormai da anni le varie agenzie statali di repressione ordinano nuove indagini basate sul solo criterio delle posizioni politiche dei sospetti. E questo sono le posizioni degli anarchici, soprattutto quelli che trasformano le proprie idee in azioni, quelli che armano i propri desideri e attaccano l’autorità statale. Perciò, ogni indagine è legata ad un possibile procedimento giudiziario contro i compagni, secondo le leggi della loro “democrazia”. Il procedimento di polizia che inizia con i testi per poi estendersi a tutte le possibili azioni, non un fatto nuovo negli ambienti anarchici. Al contrario, come dimostra il passato ci sono già stati simili procedimenti in paesi come Italia, Cile ecc, là dove esiste una forte presenza dei compagni, che promuovono l’azione diretta e l’intervento.
L’obiettivo comune dell’odierna polizia internazionale è la prevenzione della propaganda anarchica, dell’azione diretta e della diffusione di idee. Per questo motivo, in molti casi nemmeno esitano a lasciar da parte l’affinata maschera di “democrazia” che in teoria consente “libertà di parola e idee”. E così, ogni illusione che qualcuno magari poteva ancora serbare viene disciolta. Le cose diventano chiare: “l’azione anarchica o la parola è o illegale o assolutamente nulla!”. La nuova forma di repressione viene attualmente esercitata contro molti dei nostri detenuti che si trovano in carcere con accuse basate sulla loro identità politica e avendo rivendicato politicamente le proprie azioni e le proprie organizzazioni. E’ indubbio che nel futuro questa strategia di repressione preventiva, di processi con massimo della pena, e rapidi, come gli sforzi di isolare e mettere a tacere saranno implementati ovunque, o almeno ci sarà il tentativo – oltre i nostri detenuti essa cercherà di raggiungere gli spazi anarchici e i luoghi auto-organizzati che difendono e diffondono i valori anarchici.
Assieme con le pesanti, devastanti sentenze contro i
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Germania: Amburgo, estate 2017 – Ci sono, ci resto! (14/08/2017) [it]

Lettera di un detenuto del G20 del giorno 14.08.2017, dal carcere di Billwerder ad Amburgo.

È passato quasi un mese e mezzo da quando sono stato arrestato durante il dodicesimo vertice del G20, ad Amburgo, in una città assediata e presa in ostaggio dalle forze dell’ordine, ma che ha anche visto nascere per l’occasione una contestazione locale e popolare molto importante.
Decine di migliaia di persone, se non di più, affluendo da tutta l’Europa, se non da più lontano, si sono incontrate, organizzate e si sono trovate insieme a discutere, sfilare per più giorni in un grande slancio di solidarietà e coscienti di poter subire in ogni momento la violenza e la repressione della polizia. Per l’occasione è stato costruito, addirittura, un immenso tribunale di polizia, in un prefabbricato, allo scopo di sanzionare nel più breve tempo possibile ogni tipo di contestazione contro questo vertice internazionale.
Il mio arresto, come quello di molti/e compagni/e, si basa solo sulla sacrosanta parola della polizia, quella di una brigata addestrata per infiltrarsi, osservare e pedinare «le sue prede» (quarantacinque minuti nel mio caso, per un presupposto lancio di oggetti..), finché una volta isolate, trovano la possibilità di arrestarle mandando colleghi che intervengono velocemente, violentemente, senza lasciare nessuna scappatoia.
Eccomi quindi rinchiuso in questo luogo primordiale per il buon funzionamento di un ordine sociale globale, utilizzato come strumento di controllo e di gestione della miseria, essenziale per il mantenimento della loro «pace sociale». Il carcere agisce come spada di Damocle al di sopra di ogni individuo cosicché sia pietrificato davanti all’idea di trasgredire le regole e al diktat di
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Prison of Augusta — Sardinia [Italy]: Update on anarchist comrade Davide Delogu (10/08/2017) [en]

Sardinian anarchist comrade Davide Delogu, after three months of solitary confinement, started his daily two-hours of yard time today, he can only see prison laborers.
The Article 41-bis [hard prison regime], to which he is subjected, will continue until September.

CNA [Anarchist Black Cross]

(Davide has finally received the requested comrade’s photos, and ended his hunger strike)

Bruxelles [Belgio]: Aggiornamento sul caso degli anarchici indagati per terrorismo (01/08/2017) [it]

Il 1° agosto 2017, la Camera di Consiglio di Bruxelles ha deciso di cosa saranno accusati gli 11 anarchici indagati. Prima che la decisione fosse stata emessa, già circolava un comunicato stampa del dipartimento di giustizia. Gli articoli che sono seguiti nei media principali contenevano solo errori, mescolando questa indagine con l’ultima incentrata sulla lotta contro il maxi-carcere, riferendosi ai fatti avvenuti fuori dal periodo relativo a questa indagine, e infine totalmente erronei sulle accuse che finalmente erano arrivate in Camera di Consiglio.
Innanzitutto, la Camera ha abolito in tutti i casi l’accusa di terrorismo. Sia come fattore aggravante, dove l’Ufficio Federale di Procura l’aveva allegato ad un reato specifico, che come accusa di partecipazione in un gruppo terrorista. La Camera poi ha cancellato certe accuse che considerava non sostenibili per mancanza di prove sufficienti, per giustificare il loro rinvio al processo, incluse le accuse di attacco alla stazione di polizia di Marolles, di incendio di alcune macchine dei secondini sul parcheggio del carcere di Ittre, di fabbricazione di false buste paga, di saccheggio nei supermercati, di incitazione a commettere reati terroristi (riqualificato prima come “incitazione a reati gravi e minori”, mai poi respinto a causa della sua prescrizione).
Dall’altra parte, la Camera di Consiglio ha riformulato la “partecipazione in un gruppo terrorista” in “associazione creata con lo scopo di attaccare persone o proprietà attraverso la perpetrazione di reati gravi o minori” (9 persone accusate). Questo ha trasformato l’accusa di “capi di un gruppo terrorista” in “provocatori o capi banda di un’associazione creata con
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