Nantes [Francia]: Viva il fuoco! (13/10/2017) [it]

In marcia verso la guerra sociale

Nella notte tra giovedì e venerdì 13 ottobre ho incendiato 2 grossi 4x4 dei riccastri nel quartiere di Monselet a Nantes. Possono impedire lo sciopero e le manifestazioni, ma non di arrecare danni nel momento prescelto.

Uno sfruttato infuriato, auto-gestore del disordine


Parigi [Francia]: Aggiornamento sul processo per la Sbirromobile incendiata (11/10/2017) [it]

Angel B.: assolto (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”)

Leandro L.: colpevole, 1 anno di carcere con sospensione della pena (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”)

Bryan M.: assolto (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”); colpevole, 1.000€ di multa (“rifiuto del prelievo di DNA”)

Thomas R.: colpevole, 2 anni di carcere di cui 1 con sospensione della pena (“autore di colpi inflitti al veicolo con pugni e calci”)

Kara B.: colpevole, 4 anni di carcere di cui 2 con sospensione della pena (“lancio di una sbarra metallica sul parabrezza”)

Ari R.: colpevole, 5 anni di carcere di cui 2 anni e mezzo con sospensione della pena (“colpi inflitti sul retro della macchina con l’aiuto di una sbarra metallica”)

Nicolas F.: colpevole, 5 anni di carcere di cui 2 e mezzo con sospensione della pena (“percosse inflitte col spranga ad un agente di polizia”)

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Montreuil (Seine-Saint-Denis) [Francia]: Noi selvaggi (01/10/2017) [it]

Noi selvaggi, vivere nel fondo di foresta.
Noi tranquilli, noi ammirare stelle, noi mangiare arachidi (cacciatori-raccoglitori vegan a Parigi: un casino!).
Un giorno, noi visto fumo barbecue alla salsa di uniformi blu, in Quai Valmy. Noi contenti.
Noi visto repressione: noi grrrr. Mai noi amato comportamento chiaro e coerente di fronte a giustizia di Kara e Krème.
Noi visto anche fumo gendarmerie limoges e grenoble: noi detto wow! Noi detto: pure noi!
Noi imparato fuoco (sì, noi radicalizzati su internet: nessuno perfetto).
Ieri sera [domenica 1 ottobre; NdT], sotto cielo senza stelle, noi bruciato furgone Derichebourg [grande impresa francese di servizi, pulizia ed interim; NdT] (schifezze che lavorano nelle prigioni), rue Pasteur, Montreuil-sous-Bois. Noi un po’
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Parigi [Francia]: Aggiornamento sul processo per la sbirromobile incendiata (22/09/2017) [it]

La sentenza sarà emessa mercoledì 11 ottobre alle ore 10.


Aggoirnamento a venerdi’ 22 settembre (le richieste della Procura):

Il giudizio, inizialmente previsto per 29 settembre alle ore 11, sarà emesso in una data successiva (da stabilire mercoledì prossimo, 27/09, quando gli avvocati finiranno il proprio discorso, dalle 9:30 alle 13, all’ultima udienza [vedi sopra; NdT]). D’altro canto, all’ultimo momento, verso le 21:30, il tribunale si è pronunciato sul rilascio di Kara e Krem, ancora in carcere. Rifiutato, in mezzo alle grida di una parte del pubblico: “Libertà”, “freedom”, “coraggio”.

Richieste dei P.M., Olivier Dabin e Emmanuelle Quindry:

(in base di: è un “processo contro dei teppisti” organizzati “in branco”, di “Dove si trovano i fascisti e gli estremisti quando si combatte la polizia, la giustizia, i giornalisti?”, “Durante la perquisizione sono stati trovati adesivi del movimento di estrema sinistra”, “Sfido chiunque a dire che la giustizia copre le violenze della polizia”, ma anche di: “Il grande Lenin diceva: L’anarchico è un reazionario” e “Per gli irriducibili, il silenzio è un diritto, ma è anche un silenzio di approvazione”) :

1) Contro le persone accusate di aver partecipato ad un “raggruppamento allo scopo di commettere atti di violenza”, ma anche di “violenza volontaria contro PDAP (persona depositaria di autorità pubblica)”, con 4 circostanze aggravanti (in unione, con arma, travisamento, contro PDAP):

Joachim (di nazionalità svizzera): 8 anni di carcere, col mandato di incarcerazione (latitante, già con mandato d’arresto, e accusato di aver gettato il fumogeno che ha incendiato la macchina)

Antonin: 5 anni di carcere, di cui 1 sospensione della pena [corrispondente alla condizionale nell’ordinamento italiano, NdT], con mandato di incarcerazione più divieto di partecipare alle manifestazioni per 3 anni a Parigi. Ha già fatto 10 mesi di custodia cautelare.

Nicolas: 5 anni di carcere, di cui 2 con sospensione della pena, senza mandato di incarcerazione (a seguito del suo “chiaro atto di pentimento” e l’assenza del “rischio di reiterazione”, disse il P.M.), e 3 anni di divieto di partecipare alle manifestazioni a Parigi. Ha già fatto 13 mesi di detenzione preventiva.

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Rennes [Francia]: Bruciato veicolo di azienda energetica (22/09/2017) [it]

Azione di sostegno ai perquisiti di Bure

In risposta alle perquisizioni a Bure, è stata riscaldata la EDF [maggiore azienda produttrice e distributrice di energia, ndt.]. Un veicolo della EDF è stato incendiato nella notte di venerdì 22 settembre, vicino al centro EDF, situato nelle vicinanze della DGSI [direzione generale per la sicurezza interna, ndt.] e della camera di agricoltura.

Sul luogo si poteva leggere: BASTA PERQUISIZIONI A BURE FANCULO IL NUCLEARE Solidarietà con la lotta di Bure, e con i compagni sotto repressione, BURE NON SI TOCCA!

A presto...

Grenoble [Francia]: Attacco incendiario contro gendarmeria in solidarietà con gli accusati di macchina di sbirri bruciata (21/09/2017) [it]

Questo giovedì, alle tre di mattino, secondo giorno di processo per la macchina bruciata.
Siamo entrati nella caserma di gendarmeria Vigny-Musset. Abbiamo incendiato 6 furgoni d’intervento e 2 camion di logistica. Sono stati devastati più di 1500 metri quadrati di garage e deposito.
Questo atto fa parte dell’ondata di attacchi solidali con le persone sotto processo in questi giorni.
Un forte abbraccio a Kara e Krem.
Un pensiero per
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Clermont-Ferrand [Francia]: Attacco incendiario in solidarietà con gli accusati per la macchina di sbirri bruciata (23/09/2017) [it]

Qualche scintilla nella notte

non stavo molto bene in questo ultimo periodo
e in più sentivo la rabbia in merito a questo processo sulla sbirromobile
queste due cose hanno risvegliato in me la necessità di attaccare
così, questa notte (tra 22 e 23 settembre) sono entrato in un parcheggio di veicoli comunali di Clermont, e ho incendiato un camion che si trovava là
non mi andava molto di cercare un senso, è stato il primo bersaglio che mi è capitato sottomano e che mi pareva fattibile in termine di rischi
avevo solo bisogno che l’oscurità
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Limoges (Haute-Vienne) [Francia]: Incendiati veicoli della gendarmeria (18/09/2017) [it]

Nella notte di 18 settembre 2017, noi, ex-gendarmi dello squadrone di gendarmeria mobile 41/2, abbiamo deciso collettivamente di incendiare tre furgoni di Gendarmeria Mobile e due autobus della gendarmeria, parcheggiati nel complesso della Caserma di Jourdan a Limoges.
Con questo gesto lasciamo definitivamente la gendarmeria.
Vogliamo inoltre inviare tutta la nostra solidarietà agli accusati nel caso di macchina bruciata in quai valmy, il cui processo inizia oggi, 19 settembre 2017 a Parigi.
Lasciamo la gendarmeria perché non vogliamo più ammazzare, mutilare, reprimere, controllare, obbedire.
Dopo l’omicidio di Rémi Fraisse ci siamo riuniti per riflettere assieme sul senso del nostro mestiere di Gendarmi Mobili.
La morte di Adama Traoré aveva confermato i nostri dubbi sul significato del nostro incarico.
Non vogliamo più
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Basilea [Svizzera]: Diverse azioni in solidarietà con gli accusati di incendio della macchina di polizia (09/2017) [it]

Primavera 2016 in Francia: nel contesto dell’annuncio di una riforma del mercato di lavoro, migliaia di persone scesero per le strade di varie città, occupando, bloccando, scioperando, attaccando gli sbirri e demolendo le strutture del potere. Per alcuni si trattava di una lotta per i propri diritti nell’ambito della schiavitù salariale, altri si facevano meno illusioni, sapendo che non c’è nulla da difendere in questo mondo di lavoro e di leggi, ma di passare direttamente al contrattacco. Il 18 maggio 2016, mentre gli sbirri protestavano in piazza della Repubblica contro la violenza anti-sbirri, una delle loro macchine è stata incendiata sul quai de Valmy. Di conseguenza, diverse persone sono state accusate, alcune detenute da molti mesi, di cui una più di un anno. Da 19 a 22 settembre si svolgerà a Parigi il processo contro nove persone, ma un accusato non è stato mai trovato.
Con questo in mente e pieni di cattive intenzioni, siamo usciti in questi ultimi giorni e tagliato i pneumatici dei veicoli di seguenti aziende:
- Bouygues: questo gruppo di BTP costruisce e gestisce in particolare prigioni e centri di detenzione in Francia. Inoltre, questa azienda partecipa anche alla costruzione del centro di nanotecnologie a Grenoble, sorveglia il sito protetto sperimentale di piante transgeniche, in campo aperto, nei dintorni di Zurigo, fa parte delle imprese mediatiche ecc. Per quelli che vogliono sapere di più su questa azienda e i suoi tentacoli, raccomandiamo un articolo nel primo numero di Rizoma.
- Adecco: agenzia di lavoro interinale. Perché “il lavoro corrisponde alla vita, come petrolio al mare”, come è stato ben formulato in un volantino distribuito durante la legge sul lavoro.
Più lontano, a Saint-Louis in Francia (nessuna frontiera ci ferma, né nelle nostre teste, né
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Les Lilas (Seine-Saint-Denis) [Francia]: Incendiate tre autolib in solidarietà con Kara e Krem (19/09/2017) [it]

Nella notte tra il 18 e 19/09/17 abbiamo incendiato tre autolib [car sharing di auto elettriche, ndt.] nel comune di Les Lilas, nei sobborghi di Parigi.
Con questo gesto semplice abbiamo voluto esprimere la nostra solidarietà complice con Kara e Krem, che oggi affronteranno il processo per il caso della macchina di sbirri bruciata il 18 maggio in quai de Valmy a Parigi.
Perché noi apprezziamo le posizioni chiare e coerenti di fronte alla giustizia.
In accordo con l’appello lanciato nella rivendicazione di attacchi a Cévennes, utilizziamo “queste date [del processo] per alimentare il fuoco, che le fiamme si propaghino dalle montagne fino ai tribunali parigini!”.
Un saluto complice alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco, come anche agli accusati nell’operazione scripta manent in Italia.

Alcuni amanti di fuochi fatui

Albi [Francia]: Atto di creazione di F.U.M.I.E.R (17/09/2017) [it]

Fronte Unito di Movimenti Insurrezionalisiti delle Aree Rurali [F.U.M.I.E.R./letamaio ndt]

17 settembre, Albi, capitale del crimine, perché il crimine paga.
Due membri del FUMIER, che volevano scambiarsi via Whatsapp foto di gattini che ridono, si trovarono improvvisamente senza rete! Avevano già sentito della partecipazione di Orange [compagnia di telecomunicazioni, ndt] al mondo capitalista alquanto egemonico e un po’ sull’orlo... Quindi, questo problema della rete è stato veramente la goccia che ha fatto traboccare il vaso...
Senza perdere tempo, si mandano un fax, e decidono di ritrovarsi la stessa notte con della diavolina (bio), in piazza Vigan.
Furiosi, partono in fretta in direzione degli uffici di Orange per esporre un reclamo, e là si offre loro una serie di veicoli dei quell’azienda.
Senza perdere tempo, ben cinque di essi presero subito fuoco! In effetti, il segretario generale e il suo vice-sindaco, sempre molto arrabbiato, avevano collocato diversi accendifuoco sotto le ruote anteriori.
Quella notte il capitalismo ha singhiozzato di paura, tremando d’angoscia, davanti all’improvvisa nascita del Fronte Unito di Movimenti Insurrezionalisti delle Aree Rurali!
Il segretario generale, per mano del suo vicesindanco, vi invita a creare, anche voi, delle sezioni locali del
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Marsiglia [Francia]: “Meno braccialetti, più correnti d’aria!” (11/09/2017) [it]

“Meno braccialetti, più correnti d’aria!”, si poteva leggere sui gradini d'ingresso degli uffici interregionali del Servizio Penitenziario d’Inserimento e di Libertà Vigilata (S.P.I.P) nella mattina di 11 settembre.
Sono stati spaccati tutti i vetri sulle due entrate situate in via Négresko e in via Paulet, questo luogo infame sarà stato meno stantio del solito.
Con il pensiero al processo che inizia domani a Parigi. Complicità con quelli e quelle che non fanno un passo indietro.
Dalle banche alle macchine di sbirri, passando per i luoghi dei fascisti, c’è così tanto da distruggere...

martello e martello

Francia: Inizio processo per il caso della macchina di sbirri bruciata in maggio 2016 – 19-22/09/2017 [it]

Da 19 a 22 settembre si svolgerà il processo contro 9 persone accusate di aver attaccato una macchina di sbirri in quai de Valmy a Parigi il 18 maggio 2016. Due sono ancora in carcere, di cui una già più di un anno, mentre le altre sei si trovano sotto il controllo giudiziario, e l’ultima è ancora ricercata.
Quel giorno, nel pieno del movimento contro la “legge sul lavoro”, degli sbirri si adunarono sulla piazza della Repubblica per lamentarsi “dell’odio verso la polizia”. Una vera provocazione, dopo due mesi di proteste represse a colpi di lacrimogeni, granate, manganelli, arresti. Una contro-manifestazione viene indetta e proibita, ma ciò nonostante si scatena per le vie di Parigi, incrociando al suo passaggio una macchina di polizia con due sbirri a bordo, che viene attaccata e incendiata.
Per molti, questo gesto rappresentò una ventata d’aria fresca. Come è stata una ventata d’aria lo scatenarsi a Beaumont a seguito dell’omicidio di Adama Traoré, a Aulney a seguito dello stupro di Théo, o quando una macchina di polizia è stata bruciata davanti al commissariato nella sera dell’omicidio di Shaoyo Liu, o ancora quando le vie di Amburgo si infuocarono durante il G20. Come è una ventata d’aria ogni volta che agli sbirri viene restituita un po’ di umiliazione e brutalità che loro ogni giorno infliggono.
La giustizia spesso colpisce pesantemente quando i suoi lacchè in blu vengono attaccati. È che la giustizia e la polizia sono
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Parigi [Francia]: Singing in the rain (14/09/2017) [it]

Progetto di costruzione di 33 nuove prigioni. Inaugurazione imminente della Città giudiziaria (quartiere di Batignolles). Lo Stato sta rafforzando il suo apparato repressivo con il pretesto di umanizzare la prigionia, del controllo nelle sue muolteplici forme e della macina giudiziaria.
Tuttavia, gli ingranaggi della macchina detentiva e giudiziaria non sono irraggiungibili. Qualche ricerca e il desiderio di agire possono allontanare la paura e l’impotenza.
E perciò, nella notte tra 13 e 14 settembre, abbiamo spaccato i vetri degli uffici dell’associazione Comunicazione Inserimento Formazione Apprendistato, situati in via Carrières d’Amérique 18, lasciando la scritta “Investigatori sociali collaborazionisti di sbirri”. La CIFA [acronimo dell’associazione, ndt.] già da molto tempo collabora con la Direzione Interregionale di Servizi Penitenziari di Parigi, realizzando una fusione, qualche anno fa, con l’Associazione di Politiche Criminali Applicate e di Reinserimento Sociale (APCARS), che conduce inchieste sociali per conto dei giudici.
La stessa sorte è toccata anche ai vetri dello studio di architetti Canale 3, in viale Darius Milhaud 76, parimenti
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Bagnolet (Seine-Saint-Denis) [Francia]: Incendio solidale (09/2017) [it]

Questa notte è stato incendiato un veicolo della Orange [compagnia di telecomunicazioni, ndt.] sul parcheggio delle Poste in via Sadi Carnot a Bagnolet. Macchine, cavi e fibra ottica bruciano benissimo... non è poi così difficile!
Un saluto agli incendiari di trasmettitori, a tutti a coloro che si mettono in gioco. Morte alla rassegnazione, morte alla politica!
Un pensiero solidale a Kara e Krème – e per gli anarchici italiani colpiti dalla repressione per il caso di Firenze e Scripta Manent.
Fuoco e fiamme contro questo mondo!

Cévennes [Francia]: Audaci, si voleva incendiare il cielo (19/08/2017) [it]

qualche morso contro l’addomesticamento delle montagne (attorno al 19 agosto)

Se amiamo gli spazi di montagna, è per la loro vastità. Le loro forme caotiche, la loro potenza che rivela le forze differenti che le hanno forgiate. Le montagne rappresentano l’immaginario di selvaggio e di intensità, una sensazione rara e preziosa di sfuggire per un breve istante ad un mondo soffocante, artificiale, sotto controllo.
Le montagne ci arricchiscono per la sfida che rappresentano, per l’ostilità delle loro pendici ripide, per l’inaccessibilità originaria delle loro cime. Perché non offrono conforto, tracce, cammini tracciati, e perché obbligano chi vuole percorrerle a deviazioni, a mettersi in discussione, obbligano alla volontà, a rischiare, ma anche all’umiltà e alla pazienza.
Perché esiste un piccolo assaggio di imprevedibile, perché non esiste una linea dritta, una logica di profitto. Perché sono ancora un rifugio per molte specie viventi, perché non si adattano ad un mondo iper-veloce, di produttività, profitto e controllo. Ci piace che esse siano, se non un ostacolo, allora almeno un freno alla marcia di questo mondo. Che gli architetti non sappiano costruirvi città, che i loro rilievi blocchino le onde, qui i loro crepacci intrappolino gli escursionisti troppo abituati all’affidabilità dell’asfalto.
Quindi, chiaro, ci sono strade e tunnel. Le seggiovie e le piste attrezzate. Ci sono la segnaletica, sentieri ben tenuti, i rifugi confortevoli, i dati GPS. Antenne, piloni, cavi di alta tensione, pascoli riservati al bestiame, cave e miniere, foreste disboscate, l’agricoltura che arriva sempre più in alto. Evidentemente, la volontà di controllo e di profitto della specie umana non si ferma alle pianure e alle colline. E’ da molto tempo che queste montagne sono state studiate, mappate, colonizzate, rese sicure e redditizie. Che vi si gioca con gli esseri viventi come
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Francia: Viaggio a Nantes rivoltante (28/08/2017) [it]

azione diretta e lotta di classe
Nella notte dal 27 al 28 agosto, passeggiavo nel centro di Nantes, dove molte strade portano ancora i nomo di famosi commercianti di schiavi.
Deciso a fottere la borghesia, ho trovato un grosso fuoristrada di borghesi, in quartiere di borghesi, e l’ho incendiato con gioia. Il 99% di gentili cittadini contro l’1% di cattivi speculatori, il popolo
unito, sono tutte stronzate. Tutta la borghesia, la grande, la media, la piccola, e quelle e quelli che vogliono assomigliarle, devono essere attaccati.
Un pensiero per i sudanesi espulsi in questi ultimi giorni e per tutti gli altri.

(tradotto da guerresociale)

Orbeil (Puy-de-Dôme) [Francia]: L’estate, barbecue di ripetitori (22/08/2017) [it]

Quando arrivi sulla cima del pendio, c’è l’Orsa maggiore dritto sopra la tua testa. E poi, in basso, vedi le luci di Issoire, che fanno la guerra alle stelle del cielo. E soprattutto, soprattutto, accanto a te c’è il ripetitore che ti ricorda che non sei venuto/a per recitare delle poesie. Accendi il fuoco…
Nelle prime ore del 22 agosto, abbiamo appiccato il fuoco, lassù sulla collina. A Moidias, due ripetitori che servono la rete telefonica da Issore a Brioude, oltre che la diffusione di numerose frequenze radio, sono bruciati. Non potendo spegnere le luci della città, abbiamo almeno staccato gli smartphone.
Perché questo mondo è troppo stretto, perché esso mira alla normalizzazione, al controllo, alla sterilizzazione e alla digitalizzazione di ogni individualità. Perché avevamo voglia di offrirci un respiro, di sentirci vivi/e piuttosto che di soffocare. È vero che questo desiderio di distruzione avrebbe potuto saziarsi con l‘attacco di un locale della Croce Rossa, di un allevamento o di un CPT. Attacchiamo per non essere più un/a architetto/a in più delle strutture del potere. Attaccare per il piacere immediato e non per degli ipotetici futuri radiosi.
Come hanno già sottolineato altre rivendicazioni, la tecnologia – che ci tiene al laccio e colonizza i nostri immaginari – è uno dei pilastri di questa civilizzazione. Se siamo d’accordo con questa constatazione, non ci soddisfiamo di una semplice condivisione di idee. Abbiamo allora cercato dei punti sensibili sui quali agire. Bruciando dei ripetitori, non miriamo soltanto ad infliggere il massimo danno ai promotori di protesi tecnologiche. È una maniera di comunicare, di interagire, di civilizzarsi quella che vogliamo sabotare. Per fare uscire dal seminato la routine degli
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Germania: Amburgo, estate 2017 – Ci sono, ci resto! (14/08/2017) [it]

Lettera di un detenuto del G20 del giorno 14.08.2017, dal carcere di Billwerder ad Amburgo.

È passato quasi un mese e mezzo da quando sono stato arrestato durante il dodicesimo vertice del G20, ad Amburgo, in una città assediata e presa in ostaggio dalle forze dell’ordine, ma che ha anche visto nascere per l’occasione una contestazione locale e popolare molto importante.
Decine di migliaia di persone, se non di più, affluendo da tutta l’Europa, se non da più lontano, si sono incontrate, organizzate e si sono trovate insieme a discutere, sfilare per più giorni in un grande slancio di solidarietà e coscienti di poter subire in ogni momento la violenza e la repressione della polizia. Per l’occasione è stato costruito, addirittura, un immenso tribunale di polizia, in un prefabbricato, allo scopo di sanzionare nel più breve tempo possibile ogni tipo di contestazione contro questo vertice internazionale.
Il mio arresto, come quello di molti/e compagni/e, si basa solo sulla sacrosanta parola della polizia, quella di una brigata addestrata per infiltrarsi, osservare e pedinare «le sue prede» (quarantacinque minuti nel mio caso, per un presupposto lancio di oggetti..), finché una volta isolate, trovano la possibilità di arrestarle mandando colleghi che intervengono velocemente, violentemente, senza lasciare nessuna scappatoia.
Eccomi quindi rinchiuso in questo luogo primordiale per il buon funzionamento di un ordine sociale globale, utilizzato come strumento di controllo e di gestione della miseria, essenziale per il mantenimento della loro «pace sociale». Il carcere agisce come spada di Damocle al di sopra di ogni individuo cosicché sia pietrificato davanti all’idea di trasgredire le regole e al diktat di
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Parigi [Francia]: Furgone di Eiffage a fuoco (08/2017) [it]

Parigi, rue Compans. Questa notte abbiamo incediato un furgone di Eiffage, costruttore di prigioni. Scommettiamo che stanno già mirando al lucroso mercato delle trentatré nuove prigioni [che lo Stato francese prevede di costruire nei prossimi anni; NdT]. Siamo impazienti. Delle masse ce ne freghiamo. Le classi... mai piaciuta la scuola. All’illusoria Grande sera [della Rivoluzione; NdT] preferiamo le ore piccole – incendiarie.
Vogliamo mandare un sorriso complice agli incendiari di Bar-le-Duc, di Tolosa, della Drôme e di ogni luogo.
Un pensiero per Kara e Krem, per i compagni recentemente imprigionati in Italia (e quelli e quelle in prigione per l’Operazione Scripta manent), per Riccardo...

Libertà per tutte e tutti!
Viva l’anarchia!

(tradotto da guerresociale)