Besançon [Francia]: Una lama sotto il giubbotto e la rabbia dentro (22/02/2018) [it]

“Passeggiavo per le stradine, alla ricerca dei grossi venduti che ogni giorno si arricchiscono sulla pelle dei/le detenuti/e”

Questa piccola strofa di canzone popolare l’ho canticchiata ritornando dalla mia passeggiata, contento/a del sabotaggio di qualche meccanismo della reclusione. Un mucchio di imprese finanziano, concepiscono e costruiscono le strutture della repressione, che si tratti di prigioni o di CIE, oppure dei nuovoi locali del Ministero dell’Interno.

Al mattino del 22 febbraio, alcuni veicoli di imprese sono rimasti fermi, dopo aver avuto i pneumatici bucati. Fra questi c’erano:

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Grenoble [Francia]: defoncia [it]

Centro-città, nella notte del 19 febbario; alcune silouhettes nere ed un’agenzia immobiliare si incotrano in modo fracassante. Per le prime si tratta di una breve avventura, per la seconda la fine di una lunga vetrina [“devanture”, che rima con “aventure”, vuol dire facciata/vetrina; NdT]. Una scritta su un muro, il marciapiede coperto di pezzi di vetro, torna la calma nella notte.

Ci siamo chiesti, una sera, cosa volevano salvare di questa vita, c’è stato tutto su un pezzettino di carta. Malgrado le poche cose che ci avevamo annotato, sapevamo bene non avevamo la possibilità di impedirgli di finire. Senza speranza, ci siamo detti che valeva piuttosto la pena di attaccare tutto quello che non figurava su quel foglietto.

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Rennes [Francia]: Bling bling al parco delle Prairies Saint Martin (29/01/2018) [it]

Azione di sabotaggio contro il progetto di “parco naturale ed urbano” delle Pariries Saint Martin a Rennes.

Ben incazzati contro i loro progetti urbani che ci sgomberano e vogliono farci andare via dalla loro città, nella notte fra il 28 e il 29 gennaio abbiamo lasciato esprimersi la nostra rabbia contro politici, promotori immobiliari e urbanisti. Di questi tempi, delle pubblicità inondano Rennes per vendere gli ultimi lotti del progetto per borghesi “Abitare nelle Prairies”, ciò ci ha spinti ad agire contro questo progetto di parco-museo, con il quale il Comune ha distrutto tutto, cerca di cacciar via gli abitanti per finire di installare un bel “parco naturale ed urbano”. Ma sappiamo quello che si nasconde dietro tutto quella vernice ecologista.

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Francia: Bruciato veicolo del corpo diplomatico (22/01/2018) [it]

Lunedì sera, passeggiando tra i quartieri dei ricchi, cercavamo un modo per rovinare il loro sonno.

Non vogliamo saggiamente attendere un’ipotetica rivoluzione che verrà non si sa bene quando e non si sa bene come, come se dovesse piovere dal cielo. Una rivoluzione che probabilmente non arriverà se ci limitiamo ad attenderla saggiamente. Abbiamo pensato di reagire adesso, di distruggere un po’ di ciò che piano piano distrugge le nostre vite, limita i nostri desideri.

Immersi in questi pensieri, ci siamo imbattuti in una grossa BMW di un corpo diplomatico, all’inizio di via Cardinet.

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Qualche riflessione sulla solidarietà [it]

Kairos, journal anarchiste, n. 2 – gennaio 2018

Come comportarsi di fronte alla repressione statale? Combatterla, diranno tutti gli animi in rivolta. Sì, ma appunto, qual è la differenza fra lottare contro questo mondo nel suo complesso, e quindi anche contro la prigione, ed esprimere solidarietà verso alcune persone precise, colpite dalla repressione statale (sapendo che questo secondo approccio, quello della solidarietà, non può essere separato dalla lotta complessiva contro questo mondo)?

Anche se desidero farla finita con la Giustizia, le prigioni ed ogni tipo di privazione della libertà, quindi desideri la libertà per tutte le persone incarcerate, io non sono solidale che di un’infima parte di queste. Sarei in effetti solidale con le persone che lasciano trascorrere il tempo, rassegnate, piegando la schiena di fronte al sistema penitenziario, oppure si adattano al meno peggio, cercando di ottenere qualche piccolo beneficio? Con le persone di merda, che si possono trovare in galera (esattamente come fuori)? Non idealizziamo i/le detenuti/e, in quanto vittime di una Giustizia odiata: molti di loro sono ben lungi dall’essere individui con i quali vorrei avere dei contatti.

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Sulla necessità d’attaccare [it]

Kairos, journal anarchiste, n. 2 – gennaio 2018

Piuttosto che sognare mattini radiosi, che lamentarmi del fatto che le masse non acquistano coscienza, che aspettare docilmente il prossimo movimento popolare che non arriva, nemmeno lui, preferisco di gran lunga soddisfare le mie pulsioni distruttrici contro tutto ciò che mi opprime e mi spossessa. Non voglio aspettare, nulla, nessuno, soprattutto quando degli amici scontano anni di prigione per essersi rivoltati. Perché agire quando altri insorti marciscono in galera mi fa bene, mentalmente e fisicamente, e so che anche a loro dà un po’ d’energia, nelle loro gabbie oscure. Sabotare le macchine che ti alienano, spaccare i vetri di una banca o di una assicurazione, incendiare un ripetitore, tutto ciò dà una boccata d’aria anche se sono solo (perché, come dice il proverbio, meglio solo che male accompagnato); vale la pena vivere momenti di questo tipo. La rivolta è la migliore terapia, poiché permette di farla finita col ruolo di vittima così spesso ricoperto dagli sfruttati e dagli oppressi, essa permette di mettere dei bastoni nelle ruote di questa società-prigione. È facile rimandare tutto a domani, aspettare che le “condizioni oggettive” siano riunite, prima di partire all’assalto del potere e dei suoi rappresentanti.

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Besançon [Francia]: Colpi di notte (22/01/2017) [it]

I colpi, numerosi, non sono passati inosservati a quelli che sanno riconoscere i responsabili della miseria e dello sfruttamento.

Nella notte tra domenica e lunedì, tra il viale Cuisenier e la piazza Flore a Besançon, una serie di colpi ha lacerato la notte, sotto pioggia battente e vento terribile. I cittadini vigili e i poliziotti non hanno sentito nulla, i vandali hanno potuto agire in tutta tranquillità e ritornare a nascondersi nel buio della notte.

Circa una quindicina di colpi sono stati scoperti sulle agenzie interinali (3) e su quelle immobiliari (2). Come accade spesso in questi casi, i fatti sono stati denunciati alla polizia. Ma, a differenza di altri fatti diversamente realizzati da questa società morbosa, è preferibile non parlarne nei giornali, in caso qualcuno potesse indirizzare la propria rabbia contro i vari responsabili delle disgrazie.

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Francia: Uscito n°2 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (01/2018) [it]


DOWNLOAD PDF: Kairos – Journal anarchiste

“Nel greco antico kairos indica l’idea del momento opportuno da cogliere, quella occasione favorevole, dell’attimo propizio che consente la riuscita di un’azione in mezzo ai rischi del mondo e alle incertezze di circostanze esterne. Per questo è necessario passare alla pratica, imparare a cogliere questo kairos, da una parte cercando di riconoscerlo senza nascondersi dietro il facile pretesto delle circostanze, e dall’altra preparandosi ad agire in modo da non lasciarsi scappare questa opportunità.

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Parigi [Francia]: Fuoco a tutti gli Stati e ai loro lacchè (28/12/2017) [it]

Nella notte tra 27 e 28 dicembre abbiamo incendiato una macchina del corpo diplomatico, in via Laugier a Parigi 17 [arrondissement, ndt].
Poco importa a quale Stato appartiene, tutti ostacolano la libertà e li odiamo tutti.

Nei quartieri ricchi della capitale abbiamo trovato macchine di servizi diplomatici stranieri ad ogni angolo della strada. Si riconoscono dalle targhe verdi con numeri e lettere arancioni.
Basta un po’ di determinazione e di diavolina...

Solidarietà con i compagni/e sotto processo in italia per l’operazione scripta manent.
Solidarietà con Lisa, imprigionata in germania, accusata di aver rapinato una banca, e con Konstantinos arrestato ad Atene il 28 ottobre, accusato di diversi attacchi esplosivi.
Solidarietà con Krème, sempre in carcere per la macchina di sbirri bruciata in quai de valmy.

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Seyssins [dintorni di Grenoble, Francia] – La nostra ecologia: sabotarti (21/12/2017) [it]

Nella notte del 21 dicembre, vagavamo per Seyssins, fino all’ecoquartiere Pré Nouvel, un cantiere cominciato molti anni fa, che deve diventare l’ultima zona urbanizzata di questa enclave borghese. Là, abbiamo colpito a tre riprese, accompagnando i nostri atti di sabotaggio con delle scritte sui muri.

Spieghiamo rapidamente i motivi della nostra avventura, prima di narrare la nostra incursione selvaggia. L’eco-quartiere è l’archetipo del ghetto per ricchi che propaganda sapientemente uno sviluppo sostenibile. Grazie alla bacchetta magica del marketing ecologico ogni elemento del progetto diviene virtuoso, cemento ad alta qualità ambientale, rivestimenti in legno, orientamento bioclimatico degli edifici, stradine sinuose fra i bacini di fitoepurazione, lagune pensate in maniera intelligente per la riproduzione degli animali (addomesticati)...

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Grenoble [Francia]: Incendiato Centro di cultura tecnica, scientifica e industriale (21/11/2017) [it]

Grenoble, polo tecnologico pacificato?

Nella notte di 21 novembre ci siamo introdotti nella Casemate di Grenoble (più facile del previsto, dato che la porta era aperta (idioti!) e l’abbiamo devastata (chiunque abbia mai lanciato dei computer attraverso una stanza, saprà di cosa parliamo), e infine l’abbiamo allegramente incendiata. Mentre il telegenico responsabile del fablab si sta agitando pateticamente nei media, noi pubblichiamo il nostro comunicato, eco inseparabile dal nostro atto incendiario contro questa istituzione notoriamente nociva a causa della diffusione di cultura digitale.

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Prigione di Fleury-Mérogis [Francia]: Krèm in isolamento (18/11/2017) [it]

Nel caso dell’incendio della volante di Quai de Valmy, andato a sentenza lo scorso settembre, due persone sono rimaste in detenzione. Una di questi, Kara è stata rilasciata martedì 14 novembre. L’altro, ancora in custodia, è stato messo da sabato in Sezione Disciplinare (il buco) di Fleury-Mérogis.

Sabato 18 novembre al mattino, i secondini entrarono nella sua cella. Gli chiesero di fare i bagagli per cambiare piano, in un momento in cui andava d’accordo con il suo co-detenuto, aveva appena avuto accesso allo sport e aveva finito solo allora di pulire la disgustosa cella in cui era arrivato alcuni giorni prima. Lo spostamento avrebbe significato ricominciare tutto da capo. Per questo rifiutò. Venne quindi portato con la forza da diversi secondini al buco. Questo lunedì è stato presentato alla commissione disciplinare. Accusato di “violenza fisica contro un membro del personale”, “ha rifiutato di sottomettersi a una misura di sicurezza”, è stato condannato a 20 giorni di buco, di cui 6 sospesi.

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Francia: “Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio” – Lettera aperta ai moderatori/ici di Indymedia Grenoble e d’Indymedia Nantes [it]

Sono semplicemente un individuo fra i tanti. Uno fra quelli e quelle che, per mille ragioni tutte differenti e tutte valide, trovano difficoltà ad adattarsi a questo mondo. Uno di quelli e quelle che vogliono vederlo in cenere. Il fatto che fra l’altro io partecipi al blog Attaque, che le mie dita schiaccino dei tasti per riprodurre dei comunicati d’azione o altri gesti di disobbedienza, entra solo parzialmente in gioco. Le mie dita potrebbero anche servire a fare altro. Potrei vedere, in piattaforme di open-publishing come Indymedia, qualcos’altro che una fonte di testi per il blog Attaque. Esattamente come quelli/e che vi hanno pubblicato il comunicato della magnifica azione che ha ridotto in cenere il deposito della gendarmeria di Grenoble: macchine, furgoni, laboratorio, prove in pacchetti sigillati, tutto andato in fumo.

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Francia: Caso della macchina di sbirri incendiata in Quai de Valmy – Kara libera! (14/11/2017) [it]


Questa mattina, 14 novembre 2017, Kara, incarcerata dal 26 maggio 2016 e condannata a 2 anni di carcere e 2 sospesi nel caso del Quai de Valmy ha lasciato la prigione di Fleury-Merogis.

Non è stato fatto appello dalle sentenze pronunciate l’11 ottobre nel caso del vettura degli sbirri bruciata il 18 maggio 2016. Queste ultime sono dunque definitive. Solo la persona giudicata in sua assenza potrebbe ancora “opporsi” se arrestata. Questo nuovo processo non potrebbe modificare le pene pronunciate per gli altri 8 imputati

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Francia: “Kairos”, giornale anarchico – Ragion d’essere [it]

Abbiamo deciso di chiamare questo giornale Kairos perché ci sembra importante lasciare l’astrazione pura delle idee per mettere il nostro discorso in una prospettiva pratica, in una riflessione sui mezzi e sulle possibilità dell’azione sovversiva, in modo molto pragmatico.

Più specificamente, è un quotidiano che mira a sostenere quello che potrebbe essere chiamato “anarchismo della pratica”, espressione con cui intendiamo tutto ciò che corrisponde ad una pratica offensiva dell’anarchismo, che non si accontenta di parole, posture o scritti, ma che attacca, qui e ora, tutte le forme di autorità, sottomissione e sfruttamento. Collegare le parole agli atti è sempre stata una parte dell’anarchismo, checché ne dicano i piattaformisti e altri “rivoluzionari” da salotto che, quando un attacco ha luogo vicino a casa loro, si rifugiano nel silenzio (ed è il meno peggio), si dissociano o dichiarano pubblicamente la loro distanza.

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Francia: Uscito n° 1 di “Kairos” – Giornale anarchico in lingua francese (11/2017) [it]

“Nel greco antico kairos indica l’idea del momento opportuno da cogliere, quella occasione favorevole, dell’attimo propizio che consente la riuscita di un’azione in mezzo ai rischi del mondo e alle incertezze di circostanze esterne. Per questo è necessario passare alla pratica, imparare a cogliere questo kairos, da una parte cercando di riconoscerlo senza nascondersi dietro il facile pretesto delle circostanze, e dall’altra preparandosi ad agire in modo da non lasciarsi scappare questa opportunità.

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Parigi [Francia]: Processo contro un testo di solidarietà (08/11/2017) [it]

Mercoledì 8 novembre alle ore 13:30, al Tribunale distrettuale di Parigi, un compagno sarà processato per aver pubblicato l’invito per un incontro sul caso della macchina di sbirri incendiata in quai de Valmy. La giustizia cerca di condannare l’epressione della nostra solidarietà, non lasciamola svolgere il suo sporco lavoro in tranquilità.

L’invito incriminato: Sul caso della macchina di polizia incendiata 18 maggio 2016

Meylan (Isère) [Francia]: Il desiderio di disfarsi della logica di vittimizzazione creando amicizie forti e attaccando – un empowerment della prassi [it]


Perché non vogliamo rimanere nel ruolo di vittime nel quale la società ci vorrebbe relegare riconoscendoci come ragazze. Vittime, perché non siamo in grado di essere autonome, di difenderci, di condurre le nostre vite come vorremmo. Perché siamo deboli, troppo sensibili, soggette a stati d’animo ormonali, dipendenti e fragili. Perché abbiamo bisogno di figure forti per farcela, di medici per curarci, di uomini per sostenerci, di bambini per sentirci realizzate, di sbirri per proteggerci.

La nostra educazione inculca queste stronzate nelle nostre teste, e finiamo per assimilarle. La lotta contro il sessismo è, per noi, la lotta contro il genere. E lottare contro il genere vuol dire rifiutare la logica che genera le assegnazioni, senza negare che condizionano anche noi.

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Grenoble [Francia]: Incendi solidali (27/10/2017) [it]

Nella notte tra 26 e 27 ottobre abbiamo incendiato tre veicoli nella via Jean Perrot a Grenoble, cioè un veicolo della SPIE (azienda che si ingrassa costruendo carceri), una macchina di una ditta di sicurezza privata, e un veicolo della Schindler. Abbiamo anche cercato di incendiare una Jaguar ma, per ragioni oscure, sembra che ne sia uscita solo con qualche traccia sulla carrozzeria e con le gomme fuse.

Con questo gesto vogliamo inviare la nostra solidarietà a Ghespe e Paska, oggi detenuti in Italia a seguito dell’ondata di arresti nell’agosto scorso, ai due incarcerati per la storia della sbirro-mobile bruciata. Ci rallegriamo anche dei recenti attacchi contro gli sbirri a Limoges, a Clermont e a Isère, ed esprimiamo il nostro sostegno agli incendiari tuttora anonimi.

Clermont-Ferrand [Francia]: Tre veicoli di polizia municipale incendiati in solidarietà (24/10/2017) [it]

Segnali di fumo solidali a Clermont-Ferrand

3 veicoli di polizia municipale distrutti nell’incendio.

Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 ci siamo intrufolati in parcheggio, vicino al centro città di Clermont-Ferrand, dove erano parcheggiati tre veicoli della polizia municipale. Abbiamo collocato della diavolina sulle ruote anteriori di due dei tre veicoli, supponendo che il fuoco si sarebbe propagato. Supposizione giusta, dato che la stampa parla di tre veicoli distrutti dalle fiamme.

Siamo passati all’attacco perché non vogliamo né seguire le masse né guidarle, perché siamo contro la politica e le sue strategie. Preferiamo agire in pochi, secondo le nostre affinità, i nostri desideri, i nostri tempi e senza mediazioni con qualsiasi tipo di potere. Ma facciamo attenzione ad arrivare ad un accordo nell’azione e nella sua preparazione. Ci prendiamo cura tra di noi in questi momenti, come anche fuori di essi quando vorremmo essere isolati, in famiglia o in coppia, questo anche fa parte della nostra rivolta.

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Francia: Processo per la volante distrutta e incendiata a Parigi il 18 maggio 2016 Sentenza, descrizione della giornata e cronologia di azioni di solidarietà [it]

Dal 19 al 22 settembre si è svolto il processo contro 9 persone accusate di aver attaccato una macchina di sbirri a Parigi il 18 maggio 2016. Quel giorno, nel pieno del movimento contro la “legge sul lavoro”, delle organizzazioni sindacali degli sbirri, dei fascisti e dei cittadini si adunarono sulla piazza della Repubblica per lamentarsi “dell’odio verso la polizia”. Una contro-manifestazione non autorizzata si scatenò per le vie di Parigi, incrociando al suo passaggio una macchina di polizia con due sbirri a bordo, che venne attaccata e incendiata.

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Nantes [Francia]: Viva il fuoco! (13/10/2017) [it]

In marcia verso la guerra sociale

Nella notte tra giovedì e venerdì 13 ottobre ho incendiato 2 grossi 4x4 dei riccastri nel quartiere di Monselet a Nantes. Possono impedire lo sciopero e le manifestazioni, ma non di arrecare danni nel momento prescelto.

Uno sfruttato infuriato, auto-gestore del disordine


Parigi [Francia]: Aggiornamento sul processo per la Sbirromobile incendiata (11/10/2017) [it]

Angel B.: assolto (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”)

Leandro L.: colpevole, 1 anno di carcere con sospensione della pena (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”)

Bryan M.: assolto (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”); colpevole, 1.000€ di multa (“rifiuto del prelievo di DNA”)

Thomas R.: colpevole, 2 anni di carcere di cui 1 con sospensione della pena (“autore di colpi inflitti al veicolo con pugni e calci”)

Kara B.: colpevole, 4 anni di carcere di cui 2 con sospensione della pena (“lancio di una sbarra metallica sul parabrezza”)

Ari R.: colpevole, 5 anni di carcere di cui 2 anni e mezzo con sospensione della pena (“colpi inflitti sul retro della macchina con l’aiuto di una sbarra metallica”)

Nicolas F.: colpevole, 5 anni di carcere di cui 2 e mezzo con sospensione della pena (“percosse inflitte col spranga ad un agente di polizia”)

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Montreuil (Seine-Saint-Denis) [Francia]: Noi selvaggi (01/10/2017) [it]

Noi selvaggi, vivere nel fondo di foresta.
Noi tranquilli, noi ammirare stelle, noi mangiare arachidi (cacciatori-raccoglitori vegan a Parigi: un casino!).
Un giorno, noi visto fumo barbecue alla salsa di uniformi blu, in Quai Valmy. Noi contenti.
Noi visto repressione: noi grrrr. Mai noi amato comportamento chiaro e coerente di fronte a giustizia di Kara e Krème.
Noi visto anche fumo gendarmerie limoges e grenoble: noi detto wow! Noi detto: pure noi!
Noi imparato fuoco (sì, noi radicalizzati su internet: nessuno perfetto).
Ieri sera [domenica 1 ottobre; NdT], sotto cielo senza stelle, noi bruciato furgone Derichebourg [grande impresa francese di servizi, pulizia ed interim; NdT] (schifezze che lavorano nelle prigioni), rue Pasteur, Montreuil-sous-Bois. Noi un po’
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Parigi [Francia]: Aggiornamento sul processo per la sbirromobile incendiata (22/09/2017) [it]

La sentenza sarà emessa mercoledì 11 ottobre alle ore 10.


Aggoirnamento a venerdi’ 22 settembre (le richieste della Procura):

Il giudizio, inizialmente previsto per 29 settembre alle ore 11, sarà emesso in una data successiva (da stabilire mercoledì prossimo, 27/09, quando gli avvocati finiranno il proprio discorso, dalle 9:30 alle 13, all’ultima udienza [vedi sopra; NdT]). D’altro canto, all’ultimo momento, verso le 21:30, il tribunale si è pronunciato sul rilascio di Kara e Krem, ancora in carcere. Rifiutato, in mezzo alle grida di una parte del pubblico: “Libertà”, “freedom”, “coraggio”.

Richieste dei P.M., Olivier Dabin e Emmanuelle Quindry:

(in base di: è un “processo contro dei teppisti” organizzati “in branco”, di “Dove si trovano i fascisti e gli estremisti quando si combatte la polizia, la giustizia, i giornalisti?”, “Durante la perquisizione sono stati trovati adesivi del movimento di estrema sinistra”, “Sfido chiunque a dire che la giustizia copre le violenze della polizia”, ma anche di: “Il grande Lenin diceva: L’anarchico è un reazionario” e “Per gli irriducibili, il silenzio è un diritto, ma è anche un silenzio di approvazione”) :

1) Contro le persone accusate di aver partecipato ad un “raggruppamento allo scopo di commettere atti di violenza”, ma anche di “violenza volontaria contro PDAP (persona depositaria di autorità pubblica)”, con 4 circostanze aggravanti (in unione, con arma, travisamento, contro PDAP):

Joachim (di nazionalità svizzera): 8 anni di carcere, col mandato di incarcerazione (latitante, già con mandato d’arresto, e accusato di aver gettato il fumogeno che ha incendiato la macchina)

Antonin: 5 anni di carcere, di cui 1 sospensione della pena [corrispondente alla condizionale nell’ordinamento italiano, NdT], con mandato di incarcerazione più divieto di partecipare alle manifestazioni per 3 anni a Parigi. Ha già fatto 10 mesi di custodia cautelare.

Nicolas: 5 anni di carcere, di cui 2 con sospensione della pena, senza mandato di incarcerazione (a seguito del suo “chiaro atto di pentimento” e l’assenza del “rischio di reiterazione”, disse il P.M.), e 3 anni di divieto di partecipare alle manifestazioni a Parigi. Ha già fatto 13 mesi di detenzione preventiva.

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