Grenoble [Francia] : Foto della microspia trovata in uno squat [it]

Nell’agosto 2018, dopo una perquisizione, ufficialmente motivata dalla ricerca di “stupefacenti”, le persone che abitano nello squat Awanhee a Grenoble hanno trovato una microspia nella sala comune.

Alcuni giorni dopo la perquisizione, infatti, si scopre che all’interno di una ciabatta multipresa che si trova nel bel mezzo della stanza, e su cui gli sbirri hanno pure attaccato con lo scotch un volantino del luogo, c’è una microspia. Questa è composta da un circuito stampato, da una batteria e (a quanto si vede sulle foto) da almeno un microfono.

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Besançon [Francia]: Fiamme nell’oscurità [it]

Dopo la sommossa di sabato 5 gennaio 2019.

Di auto, ne bruciano ogni notte.
A quelle che fanno funzionare questo mondo di controllo e di sfruttamento capita più di rado.
E farle andare in fumo necessita una buona dose d’abnegazione e di rabbia…
Eppure. Qualche ora dopo gli scontri nel quartiere di Chamars, una macchina della tecnologia del controllo é finita in fumo, in avenue Clémenceau: Polysécurité, piccola impresa locale, installa ogni ogni giorno sistemi di videosorveglianza e allarmi anti-intrusione.

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Uccidere gli spettri [it]

Dopo aver avuto la fortuna non simulata di non essermi ritrovato tra i Gilet gialli qui dove vivo, e aver avuto tempo di leggere i “pro” e i “contro”, talvolta con sfumature, e aver parlato con persone che sono andate tra le masse fluorescenti, ho pensato di dare anch’io il mio contributo sui Gilet gialli.

“Vi sono tre specie di despoti. Il despota che tiranneggia il corpo. Il despota che tiranneggia l’anima. Il despota che tiranneggia l’anima e il corpo. Il primo si chiama principe. Il secondo si chiama papa. Il terzo si chiama popolo.” Oscar Wilde

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Saint-Etienne [Francia]: Questo cantiere ha dello STEELe quando va in fumo (31/12/2018) [it]

Periodo di feste. La coda cola lungo le arterie periurbane.
La merce aspatta i/le suoi/e feticisti/e affamati/e, ecco di nuovo l’epoca di una bulimia sociale aggravata.
Le masse si accumulano negli ipermercati, gli scaffali rigurgitano felicità pubblicizzata.
Diffusione di reclames sonore a destinazione di bipedi quasi morti.
I carrelli della spesa avanzano, docili, sospinti da emozioni semplificate.
Una, due o tre scatole di Ferrero Rocher, quest’anno?
La clientela è satura di stimoli; nessun timore, questa strana specie accellera il suo adattamento.
Delle telecamere di sorveglianza danzano, scivolano benevole nell’aria.
Dei portici antitaccheggio chiacchierano con dei giovani chip RFID.
Automobili immobili languiscono in ranghi fra il grigiume; disciplina di parcheggio.
Negozi vestiti di lamiere errano sull’asfalto. All’interno, il diniego, al dettaglio oppure a chili.
Quadro ordinario dei territori del terziario.
Zona artigianale, di divertimento o commerciale.
Le stesse aziende, le stesse catene, gli stessi schiavi.
Digressioni nel deserto della diversione. Laddove si sciupa ogni velleità di coscienza dell’alienazione.

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Parigi [Francia]: Attacco per un dicembre nero (11/12/2018) [it]

“Voi aspettate la Rivoluzione! E sia! La mia è da molto tempo incominciata! Quando sarete pronti – Dio che lunghissima attesa! – non proverò disgusto a percorrere un tratto di cammino insieme con voi!
Ma quando vi fermerete io continuerò la mia marcia folle e trionfale verso la grande e sublime conquista del Nulla! Ogni Società che voi costruirete avrà i suoi margini e sui margini di ogni Società si aggireranno i vagabondi eroici e scapigliati, dai pensieri vergini e selvaggi che solo sanno vivere preparando sempre nuove e formidabili esplosioni ribelli! Io sarò fra quelli!”
Delle belle parole – non devono restare solo delle parole.

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Francia: L’ultimo prigioniero del caso Quai Valmy uscirà presto, sotto condizione [it]

La domanda di libertà condizionale dell’ultima persona in prigione per il caso di Quai de Valmy è stata definitivamente rigettata dalla Camera d’applicazione delle pene, giurisdizione d’appello del Giudice d’applicazione delle pene (JAP).

Rimarrà rinchiuso nella prigione di Meaux fino a quando uscirà con i crediti di riduzione pena[1]; la data prevista è fine gennaio.

Ciononostante, entra nella categoria delle persone toccate dalla legge scritta del 2014 da Taubira [ministra guardasigilli socialista; NdT] (art. 71-2 del Codice penale), che permette di applicare, per il periodo di riduzione della pena, un certo numero di condizioni da rispettare, perché in caso contrario si rischia di tornare direttamente dentro. In poche parole, una specie di controllo giudiziario a posteriori, dopo che è già stata scontata la pena detentiva, e che, colla scusa della reinserzione, costituisce una pena supplementare.

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Pure i “Gialli” sono diventati amici nostri? [it]

Nel pieno del movimento dei “Gilet gialli”, queste ultime due settimane hanno visto accadere degli scontri a Parigi e non solo, come pure diversi atti di sabotaggio. Da allora, un certo numero di anarchici si sono posti la domanda se intervenire o meno in questo movimento, allo stesso modo in cui intervengono da sempre in diversi movimenti sociali. Tuttavia, anche se solitamente questo tipo d’intervento sembra ovvio, ci sembra degno di nota il fatto che questo non sia completamente il caso e che ci sia dibattito a proposito. Come un segno che qualcosa qui stona.

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Foix [Francia]: A volte, di notte (06/12/2018) [it]

ACAB

Dopo Grenoble, Crest, Limoges, Paris, Besançon… Foix.
Nella notte del 6 dicembre, tre siti di ENEDIS [branca di Electricité de France che è proprietaria e gestisce la reta di distribuzione elettrica, ndt] sono stati dati a fuoco.

In solitudine, ascoltiamo la notte, ammantati come essa, soprabiti neri dietro gli occhi che scintillano.
La sua oscurità ci avvolge fino al luogo del reato.
Un accendino in tasca.
Bottiglie di benzina in spalla.
Dei corpi pronti per il gioco del caos.

Il gioco dura qualche centinaio di secondi nel corso dei quali ci godiamo l’attacco contro questo mondo.
Compiuti i misfatti, ci affrettiamo di tornare nelle braccia delle notte.
Ci concediamo uno sguardo indietro.
E ridiamo in silenzio.

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Parigi [Francia]: La benzina aumenta? Useremo della diavolina (27/11/2018) [it]

A quanto pare quest’autunno è di moda il giallo fluorescente. A quanto pare si accompagna abbastanza bene con il blu-bianco-rosso. A quanto pare bisogna assolutamente esserci, partecipare, contribuire, perché c’è gente in piazza, senza organizzazioni, e ci sono danneggiamenti. A quanto pare se non ci si va si resta per forza davanti a internet.

Noi ce ne sbattiamo.

Le barricate sugli Champs Elysées non nascondono la confusione. I danni non possono rimpiazzare le idee antiautoritarie. Eravamoin piazza nel 2016, ci saremo di nuovo, ma non per difendere il vecchio mondo e le sue auto. E pensiamo che esistono un sacco di altre possibilità, basta cercarle.

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Tolosa [Francia]: Di fronte alla repressione, risposta immediata! (27/11/2018) [it]

Nella notte dal 26 al 27 novembre, sono state lanciate delle pietre sul commissariato centrale di Tolosa, su alcuni vetri del piano terra sono rimasti i segni degli impatti.

In sostegno a tutte le persone che subiscono l’accanimento giudiziario e poliziesco di un sistema che fa di tutto per spezzare delle vite.

Di fronte alla repressione, risposta immediata!


(tradotto da guerresociale)

Villeparisis (Seine-et-Marne) [Francia]: Fuoco alla rete (12/11/2018) [it]

La notte dall’11 a 12 novembre, nei dintorni di Villeparisis, abbiamo incendiato un ripetitore Orange/SNCF [Orange è l’erede di France Télécom, la SNCF è la Trenitalia francese, NdT].

Mentre in quella data veniva festeggiato cerimoniosamente l’armistizio [della Prima guerra mondiale, NdT], noi abbiamo voluto portare un contributo alla sola guerra che valga la pena combattere: quella contro il dominio.

A fianco di quelli che lottano contro la pace sociale.

Dei disertori


(tradotto da guerresociale)

Parigi [Francia]: Macchina diplomatica a fuoco (13/11/2018) [it]

Domenica 11, i più grandi massacratori d’oggi hanno commemorato il primo macello mondiale (ed hanno preparato quelli del futuro).

Noi continuiamo a portare il vecchio slogan degli anarchici di quei tempi là: contro la loro guerra, contro la loro pace, per la rivoluzione sociale.

La notte da lunedì 12 a martedì 13, in questa capitale militarizzata e sotto videosorveglianza, abbiamo incendiato una macchina di una rappresentanza diplomatica qualunque, all’angolo della rue Spontini e dell’avenue Foch e anche la grossa Porsche di borghese parcheggiata a fianco (si, è possibile portare la guerra a casa dei ricchi e dei potenti!).

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Lione [Francia]: Attacco incendiario contro il locale della polizia municipale (11/11/2018) [it]

Sotto una luna incendiaria, questa notte dell’11 novembre.

Quando altri onorano delle morti inutili [l’11 novembre è festa in Francia, commemorazione della fine della Prima guerra mondiale ; NdT], quando altri si rilassano nel sonno e nelle loro false certezze, quando la maggior parte si rinchiude nell’impotenza e nella paura, noi altri accendiamo degli stoppini. Alcune Molotov sono accidentalmente atterrate sul locale [della polizia municipale ; NdT.] del quartiere della Tête d’Or. Se la municipale si attrezza di armi ed ospita il riposo dei militari [i militari del Plan Vigipirate, la « prevenzione del terrorismo », che continuano a stazionare davanti ad alcuni luoghi pubblici ; NdT], bisogna che sappiano che a troppo annerire le nostre vite, i suoi muri perderanno del loro splendore.

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Francia: Kairos n°7 – versione in lingua italiana [it]

Traduzione del foglio anarchico francese Kairos n° 7


Diffondere la nostra rabbia, sempre
Un’estate in inferno

La lunga estate del 2017 è stata scottante. Enedis, filiale di Energie de France incaricata della gestione della rete elettrica, è stata particolarmente toccata. Il 18 maggio, per “festeggiare” l’anniversario della macchina degli sbirri incendiata in Quai de Valmy [a Parigi; NdT], un furgoncino di questa società si infiamma a Rennes. Poi, una dozzina di loro veicoli brucia il 30 maggio a Grenoble. Come una strizzatina d’occhio a questa azione, “ai primi di giugno, da qualche parte in Francia” altri tre furgoni di Enedis bruciano. L’11 giugno è a Crest (nel dipartimento della Drôme) che un locale di questa impresa viene dato alle fiamme. A Bagnolet (Seine-Saint-Denis), un furgoncino di un’azienda associata a Enedis nella posa dei contatori elettrici connessi Linky è in preda al fuoco il 2 luglio. Diverse macchine finiscono in cenere il 17 agosto, su un altro parcheggio di Enedis, a Bar-le-Duc (Meuse).

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Francia: Uscito n° 7 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (11/2018) [it]

Abbiamo il piacere di annunciarvi l’uscita del settimo numero di Kairos (novembre 2018).

Come al solito, potete trovarlo in formato PDF sul blog, assieme a tutti i numeri precedenti.


Parigi [Francia]: Nella notte della città [it]

La notte del 16 ottobre, verso le 3 ho incendiato 4 macchine della Posta parcheggiate in rue des Renaudes nel 17 arrondissement. È bastato qualche pezzo di diavolina spinto attraverso la griglia del radiatore…

Non se ne dispiacciano quelli che hanno già voluto spiegare tutto, ma quello che mi ha spinto quella sera è meno il fatto che degli impiegati zelanti della Posta hanno infamato dei sans-papiers alla polizia, ma piuttosto il lavoro quotidiano della Posta, un meccanismo importante e spesso ignorato di questa società, dell’economia e della gestione statale.

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Francia: Affaire Quai de Valmy – Un anno dopo il processo, delle notizie dell’ultimo prigioniero [it]

Un anno dopo la condanna di 7 persone ad anni di prigione per l’incendio di un macchina di sbirri in Quai de Valmy (Parigi) il 18 maggio 2016, uno dei condannati marcisce ancora in galera, ormai da febbraio 2017.

La sua domanda di liberazione condizionale, dopo aver aspettato per più di nove mesi, gli è stata rifiutata con la motivazione del suo silenzio sui fatti contestatigli. Può darsi che non vuole esprimere rimorsi alla famiglia questurina delle vetrine [gioco di parole fra “famille des victimes”, famiglia delle vittime, e “famille des vitrines”, famiglia delle vetrine – da una scritta della primavera 2016 su… una vetrina rotta; NdT]. Al contrario di un altro condannato che, dopo essersi dissociato dall’atto e dalle idee durante il processo, cerca oggi di vendere la sua storiella sugli scaffali dei supermercati rivoluzionari.

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Nantes [Francia]: Spie carbonizzata (16/10/2018) [it]

Distruggiamo la società carcerale

Spie è un’impresa che costruisce prigioni e più in generale un ingranaggio essenziale della macchina che ci controlla, ci sorveglia, ci rinchiude e ci espelle. Ho quindi bruciato uno dei loro camioncini, questo martedì 16 ottobre fra le 3 e le 4 del mattino, in rue du Capitain André David a Nantes. 2 bottiglie di plastica riempite con un miscuglio di 2/3 di benzina e un terzo di olio per motori, il tutto con dei blocchi di diavolina incellofanati contro la bottiglia e poi piazzate dietro gli pneumatici. Poi, basta accendere e ciao, hasta la malekom…

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Parigi [Francia]: Nemici di questo mondo (12/10/2018) [it]

Pensiamo che l’azione diretta sia anche un mezzo per uscire dai vicoli ciechi della palude del “giro”, dei suoi luoghi comuni accettati in maniera acritica, dei suoi slogan combattivi che restano spesso parole in aria.

Soli, associati per una notte o per la vita – secondo la sensibilità di ciascuno.a – lasciamoci dietro i dogmi e scegliamo il caos della vita.
Per i difensori di questo mondo noi siamo dei malfattori. Siamo semplicemente suoi nemci e ne siamo fiere.
La notte fra giovedì 11 e il 12 ottobre, rue d’Hautpoul (Parigi 19) abbiamo bruciato un furgoncino di Vinci (costruttore di prigioni) e una macchina della SNCF [la Trenitalia francese; NdT] (che fa la caccia ai poveri ed ai sans-papiers).

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Saint-Martin-d’Hères (Isère) [Francia]: Un segnale di fumo per i/le prigionieri/e [it]

Questa notte abbiamo bruciato una decina di veicoli e macchine di cantiere di Eiffage[1], perché questa impresa occupa una funzione fondamentale nella nostra società carcerale.

Eiffage s’impone implacabilmente nella produzione di spazi di costrizione e di controllo. Posa i suoi artigli sulla maggior parte dei dispositivi della nostra grande gabbia invisibile. Scuole, luoghi di lavoro, abitazioni, tribunali, ospedali (psichiatrici e altri), case di riposo, caserme, stadi, spazi pubblici sono altrettante barriere che ci mantengono in cattività.

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Ain [Francia]: Comunicato dell’incendio del mattatoio di Hotonnes [it]

Questo è il testo che accompagna l’attacco incendiario al mattatoio di Hotonnes (Ain), nel corso della notte dal 27 al 28 settembre 2018.
Quella notte là, la luna è calante, al terzo quarto. Un gruppo d’individui si attacca a un mattatoio, accendendovi otto incendi, sia al di sotto di alcuni veicoli sia all’interno dell’edificio stesso, dopo averne forzato gli accessi e averlo messo sottosopra. I sistemi elettrici sono stati attaccati dal fuoco, permettendo forse di mettere fuori servizio il sistema frigorifero e quello di telesorveglianza. Un fumo nero e acre invade il cielo stellato e si abbatte sul villaggio di Hotonnes e sui suoi dintorni.

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Parigi [Francia]: Bouygues in cenere (4/10/2018) [it]

Nella notte tra mercoledì e giovedì 4 ottobre una vettura di Bouygues è stata incendiata in via Laurier nel 17° arrondissement di Parigi. Bouyygues è un ormai ben noto costruttore di prigioni.

Inviamo questi segnali di fumo a Krem, ultimo incriminato per il caso di Valmy ad essere incarcerato e a subire l’amministrazione penitenziaria. Non lasciamolo solo!

Che questo piccolo gesto incendiario possa donare forza e coraggio agli anarchici torturati e detenuti in Russia, come anche agli 8 di Basilea[1] che saranno processati alla fine di ottobre per una passeggiata selvaggia e saccheggio in una sera di giugno 2016.

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Francia: Uscito n° 6 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (10/2018) [it]

DOWNLOAD PDF: Kairos – Journal anarchiste

“Per lo Stato il carcere è lo strumento fondamentale per tenere separati da questa società i recalcitranti, i ribelli, gli incontrollabili e gli indesiderabili. È una punizione inflitta dallo Stato di diritto, ma è anche un modo per mantenere sotto controllo quelle persone che rifiutano – per scelta o per necessità – di rispettare il patto sociale che prevede l’approvazione della miseria, lo sfruttamento e le relazioni di oppressione che ne derivano. [...] L’attacco diretto contro ciò che rappresenta il carcere e l’autorità ci permette di sentirci vivi, di instaurare complicità ribelli al di là dei muri, comunicando attraverso gesti di ostilità infuocata contro la prigione, i suoi lacchè e i suoi collaboratori (architetti, fornitori vari, costruttori ecc.). Ognuno di loro ci infonde speranza nella nostra lotta per farla finita con tutte le carceri. Perciò, all’attacco!” – Kairos

Besançon [Francia] : Contro i collaboratori dell’Andra (29/09/2018) [it]

Passeggiata selvaggia contro i collaboratori dell’Andra.

A Bure e dintorni, perquisizioni, pressioni da parte dei gendarmi, arresti e processi ritmano il quotidiano degli/le amici/e in lotta contro la discarica nucleare dell’Andra [l’agenzia statale francese che si occupa di « gestire » i rifiuti radioattivi, per esempio cercando di sotterrarli, come vorrebbe fare a Bure con il progetto CIGEO; NdT].

A Hambach, sbirri e guardie giurate della società RWE, appaltatrice del mega-progetto di estrazione di carbone, fanno pressione oramai da settimane sugli oppositori/ici che occupano la foresta. Cercano di cacciarli/e versando sangue. La violenza dello Stato è tanta che una persona è morta, qualche giorno fa. E giorno dopo giorno dei/le compagni/e sono incarcerati/e nelle galere tedesche. Ci sono già 5 persone in preventiva per essersi gettati/e anima e corpo nella lotta contro questo loro progetto energivoro e distruttore di una foresta vecchia di 12000 anni.

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