Opuscolo sul DNA [it]

DOWNLOAD PDF: Opuscolo DNA

Pubblichiamo l’ultimo opuscolo informativo su DNA, Banca Dati e prelievo coatto.
E’ rivolto ai detenuti e alle detenute, ed è pensato per essere diffuso in carcere.
Quindi, stampate, leggete, e vai di piego libri!!


Francia: Francia: Uscito n°5 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (06/2018) [it]

DOWNLOAD PDF: Kairos – Journal anarchiste

“Nel greco antico kairos indica l’idea del momento opportuno da cogliere, quella occasione favorevole, dell’attimo propizio che consente la riuscita di un’azione in mezzo ai rischi del mondo e alle incertezze di circostanze esterne. Per questo è necessario passare alla pratica, imparare a cogliere questo kairos, da una parte cercando di riconoscerlo senza nascondersi dietro il facile pretesto delle circostanze, e dall’altra preparandosi ad agire in modo da non lasciarsi scappare questa opportunità.

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Spagna: Presentazione dell’opuscolo “Hasta que Todes Seamos Libres”, in lingua spagnola [it]

I compagni organizzatori dell’Incontro di Distributori ed Editori Anticommerciali di Palencia hanno realizzato un’altro anno tra la fine di marzo e gli inizi di aprile, inviando per mail l’audio di una chiacchierata svolta durante questa iniziativa, in cui è stato anche presentato, da parte dell’autore, l’opuscolo “Hasta que Todes Seamos Libres: Una Mirada Crítica Antiautoritaria a los Vicios de la Lucha Contra el Especismo”, scritto e pubblicato dal collettivo di edizioni e distribuzioni Distribuidora Anarquista Polaris (Galizia), e che affronta varie cause e conseguenze di mancate chiare posizioni politiche, come pure di approcci radicali nella gran parte di ciò che è conosciuto come “movimento animalista” o “per i diritti degli animali”. La pubblicazione può essere letta online/scaricata cliccando qui (e qui per la copertina).

Francia: Uscito n°4 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (05/2018) [it]

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Annunciamo l’uscita del nuovo numero di Kairos per questo mese di maggio 2018. Eccezionalmente, si tratta di un quattro-pagine su lotte attuali alle università, nel bosco di Notre-Dame des Landes e su rivolte parigine del 1° maggio.

Buona lettura e non esitate a inviarci i vostri commenti, suggerimenti per i testi ecc.

Sommario:
Et si tout le monde détestait la domestication ? Récit sur les occupations de facs: p.1-2
ZAD partout, État nulle partChronologie des actions de solidarité: p.2-3
Rien n’est fini – Souvenirs d’un 1er mai parisien: p.4
Comme un amer goût de déjà-vu: p.4

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UK: Negazine no. 1 / 2017 – A new journal published by anarchists [it]

When reading the following pages it would be well to put everything that we already know about technology aside. Indeed, what knowledge or hypothesis passed off as certainty makes up the scientific aspect of technology? Not much.

Negazine is not an easy read. On the contrary, reading it requires a certain level of effort and the will to put oneself on the line. And it couldn’t be otherwise, given the subjects it goes into. Negazine offers neither certain answers nor slogans to write on the next wall.

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Francia: Uscito n°3 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (03/2018) [it]

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“Nel greco antico kairos indica l’idea del momento opportuno da cogliere, quella occasione favorevole, dell’attimo propizio che consente la riuscita di un’azione in mezzo ai rischi del mondo e alle incertezze di circostanze esterne. Per questo è necessario passare alla pratica, imparare a cogliere questo kairos, da una parte cercando di riconoscerlo senza nascondersi dietro il facile pretesto delle circostanze, e dall’altra preparandosi ad agire in modo da non lasciarsi scappare questa opportunità.

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Spagna: Nuova pubblicazione anarchica “Infamia” (03/2018) [it]

Nuova pubblicazione anarchica di Madrid. Grautita.
Potete scaricarla cliccando qui.
Riportiamo qui l’editoriale.
Per ordini e altri contatti scrivere a: publicacioninfamia@autistici.org


Nell’epoca dell’antica Roma l’infamia significava la riduzione dell’onore del cittadino. Si veniva colpiti per aver commesso un atto vergognoso o vile, a seguito del quale il censore discreditava la persona inserendola nella categoria di infame. In questo modo la persona colpita non poteva accedere alle cariche pubbliche, né votare alle elezioni, e questo limitava le sue facoltà sociali e giuridiche.

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Spagna: Uscito il 2° numero di “Puañalada al nacionalismo” (02/2018) [it]

E’ ora disponibile la seconda parte di questa raccolta di testi anarchici contro il nazionalismo. Nel secondo numero potete trovare i seguenti testi:

- Cartas contra el patriotismo de los burgueses

- Patriotismo, una amenaza para la libertad

- Perplejidades intempestivas

- Ningún Estado nos hará libres

- Comunicado anarquista para los que apoyan al Congreso Nacional Indígena

- Destruye las barreras

Qui potete scaricare il PDF. Per ordini (2 euro a copia, 1,5 per distributori) o inviare proposte di testo per numeri futuri scrivere al seguente indirizzo: grupotension@inventati.org

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Francia: Uscito n°2 di “Kairos” – giornale anarchico in lingua francese (01/2018) [it]


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“Nel greco antico kairos indica l’idea del momento opportuno da cogliere, quella occasione favorevole, dell’attimo propizio che consente la riuscita di un’azione in mezzo ai rischi del mondo e alle incertezze di circostanze esterne. Per questo è necessario passare alla pratica, imparare a cogliere questo kairos, da una parte cercando di riconoscerlo senza nascondersi dietro il facile pretesto delle circostanze, e dall’altra preparandosi ad agire in modo da non lasciarsi scappare questa opportunità.

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Italia: Le grinfie di ENI e SNAM sul gasdotto che attraverserà l’Appennino [it]

La vicenda del gasdotto che ENI e SNAM vogliono erigere lungo tutta la catena appenninica è pressoché sconosciuta anche fra coloro che lottano contro la civilizzazione e contro le mostruosità con cui il capitalismo ogni giorno avvelena le nostre vite.

Vorremmo cominciare a parlare di questo tema, non per fare la solita lagna cittadinista, ma per stimolare la giusta rabbia.

A rendere difficile la trattazione dell’argomento ci hanno pensato i “capoccioni” della Snam che contribuiscono a fare confusione. In effetti questo “coso” non ha nemmeno un nome. L’appellativo istituzionale dell’opera è Rete Adriatica. Un nome ufficiale che non dice nulla, dato che il gasdotto passerà per l’Appennino e non per il mare. Non che se fosse passato altrove sarebbe stato meglio, per quanto ci riguarda. Per rovesciare la mistificazione in piena neo lingua orweliana che gli stregoni del metano cercano di instillare, pensiamo sia giusto chiamare il “coso” gasdotto Snam, così che sia chiaro sin da subito chi sono i responsabili di un’opera tanto nefasta. Il potere non è qualcosa di fantasmagorico, ci sono i responsabili: hanno un nome e un indirizzo. Nel caso di specie si chiamano ENI, la multinazionale della morte che in tutto il mondo innalza la bandiera dell’italico imperialismo, e SNAM, la grande ditta nazionale che si occupa delle arterie energetiche con cui alimentare la mega macchina industriale nella Penisola.

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Francia: Uscito n° 1 di “Kairos” – Giornale anarchico in lingua francese (11/2017) [it]

“Nel greco antico kairos indica l’idea del momento opportuno da cogliere, quella occasione favorevole, dell’attimo propizio che consente la riuscita di un’azione in mezzo ai rischi del mondo e alle incertezze di circostanze esterne. Per questo è necessario passare alla pratica, imparare a cogliere questo kairos, da una parte cercando di riconoscerlo senza nascondersi dietro il facile pretesto delle circostanze, e dall’altra preparandosi ad agire in modo da non lasciarsi scappare questa opportunità.

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Repubblica Ceca: Processo Fenix – Tutti assolti (09/2017) [it]

3 anni di mancanza di prove – 3 anni che hanno rovinato le nostre vite

Il clamoroso caso Fenix, che consiste in numerose accuse di molti crimini, dalla cosidetta “istigazione al terrorismo” alla preparazione di attacchi terroristici. Queste erano le più discusse all’ultima udienza presso il Tribunale Municipale di Praga. Durante il verdetto la giudice ha assolto tutti i cinque incriminati del caso Fenix 1. È questa una vittoria? Perché questa decisione non è definitiva? Il seguente articolo è una traduzione della sintesi di udienze e alcune analisi sulla nostra situazione ed esperienze scritta un mese fa, originariamente redatta in lingua ceca.

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Riproducibilità, diffusione dell’attacco e l’organizzazione informale [it]

“Negación” #8, settembre 2016 [tradotto dal messicano e pubblicato in inglese da “Avalanche” #8, settembre 2016], “Riproducibilità, diffusione dell’attacco contro il potere e alcuni punti correlati”

“Avalanche” #9, dicembre 2016, “La riproducibilità dell’attacco e l’organizzazione informale”


“L’immagine mediatica del “terrorista” lavora assieme alla polizia per difendere la pace sociale. Il cittadino applaude o si impaurisce, ma rimane sempre un cittadino, cioè uno spettatore. “La lotta armata” si presenta come una forma superiore di scontro sociale. Colui che è militarmente più caratteristico – secondo l’effetto spettacolare delle azioni – rappresenta l’autentico partito armato. Lo Stato, da parte sua, ha tutto l’interesse di ridurre la minaccia rivoluzionaria ad alcune organizzazioni armate per trasformare la sovversione in una battaglia campale tra due eserciti. Quello che il dominio teme è la rivolta generalizzata e anonima [...]”
“Una cosa è che gli anarchici possiedono armi, l’altra, molto differente, è essere un gruppo armato. [...]”

11 marzo 2009, un video intitolato “19 secondi di guerra sociale” è stato caricato on-line da qualche anonimo. Nel video tre combattenti anonimi, a viso coperto, mostrano con quale semplicità ed efficacia è possibile attaccare coloro che distruggono le nostre vite. Per attaccare una banca in un paio di secondi, bastano due martelli, una bomboletta e determinazione. Forse al momento l’aspetto più rilevante del video era l’approvazione riscossa su YouTube, bastava vedere i commenti per farsi un’idea. Ma dal punto di vista odierno la cosa più rilevante era, secondo noi, l’ondata di sabotaggi effettuati nella capitale messicana (e sicuramente anche nelle altre regioni) dopo la diffusione di questo video. La diffusione del sabotaggio non era casuale, era dovuta alla semplicità con cui questo simbolo di dominio veniva attaccato, e alla facilità con cui certi mezzi possono essere ottenuti; questo significa: riproducibilità.
Per un lungo periodo la maggioranza dei sabotaggi, che informalmente e anonimamente – o alcuni rivendicati – inondarono la Città del Messico e altre regioni del paese, condivideva una caratteristica che andava oltre ogni rivendicazione. Questa caratteristica consisteva nel fatto che gli attacchi erano realizzati con mezzi facilmente riproducibili, quindi accessibili ad ogni compagno o ad ognuno che sente il bisogno di attaccare quello che ci opprime e ci sfrutta. Anche oggi molti attacchi vengono realizzati in questo modo, potenziando la loro diffusione.
In un progetto di lotta insurrezionale e informale che intende diffondersi a, diciamo, livello sociale, ma anche tra i compagni, un elemento necessario e indispensabile è la riproducibilità. Concretamente, riproducibilità significa che gli atti di sabotaggio vengono realizzati con mezzi (ordigni incendiari, armi esplosive o altri strumenti) che possono essere facilmente costruiti e utilizzati, quindi facilmente ottenibili per ognuno. L’intento, oltre a questo, è che il sabotaggio possa essere a disposizione di tutti, che ogni persona possa accedere all’attacco contro quello che la reprime, e che non deva andare in cerca di gruppi già formati (e talvolta spettacolari) per imparare a fare delle cose. La riproducibilità si riferisce all’individuo che trova i mezzi per agire, incontrando compagni affini con i quali condividerà il sapere, discutendo cose prima e dopo l’azione.
Quando parliamo di informalità non parliamo solo di un metodo organizzativo di lotta anarchica, ma parliamo anche di uno strumento con cui l’individuo acquisisce un’autonomia assoluta, e perciò non è obbligato ad assoggettarsi all’ideologia del gruppo – gruppi che spesso presentano tinte autoritarie, ma ben camuffate da “libertarie” o “autonome”, inseriti nella necessità di passare all’attacco, subentrando nei progetti anarchici o individuali, per poi dopo sommergerli in una logica di sottomissione ad un apparato centrale. Ma è precisamente attraverso la discussione, la riflessione e la critica che l’individuo incontra il bisogno di convergere con altre individualità uniche, o con
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Paroxysm of Chaos
Dissacrazione della universalità e il significato teatrale della rappresentazione di civiltà Prologo [it]

Nell’area geografica dove mi trovo (e non solo) vi è una necessità di sfida verso una totale morte mentale e pratica, che ci circonda sull’isola-carcere, distruggendo l’idolo socialmente costruito e penetrando in una battaglia che dal punto di vista materiale di sicuro non può essere vinta. Scambiando esperienze e strumenti, e sfruttandoli appieno in qualsiasi modo possibile, non fermandosi neanche quando si è in ginocchio dalla disperazione, creando rotture interne ed esterne nella realtà. Una realtà che ha consolidato la fiducia negli sbirri e nella Legge, l’auto-repressione fondata sulla logica sociale dell’“uguaglianza”, i delatori e i cittadini “cani da guardia” chiamati ronda di quartiere, le telecamere anche su luogo più stupido che si possa immaginare, il multiculturalismo con la morale dell’umanità e la “gioia” di essere un cittadino libero, il sacrificio dei desideri dell’individuo sull’altare del consumo (mentale e materiale), l’estremo addomesticamento di animali non-umani che possono essere commercializzati e il genocidio di coloro che rappresentavano una minaccia all’umanità civilizzata, quindi trasformando qualsiasi terreno rimasto in un paesaggio quasi sterile. Creando anche riserve naturali, carceri per l’ambiente terrestre, ma anche per individualità non umane, che funzionano come l’ideologizzazione totale del controllo Umano su tutto. La logica della carcerazione ideologizzata è impiantata ovunque intorno a noi. Ma anche la logica del vittimismo.
Un anarchico flusso della vita, da un punto di vista nichilista egoista, può essere creato anche da una persona sola. Da individualità che si muovono da ombra in ombra, impegnate nella parola e nell’azione, cercando di attuare la propria evoluzione decivilizzata, all’interno di un errare nello sconosciuto senza un’obiettivo finale. Il ruolo primario è solamente la soddisfazione del sé, il tentativo di autentiche relazioni con altri animali, umani e non-umani, ma anche con i magnifici ambienti dei campi terrestri all’infuori dell’interpretazione sociale, la coerenza di non costruire al di là di essere sé stessi e il piacere dell’auto-realizzazione con tutti i mezzi a propria disposizione, portando ogni sensazione e ogni momento agli estremi. Contro ogni civiltà e cultura, riconoscendo naturalmente che i propri elementi sono stati creati da qualche parte, ma cercando comunque la soddisfazione nell’attacco ad ogni costrutto antropocentrico, che in epoca odierna governa ogni essere umano, e perciò emergono anche solo per un attimo dalla palude di ogni civiltà umana.
Io penso ed agisco a mio modo personale, e non secondo i modi dei retorici di propaganda. Il mio nemico non è qualunque cosa rappresenti “l’autorità”, questo spettro della maggior parte di anarchici, in un sterile modo materialista o come un “ripulire” da comportamenti “cattivi”, ma è tutto ciò che rappresenta il carcere e un governo per la mia individualità. Quello che incorona il “dovere” e la Verità. L’autorità è interna, non esterna dagli umani, quando le idee creano le astrazioni che ci richiedono qualcosa, manifestandosi in questo modo nel mondo reale. L’autorità è lo standard interiorizzato. Non è quel mondo “malvagio” che deve essere “esorcizzato” per salvare la “purezza” universale. Il “mondo” non mi interessa, non mi ha mai interessato. La crociata contro “l’autorità” appartiene ai soldati di qualunque ideologia. Non parlo il linguaggio “antiautoritario”! Non parlo di eguaglianza tra ideologie anarchiche, ma della completa distruzione di ideologia fino alle sue radici, che non può essere raggiunta su scala mondiale, ovviamente. Ero caduto in trappola credendo che qualcuno non pensava politicamente, come me, ma mi ero sbagliato. Però, non importa, le conclusioni sbagliate ci rafforzano se non ci abbandoniamo alla mercé della delusione.
La civiltà capitalista è l’evoluzione della vita per coloro che capiscono cos’è la massa e come realizzare l’ascesa del proprio potere. Sono contro di loro non perché un’anarchica morale cristiana mi dice di eliminare “l’autorità” dalla faccia della terra, ma perché dentro questa realtà di controllo e di dominio del sistema, la mia individualità annaspa. Ognuno vuole creare gli zeloti. Addirittura gli anarchici, ma quando vedono il veleno
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Polonia: “Free the Warsaw Three” – foglio in lingua italiana sugli anarchici arrestati a Varsavia (10/2016) [it]


Download PDF: Free The Warsaw Three

23 maggio 2016
03:30 Varsavia, distretto di Włochy : la polizia arresta tre anarchici. Sono accusati di possesso di esplosivi e tentativo di usarli per incendiare un veicolo di polizia.

[...]

24 maggio 2016
Varsavia, Ufficio del Procuratore: il primo interrogatorio degli arrestati nell’ufficio del procuratore distrettuale. Segni di torture sono visibili sui loro corpi. L’avvocato è sul luogo, ma gli è negata la possibilità di una conversazione privata con gli arrestati.

25 maggio 2016
Varsavia, Corte Distrettuale: durante la sessione alla corte del distretto, il Procuratore decide di tenere gli arrestati in prigione preventiva per tre mesi.

[...]

14 giugno 2016
Varsavia, il primo interrogatorio dopo il cambio di procuratore. Da ora, il Procuratore Nazionale – Dipartimento per il crimine organizzato e la corruzione si sta occupando del caso.

[...]

18 agosto 2016
Il tribunale decide di tenere i 3 arrestati in prigione per altri 3 mesi. Tutti restano in celle individuali e trattati come “i più pericolosi criminali”.

[...]

19 settembre 2016
Tutti e tre gli anarchici sono rilasciti! Si trovano agli arresti domiciliari, non sono autorizzati a incontrarsi tra loro o con i testimoni. Devono recarsi tutti i giorni a firmare alla stazione di polizia ed è loro proibito recarsi fuori dal paese. La data del processo è ancora sconosciuta.

Cospirazione delle Cellule di Fuoco – Cellula di Guerriglia Urbana
Individualità e il gruppo anarchico [it]

Nota: Traduco e pubblico questo lungo testo di una cellula delle CCF, Guerriglia Urbana, firmato da Gerasimos Tsakalos, non perché il mio pensiero anarco-nichilista lo condivide, ma per rendere pubblico quanto questo progetto si è allontanato da questa forma di tensione per proporre (oserei dire riproporre) un individualismo anarchico che per certi versi può essere trovato nelle pagine di una diversa teoria insurrezionalista, però in questo caso avvicinandosi, o addirittura in certi punti sfociando in idee formali, cioè dell’organizzazione formale.
Buona lettura...

Prologo
Il nuovo titolo delle Black International edizioni, “Individualità e gruppo anarchico”, scritto da Gerasimos Tsakalos delle CCF – Cellula di Guerriglia Urbana, affronta una questione che riguarda molti di coloro che rappresentano la parte attiva della tensione anarchica. Non parala solo del modo in cui i compagni affrontano le strutture di organizzazione minima (cluster, reti, gruppi di affinità), informali e di attacco, del modo in cui si comportano all’interno di esse, degli effetti che producono su di loro, ma volge lo sguardo anche ai problemi che possono sorgere e alle possibili soluzioni di questi. Tutto questo può contribuire ad una nozionale mappatura “da-completare” di alcune zone di confine tra le periferie del sociale e del clandestino, per coloro che attraversano queste zone.
Scritto in base ad un’esperienza vissuta di un guerrigliero anarchico urbano armato, detenuto nell’isolamento sotterraneo del carcere di Korydallos ad Atene, Grecia, non è una fantasia surreale, ma un testo sviluppato nella fornace di teoria pratica e delle sue conseguenze. Le forme orizzontali dell’organizzazione qui descritte sono le stesse che sono state usate e
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CARI-PGG
L’azione anarchica contro lo Stato/Capitale [it]

English version: Not a Lie or an Invention! Above all, Anarchist Action!

Né una menzogna né un’invenzione! Prima di tutto l’azione anarchica contro lo Stato/Capitale: Alcune parole, chiarimenti e posizioni da parte di alcuni compagni che costituivano le CARI-PGG

“Non ebbe alcuna fine, non ebbe né ha avuto alcun funerale. Il conflitto continuò mentre la critica si sviluppava. Una critica feroce contro il sistema di dominio, ma soprattutto, una critica contro noi stessi. Riflessioni creammo e nuove prospettive nacquero dentro di noi, ma l’attacco contro il potere continuò e continua ancora...”

Questa parole non sono dirette a nessun giornalista, che sia di Stato o alternativo. Sì, quei giornalisti che non fanno altro che infangare le parole del rivoluzionario per incasellarle in “cause giuste o cause sbagliate”, in “cause buone o malvagie”. Non sono del pari dirette ai soliti sinistroidi, quelli che fin dall’inizio di questa guerra che insieme a molti altri ci è toccato sostenere non hanno mai smesso di etichettarci con appellativi assurdi come “terroristi, ultrasinistra, avventurieri, polizia, esagerati, etc.”. Queste parole e queste riflessioni sono e saranno sempre per i compagni onesti, per quelli che non si sono lasciati ingannare né ipnotizzare da una propaganda accattivante; sono anche per quelli che vivono nel conflitto con l’autorità giorno per giorno, un conflitto per annientare ogni potere e dogma, inclusa questa farsa del potere popolare. Farsa che nei nostri disgraziati e torbidi giorni ha attratto nella propria tela innumerevoli individui e progetti libertari, facendogli credere che potere popolare ed anarchia siano sinonimi, mentre in realtà sono concetti e lotte in contrasto tra loro. Queste riflessioni e queste parole sono dirette a quelli che vivono il conflitto in prima persona, a quelli che fanno sì che l’anarchia sia molto più di parole scritte e per altri compagni che essendo affini alla prassi di distruzione dell’esistente, vorranno leggerle. Questa è solo una piccola parte della storia, raccontata per noi che la viviamo... perché altri non te la raccontino a modo loro.

Cosa furono le CARI-PGG?
Cellule Autonome di Rivoluzione Immediata – Praxedis G. Guerrero, fummo un gruppo di individualità anarchiche che decisero di passare insieme all’azione negli ultimi mesi del 2008 con alcuni attacchi incendiari non rivendicati, come lanci di molotov contro banche e artefatti incendiari contro auto della
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Pràexedis G. Guerrero Un anarchico d’azione nella rivoluzione messicana [it]

anarhija.info ripropone un testo edito (e tradotto) da RadioAzione su Pràexedis G. Guerrero, primo anarchico messicano che sacrificò la propria vita per Terra e Libertà quando, a soli 28 anni, fu ucciso nei primi mesi della Rivoluzione Messicana durante un attacco alla città di Janos (Cihuahua). Con Ricardo Flores Magon, Pràexedis fu uno dei più grandi animatori dei primi tentativi rivoluzionari del PLM per liberare il Messico dal suo vecchio e dittatoriale dirigente Porfirio Diaz, che per quarant’anni aveva sottomesso il popolo messicano al dispotismo ed alla schiavitù più crudele; durante l’imprigionamento di Ricardo Flores Magon, tra il 1907 e 1910, Pràexedis si assunse questo incarico rivoluzionario quasi da solo. Entrando nella Junta Organizadora del PLM nel 1907, Pràexedis non solo ne diventò il più capace e importante organizzatore militare, ma anche un lucido propagandista che contribuì molto alle idee anarchiche del PLM. Nella sua breve ma eroica vita, Pràexedis tradusse l’anarchismo teorico nell’anarchismo dell’azione diretta.
“Non stiamo cercando sotterfugi per disquisire sulla violenza che è inevitabile e necessariamente dovrà accompagnare il movimento liberatorio. Deploriamo la violenza, ci ripugna, ma confrontata alla schiavitù che continuerebbe all’infinito, con l’uso della forza scegliamo l’orrore temporaneo della lotta armata senza odio per il tiranno irresponsabile… Intraprendiamo la lotta violenta senza farne il nostro ideale, senza pensare all’esecuzione del tiranno come una suprema vittoria della giustizia. La nostra violenza non è giustizia, è semplicemente una necessità che realizza se stessa a scapito del sentimento e dell’idealismo...”
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Archegonos
La liberazione totale come considerazione egoista e iconoclasta [it]

[…] La liberazione totale per me non è un progetto di una lotta generale per “salvare” il tutto, e neanche un piano. Chiarisco questo prima di continuare. Non è nemmeno una propaganda né un reclutamento di nuove pedine nelle mani di un nuovo obiettivo, usando nuovi o esistenti soggetti rivoluzionari non-umani. Con essere egoista comprendi che una guerra totale si è dispiegata attorno di te, contro tutto. Con essere nichilista, non dichiarando la resa nella guerra contro ogni catena, ne sarai coinvolto, dato che ti trovi, ovviamente, a far parte dell’esistenza. Vedendo la dominazione presente (sempre esercitata dagli umani civilizzati, ma particolarmente estensiva oggi) sugli animali non-umani e sulla terra (che si riflette, quidni, sugli animali umani), ho scelto di non rimanere in disparte, perché come anarchico, e con la coscienza contro tutto l’esistente, vedo l’anarchia come una parte integrante della mia agitazione contro il mondo attraverso il caos, e non attraverso i concetti sistematizzati o qualsiasi forma di ordine o giustizia. Vedo l’anarchia come una percezione esoterica contro tutti i sistemi, e come un metodo di liberazione dell’ego, passo dopo passo, da ogni forma di catene, morali, sociali, culturali, ideologiche, e non come un movimento o una lotta di massa, o un opposizione davanti al parlamento. In poche parole, diamo alla politica ciò che le appartiene. Un enorme pietra tombale. Comunque, chiunque leggerà questo testo comprenderà che io non so esprimermi in politichese, e neanche mi interessa. Adesso, dopo aver chiarito che la coscienza e il pensiero politico non definiscono la mia affinità, i miei compagni anarchici, continuo.[…]
Tradotto dall'inglese: anarhija.info, pubblicato in Paroxysm #1

Alfredo Cospito
Dalle carceri greche all'AS2 di Ferrara: Quattro parole in "libertà" Intervista delle CCF a me medesimo [it]

Qella che segue è l’intervista che i compagni anarchici della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, detenuti nelle carceri greche, hanno fatto al compagno anarchico Alfredo Cospito del “Nucleo – Olga – Fai/Fri”. Ricordo che Alfredo insieme all’altro compagno anarchico Nicola Gai, entrambi detenuti nella sezione di massima sicurezza AS2 del carcere di Ferrara, hanno rivendicato il 30 ottobre 2013 il ferimento del Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi. Il processo con rito abbreviato si è concluso con le seguenti condanne: 10 anni e 8 mesi per Alfredo, e 9 anni e 4 mesi per Nicola. La corte d’appello, nel giugno 2014, ha riconfermato le condanne. L’attacco, avvenuto il 7 maggio 2012, fu rivendicato attraverso un documento da parte del “Nucleo Olga – Federazione Anarchica Informale/ Fronte Rivoluzionario Internazionale”. I due compagni hanno sempre dichiarato di essere gli unici appartenenti al “Nucleo Olga”. Scelgo di rendere in formato opuscolo l’intervista perché penso che sia il momento che un po’ di “roba vecchia” vada in soffitta per far largo a nuove riflessioni. Poi ci sarà chi le condividerà e chi meno, ma di sicuro si discuterà su idee del nuovo millennio e non più su quelle di un secolo fa. L’opuscolo verrà messo a disposizione gratuitamente per chiunque voglia scaricarlo e fotocopiarlo perché, secondo me, le idee non devono avere un prezzo. RadioAzione Agosto 2014.

A.D. Bourzoukos
Dichiarazione politica al processo per il caso della doppia rapina a Velvedo (Grecia) [it]

[...] All’inizio voglio chiarire il motivo per cui oggi mi trovo qui, approfittando della procedura delle dichiarazioni. Quello che seguirà, dunque, non avrà in nessun modo un carattere apologetico, dato che i miei atti e le mie scelte fanno parte di una lotta anarchica più ampia, la lotta per la vita e per la libertà. Di conseguenza, sono atti che io sostengo con tutto il mio essere e continuerò a farlo finché questo mondo rimarrà così com’è. [...] Per chiarire le cose, io mi trovo in un’aula speciale, all’interno di un tribunale speciale, processato con delle leggi speciali e il futuro prevede condizioni speciali di detenzione per me, per i miei compagni e per ogni ribelle che disturba lo scorrevole funzionamento dell’intero sistema. Speciali categorie di persone in mezzo ad una massa di cittadini identici, docili e sottomessi, questo è il modo più semplice per interpretare tutta questa differenziazione intenzionale. Dall’altra parte, per poter pienamente interpretare i motivi di questa intenzione basta guardare il ruolo e l’utilizzo delle leggi e della giustizia. La giustizia è per definizione una forma di controllo sociale, un modo per conservare l’obbedienza e il rispetto nella società attraverso un sistema di regole che definiscono cosa può accadere e cosa no, che cosa rimane nella cornice di acceabile al sistema e cosa è fuori da questa norma. Lo Stato di giustizia, che voi sostenete, rafforza le condizioni di sottomissione in un sistema di sfruttamento e di miseria. La “giustizia” è perciò giusta perché viene rispettata, ma cosa succede a coloro che rifiutano di obbedirle, a coloro che deviano ed evadono dai comportamenti sociali predefiniti? [...]

Gianluca Iacovacci
Facciamo finta che tutto va bene... Che tutto va bene... [it]

[..] So che probabilmente le mie parole verranno trasformate in semplici provocazioni o in torto assoluto dalla più professionale e intellettuale dialettica riformista di movimento, che si attiene al “pensiero unico” delle comuni ragionevolezze politiche di struttura collettiva. Ma questo non importa, perchè le mie parole rappresentano prima di tutto me stesso e sapranno farsi valere di fronte alle chiacchiere e rispetto alla mia integrità individuale. Le mie parole non sono indirizzate ai giudici né ai tribunali visto che ho rifiutato il processo, ho rifiutato avvocati e ogni funzionalità inquisitoria, istanze di difesa comprese, non accontenterò attese dichiarazioni romantiche che vanno per la maggiore. Metto in chiaro che non ho alcuna “causa” o dovere impellente di smuovere o di svegliare un movimento che poco si muove se non a gregge, dove gli amplificatori e riflettori mediatici si accendono su “quello che passa la lotta”. Non è questione di “fazioni” o “compartimenti stagni” come si usa dire ora e che a creare è proprio chi ha un’incomprensibile bisogno di etichettarsi anarchico-NOTAV/NOTAV-anarchico (?), ma di affinità e coerenza di pensiero e prassi (indivisibili) anarchiche e le mie sono certamente incompatibili e inconciliabili con linguaggi e politiche riformiste dei “movimenti nei movimenti”. Perciò mi risparmierò i professionismi da dibattito romantico amorevole da “grande famiglia” visto che rispetto alle grandi famiglie sociali io sono orfano, da riformatorio e un figlio di nessuno che però si confronta e che condivide con chi non perde la bussola diretta alla liberazione totale, al sovvertimento totale del presente in maniera anarchica e con le idee anarchiche rivoluzionarie in tutte le sfumature ma non quelle riformiste. Non mi sento quindi di contribuire, se lo faccio, al confronto in maniera a-critica e conciliante “per il bene collettivo” con un Movimento anarchico, o presunto tale, che francamente faccio fatica a distinguere da quello NOTAV (un movimento istituzionale cittadino) o da uno dei Diritti civili democratici, pieno di inerzie della politica di “sinistra anarchica”, vecchia e marcia sotto la bandiera del riformismo radicale e della lamentela sociale. [...]

Cospirazione delle Cellule di Fuoco
La nuova guerriglia urbana anarchica [it]

Non è nostro obiettivo stancare i/le lettori/trici con un discorso politico arido e pomposo, perché crediamo che il linguaggio di unx guerriglierx urbanx anarchicx possa essere semplice e conciso, e rispondere alle questioni che ci preoccupano quotidianamente. Siamo sicurx che le cose più importanti si dicano sempre nella maniera più semplice. Quello che scriviamo in questo testo è il risultato dei dibattiti e delle esperienze che abbiamo accumulato prendendo parte all’insurrezione permanente anarchica. In nessun caso si tratta di una qualche formula infallibile di pensiero e nemmeno di un manuale d’uso della violenza anarchica. Riteniamo che l’edizione dell’opuscolo “La nuova guerriglia urbana anarchica” costituisca un frammento di una discussione più ampia che non termina con la sua lettura ma che, al contrario, comincia con essa... Edizioni Sole Nero, settembre 2013

Una conversazione tra anarchici tra i membri incarcerati della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e alcuni anarchici in Messico [it]

Una discussione di tattica, teoria e pratica tra i membri incarcerati della COSPIR AZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO e alcunx anarchicx in Messico [...] Come anarco-nichilisti odiamo sia la mano che sostiene la frusta come la schiena che la sopporta e accetta passivamente la flagellazione senza reagire. Smontiamo e abbattiamo tutti i valori della civilizzazione, annulliamo la dittatura dell’economia rendendola nulla, facciamo crollare le città delle masse e il suo urbanesimo autoritario, attacchiamo il saccheggio della natura e lo sfruttamento degli animali, ostacoliamo le posizioni dogmatiche e rifiutiamo la religione degli scienziati. Solo la continua e spietata distruzione e creazione rende la vita affascinante. Il permanente interrogarsi nichilista, attraverso testi, pallottole ed esplosivi, attacca la noia organizzata figlia della cultura dominante dell’ “identità”. Così, attraverso l’Anarchia, creiamo un mondo in perenne cambiamento, un mondo completamente differente. Lì dove – dopo esplosioni intellettuali ed emozionali – la tensione trova la sua durata. Lì dove si stanno tracciando nuove relazioni facendo sparire vecchie tradizioni e freni. Ma anche i nuovi valori che sorgono dall’anarco-nichilismo, in un momento critico, quando saranno considerati una realtà concreta, dovranno puntare a sé stessi e autodistruggersi, esplodendo al loro interno, creando così nuovi turbamenti, nuove prospettive. [...]

RadioAzione
Il Branscolo. Storie di lupi sull'orlo di una crisi di nervi [it]

Una favola anarchica sulle divisioni e sulle illusioni presenti tra gli anarchici
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