Repubblica Ceca: Rilasciato l’anarchico Lukaš Borl (04/2017) [it]


Lukaš B., anarchico in custodia cautelare da settembre 2016, oggi è stato rilasciato su cauzione. Questo significa che attenderà il processo fuori dalle mura carcerarie. È la prima volta dall’inizio dell’operazione Fenix che nessun anarchico in cosiddetta Repubblica Ceca si trova in prigione.

Repubblica Ceca: Dichiarazione del prigioniero anarchico Lukáš Borl (11/09/2016) [it]

Domenica 4 settembre 2016 sono stato arrestato dalla polizia a Most e poi portato in custodia cautelare nel carcere di Litomerice. Purtroppo è successo quello che non volevo, ma sapevo da sempre che questo poteva accadere in ogni momento. Per fortuna mi ero mentalmente preparato ad una tale situazione, così ho potuto affrontare con calma questo tipo di realtà sgradevole, alla quale io sono esposto e, sembra, le persone a me vicine.
Sono stato catturato da coloro che difendono il dominio del capitale sulle nostre vite. Tuttavia, questo non cambia nulla nella mia volontà di proseguire lungo il sentiero che ho scelto. Continuerò a distruggere e a creare. A combattere e ad amare. Rimango anarchico con tutto ciò che appartiene a questo. Ho deciso per adesso di scrivere alcuni paragrafi sulla mia detenzione. Sicuramente presto esprimerò la mia opinione su altre questioni che ritengo importanti.

*** Prima dell’arresto
Non è un segreto che in un certo momento ho deciso di “scomparire”, allarmato che la polizia stava progettando il mio arresto. Ho espresso le mie motivazioni nel testo Disappearing the State Control, pubblicato su vari siti del movimento anarchico. La scelta che feci mi permise di vivere nascosto e abbastanza contento per mesi. Mi spostavo liberamente e mangiavo bene. Il mondo intero divenne per me la mia casa, e fui capace di trovare isole per una vita culturale e sociale. A causa del sostegno emotivo e materiale ebbi abbastanza energia per continuare a lottare per l’emancipazione. Conoscevo i rischi collegati a questo, ma non ho mai pensato di porre fine a questo e non ci penso neanche adesso. Liberarsi dalla dittatura dello Stato e del capitalismo è un obiettivo così attraente che è impossibile per me distogliere l’attenzione da esso. Anche col fatto che il potere mi sta minacciando con il dito, il bastone o il carcere... Essere anarchico per me significa comprendere tali minacce come una conseguenza inevitabile del mio desiderio espresso per la libertà. Questo è collegato alla vita quotidiana dei ribelli. Un fatto che non ho potuto evitare, ma posso sfidarlo. Quello che sto facendo e continuerò a fare.

*** Le circostanze del mio arresto
La polizia mi ha arrestato a Most, una piccola città in cui sono nato e vissuto per tanto tempo. Parte della mia famiglia e molti amici vivono là. A Most gestivo con altre persone il centro sociale “Ateneo”, dove abbiamo organizzato una lunga serie di iniziative legate al movimento anarchico. In breve, in questa città sono una persona abbastanza conosciuta, sia dagli abitanti che dalla polizia e burocrati. Per alcune persone sarà stata un’espressione di “stupidità” il fatto che avevo deciso di tornare in questa città, dove contemporaneamente ero oggetto di un mandato d’arresto europeo. Anche se le persone a me più vicine pensassero così, non li darei colpa. Perché guardano alla questione da una posizione diversa dalla mia. Quindi, capisco che alcune persone non comprendono le idee e le azioni di uno che vive in clandestinità da tempo. La vita della persona in fuga è legata alla separazione dalle persone che lui/lei ama e che in precedenza sono state in stretto e frequente contatto. Si tratta di una delle cose più difficili che una persona in una situazione del genere deve affrontare. Raccolta di fondi, cibo, rifugio o sicurezza sono in confronto compiti relativamente semplici. Esistono due modi per affrontare una tale separazione. O la si accetta passivamente, il che significa esporsi anche ad una sofferente e infinita frustrazione. O si cerca di superare la separazione attraverso contatti occasionali, i quali ovviamente aumentano di molto il rischio di essere catturati dalla polizia. Io ho scelto “istintivamente” la seconda opzione. Sapevo cosa stavo rischiando e cosa potevo perdere. Ma, sapevo anche che in isolamento potevo perdere qualcosa di molto importante per
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Atene [Grecia]: Gesto solidale per 6 anarchici arrestati in Italia e Lukáš Borl in Repubblica Ceca (10/2016) [it]

Come gesto di solidarietà con i compagni recentemente arrestati in Italia e nella Repubblica Ceca abbiamo appeso uno striscione ad Atene, con scritto:
Attacco armato fino alla totale distruzione dell’autorità.
Per tutti i fratelli anarchici arrestati, per i nostri momenti rubati.
Solidarietà e complicità con i compagni recentemente arrestati in Italia e nella Repubblica Ceca.
Unione degli individui anarchici Uroborus


Atena [Grčka]: Solidarna gesta s 6 anarhista uhapšenih u Italiji i s Lukašom Borlom u Češkoj (10/2016)
Kao gestu solidarnosti s nedavno uhapšenih drugovima u Italiji i Češkoj objesili smo trasparent u Ateni, s natpisom:
Oružani napad sve do potpunog uništenja autoriteta.
Za svu uhapšenu anarhističku braću, za naše
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Repubblica Ceca: Arrestato l’anarchico latitante Lukáš Borl (04/09/2016) [it]

Domenica 4 settembre la polizia ha catturato il nostro compagno Lukáš Borl. Lukáš è un anarchico che per quasi un anno ha vissuto nella latitanza a causa di un’intensa sorveglianza precedente. Lunedì 5 settembre il tribunale ha ordinato la custodia preventiva. La PM Naďa Voláková ha commentato così il caso per l’agenzia stampa ceca: “Confermo la cattura di un uomo accusato di aver fondato, sostenuto e promosso un movimento finalizzato a sopprimere i diritti umani e le libertà, accusato di ricatto e atti illeciti dannosi...”
Non conosciamo ancora le accuse specifiche. Continueremo a fornire aggiornamenti. Potete esprimere il vostro sostegno inviando lettere o attraverso delle manifestazioni spontanee.
Lukáš si trova nel carcere preventivo di Litomerice. Questo l’indirizzo:
Lukáš Borl 1.3.1982
Vazební věznice Litoměřice
Veitova 1
412 81 Litoměřice

Češka: Uhapšen anarhist bjegunac Lukáš Borl (04.09.2016.)
U nedjelju 4. septembra policija je uhapsila našeg druga Lukáša Borla. Lukáš Borl je anarhist koji je oko godinu dana živio u ilegali zbog prethodnog intenzivnog nadzora. U ponedjeljak 5. septembra sud je donio odluku o preventivnom zatvaranju. Državna tužiteljica, Nadija Volakova, komentirala je na ovaj način slučaj za češku novinsku agenciju: “Potvrđujem hapšenje čovjeka optuženog za osnivanje, podršku i promicanje pokreta namijenjenog gušenju ljudskih prava i sloboda, za ucjenu i nanošenje djela kaznene štete...”
Još ne znamo točno za što je Lukaš
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Lukáš Borl
Izbjeći nadzor države [hr]

Anarhist sam, pobunjenik, a to za mene mnogo znači. Između ostalog, da mi prijete isti oni protiv kojih se borim. Među svim drugim pobunjenicama, s nama, anarhistima, stvar je složenija. Uvijek nam prijeti opasnost, bez obzira u koje vrijeme ili na kojem mjestu mi živjeli – kao borci protiv svih država anarhisti se uvijek nalaze pod prijetnjom represije i nasilja. U monarhiji, teokraciji, u fašističkoj ili boljševičkoj diktaturi, isto kao i u vrijeme liberalne demokracije. Svi bi anarhisti trebali živjeti sa spoznajom da se svaki dan može pojaviti pesnica državne represije.

No, premda sam oduvijek osjećao tu prijetnju, kroz godine moje anarhističke aktivnosti taj sam osjećao prilično umrtvio. Nije me previše emocionalno dodirnulo kada su se pojavili neki od učestalo ponavljanih oblika represije. Postali su rutina. U svakom trenutku panduri nasilnički napadaju anarhističke prosvjede ili deložiraju skvotove. Svako toliko nekog uhapse, da bi ga nakon nekog vremena otpustili uz novčanu kaznu ili na uvjetnu slobodu. Ništa posebno u anarhističkoj sredini. Ne moramo zbog toga pasti u očaj, trebamo se samo znati nositi s takvim situacijama. Ja sam se počeo neminovno susretati s tim uzastopnim problemima zbog anarhističkih aktivnosti. Trebamo to samo držati na umu, da ako se netko bori protiv države onda će mu ta ista država i uzvratiti
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ČEŠKA: ODGOVOR NA LAŽI O ANARHISTU LUKAŠU BORLU [hr]

Na nekoliko profila, blogova i web-stranica vidjeli smo da je naš drug - stopostotni prijatelj i osoba od povjerenja, LUKAS BORL, optužen za suradnju s nacistima i pandurima. A netko je pokrenuo i LAŽNI Facebook profil pod Lukasinim imenom. Sve to je ČISTA LAŽ! Te lažne informacije vjerojatno šire panduri ili poduzetnik Vladimir Krulec. Krulec je već dugo vremena u sukobu s lokalnim anarhističkim pokretom jer on i njegova firma ne isplaćuju plaće radnicima i bijesan je zbog sabotaža počinjenih nad njegovim vlasništvom.
Lucas Borl već mjesecima živi u ilegali zato što je za njim izdana potjernica. Policijske web-stranice češke policije kažu da je opasan i naoružan.
No, on nije nikada nikoga ozlijedio, i to dokazuje koliko ga policija želi diskreditirati i otežati mu život što više moguće. Lažna informacija da Lukas Borl cinka za policiju je vjerojatno objavljena kako bi već ionako tešku životnu situaciju našeg druga učinila još težom, ili da bi nadgledali kako anarhistička mreža komunicira. Želimo sve osigurati da se radi o laži i o dijelu strategije koju policija vodi protiv njega, protiv anarhista, antiautoritarnog pokreta i međunarodne solidarnosti, koja je dokazala da je jača od policijske represije.
Molimo vas da objavite i podijelite ovaj tekst, kako bi preduhitrili krive informacije koje mogu naškoditi "slobodi" i životu ne samo samo Lukasa Borla. Kako bi provjerili ovu informaciju možete posjetiti antifenix.noblogs.org - sestrinski web-site češkog anarhističkog crnog križa, fokusiran na današnji val policijske represije u Češkoj, zvan operacija Feniks.
Solidarno.
Anarhisti iz Češke.

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ČEŠKA: ANARHIST LUKAŠ BORL POD POLICIJSKOM ISTRAGOM [hr]

24. oktobra 2015. objavljen je jedan moj tekst na web-siteu Association of Alerta, u kojem sam iznio slutnje oko mojeg budućeg hapšenja i zatvaranja. Te su slutnje postale razlog mog nestanka iz perspektive državne moći. U manje od mjesec dana moje su sumnje potvrđene. 12. novembra 2015., po riječima policijskog web-sitea, potvrđeno je da me traže, kao što možete vidjeti ovdje: Češka policija.
Iz carstva pretpostavki prešli smo, dakle, u carstvo činjenica. Sada je potvrđeno da sam pod policijskom istragom. Ne znam što bi to točno za mene trebalo značiti i što će se desiti. Ne znam za što sam optužen. No, siguran sam da dok uživam u mojoj slobodi, policija bi me radije vidjela zaključanog u kavez, koji nazivaju zatvor.
Unatoč činjenici što moji neprijatelji misle da se sakrivam u nekoj rupi, to zasigurno nije tako. Slobodno se krećem raznim zemljama i gradovima. Svjestan sam rizika kojima se izlažem. No, ne mogu biti siguran da su i svi drugi svjesni tih rizika. Zato, molim vas, poštujte slijedeće:
Ako ste me vidjeli. Nije bitno tko, gdje i kada. Pravite se da me niste vidjeli i nemojte ni čak pričati o tome. Ikada! Ako pričate s nekim tko kaže da me vidio, pokušajte ga uvjeriti da ne priča o tome. Ali, nemojte to činiti putem telefona ili interneta.
Ako ne bi poštovali taj zahtjev, bilo bi vrlo neodgovorno s vaše strane i moglo bi dovesti do vrlo tragičnih posljedica. U najgorem slučaju moglo bi se smatrati jednim neprihvatljivim doušništvom.

Opasan i naoružan

Na policijskoj web-stranici, kraj moj slike i rubrike "opasan" i "naoružan" stoji "DA". I moram to još jednom ponoviti. Da, opasan sam i naoružan!
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