Madrid [Spagna]: Né nazioni, né Stato, né capitalismo – Sabotaggio del bancomat di Caixa Bank (12/10/2017) [it]

Nelle prime ore di 12 ottobre, la notte prima della celebrazione colonialista e nazionalista sostenuta dal nazionalismo spagnolo, un bancomat di Caixa Bank è stato distrutto nel quartiere di Vallekas, e lasciata la scritta: “Questo è la nostra indipendenza: né nazioni, né Stato, né capitalismo”.

Il messaggio è semplice, mentre il nazionalismo catalano e spagnolo vengono riattivati sotto la bandiera della democrazia, noi abbiamo deciso di agire e attaccare quello che veramente ci opprime, ci sfrutta e ci sottrae la nostra indipendenza. Siamo stanchi di aspettare, stanchi di stare a guardare come la Democrazia, lo Stato e i loro organi repressivi vengono di nuovo legittimati, attraverso il nazionalismo.

Attacchiamo ciò che ci opprime: frontiere, nazioni, banche, padroni, fascisti, lo Stato, il capitalismo, il patriarcato... Con questo piccolo gesto invitiamo ad estendere gli attacchi contro il capitalismo, gli Stati e i loro interessi. Non staremo ad attendere nessun processo per continuare a lottare per l’anarchia, l’unica forma di indipendenza che riconosciamo.

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Madrid [Spagna]: Attacchi simultanei in solidarietà con gli arrestati e detenuti per il G20 di Amburgo (05/10/2017) [it]

Eravamo ad Amburgo e ci ricordavamo di voi. Quando le vostre banche bruciavano. Quando le vostre vetrine esplodevano. Quando le barricate prendevano fuoco. Quando abbiamo preso la città.

Ma ci ricordavamo di voi anche dopo essere tornati nelle nostre grigie città inerti dove regnate, perché voi siete ovunque. Ci ricordavamo di tutto ciò che potevamo fare ovunque e in ogni momento mentre Amburgo bruciava.

E così ci ricordiamo anche di tutta la sofferenza e rabbia che avete generato. Come anche quando avete attaccato coloro che vi confrontavano. Non dimenticheremo mai tutte le persone picchiate dalle vostre guardie, che vivono rinchiuse nel carcere o muoiono per aver scelto il sentiero dello scontro. Ed è in loro nome che queste azioni sono state realizzate.

Ed è per questo motivo che nella notte tra il 4 e il 5 ottobre numerosi bancomat di varie banche in differenti punti di Madrid sono stati attaccati con martelli: Lavapiés, Bilbao-Alonso Martínez, Tetuán-Castellana, Carabanchel, Vallekas, Coslada, Barrio del Pilar e La Elipa. Sono stati lasciati adesivi: “A Madrid come ad Amburgo. Che si diffonda la rivolta.”, “Solidarietà attiva con i 338 arrestati e 32 detenuti del vertice G20 ad Amburgo”, e “Morte al Capitalismo e morte alla polizia. Dopo il G20 la lotta continua”.

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Spagna: Aggiornamento sulle ultime operazione repressive contro gli anarchici [it]

Operazione Piñata – Per noi anche, nulla è finito: tutto continua

[Lunedì 30 marzo 2015, la polizia anti-terrorismo lancia 17 perquisizioni e arresta 15 compagni a Madrid, Palencia, Granada e Barcellona nel corso di un’operazione denominata Piñata. Durante le perquisizioni altre 24 persone vengo tratte brevemente in arresto per aver opposto resistenza (in particolare negli squat). Accusati di essere responsabili o membri di “Gruppi anarchici coordinati” (GAC), cioè di “associazione terrorista” a carattere “anarchico-insurrezionalista”, 15 compagni si trovarono indagati (10 a Madrid, 3 a Barcellona e 2 a Palencia), di cui cinque in custodia cautelare in Soto del Real. I primi dieci vengono poi rilasciati sotto controllo giudiziario (ritiro del passaporto, divieto di lasciare il territorio e firma ogni 15 giorni), e gli altri cinque trasferiti il 18 maggio in prigioni differenti lontano da Madrid. In diversi periodi, fino al 20 giugno 2015, sono stati tutti rilasciati sotto controllo giudiziario. Nello stesso periodo, altre due operazioni “anti-terrorismo” di polizia colpirono il movimento anarchico spagnolo: nel dicembre 2014 e poi nell’ottobre 2015, le operazioni Pandora 1 e 2 tentarono di incriminare le GAC (Gruppi Anarchici Coordinati) come ramo locale della FAI/FRI. Queste procedure alla fine furono archiviate senza seguito nel giugno 2016, cosa che ovviamente non si riferiva all’operazione Piñata, la cui istruttoria viene prorogata per ulteriori 18 mesi, mentre gli indagati non hanno ancora avuto accesso agli atti...]

La camera Nº 6 dell’Audiencia Nacional ha respinto il ricorso presentato dalla difesa del caso Piñata, e ha deciso di mantenere la proroga di 18 mesi (massimo) di istruttoria.
Il ricorso inviato più di un mese fa ha sottolineato che l’Audiencia Nacional aveva privato gli accusati di difesa, dato che il tribunale avrebbe dovuto attendere la risposta alla richiesta degli accusati, che chiedevano l’accesso agli atti per motivi differenti. Prima ancora di aver inviato
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Madrid [Spagna]: Attaccata succursale di Bankia in solidarietà con l’anarchica condannata per rapina in Germania (07/06/2017) [it]

Nella notte di 7 giugno un ordigno espslosivo-incendiario è stato collocato in una succursale di Bankia, situata nel quartiere di Mirasierra di Madrid, disturbando la quiete della classe medio-alta che ci risiede. Quest’area urbana è piena di ville e palazzi video-sorvegliati e dotata di una pattuglie di sicurezza privata, lontano dalla miseria che cementa il livello di vita dei suoi abitanti.
Questa azione è stata realizzata dopo aver sentito la sentenza emessa contro la contra compagna, condannata per un esproprio in Germania, alla quale inviamo tutto il calore del nostro incendio.
Inseriamo la nostra azione anche nel contesto di chiamata contro il summit finanziario G20 ad Amburgo.
Stanotte la nostra rabbia e il nostro disgusto sono esplosi anche davanti dell’impotenza del quotidiano, con il tentativo di sfuggire alla passività e di restituire un po’ di violenza che viviamo. Siamo stufi del comfort di una vita programmata e stufi dell’attività politica, anch’essa programmata. Con questo atto vogliamo abbracciare tutti quelli che sono caduti durante un’azione e che hanno lottato fino alla morte contro tutto quello che ci mantiene in passività.

Che la solidarietà tra gli anarchici non sia solo una parola scritta! Per anarchia!

Barcellona [Spagna]: Manifestazione di solidarietà con l’anarchica condannata per rapina ad Aquisgrana (07/06/2017) [it]

Nella notte del verdetto che ha visto condannare una compagna anarchica a 7,5 anni per rapina in banca ad Aquisgrana, alcuni nemici del dominio e del capitale hanno preso le strade di Barcellona per esprimere la propria rabbia e solidarietà.
Negozi, banche e infrastrutture pubbliche sono state danneggiate e distrutte durante una manifestazione attraverso il quartiere gentrificato di Gracia.

Aquisgrana [Germania]: Anarchica condannata a 7,5 anni di carcere per rapina in banca (07/06/2017) – Azioni di solidarietà [it]

Oggi, 7 giugno, il giudice ha pronunciato la sentenza per il caso contro i due compagni anarchici accusati di aver rapinato la Pax Bank ad Aquisgrana nel 2014. Mentre il compagno è stato assolto, la nostra sorella e compagna è stata condannata a sette anni e mezzo di detenzione.
Quello che questa sentenza chiaramente dimostra è che non solo i fatti sono stati processati, ma anche le nostre idee, idee anarchiche, nostri legami di solidarietà e il rifiuto di collaborare con il potere.
Nonostante la loro intenzione di schiacciare e reprimere le nostre idee e pratiche anarchiche, da parte nostra noi rimaniamo e rimarremo fieri e convinti di ciò che siamo e del perché lottiamo.
E questo è stato dimostrato nell’aula del tribunale con le nostre urla di rabbia e solidarietà, come risposta alla dignità che la nostra compagna ha mantenuto, salutandoci a testa alta e pugno chiuso mentre veniva scortata fuori dall’aula. Abbiamo espresso tutto il nostro disprezzo verso la corte per ciò che rappresenta. Speriamo che questa tempesta di rabbia i odio, e amore verso la nostra compagna, scoppi e si diffonda attraverso questo maledetto mondo.

Libertà per i nostri compagni, guerra ai nostri nemici

Alcuni anarchici solidali

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Barcellona: Barricate in solidarietà con gli anarchici accusati per il caso di Aquisgrana
Nelle prime ore di 7 giugno è stata effettuato un
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Germania: Aggiornamento sul processo contro gli anarchici accusati di rapina in banca ad Aquisgrana (05/2017) [it]

Il punto centrale dell‘udienza di 12 maggio era la deposizione dell’esperta biometrica, chiamata come testimone d’accusa. Innanzitutto, ha affermato che la qualità di immagini (delle telecamere di pianterreno dove si trova la cassaforte della banca) era molto cattiva e che avevano una risoluzione bassissima, e questo ha influito sugli esami biometrici.
Per quel che concerne la fisionomia del corpo, non è stato possibile determinare né la sagoma, né l’altezza, né la forma della testa a causa degli abiti che le persone presenti sulle immagini indossavano. Riguardo al viso della donna, ha dichiarato che è stato possibile confrontare solo le caratteristiche facciali della parte inferiore, dove non c’erano corrispondenze “notevoli”; c’erano alcune parti che potevano coincidere, ma queste sono molto comuni in tante persone, e perciò non è possibile dire se si tratta o meno di stessa persona. Riguardo all’uomo che appare nel video, le caratteristiche coincidono ancora meno. Secondo l’esperta, l’accusato e l’uomo sul filmato non sono la stessa persona.
L’udienza è continuata con nuove “prove” esposte dall’accusa. Una “testimone” che, sembra, avrebbe viaggiato con uno degli accusati con
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Germania: Aggiornamento sul processo contro gli anarchici accusati di rapina in banca ad Aquisgrana (28-4/5-5/2017) [it]

Durante l’udienza del 28 aprile, l’esperto di polizia ha testimoniato sulla comunicazione telefonica, focalizzandosi sui messaggi, chiamate e contatti condivisi tra vari telefoni sequestrati. E’ emerso che non c’erano “messaggi di benvenuto” di altri paesi, e che la Vodafone non ha accesso ai dati del 2014 (perché hanno l’obbligo di cancellarli dopo un anno). Confrontando le rubriche sono stati trovati alcuni numeri condivisi, ma non ci sono state chiamate tra questi telefoni nei giorni attorno la rapina.
C’era un interesse particolare attorno al significato di messaggi con numeri brevi (tipo servizio clienti delle compagnie) e l’accusa ha sottolineato che la richiesta alla Vodafone Spagna è stata fatta solo due settimane fa. Inoltre, in una delle case private perquisite il 13 aprile non è stato trovato nulla che potrebbe essere utilizzato come prova.
Durante l’udienza di 5 maggio sono state lette alcune parti del fascicolo. Da una parte la difesa ha esposto vari documenti che dimostrano, per mezzo di sentenze archiviate dei casi Pandora II e di Monica e Francisco, che i GAC non sono un’organizzazione terrorista. Dall’altra parte,

Barcellona [Spagna]: Attaccati uffici di Lufthansa (28/03/2017) [it]

Nella mattina di 28 marzo abbiamo deciso di frantumare i vetri degli uffici di Lufhansa (gli unici in città), situati in via Ballén a Barcellona.
Si tratta di una compagnia aerea che effettua espulsioni ed estradizioni, come quella dei nostri compagni anarchici arrestati l’anno scorso in Spagna e attualmente incarcerati in Germania. In questo momento si sta svolgendo il processo in cui sono accusati di aver rapinato una succursale della Pax-Bank nella città di Aquisgrana.

Per la diffusione della solidarietà e dell’azione diretta!
Fuoco a tutte le prigioni!
Per l’anarchia!

Germania: Aggiornamento sul processo contro gli anarchici accusati di rapina in banca ad Aquisgrana (07/04/2017) [it]

Durante la sessione di 4 aprila ha testimoniato lo sbirro responsabile delle indagini sulla rapina di Pax-Bank. In quel periodo apparteneva al LKA [polizia criminale degli Stati, n.d.t.], mentre adesso lavora per la BKA [polizia criminale federale, n.d.t]. (Era presente anche durante le varie visite dei compagni.) Prima che iniziasse a testimoniare gli avvocati hanno obiettato che ci sono parti del fascicolo relativo alla testimonianza di quel giorno a cui hanno avuto accesso appena questa mattina, perciò il giudice non ha permesso allo sbirro di parlare di questa parte (riguardante una perizia biometrica, un messaggio intercettato di whatsapp, tra altre cose...). Inoltre, nel 2004 questo sbirro era responsabile delle indagine sulla rapina dei “Quattro di Aquisgrana”.
Ha spiegato che i suoi colleghi lo avevano chiamato dopo la rapina, e che si è quindi recato in banca. Quando è arrivato, sia gli oggetti trovati in banca che la borsa trovata fuori (contente una parrucca, una giacca, degli occhiali da sole, una pistola ecc.), si trovavano già sul tavolo come prova. Ha dichiarato che la polizia tedesca ha seguito la nostra compagna mentre era in visita alla sua famiglia in Germania e quando è andata a Berlino, nonostante non ci fosse nulla di rilevante per le indagini. Ha detto che progettavano ad arrestarla sul territorio tedesco, ma si è deciso di non farlo, dato che l’operazione necessaria non poteva essere completata in 24 ore. L’hanno seguita all’aeroporto, dove hanno prelevato i campioni del DNA dal suo bagaglio.
Per quanto riguarda la parte spagnola, ha detto che una volta scoperta la coincidenza del DNA, lui e i vari colleghi sono andati a Barcellona per incontrarsi con i mossos d’esquadra, dato che, secondo lui, la polizia catalana era molto interessata. Durante questo incontro hanno condiviso teorie sul finanziamento di una presunta organizzazione terrorista anarchica (GAC), sulla connessione tra gli anarchici di vari paesi ecc. Alle domande degli avvocati ha risposto che non hanno, in nessun momento, preso in considerazione se esisteva o meno un ordine giudiziario per il prelievo dei nuovi campioni di DNA dei
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Madrid [Spagna]: Incendiato veicolo della ditta di sicurezza (27/03/2017) [it]

All’alba di lunedì scorso [27 marzo 2017, n.d.t. in francese] un veicolo è morto carbonizzato nel quartiere universitario della città di Madrid. Cinque litri di benzina sono stati più che sufficienti per porre fine alla sua vita. Poi, speriamo solamente che il calore abbia raggiunto i compagni sequestrati nelle carceri dello Stato tedesco per donar loro forza, e che molti altri veicoli delle forze repressive, sia pubbliche che private, seguano la stessa strada.
Disprezziamo questo esistente, come anche tutte le sue strutture e le persone che lo proteggono, e ci piacerebbe che questo attacco venga compreso come un piccolo riscaldamento e un avvertimento. Uno tra i numerosi altri attacchi che si sono verificati e si verificheranno in vista del G20 quest’estate ad Amburgo.

Cellula insorta per il collasso

Germania: Aggiornamento sul processo per rapina in banca ad Aquisgrana (13/20/23-03-2017) [it]

Durante la sessione di 13 marzo un “mosso d’esquadra” (l’ispettore dell’unità investigativa dei mossos d’esquadra, polizia catalana, di Sabadell) doveva testimoniare sulla parte dell’indagine condotta nello Stato spagnolo. Cioè, da una parte sull’ottenimento del DNA dei nostri compagni, e dall’altra parte su tutto ciò che riguarda le “teorie” politiche sul finanziamento di un’organizzazione terrorista.All’inizio della testimonianza il giudice gli ha chiesto nome e cognome (come agli altri testimoni). Il “mosso” ha voluto dare solo il suo pseudonimo, Astor, perché tutto ciò che ha fatto legato al caso lo ha fatto come sbirro e non come persona, e che perciò può fornire solo la sua identità “professionale”. L’avvocato della difesa ha chiesto di dare, secondo la legge tedesca, il nome completo. Il mosso ha rifiutato, sostenuto dal P.M., dicendo che non si può minacciare l’ospite. Nell’acceso diverbio tra la difesa e l’accusa è intervenuto il giudice, dichiarando che l’unico caso in cui il testimone non è obbligato a identificarsi è quando esiste la minaccia di integrità fisica, ma questo deve essere dimostrato con documenti, la quale cosa è stata fin dall’inizio scartata dal giudice, il quale ha di conseguenza richiesto una pausa per discutere la questione con la corte. Dopo circa venti minuti tutti sono tornati nell’aula; il giudice ha deciso che per poter testimoniare il mosso doveva identificarsi (dato che la legge tedesca prevale su quella spagnola). Il giudice ha poi chiesto al testimone di chiamare il suo superiore per vedere se lo poteva autorizzare a identificarsi. Dopo un’altra pausa, il mosso ha dichiarato che non era autorizzato a fare ciò, e infine il giudice ha detto che non potrà testimoniare e che inoltre, non avendo fornito i propri dati, sarà difficile che la corte firmi il rimborso del biglietto aereo. Il mosso ha quindi
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Spagna: Nahuel in “libertà provvisoria” (08/03/20/) [it]

L’8 marzo del 2017 il potere giudiziario ha decretato la “libertà provvisoria” per Nahuel, con l’obbligo di firma settimanale al tribunale, il divieto di lasciare lo Stato spagnolo e con altre misure restrittive.
L’uscita di Nahuel non rappresenta il crollo dell’operazione repressiva “Ice”, perciò il processo contro di lui viene mantenuto.
Per la distruzione di tutti gli ingranaggi giudiziari!


ŠPANJOLSKA: NAHUEL NA “PRIVREMENOJ SLOBODI” (08.03.2017.)
8. marta 2017. pravosudna moć donijela je odluku o “privremenoj slobodi” Nahuela, uz obavezu tjednog javljanja na sud, zabranu napuštanja španjolske države i druge mjere ograničenja.
Izlazak Nahuela ne predstavlja krah represivne operacije “Ice”, zato je zadržan sudski postupak protiv njega.
Za uništenje svih pravosudnih mehanizama!

Cile: Mónica Caballero Francisco Solar finalmente liberi! (08/03/2017) [it]

Santiago: Gli anarchici cileni Mónica Caballero e Francisco Solar sono arrivati questa mattina all’Aeroporto Internazionale di Santiago, dopo esser stati espulsi dalla custodia spagnola e deportati indietro al loro paese natale.
Mónica e Francisco sono stati accusati, secondo la legge spagnola anti-terrorismo, di aver collocato una bomba nella Basilica del Pilar a Saragozza, il 2 ottobre 2013, e arrestati un mese dopo l’incidente. La procura spagnola all’inizio chiedeva 44 anni di carcere, ma hanno invece ricevuto 12 anni ciascuno nel 2014. La difesa ha portato il caso di Mónica e Francisco alla Corte Suprema spagnola, dove la sentenza è stata ulteriormente ridotta a 4 anni e mezzo in dicembre, essendo caduta una delle accuse iniziali. In quel periodo la Corte Suprema spagnola aveva riconosciuto che l’intento della bomba era di causare danni strutturali ad un simbolo religioso, e perciò furono accusati di perdite e danni.
Come ultimo ricorso la difesa aveva presentato una richiesta in base alla legge del codice penale spagnolo n° 89, la quale dichiara che gli stranieri possono essere deportati nel loro paese d’origine dopo aver scontato un anno in carcere. La richiesta è stata venne accetta dalla corte con il risultato di espulsione di Mónica e Francisco indietro nel Cile, dove sarebbero stati rimessi in libertà, se non
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Aquisgrana [Germania]: Aggiornamento sul processo contro le anarchiche accusate di rapina in banca (16/02/2017) [it]

Durante l’odierna udienza hanno testimoniato due spazzini che nel giorno della rapina avevano trovato una borsa nelle vicinanze della banca. Uno di loro non aveva neanche visto cosa conteneva, e ha testimoniato ben poco. L’altro, svuotandola nel suo contenitore, ha visto che dentro c’era una pistola ed ha allarmato la polizia. Non era certo se si trattava di una borsa sportiva con dentro una borsa di plastica o se c’erano due borse.
Hanno testimoniato anche i due sbirri che hanno risposto alla chiamata degli spazzini e che hanno chiuso la zona intorno la banca dopo la rapina. Hanno detto che loro non hanno toccato la borsa, mentre lo ha fatto uno degli spazzini (con i guanti da lavoro).
Oltre a questo, il giudice ha letto vari rapporti della scientifica riguardo al materiale trovato in banca (strumenti, fascette reggicavi, taglierino con un’impronta ecc.) e un rapporto per determinare se le tracce trovate sulla cassaforte e sulla porta d’entrata dell’appartamento (davanti alla banca e all’entrata dei dipendenti) coincidono con gli strumenti trovati in banca. Questo ultimo rapporto non è definitivo.
La prossima udienza si svolgerà il 2 marzo alle ore 09:00.


Aachen [Njemačka]: Vijesti sa suđenja protiv anarhistica optuženih za pljačku banke (16.02.2017.)
Na današnjem su ročištu svjedočila dva ulična čistača koji su na dan pljačke pronašli torbu u blizini banke. Jedan od njih nije ni vidio što torba sadrži tako da je jedva i svjedočio. Drugi, kad ju je ispraznio u svoju kantu, vidio je da je sadržavala pištolj i obavijestio policiju. Nije bio siguran da li se radilo o jednoj sportskoj torbi s plastičnom vrećicom unutra ili
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Elephant Ed. : Juan José Garfia — Adiós Prisión. The story of the most spectacular escapes [en]

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Original title: ADIÓS PRISIÓN. El relato de las fugas mas espectaculares, First Spanish edition: Txalaparta ed., Tafalla, October 1995
Italian Edition: ADIÓS PRISIÓN. Il racconto delle fughe più spettacolari Biblioteca Dell’Evasione, August 2008
Translated by Barbara Stefanelli and Jean Weir in collaboration with Antonia and other accomplices

Introduction to the English edition
As soon as I finished reading Adiós Prisión in the Italian edition published in August 2008 I felt the urge to translate it. It is one of those books that you do not want to finish. You cannot get it out of your head, you want to delve deeper and deeper into it.
This book talks about freedom, the urgent need for freedom and the impossibility of living without it. This book says that freedom must be taken back at all costs and that is exactly what the protagonists of Adiós Prisión, Spanish prisoners under the infamous FIES regime, did: they took back their freedom using all means necessary, challenging the impossible, ready to kill for it if necessary. There is no room for political correctness or abstract morals concerning human life here: if the screws keep you locked up and your life, even in its most banal and insignificant aspects, is at the mercy of their caprice, violence and stupidity, your only choice is to eliminate them if they put themselves between you and your freedom.
The protagonists of this book are not passive subjects of the prison system, on the contrary they are well aware of the fact that prison is the absolute negation of human dignity. As FIES prisoners they are experiencing directly how human beings will never adapt to life in prison, and their most impelling need is to escape in order to put an end to a situation that is unendurable.
The FIES, Ficheros de Internos de Especial Seguimento (record of prisoners under special observation) was inaugurated by the Spanish prison system in 1991 in order to further punish and control prisoners who had been carrying out revolts in the Spanish jails over the previous decades. Two amnesties were granted following the dictator Franco’s death, one in 1976 and one in 1977, but they were systematically denied to a large number of prisoners, the ‘social’ prisoners, whereas many of those declared or considered ‘political’ were released. It was then that revolts started breaking out continuously, not only for the amnesty to be extended to all prisoners but also against the unbearable conditions inside the jails (torture, beatings, overcrowding, rotten food, no medical attention for prisoners affected by medical conditions, and so on). Prison infrastructures were smashed and destroyed as a result of the frequent riots that occurred in most Spanish prisons in the years following Franco’s death. The FIES was created with the precise aim of keeping a record of the most rebellious prisoners of those years. However, it was not just an archive for gathering information about hot-headed prisoners: along with its inauguration special wings were being built inside prisons all over Spain to hold those considered particularly dangerous by the prison system. In the special wings the cells were tiny, the walls were completely bare, the toilet was a hole in the floor, the bed was made of iron, and it was impossible to see out through the barred window. Prisoners spent days, months, years locked up in these dungeons and were allowed to keep nothing with them as their personal possessions were seized on entry to the wing. The screws were always ready to provoke, search and beat prisoners, knowing that they could count on total impunity and the
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Aquisgrana [Germania]: Aggiornamento sul processo contro le anarchiche accusate di rapina in banca (02/2017) [it]

Breve riassunto della terza e quarta udienza del processo contro le compagne anarchiche di Barcellona accusate di aver espropriato una succursale della Pax Bank, di Chiesa cattolica, ad Aquisgrana.
La terza udienza del processo era incentrata sull’affermazione (molto tecnica) dell’esperto di DNA del LKA [polizia criminale, n.d.t.], che ha analizzato le tracce trovate su alcuni pezzi di abbigliamento e strumenti, e i metodi utilizzati per determinare la loro corrispondenza con i campioni prelevati (in modo illegale, come ha sostenuto l’avvocato di difesa) dalle compagne accusate durante un falso alcoltest e da una latina di birra. Il giudice e gli avvocati hanno posto all’esperto varie domande, il quale ha “ammesso” che attualmente non è possibile determinare per quanto tempo una traccia di DNA si trovava su un oggetto, e che la “qualità” delle tracce varia dal tipo di materiale (metallo liscio o ruvido, tessuti, materiale poroso ecc.) o dalle circostanze igieniche, tra le altre cose. Sono stati mostrati anche i filmati di tre telecamere nel piano sotterraneo (dove si trova la cassaforte), ma senza ulteriori commenti.
La quarta udienza ha ascoltato le testimonianze dei due dipendenti della banca che avevano le chiavi e sono andati, assieme ai rapinatori, nel piano sotterraneo. Il primo di loro si ricordava di una donna con la parrucca argentea, e di altre tre persone, tutte tra i 20 e i 30 anni. Non ha riconosciuto gli oggetti sulle foto che il giudice gli ha mostrato. In quel periodo, a questo testimone la polizia ha chiesto di fare l’identikit della persona, e ha confermato che si tratta dell’immagine mentale dal lui ricordata della persona con quale è sceso nella cassaforte. Ha anche ammesso che ha visto le fotografie delle nostre compagne pubblicate allora sulla stampa locale. Non ha riconosciuto nessuna delle persone presenti nell’aula come autori della rapina.
Il secondo testimone (vicedirettore della succursale) ricordava tre o quattro persone. Una donna con lunga parrucca nera o castana, e con la pistola. Per quanto riguarda le fotografie mostrategli dal giudice, ha suggerito che la borsa e la parrucca potrebbero corrispondere agli oggetti da lui ricordati. La polizia non gli ha chiesto di fare l’identikit né gli ha mostrato alcun filmato. Non ha riconosciuto nessuno dei presenti in aula. Dopo ogni testimonianza sono stati proiettati i tre filmati, per vedere se ognuno dei testimoni si avrebbe ricordato di qualcos’altro, ma senza successo.
Ancora una volta le accusate hanno potuto contare sul sostegno dei compagni presenti in aula per esprimere loro la propria solidarietà. La prossima udienza si svolgerà giovedì 16 febbraio alle ore 9:00.


Aachen [Njemačka]: Vijesti sa suđenja protiv anarhistica optuženih za pljačku banke (02.2016.)
Kratki rezime trećeg i četvrtog ročišta sudskog procesa protiv anarhističkih drugarica iz Barcelone optuženih za eksproprijaciju jedne podružnice Pax Banke, katoličke crkve, u Aachenu.
Treće ročište procesa usredotočilo se na (vrlo tehničku) izjavu jednog stručnjaka DNK iz LKA [kriminalna policija, nap.prev.], koji je analizirao uzorke pronađene na nekoliko primjeraka odjeće i alata, te metode korištene pri određivanju njihovog podudaranja s uzorcima uzetim (protuzakonito, kao što je advokat obrane naglasio) od anarhističkih drugarica tokom jednog lažnog alko-testa i s jedne limenke piva. Sudac i advokati postavili su stručnjaku razna pitanja, te je “priznao”
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Barcellona [Spagna]: Attacco incendiario in solidarietà con le anarchiche accusate di rapina in banca ad Aquisgrana (28/01/2017) [it]

Nella notte del 28 gennaio abbiamo incendiato due veicoli dell’azienda Prosegur [multinazionale di sistemi di sicurezza, n.d.t.], vicino alla loro sede nel quartiere di Bellvitge, Hospitalet. Non pensiamo sia necessario giustificare un tale attacco contro i cani da guardia.
Per eseguire quest’azione abbiamo ricorso ad un vecchio metodo utilizzato dagli anarchici. Il dispositivo consiste in una piccola bottiglia riempita di benzina con stoppino e fiammiferi attorno.
Con questo piccolo gesto vogliamo inviare tutto il nostro amore e la nostra forza alle anarchiche accusate di aver espropriato una banca ad Aquisgrana, che stanno affrontando il processo da 23 gennaio.
Viva l’anarchia!


Barcelon [Španjolska]: Solidarni napad požarom s anarhisticama optuženima za pljačku banke u Aachenu (28.01.2017.)
U noći 28. januara zapalili smo dva vozila kompanije Presegur [multinacionalka sigurnosnih sistema, nap.prev.], pokraj njihovog sjedišta u četvrti Bellvitge, Hospitalet. Smatramo da nije potrebno opravdavati ovaj napad na pse čuvare.
Za izvođenje ovog djela pribjegli smo jednoj staroj metodi koju koriste anarhisti. Sastoji se od jedna male boce ispunjene benzinom, od fitilja i šibica.
Ovom malom gestom željeli smo poslati svu našu ljubav i našu snagu anarhisticama optuženima za eksproprijaciju jedne banke u Aachenu, kojima se sudi od 23. januara.
Živjela anarhija!

Spagna: Attesa l’espulsione e rilascio dei prigionieri anarchici Mónica Caballero e Francisco Solar (02/2017) [it]

Secondo la stampa ufficiale spagnola e cilena, l’Audiencia Nacional (Corte Nazionale) di Spagna ha deciso, il 30 gennaio, di commutare il resto della sentenza di Mónica e Francisco in espulsione. Si suppone che gli avvocati dei compagni si sono appellati all’articolo 89 del Codice penale spagnolo, che permette ai cittadini stranieri condannati che stanno servendo più di un anno di carcere di sostituire la condanna con l’espulsione dallo Stato spagnolo. La sentenza iniziale di 12 anni è stata ridotta in appello, lo scorso dicembre, a 4 anni e 6 mesi, ciò significa che i compagni fino ad oggi hanno scontato più di un terzo della loro sentenza.
Si prevede che dopo il procedimenti burocratici della polizia, i compagni saranno scortati dalla polizia spagnola in Cile, dove saranno consegnati alla polizia cilena, per essere poi rilasciati, di nuovo in strada.
Ulteriori notizie appena disponibili.


Španjolska: Očekuje se udaljavanje iz zemlje i oslobođenje anarhističkih zatvorenika Monike Caballero i Francisca Solara (02.2017.)
Po riječima španjolske i čileanske službene štampe, Audienca Nacionale (Nacionalni Sud) Španjolske je odlučio, 30. januara, da zamjeni ostatak kazne Monike i Franciska udaljavanjem iz zemlje. Pretpostavlja se da su se advokati drugova pozvali na članak 89 španjolskog Kaznenog zankona, koji dozvoljava stranim građanima na odsluživanju kazne duže od godinu dana, da se ista zamijeni udaljavanjem iz španjolske države. Drugovima je izvorna kazna od 12 godina smanjena putem žalbe na 4 godine i 6 mjeseci, prethodnog decembra, što znači da su do sada odslužili više od trećine kazne.
Očekuje se da će nakon budućih policijskih procedura drugovi odletjeti sa španjolskom policijom u Čile, gdje će ih predati čilanskoj policiji, da bi bili otpušteni, ponovno na ulice.
Više vijesti čim budu dostupne.

Aquisgrana [Germania]: Secondo giorno del processo contro le anarchiche accusate di rapina in banca [it]

Oggi si è svolta la seconda udienza del processo contro le compagne accusate di aver rapinato, nel 2014, una succursale della Pax-Bank ad Aquisgrana (Germania). L’accusa ha chiamato 3 testimoni: due addette alle pulizie e una passante, che pare abbia visto delle persone in atteggiamento sospetto e abbia allertato la polizia.
In generale le versioni dei fatti descritte dalle due dipendenti, riguardo al primo momento, erano alquanto differenti, e certe volte anche contraddittorie. Si ricordavano di un numero diverso di persone coinvolte nella rapina: la prima asseriva che c’era una donna con parrucca rossa (anche se non ha riconosciuto la parrucca sulle foto che il giudice le ha mostrato) e che erano presenti altre 3 o 4 persone; mentre la seconda testimone ha dichiarato di aver visto un gruppo di 6 persone in totale, e che non riusciva a ricordarsi se c’erano 1 o 2 donne. La prima testimone ha detto che la donna le ha semplicemente mostrato la pistola, senza mai puntarla direttamente; mentre la seconda che la pistola era puntata alla sua testa, però si è mostrata titubante quando il giudice le ha chiesto se ha urlato quando è stata minacciata di morte.
La terza testimone ha dichiarato di aver visto un gruppo di 5 o 6 persone, incluse le due donne, una con lunghi capelli neri e l’altra bionda. Ha aggiunto anche che, secondo lei, una delle 6 persone aveva l’aspetto asiatico e che tutti assomigliavano a studenti.
L’accusa e il giudice hanno chiesto a tutte le testimoni se riconoscevano tra le persone presenti qualcuno dei partecipanti alla rapina, e tutte hanno dato una risposta negativa.
Tra il pubblico era presente un poliziotto in borghese, facente parte dell’indagine, che prendeva appunti e osservava tutti sia all’infuori che dentro l’aula. Quando l’avvocato gli ha rivolto la domanda, è stato costretto ad ammettere che è un poliziotto della LKA (Ufficio di Investigazione Statale). L’accusa ha giustificato questo dicendo che l’indagine è ancora aperta.
E’ stato confermato che la prossima udienza si svolgerà lunedì 13 febbraio alle ore 9.


Aachen [Njemačka]: Drugi dan suđenja protiv anarhistica optuženih za pljačku banke
Danas je održano drugo ročište sudskog procesa protiv drugarica optuženih za pljačku podružnice Pax-Banke u Aachenu (Njemačka), 2014. Tužiteljstvo je pozvalo tri svjedoka: dvije čistačice i jednu prolaznicu, koja je navodno vidjela osobne sumnjivog ponašanja i alarmirala policiju.
Općenito verzije činjenica koje su dvije zaposlenice opisale, u vezi prvog trenutka, bile su prilično različite, a ponekad i
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