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Lunedì 17 luglio, si è svolta l’udienza tecnica per il caso della macchina bruciata sul Quai de Valmy. Il tribunale doveva confermare le date del processo e decidere sulle misure coercitive su nove accuse nei confronti di nove accusati. Per quelli sotto controllo giudiziario la difesa non ha formulato nessuna domanda. Per quanto riguarda gli ultimi tre detenuti, a uno di loro, arrestato nelle settimane seguenti agli eventi, lo scorso anno, è stata accettata lo scorso fine settimana la richiesta di libertà, col braccialetto elettronico. Quindi, non aveva richieste per questa udienza. Per quel che invece concerne gli altri due, solo il compagno detenuto da febbraio di quest’anno ha chiesto la scarcerazione, ma gli è stata rifiutata con il pretesto che le garanzie di ripresentarsi non sono abbastanza solide, e per il fatto che non si vuole esprimere sui fatti. L’avvocato di uno degli indagati ha insistito sulla necessità di sbloccare la posta, bloccata o filtrata in modo molto più drastico da quando se ne occupa il P.M., cioè dalla fine delle indagini.

Era presente una quarantina di persone, gli accusati si sono ritrovati insieme nel box per la prima volta, e sembrano allegri di vedere persone solidali nell’aula. Nonostante un’atmosfera pesante, alcuni solidali in aula hanno fatto sapere che lo sporco lavoro della giustizia non si svolgerà nella noiosa normalità del tribunale, rispondendo al giudice e urlando la propria rabbia. Nell’attesa del processo, che si svolgerà da 19 a 22 settembre 2017, esprimiamo la nostra solidarietà, difendendo le mille buone ragioni per attaccare la polizia, la giustizia e il mondo che le difende, nel modo che ci pare appropriato.

Solidarietà

Libertà per tutti e tutte



(tradotto da anarhija.info & guerresociale)