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Dopo che sono stato rinchiuso nella mia cella nella Zona 7 di C.O.C. (Centro di Osservazione e Classificazione), mercoledì 19 luglio 2017 sono stato all’udienza del Concilio Tecnico Interdisciplinare. Questo ha deciso che non posso tornare tra i detenuti comuni a causa del conflitto avvenuto la scorsa settimana, per il quale sono stato portato all’Unità di Massima Sicurezza (M.M.S.), dove mi trovo attualmente segregato nell’Area Esagonale per motivi di sicurezza.

Inoltre, quando i secondini stavano perquisendo le mie cose all’entrata del M.M.S., hanno trovato fogli contenti miei testi e lettere personali, che includevano anche la stesura generale del foglio “El Canero” [foglio con testi scritti da detenuti, fondato da Fernando, ndt. in inglese]. Dopo aver confiscato questo, hanno iniziato a comportarsi in modo violento, controllando la mia corrispondenza personale, concludendo con una minaccia diretta a me, dicendo, “Possono ucciderti per quello che dici” e “Finiscila una buona volta con il tuo foglio”, facendo mi capire che scrivendo ed esprimendo le mie idee ho violato le sicurezza dell’istituzione, e che perciò dovrei rimanere in isolamento.

Vale la pena menzionare che a causa del conflitto precedente io non avrei dovuto condividere la cella con nessuno, per “proteggere” la mia vita e la mia sicurezza. Ma, nonostante questo, col arrivo nell’Area Esagonale, mi hanno messo in cella con otto altre persone che non conosco, e che non si fidano di me. Considero il Concilio Tecnico responsabile per quello che può succedere, e si tratta ancora una volta di un pretesto per tenermi in condizioni di isolamento e punizione.

Fernando Bárcenas

20 luglio 2017