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Santiago: Gli anarchici cileni Mónica Caballero e Francisco Solar sono arrivati questa mattina all’Aeroporto Internazionale di Santiago, dopo esser stati espulsi dalla custodia spagnola e deportati indietro al loro paese natale.

Mónica e Francisco sono stati accusati, secondo la legge spagnola anti-terrorismo, di aver collocato una bomba nella Basilica del Pilar a Saragozza, il 2 ottobre 2013, e arrestati un mese dopo l’incidente. La procura spagnola all’inizio chiedeva 44 anni di carcere, ma hanno invece ricevuto 12 anni ciascuno nel 2014. La difesa ha portato il caso di Mónica e Francisco alla Corte Suprema spagnola, dove la sentenza è stata ulteriormente ridotta a 4 anni e mezzo in dicembre, essendo caduta una delle accuse iniziali. In quel periodo la Corte Suprema spagnola aveva riconosciuto che l’intento della bomba era di causare danni strutturali ad un simbolo religioso, e perciò furono accusati di perdite e danni.

Come ultimo ricorso la difesa aveva presentato una richiesta in base alla legge del codice penale spagnolo n° 89, la quale dichiara che gli stranieri possono essere deportati nel loro paese d’origine dopo aver scontato un anno in carcere. La richiesta è stata venne accetta dalla corte con il risultato di espulsione di Mónica e Francisco indietro nel Cile, dove sarebbero stati rimessi in libertà, se non esiste nessun caso pendente con il sistema giudiziario cileno. Dato che non esiste, possono camminare liberi una volta arrivati, dopo esser passati attraverso la dogana cilena. Mónica e Francisco non hanno mai riconosciuto di aver partecipato alla collocazione della bomba, e infatti le accuse asserite erano parte di una più ampia persecuzione politica statale come Anarchici.

Mónica Caballero e Francisco Solar arrivarono in Spagna dopo che la corte di Santiago li aveva prosciolti dalle accuse nel Caso di Bombe Anarchiche Cilene, nel 2012. Il caso fu pesantemente pubblicizzato dai media in tutto il Cile, quando apparve nel 2010, pubblicamente trasmettendo l’arresto dei 12 accusati, ritratti come terroristi. Ma il caso crollò velocemente, dopo le inconsistenti e insufficienti prove presentate dalla procura al processo, che portò all’assoluzione degli Anarchici, come anche ad una crisi di legittimità del governo. La Corte di Santiago ordinò alla Procura di Stato di risarcire con 460 milioni di pesos cileni (circa 700.000 USD) gli Anarchici accusati, per perdite e danni subiti nell’attraversare il sistema legale, e in seguito confermato dalla Corte Suprema cilena. Francisco Solar fu risarcito con 100 milioni di pesos, e Mónica Caballero con 80 milioni di pesos, che poi utilizzarono per iniziare una nuova vita insieme, come coppia, in Spagna.

Oggi, Mónica e Francisco potranno camminare liberi per le strade di Santiago e iniziare una nuova vita insieme con propri amici, famigliari e compagni. Li salutiamo nei loro coraggiosi dignitosi sforzi, attraverso tutti questi anni di repressione e persecuzione, di resistere ai confini delle prigioni di Stato nel mondo.

In amore e rabbia,

Viva la Anarquia!