Prison of Augusta — Sardinia [Italy]: Anarchist comrade Davide Delogu on hunger strike (26/07/2017) [en]

Sardinian anarchist comrade Davide Delogu starts today, 26 July, a hunger strike against the solitary confinement, and primarily because they don’t want to give him the photos of Donatello*.
He remains with head held high.
He shouts out “Break the isolation!!

Sempre Ainnantis [“always forward” in Sardinian]

Davide Delogu — Contrada Piana Ippolito 1 — 96011 Augusta (SR) — Italy

*Sardinian anarchist comrade Donatello Dedoni died on 20 march 2017, falling off the roof of an abandoned plant in the industrial area of Elmas in Sardinia. In a tragic moment the roof caved in and the comrade felt down. Who met Donatello knew how much he was precious as friend and as comrade, always ready to take a challenge with courage and enthusiasm. He paid his inclination to action with several imprisonment, and he always came out with head held high and with no regrets.

Carcere di Augusta [Sardegna]: Compagno anarchico Davide Delogu in sciopero della fame (26/07/2017) [it]

Il compagno anarchico sardo Davide Delogu inizia oggi, 26 luglio 2017, uno sciopero della fame contro l’isolamento e soprattutto perché non gli consegnano le fotografie di Donatello.
Rimane a testa alta.
Rifiuta il ruolo della vittima.
Grida “Rompere l’isolamento!”

Sempre Ainnantis

Davide Delogu – Contrada Piana Ippolito 1 – 96011 Augusta (SR)

Genova — Valbisagno [Italy]: Mobile phone mast sabotaged in solidarity with imprisoned anarchist comrade Alfredo Cospito on hunger strike (12/05/2017) [en]

Mobile phone mast sabotaged in solidarity with prisoner Alfredo Cospito on hunger strike against the censorship imposed on those arrested in op. Scripta Manent. Break the isolation

Spoleto [Italy]: Damage for anarchist prisoner comrade Alfredo Cospito, against the censorship (06/05/2017) [en]

On the night between May 5th and 6th a text was sprayed on Courthouse “Freedom for Cospito and Gai” and “Break the isolation”.
Damaged the nearby Post Office ATM.
Break the isolation

Italy: Anarchist journal “Vetriolo” — Solidarity with imprisoned anarchist comrade Alfredo Cospito on hunger strike (05/05/2017) [en]

On May 3th, the anarchist Alfredo Cospito — prisoner in high security regime AS2 of Ferrara prison for the kneecapping of Adinolfi, CEO of Ansaldo Nucleare, and recently recipient of another arrest warrant for the operation “scripta manent” — started a ten-days hunger strike against the censorship that blocks most of his incoming and outgoing correspondence. Alfredo is asking comrades to send lot of books, magazines, letters to support his hunger strike and break the isolation dictated by prison censorship.
The prosecutor Sparagna from Turin is imposing the censor against the comrades imprisoned for operation “scripta manent”. In the last few months the censorship has become more stringent, and a lot of correspondence is systematically censored and blocked; books, magazines and any kind of stuff sent him almost never reach the destination. The censor struck also a text that Alfredo sent us in December, to be published in “Vetriolo”. In the same way an Anna’s text, for another publication, was seized in January. At the same time, not one single copy of our journal reached Alfredo and other prisoners: seized by guards, or frequently simply disappeared.
It is clear that if isolation against comrades becomes more intense and so pressing is also, and above all, because of the censorship and the blocking of correspondence. It is clear that the power can not tolerate that comrades contribute to the discussion between rebellious and enemies of authority. The miserable work of spying and the censorship are systematically intensified because the power presumes and imagines that it can annihilates and silences the anarchists in its prisons.
It is necessary therefore make a brief analysis of this odious tool of
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Prison of Ferrara [Italy]: Anarchist comrade Alfredo Cospito on 3rd day of hunger strike — “Break The Isolation!” (05/05/2017) [en]

From a letter received yesterday, May 4th 2017, we learn that the hunger strike carried on from May 3rd, which will go on for 10 days, following the heavy censorship, is a result of an extended period and of continual block of most incoming and outgoing letters, books, news etc. sent him by so many comrades.
Especially, he writes, the letters sent him from one of us, editors of C.N.A. [Anarchist Black Cross], have all been blocked, 7 out of 7, in the last month.
In this letter of just few lines it is highlighted that the censorship has already been extended for another three months more than a month ago, but it started to hammering heavier than usual after the investigation has been closed.
From what he says, also in this letter, in Rebibbia [prison in Rome] is even worse.

He concludes the letter with a shout: “BREAK THE ISOLATION!”

Prison of Ferrara [Italy]: Anarchist comrade Alfredo Cospito on hunger strike (03/05/2017) [en]

Today anarchist prisoner Alfredo Cospito begins a ten-days hunger strike against the censorship imposed to him by prosecutor Sparagna [in charge of op. “Scripta Manent”], which blocks almost the whole incoming and outgoing correspondence.

Alfredo asks all comrades outside to send books, magazines, letters and printed materials in general, in protest and in support of his strike.

Carcere di Korydallos – Atene [Grecia]: Lettera dell’anarchico Giorgos Karagiannidis sullo sciopero della fame (12/2015) [it]

Lo sciopero della fame cela la sua importanza. L’importanza che proviene dalla combinazione dell’indebolimento fisico e debilitazione degli scioperanti, e dalle azioni/reazioni che si creano. Questi due fattori sono di solito (ma non per forza sempre) connessi.
L’incisività nascosta nell’atto di sciopero della fame crea delle sezioni sia nel nostro ambiente, che tra i detentori dell’autorità statale. Il principale obiettivo dei ogni sciopero è la creazione di flussi nel terreno sociale. Fino ad oggi, in Grecia, la gestione statale degli scioperi della fame è stata relativamente “indolore” (in confronto agli esempi che hanno scritto la storia degli scioperi della fame). Gli scioperanti hanno raramente raggiunto dei veri limiti critici, anche se questo, ovviamente, non rappresenta nessun tipo di garanzia per i futuri scioperi. Questo prevenire di situazioni estreme non proviene da qualche tratto morale dei funzionari istituzionali. La moralità non è una condizione indipendente, è determinata dai rapporti di potere sul campo di guerra, che stiamo conducendo. Se il concetto del costo politico non esistesse, nessun Stato, neanche quello greco, avrebbe dei problemi a lasciar morire gli scioperanti. Ma il costo politico viene bilanciato anche in rapporto al risultato di una parziale soddisfazione delle richieste degli scioperanti.
Inoltre, anche se di rado, specialmente negli ultimi anni a seguito della grande ondata di arresti degli anarchici, le richieste degli scioperi della fame sono state accettate completamente. Questo dimostra che nel conflitto caratterizzato dallo sciopero della fame, quello che viene richiesto da entrambe le parti è l’equilibrio, solido ma nello stesso tempo fragile. La fragilità di questo equilibrio dipende dal livello di competizione che ogni volta si sviluppa, cioè dall’organizzazione, determinazione e perseveranza che ogni parte dimostra per difendere le proprie posizioni. Si potrebbero dire molte cose sul modo in cui lo Stato (parlando specificamente della Grecia), a prescindere da chi gestisce il potere, affronta gli scioperi della fame, e soprattutto quelli che mostrano caratteristiche politiche, portando al conflitto politico e all’agitazione sociale. Ma ho pensato che una cosa del genere mi avrebbe portato solo ad un vagare fino a stancarmi, dato che in tutti gli scioperi della fame, sia durante il loro processo che anche (e soprattutto) alla conclusione, questo tema è stato discusso a sufficienza. Quello che io considero più importante è invece osservare con la calma i modi in cui noi percepiamo, caratterizziamo e analizziamo gli scioperi della fame. Uno sguardo sui nostri punti deboli, più visibili dopo uno sciopero della fame, a causa della polarità che li ha preceduti.
Come ogni nostra azione anche lo sciopero della fame presenta una duplice natura. Non risponde solo alle domande croniche o emergenti, ma contemporaneamente mette in moto questioni sul chi siamo, in che modo ci organizziamo, come lottiamo, che tipo di relazioni creiamo nei momenti di un periodo di intenso conflitto con lo Stato. Ed ognuna di queste domande, e tutte le altre che emergono, non possiedono solo una risposta, dato che ogni individuo o soggetto collettivo le concepisce in modi diversi. Ogni sciopero della fame inizia con una decisione che possiede una profonda dimensione esistenziale. La continua lotta che si svolge tra il corpo e la mente, tra la volontà di resistere e gli istinti di sopravvivenza, è una condizione molto particolare che logora lo scioperante, non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista spirituale/emotivo. Il nostro organismo, come un’insieme indivisibile, viene influenzato in quanto tale dal procedimento dello sciopero. La possibilità di morire è qualcosa che ogni persona dedita alla prospettiva rivoluzionaria ha sempre in mente. Però, lo sciopero della fame possiede la peculiarità che la morte non sembra più essere un momento distaccato, casuale o imprevedibile, ma una fine con un corso predeterminato, con possibilità che in effetti aumentano ogni giorno che passa. Questo mezzo possiede anche un’altra peculiarità. Di per sé non può in nessun modo colpire il regime.
Anche se può suonare eretico, io penso che lo sciopero della fame è un mezzo di lotta introverso, auto-distruttivo e riformista, a prescindere dal livello di combattività e determinazione con cui viene portato avanti, anche se raggiunge la morte dello scioperante/degli scioperanti. La natura riformista dello sciopero della fame innanzitutto proviene dal suo inizio, dato che punta a rafforzare la nostra posizione in una negoziazione, ricattando gli agenti statali. E dal momento che stiamo parlando della negoziazione, ci si aspetta che ci saranno anche degli accordi, compromessi e addirittura riduzioni delle nostre richieste originarie. Dal momento che ci stiamo rivolgendo, anche con ricatto, agli agenti statali, chiedendo di soddisfare delle nostre richieste, noi riconosciamo all’autorità istituzionalizzata il potere di fornire delle soluzioni. Inoltre, ogni sciopero cerca di soddisfare alcune richieste nel dato contesto, senza la capacità di distruggere
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Grecia: Lettera dell’anarchico detenuto Giannis Naxakis – Sullo sciopero della fame (09/2015) [it]

Alla conclusione del processo d'appello per la rapina della banca di Pirgetos, Giannis Naxakis è stato rilasciato dal carcere di Domokos. Il compagno ha scontato 1/3 della sentenza iniziale ed è stato rilasciato il 16 gennaio 2017 con misure restrittive.
GIANNIS, BEN TORNATO IN STRADA!
FORZA A TUTTI GLI ANARCHICI COMBATTENTI IMPRIGIONATI

Act For Freedom Now!

Per poter iniziare a parlare dello sciopero della fame devo innanzitutto trovare i motivi che hanno dato vita ad un tale metodo come strumento di protesta/pressione, per poterlo meglio comprendere e, di conseguenza, interpretarlo nel presente. Le posizioni sullo sciopero della fame potranno essere comprese solo seguendo questo.
Tornando, quindi, indietro nel tempo, posso semplicemente immaginarmi una situazione in cui una persona (o persone) non aveva nessun’altra opzione per esprimere la propria rabbia contro la repressione subita, perché tutti gli altri mezzi erano stato esclusi in un modo o in un altro, e quindi scelse di procedere per questa via. Posso immaginare una persona che avendo esaurito tutti i mezzi attivi a sua disposizione le era ormai praticamente impossibile intraprendere un’altra via che rifiutare il cibo. Ovviamente, questa persona sarà stata in una condizione di isolamento o di restrizione, dato che non aveva semplicemente lasciato il luogo di repressione. Infatti, immagino che questa prima persona non aveva neanche la capacità di muoversi liberamente, forse perché era stata picchiata o isolata, e allora aveva escogitato questo estremo modo di reagire, un modo di autodistruzione passiva, scommettendo sul ricatto degli oppressori. Non sono in grado di valutare se questo ricatto era di natura emotiva o puramente pratica, dato che non so a quale periodo mi sto riferendo, ma sono propenso al secondo. Sono quasi certo che la prima persona che sperimentò questo sia morta. Posso solo presumere che una morte simile, ad un certo punto, non andava più bene agli oppressori, suppongo per motivi pratici (forse volevano utilizzare questa persona per lavoro/schiavitù), che corrisponderebbe alla logica di un’epoca remota.
Questa insoddisfazione dell’allora potere dominante probabilmente divenne ben nota e si diffuse come l’incidente che segnò l’inizio di riproduzione sporadica del fenomeno “sciopero della fame”. Per giunta, con la graduale democratizzazione di alcune società, una morte simile non era più conveniente, ma non per motivi pratici (per i quali avrebbero probabilmente fino ad allora già preso dei provvedimenti), bensì per ragioni umanitarie, mettendo in gioco addirittura la retorica del regime, cioè la democrazia, e quindi la posizione dei suoi funzionari.
Assieme alla democrazia prematura e i suoi “diritti”, lentamente emerse anche la questione dei diritti del nemico. Si tratta di una contraddizione logica che emerge quando un sistema di potere, e perciò di ineguaglianza, fonda la sua posizione sulle teorie di eguaglianza.
Così, arrivando ai giorni nostri, alle condizioni del territorio greco negli ultimi anni, percepisco quantomeno una degenerazione in relazione all’“estremo”, che partorì questo mezzo passivo. Naturalmente, il vero significato dell’“estremo” può
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Carcere di Koriydallos – Atene [Grecia]: CCF – Solidarietà: Una breccia nel tempo di prigionia (16/11/2016) [it]

Ci sono molti momenti in cui arriva l’amara consapevolezza della nostra impotenza di esprimerci come vorremmo, con la sua espressione ditirambica di un vincitore che stringe i nostri cuori. E ci ha sempre infastidito il fatto di dover limitare la nostra manifestazione di desideri, soprattutto di intrappolarli con semplice inchiostro in un pezzo di carta, trasformandoli in parole così spesso ripetute che il loro potere ha iniziato a scomparire sotto il peso di questa quasi tipica ripetibilità. Ma esistono anche alcune parole che a prescindere dal logoramento dovuto al continuo utilizzo continuano ad irradiare un bagliore, che ricevono dai compagni. Parole che donano forza, portano il sorriso sulle labbra, fanno una breccia nella solitudine detenuta. Parole come solidarietà.
Avremmo ovviamente preferito che queste parole fossero state accompagnate dalla forza vitale di un’azione, di un attacco, dall’intensità di un fuoco nella notte, dal suono di un’esplosione, dallo scivolare di un proiettile in una canna. Ma nonostante la grigia realtà di detenzione che ci depriva di simili scelte e opportunità, vogliamo almeno sperare che il calore delle nostre parole possa trasmettere un po’ di forza dei nostri sentimenti, che i nostri compagni detenuti all’estero sentano la forza della solidarietà che noi sentiamo per loro.
Così, stiamo scrivendo per i nostri fratelli e sorelle anarchiche in Cile, tenuti come ostaggi di giustizia, accusati per l’attacco incendiario ad un dipartimento di polizia investigativa nel novembre del 2014 – conosciuto anche come il caso PDI – il cui processo dovrebbe iniziare, dopo un altro rinvio, il 28 novembre. Maria, Natalia, Amaru e Felipe, i nostri pensieri sono con voi e vi auguriamo con tutto il nostro cuore di possedere la forza durante il vostro processo. Speriamo che i terribili giorni di detenzione molto presto saranno un passato sgradevole lasciato alle spalle.
Scriviamo anche per i nostri fratelli e sorelle anarchiche in Italia, arrestati e accusati nell’Operazione Scripta Manent, e soprattutto per il compagno e membro della FAI-Nucleo Olga, Alfredo, come anche per la compagna Anna, che hanno recentemente vinto la propria battaglia per porre fine alle condizioni di isolamento speciale imposte a loro. Una lotta in cui hanno utilizzato il proprio corpo come una barricata, dato che hanno rischiato le proprie vite nello sciopero della fame. Vogliamo con tutto il nostro cuore esprimere la nostra felicità per la loro vittoria, che può sembrare piccola a certe persone, ma per noi significa tutto dato che anche noi siamo passati attraverso scelte simili. Inoltre, vittorie come queste, anche se rappresentano dei piccoli punti sulla mappa di liberazione totale del detenuto, nello stesso tempo non cessano di essere “respiri di libertà” in un ambiente già soffocante.
Quindi, dalle nostre celle inviamo questo segnale di solidarietà, e contemporaneamente salutiamo tutti i compagni che resistono al tormento della prigionia in cui si trovano a causa della scelta che hanno fatto nella lotta contro il dominio. Sappiamo oggi dall’esperienza propria che quando la solidarietà è sincera e autentica, allora può fuggire da un foglio senz’anima, attraversare migliaia di chilometri, penetrando la recinzione e le sbarre, per portare calore nei cuori dei detenuti ricordandoli che non sono soli. Che qualcun altro, vicino o lontano, pensa a loro, si preoccupa per loro, percependo le azioni falsamente attribuite o le azioni che hanno fieramente rivendicato come parte della geografia complessiva di lotta anarchica contro l’autorità. Questo di per sé basta a riempire di forza un prigioniero politico, da donargli/le un sollievo mentale e a rafforzare la sua resistenza. Questo è l’unico modo in cui la solidarietà raggiunge il proprio scopo, cioè fare in un modo o nell’altro una breccia nel tempo di prigionia.

Membri della Conspirazione delle Cellule di Fuoco – FAI/IRF
Michalis Nikolopoulos
Harris Chatzimichelakis
Damianos Bolano
George Nikolopoulos
Panagiotis Argyrou
Theofilos Mavropoulos

Italija: „Operacija Scripta Manent” – Rezime (27.10.2016.) [hr]

Dakle, rezimirajući situaciju drugova zatvorenih uslijed operacije „Scripta Manent”...
Alfredo i Anna okončali su štrajk glađu, vođen dok je vani vladala grobna tišina, nakon što je povučena zabrana o druženju između drugova koji se nalaze u istom zatvoru. Tako je Alfredo mogao ponovno sresti Nicolu, a Anna Valentinu. No, još je na snazi zabrana susreta između drugova u zatvoru u Alessandriji, gdje su zatvoreni Sandro i Marco, i u zatvoru u Terniju, gdje su zatvoreni Danilo i Daniele, bez obzira što ovaj posljednji drug ne bi trebao biti na odjelu visoke sigurnosti zbog optužbi za koje je pod istragom.
Drugovi skoro redovito dobijaju poštu (neka pisma i neke pošiljke sa štampanim materijalom vijesti s interneta su blokirane).
Podsjećam da pišete drugovima kako bi prekinuli izolaciju koju zatvor sam po sebi stvara. K tome, podsjećam da u kovertu s pismom stavite i sve što je potrebno kako bi vam drugovi mogli odgovoriti (kovertu, papir i markice) i kako bi olakšali im trošak kupovine, na koju su primorani jednom tjedno.
Prekinimo izolaciju!
Solidarnost i Suučesništvo s Alfredom, Nicolom, Annom, Danilom, Valentinom, Marcom, Sandroneom i Danieleom!

RadioAzione

Zatvor Ferrara [Italija]: Anarhistički zatvorenik Alfredo Cospito prekinuo štrajk glađu (25.10.2016.) [hr]

Drug Alfredo Cospito okončao je štrajk glađu nakon što je ponovno premješten na odjel, stoga je mogao ponovno sresti druga Nicolu Gaia.

Carcere di Korydallos – Atene [Grecia]: “Per Alfredo e Anna – Finché non ci incontriamo” – Cospirazione delle Cellule di Fuoco (25/10/2016) [it]

In Italia il compagno Alfredo Cospito, dal 3 ottobre, e la compagna Anna Beniamino, dal 10 ottobre, stanno conducendo lo sciopero della fame contro l’isolamento imposto a loro e agli altri anarchici detenuti per gli attacchi della FAI (Operazione “Scripta Manent”).
Sappiamo che la lotta contro l’autorità è impari... Ma nonostante questo, abbiamo scelto la guerra per la libertà, invece della pace dalla paura.
Perché sappiamo che ci sono persone “libere” più incarcerate dei detenuti, e persone viventi più morte dei nostri compagni caduti nella battaglia per la libertà.
Perché per ogni battaglia che perdiamo, una nuova ne inizia.
“Perché se io non mi brucio, se tu non ti bruci, come farà l’oscurità a diventare luce...”
Per noi la solidarietà non è semplicemente “toccante”, ma un modo di vita, di diventare persone con un sogno a nostra misura.
Sosteniamo i nostri compagni Alfredo e Anna con tutto il nostro cuore e la nostra mente, finché i nostri sogni si incontrano...

FORZA E SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI IN SCIOPERO DELLA FAME
ALFREDO COSPITO E ANNA BENIAMINO

MAI PENTITI
MAI SCONFITTI

CCF/FAI – Cellula di Guerriglia Urbana
George Polydoros
Olga Economidou
Gerasimos Tsakalos
Christos Tsakalos
Carcere di Korydallos


Zatvor Korydallos - Atena [Grčka]: "Za Alfreda i Annu - Do susreta" - Zavjera Vatrenih Ćelija (25.10.2016.)U Italiji drug Alfredo Cospito, od 3.10., i drugarica Anna Beniamino, od 10.10., vode štrajk glađ protiv izolacije koja je nametnuta njima i drugim zatvorenim anarhistima zbog napada FAI (Operacija "Scripta Manent").
Znamo da je borba protiv autoriteta nejednaka... No, unatoč tome odabrali smo rat za slobodu, umjesto mira zbog straha.
Zato što znamo da postoje "slobodne" osobe koje su više okovane od zatvorenika, i žive osobe koje su više mrtve od
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talija: Anarhističi zatvorenik Alfredo Cospito nastavlja štrajk glađu (24.10.2016.) [hr]

Putem razgovora sa zatvorenim drugovima doznajemo da je u zatvorima Terni i Alessandrija još na snazi zabrana susreta među drugovima.
Osim toga, drug Alfredo Cospito javlja nam 22.10. da nastavlja štrajk glađu.
Stoga ne treba uzimati u obzir vijest objavljenu na internetu koja tvrdi da su Alfredo i Anna okončali štrajk glađu. Očekujemo vijesti koje će smjesta biti objavljene na sajtovima RadioAzione i Croce Nera Anarchica.
Pozivam drugove koji vode sajtove, blogove, novine i druga sredstva kontrainformacije da uvijek provjere vijesti o zatvorenim drugovima kako ne bi došlo do konfuzije, što bi, u tom slučaju, još više izoliralo drugove u jednom štrajku glađu koji već i ovako prolazi gotovo nezapažen.

RadioAzione

Atene [Grecia]: Sullo sciopero della fame di Alfredo Cospito e Anna Beniamino nelle carceri italiane (10/2016) [it]

Non analizzeremo niente e non esporremo delle sterili e squallidi fanfare. La nostra solidarietà con i compagni detenuti in Italia è un dato di fatto. In ogni caso, il complesso delle relazioni ascendenti ci è completamente avverso e siamo in guerra con tutte le sue espressioni, specialmente con le sue forme armate (repressione, correzione). Dall’autorità e dal suo gregge ci aspettiamo il peggio, e non possiamo affrontarli in un modo tattico differente se vogliamo causare anche il minimo serio danno. Dalla nostra posizione noi percepiamo lo sciopero della fame, eccetto come strumento di resistenza contro la repressione, anche come strumento di ricatto e sfruttamento della maschera umanitaria che gli Stati cercano di mostrare sul palcoscenico culturale europeo, e con tale (strumento) speriamo di ottenere effetto e causa per far retrocedere il nemico.
Forza ai nostri fratelli/sorelle
Non lasciamo i nostri compagni detenuti nelle mani della repressione
Attaccare proprio qui, proprio adesso ogni espressione del meccanismo autoritario.

Come mimino gesto di solidarietà con Alfredo ed Anna abbiamo appeso uno striscione con scritto:
“Alfredo, Anna, FORZA!
Nello sciopero della fame dentro le celle, contro l’isolamento
e la repressione che lo Stato impone NULLA E’ FINITO! LA GUERRA STA DIVAMPANDO”

Uroboros


Atena [Grčka]: O štrajku glađu Alfreda Cospita i Anne Beniamino u talijanskim zatvorima (10.2016.)
Nećemo ništa analizirati i nećemo iznositi sterilne i turobne fanfare. Naša solidarnost s našim zatvorenim drugovima je činjenica. U svakom slučaju, skup uzlaznih odnosa nam je sasvim stran i u ratu smo sa svim njegovim izrazima, nadasve s njegovim oružanim oblicima (represija, korekcija). Od autoriteta i njegovog krda očekujemo najgore, i ne možemo se prema njima postaviti na drugačiji taktički način ako želimo prouzročiti i najmanju ozbiljnu štetu. S našeg stajališta, smatramo
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Italija: Pismo anarhističkog zatvorenika Alfreda Cospita (10./2016.) [hr]



Napomena RadioAzione (20.10.2016.): Slijedi tekst anarhističkog druga Alfreda Cospita o štrajkug glađu bez obustave, koju vodi i njegova partnerica Anna Beniamino, i nekoliko njegovih razmatranja o hapšenjima u operaciji „Scripta Manent”, u kojoj je, uz druga Nicola Gaia, i on ponovno uhapšen. Svakovrsna ograničanja, izolacija koja traje već gotovo dva mjeseca, šikaniranja i kroz odgađanja susreta dvoje drugova (Danila i Valentina) s njihovo dvoje male djece, razgolitila su bolesne želje jednog javnog tužitelja, Roberta Sparagne, koji misli da će se na taj način domoći jedne žrtve, jedne izdajice ili nekoga tko će za sve preuzeti odgovornost. Između ostalog, pošto su drugovi podvrgnuti „cenzuri” nad poštom nastoje im na bijedan način ograničiti izlaz pošte iz zatvora, stavljajući ljepilo na pisma zatvorenih drugova koja se u trenutku otvaranja koverte poderu. Uživaj i ti, ti jeftini bijedni stvore kojeg plaća država; uživaj i smij se tvojim prljavim torturama na štetu zatvorenih drugova, ali sjeti se da najslađe se smije tko se zadnji smije! A to će biti smijeh koji će pokopati tebe i tvoju voljenu državu!

Anarhistima-cama
Poziv na Revolucionarnu Solidarnost
Neo-inkvizitor torinskog tužiteljstva, Roberto Sparagna, želi preuzeti Laudijevo mjesto [preminuli tužitelj], igra se našim životima, koje želi uništiti. Za početk, protiv izolacije (ograničenja – torture koju nam je nametnuo Sparagna) štrajk glađu bez prekida, bez granica, sve do krajnjih posljedica, Nastavit ću odlučan do prekida izolacije.
Roberto Sparagna nas želi slomiti, prekidajući naše odnose, pogađajući nas cenzurom i izolacijom kako bi uništio svaki tračak osjećaja, svaku šansu otpora.
Idućih ću tjedana staviti svoj život na kocku.
Priznajem da je dostizanje cilja složeno, ali uzdam se u mržnju koju osjećam prema svakom obliku moći i nadmoći nad revolucionarnom solidarnošću moje anarhističke braće i sestara, nadasve u svoju volju.
Moja snaga je jedan višestrani anarhistički pokret u neprekidnom razvoju. Samo ako stavimo u igru, da za danom, život i sigurnost. Samo ako si zaprljamo ruke djelom (kakvo god ono bilo) utjecat ćemo na realnost, učinit ćemo nešto drugačije.
„Štrajk glađu” (s moje točke gledišta, nezamislive izvana) u situaciji u kojoj se nalazim ne sadrži nikakav prezir. Očaj ili podcjenjivanje mojeg vlastitog života. Predivnog i radosnog života, baš zato jer sam ga doveo u rizik, bacio u borbu bez računica i oportunizma. Stav koji ću i zadržati do posljednjeg daška.
Prekinuti ravnodušnost, političku računicu jednog anarhističkog pokreta u Italiji, prečesto nepokretnog, ledenog, koji se kreće kompaktno samo u slučaju smrti, nevine žrtve.
Prekinimo
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Latina [Italija]: Izjava anarhističke zatvorenice Anne Beniamino u štrajku glađu (10.10.2016.) [hr]

Doznajemo da je anarhistički drug, Alfredo Cospito, danas (15.10.) u 12. danu štrajka glađu, izgubio 13 kg.
I nastavlja štrajk...
Snage!

Danas, u ponedjeljak 10. oktobra, odlučila sam da započnem štrajk glađu protiv izolacije kojoj sam podvrgnuta, kao i ostali drugovi koji su optuženi u istom slučaju, od dana našeg hapšenja 6. septembra, nakon što sam doznala da se ta situacija nastavlja unatoč premještaju na različite odjele AS2 [visoke sigurnosti, nap.prev.] i nakon ispitivanja na kojem je potvrđen istražni zatvor.
U znak solidarnosti s Alfredom Cospitom u štrajku glađu od 3. oktobra, u izolaciji na odjelu AS2 u Ferrari.
Svjesna sam da koristim sredstvo štrajka glađu kao minimalni znak reakcije na barbarstva urođena zatvorima i vlastima.
Nosim i dalje, kao uvijek, anarhiju u srcu i glavi, ljubavi i poštovanje prema svim nikada ukroćenim drugovima unutar i izvan zatvora, bije između zuba i osmijeh na usnama.

Anna

Italija: Anarhistička zatvorenica Anna Beniamino započela štrajk glađu (11/10/2016) [hr]

I drugarica Anna Beniamino započela je štrajk glađu, koji već tjedan dana vodi drug Alfredo Cospito. I Annin povod za štrajk je izolacija kojoj su, već više od mjesec dana, podvrgnuti drugovi uhapšeni u operaciji „Scripta Manent”.
Očekujemo njihove riječi kako bi mogli produbiti temu.

Suučesništvo i solidarnost s Annom i Alfredom!
Prekinimo izolaciju!

Zatvor Ferrara [Italija]: Anarhistički zatvorenik Alfredo Cospito štrajka glađu (03.10.2016.) [hr]

Drug Alfredo Cospito započeo je štrajk glađu 03. oktobra.
Razlozi štrajka su izolacija kojoj je podvrgnut već više od mjesec dana, geste solidarnost sa ZVĆ i zbog operacije „Scripta Manent”, i zabrana susreta s drugom Nicolom Gaiom. Podsjećamo da pošto se drugovi nalaze na odjelu AS2 [visoke sigurnosti, nap.prev.] zabranjeno im je druženje s običnim zatvorenicima, te ako se nastavi zabrana i između njih dvojice naći će se u potpunoj izolaciji.
Solidarnost i suučesništvo s Alfredom!
Solidarnost i suučesništvo s Nicolom, Sandrom, Marcom, Annom, Danieleom, Danilom i Valentinom!
Prekinimo izolaciju!

RadioAzione

Zatvor Koridallos – Atena [Grčka]: Solidarni tekst anarhista s 4. odjela s uhapšenim anarhistima K. Sakkasom i M. Seisidisom (05.08.2016.) [hr]

Još dva hapšenja.
Još jednom se tuga i ponos izmjenjuju kroz sate.
Još dva druga u rukama policije nakon oružanog sukoba.
Još dva anarhista u zatvoru, u očekivanju brojnih godina zatvora, koji se sada nalaze u status quo, zaglavljeni u represivnim okvirima zakonskih i korekcijskih pravila.
No, tuga ne može potopiti ponos prema dvojci drugova koji su odabrali da ne budu lovina apetitima smeća specijalnih tužitelja, da prevaziđu svoj strah i nastave sami definirati svoja kretanja. Naravno, time ne mislimo da je izbor ilegale i života u tajnosti jedini snažan ili dostojan izbor osoba koje se bore protiv autoriteta. Međutim, takav izbor definitivno oduzima vlastima dio kontrole koju (želi misliti) nameće. I upravo su tu sliku svemoćne države napali Marios Seisidis i njegovi drugovi, kada je država po prvi puta raspisala novčanu nagradu za njihovo hapšenje, dokazujući na taj način svoj nesposobnost, i strah od trojice anarhista u ilegali.
Mi nismo samo naši izbori, nego i način na koji
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