Grecia: Il prigioniero anarchico Konstantinos Giagtzoglou termina lo sciopero della fame e sete dopo aver ottenuto il trasferimento (02/03/2018) [it]

Il compagno Konstantinos Giagtzoglou ha interrotto lo sciopero della fame e sete venerdì 02/03. I Comitato centrale per trasferimento prigionieri si è riunito in tardo pomeriggio e la sua decisione ha soddisfatto la domanda del compagno. Ntinos sarà definitivamente trasferito nel carcere di Korydallos il 10 aprile.


Un gruppo di compagni di Ntinos

Grecia: Aggiornamenti sul prigioniero anarchico Konstantinos Giagtzoglou, in sciopero della fame e sete (28/02/2018) [it]

Il compagno Konstantinos Giagtzoglou è stato oggi trasferito in ospedale dopo un grave episodio di svenimento avvenuto mentre riposava nella sua cella. I funzionari del Ministero della Giustizia hanno informato l’avvocato del compagno che il consiglio chiamato a decidere se Ntinos otterrà o meno il trasferimento permanente in carcere di Korydallos, si riunirà venerdì, quattro giorni dopo il giorno promesso (che era lunedì). Ntinos sarà fino ad allora, venerdì, al 9° giorno dello sciopero della fame e al 5° della sete.

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Grecia: Aggiornamenti su prigioniero anarchico Konstantinos Giagtzoglou in sciopero della fame e sete (26/02/2018) [it]

Il compagno Konstantinos Giagtzoglou si trova adesso al 5° giorno dello sciopero della fame e al 2° giorno dello sciopero della sete. Oggi è stato portato in infermeria del carcere dopo essersi sentito molto male. Il suo peso attuale è di 55 chili (all’inizio pesava 61 kg). Nonostante le loro promesse, fino ad oggi (lunedì) non sono giunte notizie dal Ministero della Giustizia riguardo alla sua richiesta di trasferimento definitivo nel carcere di Korydallos.

Per quanto riguarda le azioni di solidarietà, alcune decine di anarchici hanno occupato l’edificio centrale dell’Università Nazionale di Atene, situata nel pieno centro della città.

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Grecia: Azioni di solidarietà con il prigioniero anarchico Konstantinos ‘Dinos’ Giagtzoglou in sciopero della fame e sete [it]

Atene: Intervento davanti al Ministero della Giustizia
Oggi, sabato 24/2, c’è stato un intervento davanti al Ministero della Giustizia di circa 80 compagni in occasione del trasferimento violento del compagno Dinos Giagtzoglou e della ribellione che ne è seguita in carcere di Korydallos.
E’ stato appeso uno striscione [in solidarietà con lo sciopero della fame e della sete di Dino]. L’intervento è durato circa un’ora e mezzo. Quando ce ne siamo andati, la MAT (polizia antisommossa) ha eseguito un inutile attacco e inseguimento per le vie di Mar Rosso e Panormos.
Nel contesto di una chiara scelta fatta dall’amministrazione politica del governo di Sinistra di eseguire l’attacco, la polizia ha proceduto a intervenire con cinque arresti, di cui quattro sono diventati arresti con accuse infondate (disturbo di ordine pubblico e tentate lesioni gravi alla polizia, oltraggio della polizia, detenzione di armi, rifiuto di impronte digitali).
Immediata soddisfazione della richiesta di K. Giagtzoglou per il trasferimento al carcere di Korydallos!
Fine della persecuzione dei quattro arrestati dopo l’intervento davanti al Ministero della Giustizia!
Invitiamo alla manifestazione domani, 25/02, nel 16°edificio di tribunale militare, alle ore 11, dove i compagni appariranno davanti al P.M.
Anarchici / Compagni

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Grecia: Lettera del detenuto anarchico in sciopero della fame, Ntinos Giagtzoglou (25/02/2018) [it]

Come risultato della massiccia mobilitazione in prigioni di Korydallos, Malandrino e Chania, un rappresentante del Ministero di Giustizia ha incontrato i rappresentanti dei detenuti del carcere di Korydallos (l’intera prigione è stata occupata dai prigionieri per ben 5 ore), che ha promesso che lunedì si svolgerà un’altra riunione per esaminare la domanda del nostro compagno. I prigionieri hanno concluso l’occupazione avvertendolo che reagiranno nuovamente se la richiesta del compagno non sarà soddisfatta.
Ntinos si trova adesso in carcere di Larissa e ha annunciato che intensificherà il suo sciopero della fame con lo sciopero della sete da domenica 25/02/2018. Ha pubblicato anche una lettera sulla sua lotta.
La lettera del compagno:

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Greece: Update on anarchist hunger striker Ntinos Giagtzoglou (25/02/2018) [en]

Today, 24/02, early in the morning, a group of police special forces (EKAM) entered Korydallos prison and abducted comrade Konstantinos Giagtzoglou (who is on hunger strike since 21/02 demanding his permanent transfer in Korydallos prison, located in Athens) in order to transfer him to Larisa prison. Th comrade fought back which resulted in him being injured by the pigs. He wasn’t allowed to take any of his stuff, not even his medicine.
As an immediate response, the rest of the prisoners rose up and captured all prison wings, demanding a meeting with a representative of the Justice Department. They demand the immediate return of Konstantinos in Korydallos prison.
As a result of the massive mobilization in Korydallos, Malandrino and Chania prisons, a representative of the Justice Department has met with representatives of the prisoners in Korydallos prison (the whole prison was occupied by the prisoners for 5 hours) and has promised them that there will be a new council in session in Monday to examine our comrade’s demand. The prisoners ended the occupation warning him that they will take action again if the comrade’s demand is not met.
Ntinos is now in Larisa prison and announced that he will escalate his hunger strike to thirst strike starting from Sunday, 25/02/2018. He has also published a letter about his struggle.
The comrade’s letter:

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Grecia: Aggiornamenti sul prigioniero anarchico Konstantinos Giagtzoglou in sciopero della fame (24/02/2018) [it]

Oggi, 24/02, di prima mattina un gruppo di forze speciali della polizia (EKAM) è entrato nel carcere di Korydallos sequestrando il compagno Konstantinos Giagtzoglou (in sciopero della fame da 21/02, esigendo il trasferimento permanente nel carcere di Korydallos, situato ad Atene), per trasferirlo nel carcere di Larissa. Il compagno ha opposto resistenza, ed è perciò stato ferito dai maiali. Non gli è stato permesso di prendere alcuna delle sue cose, neanche le medicine.

Come risposta immediata il resto dei detenuti si è ribellato occupando tutte le sezioni del carcere, esigendo un’incontro il rappresentante del Ministero della Giustizia, per chiedere l’immediato ritorno di Konstantinos nel carcere di Korydallos.

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Greece: Updates on anarchist prisoner-hunger striker Konstantinos Giagtzoglou (24/02/2018) [en]

Today, 24/02, early in the morning, a group of police special forces (EKAM) entered Korydallos prison and abducted comrade Konstantinos Giagtzoglou (who is on hunger strike since 21/02 demanding his permanent transfer in Korydallos prison, located in Athens) in order to transfer him to Larisa prison. Th comrade fought back which resulted in him being injured by the pigs. He wasn’t allowed to take any of his stuff, not even his medicine.

As an immediate response, the rest of the prisoners rose up and captured all prison wings, demanding a meeting with a representative of the Justice Department. They demand the immediate return of Konstantinos in Korydallos prison.

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Grecia: Il prigioniero anarchico Konstantinos Yiagtzoglou in sciopero della fame (21/02/2018) [it]

Ieri, 21.02.18, il prigioniero anarchico Konstantinos Yiagtzoglou ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere il suo trasferimento dal carcere di Larissa alla prigione di Korydallos a seguito del rigetto della sua richiesta da parte del Comitato Centrale per i Trasferimenti. Attualmente si trova nella prigione di Korydallos, dove è stato portato ieri per un processo in corso.
Un testo del compagno uscirà nei prossimi giorni.

Lanciamo un’assemblea aperta di emergenza per pianificare le azioni di solidarietà con lo sciopero della fame del compagno e condividere informazioni sul caso giovedì, 22 febbraio alle 19:00 al Politecnico (edificio Gini).

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Sardinia [Italy]: Sardinian anarchist Davide Deloge ended his hunger strike (29/11/2017) [en]

We learned from Davide that he ended his hunger strike today, 29/11/2017.

During these 25 days of hunger strike Davide went from being 87kg body weight to 72kg.

Over the last few days Davide stayed mostly in bed, he experienced difficulty in movement and vision problems.

This morning, he was summoned by the director of the Augusta prison (Sardinia), Gelardi Antonio, and he was told that the solitary confinement has been revoked. Therefore, he will able to meet other inmates again.

cna [anarchist black cross]

Sardinia [Italy]: Anarchist prisoner Davide Delogu still on hunger strike (23/11/2017) [it]

From Davide’s weekly phone call with his relatives, we learn that:

Davide will continue the long-term hunger strike, started on November 4, until his total solitary confinement, by article 14bis, is revoked.

Our comrade calls on everyone for direct solidarity.

He strengths his closeness to comrades in AS2 [high-security prison sections].

He has repeatedly stressed the need for a revolutionary solidarity.

He is in high spirits, but he has already lost 13 kilos [28 lb].

CNA [croce nera anarchica]

Prison of Augusta — Sardinia [Italy]: Anarchist prisoner Davide Delogu on the 13th day of hunger strike — Break the isolation (17/11/2017) [en]

On November 4th Davide began an indefinite hunger strike as an answer to the prison:

“Against the denial of attending the next hearing in Cagliari on February 14, against the total solitary confinement under article 14bis and its extension for a further THREE months, against its prisons, its cells, against the prison domination.

In solidarity and closeness with comrades arrested and involved in operation Scripta Manent, who will stand trial on November 16th.

Let’s the direct, beautiful, insurgent, flaming action warm our hearts.

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Prison of Augusta — Sardinia [Italy]: Updates on Sardinian anarchist Davide Delogu — On hunger strike again (04/11/2017) [en]

“On November 4th Davide began an indefinite hunger strike as an answer to the prison:

Against the denial of attending the next hearing in Cagliari on February 14, against the total solitary confinement under article 14bis and its extension for a further six months, against its prisons, its cells, against the prison domination.

In solidarity and closeness with comrades arrested and involved in operation Scripta Manent, who will stand trial on November 16th.

Let’s the direct, beautiful, insurgent, flaming action warm our hearts.

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Prison of Augusta — Sardinia [Italy]: Anarchist comrade Davide Delogu on hunger strike (26/07/2017) [en]

Sardinian anarchist comrade Davide Delogu starts today, 26 July, a hunger strike against the solitary confinement, and primarily because they don’t want to give him the photos of Donatello.
He remains with head held high.
He shouts out “Break the isolation!!

Sempre Ainnantis [“always forward” in Sardinian]

Davide Delogu — Contrada Piana Ippolito 1 — 96011 Augusta (SR) — Italy

Sardinian anarchist comrade Donatello Dedoni died on 20 march 2017, falling off the roof of an abandoned plant in the industrial area of Elmas in Sardinia. In a tragic moment the roof caved in and the comrade felt down. Who met Donatello knew how much he was precious as friend and as comrade, always ready to take a challenge with courage and enthusiasm. He paid his inclination to action with several imprisonment, and he always came out with head held high and with no regrets.

Carcere di Augusta [Sardegna]: Compagno anarchico Davide Delogu in sciopero della fame (26/07/2017) [it]

Il compagno anarchico sardo Davide Delogu inizia oggi, 26 luglio 2017, uno sciopero della fame contro l’isolamento e soprattutto perché non gli consegnano le fotografie di Donatello.
Rimane a testa alta.
Rifiuta il ruolo della vittima.
Grida “Rompere l’isolamento!”

Sempre Ainnantis

Davide Delogu – Contrada Piana Ippolito 1 – 96011 Augusta (SR)

Genova — Valbisagno [Italy]: Mobile phone mast sabotaged in solidarity with imprisoned anarchist comrade Alfredo Cospito on hunger strike (12/05/2017) [en]

Mobile phone mast sabotaged in solidarity with prisoner Alfredo Cospito on hunger strike against the censorship imposed on those arrested in op. Scripta Manent. Break the isolation

Spoleto [Italy]: Damage for anarchist prisoner comrade Alfredo Cospito, against the censorship (06/05/2017) [en]

On the night between May 5th and 6th a text was sprayed on Courthouse “Freedom for Cospito and Gai” and “Break the isolation”.
Damaged the nearby Post Office ATM.
Break the isolation

Italy: Anarchist journal “Vetriolo” — Solidarity with imprisoned anarchist comrade Alfredo Cospito on hunger strike (05/05/2017) [en]

On May 3th, the anarchist Alfredo Cospito — prisoner in high security regime AS2 of Ferrara prison for the kneecapping of Adinolfi, CEO of Ansaldo Nucleare, and recently recipient of another arrest warrant for the operation “scripta manent” — started a ten-days hunger strike against the censorship that blocks most of his incoming and outgoing correspondence. Alfredo is asking comrades to send lot of books, magazines, letters to support his hunger strike and break the isolation dictated by prison censorship.
The prosecutor Sparagna from Turin is imposing the censor against the comrades imprisoned for operation “scripta manent”. In the last few months the censorship has become more stringent, and a lot of correspondence is systematically censored and blocked; books, magazines and any kind of stuff sent him almost never reach the destination. The censor struck also a text that Alfredo sent us in December, to be published in “Vetriolo”. In the same way an Anna’s text, for another publication, was seized in January. At the same time, not one single copy of our journal reached Alfredo and other prisoners: seized by guards, or frequently simply disappeared.
It is clear that if isolation against comrades becomes more intense and so pressing is also, and above all, because of the censorship and the blocking of correspondence. It is clear that the power can not tolerate that comrades contribute to the discussion between rebellious and enemies of authority. The miserable work of spying and the censorship are systematically intensified because the power presumes and imagines that it can annihilates and silences the anarchists in its prisons.
It is necessary therefore make a brief analysis of this odious tool of
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Prison of Ferrara [Italy]: Anarchist comrade Alfredo Cospito on 3rd day of hunger strike — “Break The Isolation!” (05/05/2017) [en]

From a letter received yesterday, May 4th 2017, we learn that the hunger strike carried on from May 3rd, which will go on for 10 days, following the heavy censorship, is a result of an extended period and of continual block of most incoming and outgoing letters, books, news etc. sent him by so many comrades.
Especially, he writes, the letters sent him from one of us, editors of C.N.A. [Anarchist Black Cross], have all been blocked, 7 out of 7, in the last month.
In this letter of just few lines it is highlighted that the censorship has already been extended for another three months more than a month ago, but it started to hammering heavier than usual after the investigation has been closed.
From what he says, also in this letter, in Rebibbia [prison in Rome] is even worse.

He concludes the letter with a shout: “BREAK THE ISOLATION!”

Prison of Ferrara [Italy]: Anarchist comrade Alfredo Cospito on hunger strike (03/05/2017) [en]

Today anarchist prisoner Alfredo Cospito begins a ten-days hunger strike against the censorship imposed to him by prosecutor Sparagna [in charge of op. “Scripta Manent”], which blocks almost the whole incoming and outgoing correspondence.

Alfredo asks all comrades outside to send books, magazines, letters and printed materials in general, in protest and in support of his strike.

Carcere di Korydallos – Atene [Grecia]: Lettera dell’anarchico Giorgos Karagiannidis sullo sciopero della fame (12/2015) [it]

Lo sciopero della fame cela la sua importanza. L’importanza che proviene dalla combinazione dell’indebolimento fisico e debilitazione degli scioperanti, e dalle azioni/reazioni che si creano. Questi due fattori sono di solito (ma non per forza sempre) connessi.
L’incisività nascosta nell’atto di sciopero della fame crea delle sezioni sia nel nostro ambiente, che tra i detentori dell’autorità statale. Il principale obiettivo dei ogni sciopero è la creazione di flussi nel terreno sociale. Fino ad oggi, in Grecia, la gestione statale degli scioperi della fame è stata relativamente “indolore” (in confronto agli esempi che hanno scritto la storia degli scioperi della fame). Gli scioperanti hanno raramente raggiunto dei veri limiti critici, anche se questo, ovviamente, non rappresenta nessun tipo di garanzia per i futuri scioperi. Questo prevenire di situazioni estreme non proviene da qualche tratto morale dei funzionari istituzionali. La moralità non è una condizione indipendente, è determinata dai rapporti di potere sul campo di guerra, che stiamo conducendo. Se il concetto del costo politico non esistesse, nessun Stato, neanche quello greco, avrebbe dei problemi a lasciar morire gli scioperanti. Ma il costo politico viene bilanciato anche in rapporto al risultato di una parziale soddisfazione delle richieste degli scioperanti.
Inoltre, anche se di rado, specialmente negli ultimi anni a seguito della grande ondata di arresti degli anarchici, le richieste degli scioperi della fame sono state accettate completamente. Questo dimostra che nel conflitto caratterizzato dallo sciopero della fame, quello che viene richiesto da entrambe le parti è l’equilibrio, solido ma nello stesso tempo fragile. La fragilità di questo equilibrio dipende dal livello di competizione che ogni volta si sviluppa, cioè dall’organizzazione, determinazione e perseveranza che ogni parte dimostra per difendere le proprie posizioni. Si potrebbero dire molte cose sul modo in cui lo Stato (parlando specificamente della Grecia), a prescindere da chi gestisce il potere, affronta gli scioperi della fame, e soprattutto quelli che mostrano caratteristiche politiche, portando al conflitto politico e all’agitazione sociale. Ma ho pensato che una cosa del genere mi avrebbe portato solo ad un vagare fino a stancarmi, dato che in tutti gli scioperi della fame, sia durante il loro processo che anche (e soprattutto) alla conclusione, questo tema è stato discusso a sufficienza. Quello che io considero più importante è invece osservare con la calma i modi in cui noi percepiamo, caratterizziamo e analizziamo gli scioperi della fame. Uno sguardo sui nostri punti deboli, più visibili dopo uno sciopero della fame, a causa della polarità che li ha preceduti.
Come ogni nostra azione anche lo sciopero della fame presenta una duplice natura. Non risponde solo alle domande croniche o emergenti, ma contemporaneamente mette in moto questioni sul chi siamo, in che modo ci organizziamo, come lottiamo, che tipo di relazioni creiamo nei momenti di un periodo di intenso conflitto con lo Stato. Ed ognuna di queste domande, e tutte le altre che emergono, non possiedono solo una risposta, dato che ogni individuo o soggetto collettivo le concepisce in modi diversi. Ogni sciopero della fame inizia con una decisione che possiede una profonda dimensione esistenziale. La continua lotta che si svolge tra il corpo e la mente, tra la volontà di resistere e gli istinti di sopravvivenza, è una condizione molto particolare che logora lo scioperante, non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista spirituale/emotivo. Il nostro organismo, come un’insieme indivisibile, viene influenzato in quanto tale dal procedimento dello sciopero. La possibilità di morire è qualcosa che ogni persona dedita alla prospettiva rivoluzionaria ha sempre in mente. Però, lo sciopero della fame possiede la peculiarità che la morte non sembra più essere un momento distaccato, casuale o imprevedibile, ma una fine con un corso predeterminato, con possibilità che in effetti aumentano ogni giorno che passa. Questo mezzo possiede anche un’altra peculiarità. Di per sé non può in nessun modo colpire il regime.
Anche se può suonare eretico, io penso che lo sciopero della fame è un mezzo di lotta introverso, auto-distruttivo e riformista, a prescindere dal livello di combattività e determinazione con cui viene portato avanti, anche se raggiunge la morte dello scioperante/degli scioperanti. La natura riformista dello sciopero della fame innanzitutto proviene dal suo inizio, dato che punta a rafforzare la nostra posizione in una negoziazione, ricattando gli agenti statali. E dal momento che stiamo parlando della negoziazione, ci si aspetta che ci saranno anche degli accordi, compromessi e addirittura riduzioni delle nostre richieste originarie. Dal momento che ci stiamo rivolgendo, anche con ricatto, agli agenti statali, chiedendo di soddisfare delle nostre richieste, noi riconosciamo all’autorità istituzionalizzata il potere di fornire delle soluzioni. Inoltre, ogni sciopero cerca di soddisfare alcune richieste nel dato contesto, senza la capacità di distruggere
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Grecia: Lettera dell’anarchico detenuto Giannis Naxakis – Sullo sciopero della fame (09/2015) [it]

Alla conclusione del processo d'appello per la rapina della banca di Pirgetos, Giannis Naxakis è stato rilasciato dal carcere di Domokos. Il compagno ha scontato 1/3 della sentenza iniziale ed è stato rilasciato il 16 gennaio 2017 con misure restrittive.
GIANNIS, BEN TORNATO IN STRADA!
FORZA A TUTTI GLI ANARCHICI COMBATTENTI IMPRIGIONATI

Act For Freedom Now!

Per poter iniziare a parlare dello sciopero della fame devo innanzitutto trovare i motivi che hanno dato vita ad un tale metodo come strumento di protesta/pressione, per poterlo meglio comprendere e, di conseguenza, interpretarlo nel presente. Le posizioni sullo sciopero della fame potranno essere comprese solo seguendo questo.
Tornando, quindi, indietro nel tempo, posso semplicemente immaginarmi una situazione in cui una persona (o persone) non aveva nessun’altra opzione per esprimere la propria rabbia contro la repressione subita, perché tutti gli altri mezzi erano stato esclusi in un modo o in un altro, e quindi scelse di procedere per questa via. Posso immaginare una persona che avendo esaurito tutti i mezzi attivi a sua disposizione le era ormai praticamente impossibile intraprendere un’altra via che rifiutare il cibo. Ovviamente, questa persona sarà stata in una condizione di isolamento o di restrizione, dato che non aveva semplicemente lasciato il luogo di repressione. Infatti, immagino che questa prima persona non aveva neanche la capacità di muoversi liberamente, forse perché era stata picchiata o isolata, e allora aveva escogitato questo estremo modo di reagire, un modo di autodistruzione passiva, scommettendo sul ricatto degli oppressori. Non sono in grado di valutare se questo ricatto era di natura emotiva o puramente pratica, dato che non so a quale periodo mi sto riferendo, ma sono propenso al secondo. Sono quasi certo che la prima persona che sperimentò questo sia morta. Posso solo presumere che una morte simile, ad un certo punto, non andava più bene agli oppressori, suppongo per motivi pratici (forse volevano utilizzare questa persona per lavoro/schiavitù), che corrisponderebbe alla logica di un’epoca remota.
Questa insoddisfazione dell’allora potere dominante probabilmente divenne ben nota e si diffuse come l’incidente che segnò l’inizio di riproduzione sporadica del fenomeno “sciopero della fame”. Per giunta, con la graduale democratizzazione di alcune società, una morte simile non era più conveniente, ma non per motivi pratici (per i quali avrebbero probabilmente fino ad allora già preso dei provvedimenti), bensì per ragioni umanitarie, mettendo in gioco addirittura la retorica del regime, cioè la democrazia, e quindi la posizione dei suoi funzionari.
Assieme alla democrazia prematura e i suoi “diritti”, lentamente emerse anche la questione dei diritti del nemico. Si tratta di una contraddizione logica che emerge quando un sistema di potere, e perciò di ineguaglianza, fonda la sua posizione sulle teorie di eguaglianza.
Così, arrivando ai giorni nostri, alle condizioni del territorio greco negli ultimi anni, percepisco quantomeno una degenerazione in relazione all’“estremo”, che partorì questo mezzo passivo. Naturalmente, il vero significato dell’“estremo” può
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Carcere di Koriydallos – Atene [Grecia]: CCF – Solidarietà: Una breccia nel tempo di prigionia (16/11/2016) [it]

Ci sono molti momenti in cui arriva l’amara consapevolezza della nostra impotenza di esprimerci come vorremmo, con la sua espressione ditirambica di un vincitore che stringe i nostri cuori. E ci ha sempre infastidito il fatto di dover limitare la nostra manifestazione di desideri, soprattutto di intrappolarli con semplice inchiostro in un pezzo di carta, trasformandoli in parole così spesso ripetute che il loro potere ha iniziato a scomparire sotto il peso di questa quasi tipica ripetibilità. Ma esistono anche alcune parole che a prescindere dal logoramento dovuto al continuo utilizzo continuano ad irradiare un bagliore, che ricevono dai compagni. Parole che donano forza, portano il sorriso sulle labbra, fanno una breccia nella solitudine detenuta. Parole come solidarietà.
Avremmo ovviamente preferito che queste parole fossero state accompagnate dalla forza vitale di un’azione, di un attacco, dall’intensità di un fuoco nella notte, dal suono di un’esplosione, dallo scivolare di un proiettile in una canna. Ma nonostante la grigia realtà di detenzione che ci depriva di simili scelte e opportunità, vogliamo almeno sperare che il calore delle nostre parole possa trasmettere un po’ di forza dei nostri sentimenti, che i nostri compagni detenuti all’estero sentano la forza della solidarietà che noi sentiamo per loro.
Così, stiamo scrivendo per i nostri fratelli e sorelle anarchiche in Cile, tenuti come ostaggi di giustizia, accusati per l’attacco incendiario ad un dipartimento di polizia investigativa nel novembre del 2014 – conosciuto anche come il caso PDI – il cui processo dovrebbe iniziare, dopo un altro rinvio, il 28 novembre. Maria, Natalia, Amaru e Felipe, i nostri pensieri sono con voi e vi auguriamo con tutto il nostro cuore di possedere la forza durante il vostro processo. Speriamo che i terribili giorni di detenzione molto presto saranno un passato sgradevole lasciato alle spalle.
Scriviamo anche per i nostri fratelli e sorelle anarchiche in Italia, arrestati e accusati nell’Operazione Scripta Manent, e soprattutto per il compagno e membro della FAI-Nucleo Olga, Alfredo, come anche per la compagna Anna, che hanno recentemente vinto la propria battaglia per porre fine alle condizioni di isolamento speciale imposte a loro. Una lotta in cui hanno utilizzato il proprio corpo come una barricata, dato che hanno rischiato le proprie vite nello sciopero della fame. Vogliamo con tutto il nostro cuore esprimere la nostra felicità per la loro vittoria, che può sembrare piccola a certe persone, ma per noi significa tutto dato che anche noi siamo passati attraverso scelte simili. Inoltre, vittorie come queste, anche se rappresentano dei piccoli punti sulla mappa di liberazione totale del detenuto, nello stesso tempo non cessano di essere “respiri di libertà” in un ambiente già soffocante.
Quindi, dalle nostre celle inviamo questo segnale di solidarietà, e contemporaneamente salutiamo tutti i compagni che resistono al tormento della prigionia in cui si trovano a causa della scelta che hanno fatto nella lotta contro il dominio. Sappiamo oggi dall’esperienza propria che quando la solidarietà è sincera e autentica, allora può fuggire da un foglio senz’anima, attraversare migliaia di chilometri, penetrando la recinzione e le sbarre, per portare calore nei cuori dei detenuti ricordandoli che non sono soli. Che qualcun altro, vicino o lontano, pensa a loro, si preoccupa per loro, percependo le azioni falsamente attribuite o le azioni che hanno fieramente rivendicato come parte della geografia complessiva di lotta anarchica contro l’autorità. Questo di per sé basta a riempire di forza un prigioniero politico, da donargli/le un sollievo mentale e a rafforzare la sua resistenza. Questo è l’unico modo in cui la solidarietà raggiunge il proprio scopo, cioè fare in un modo o nell’altro una breccia nel tempo di prigionia.

Membri della Conspirazione delle Cellule di Fuoco – FAI/IRF
Michalis Nikolopoulos
Harris Chatzimichelakis
Damianos Bolano
George Nikolopoulos
Panagiotis Argyrou
Theofilos Mavropoulos

Italija: „Operacija Scripta Manent” – Rezime (27.10.2016.) [hr]

Dakle, rezimirajući situaciju drugova zatvorenih uslijed operacije „Scripta Manent”...
Alfredo i Anna okončali su štrajk glađu, vođen dok je vani vladala grobna tišina, nakon što je povučena zabrana o druženju između drugova koji se nalaze u istom zatvoru. Tako je Alfredo mogao ponovno sresti Nicolu, a Anna Valentinu. No, još je na snazi zabrana susreta između drugova u zatvoru u Alessandriji, gdje su zatvoreni Sandro i Marco, i u zatvoru u Terniju, gdje su zatvoreni Danilo i Daniele, bez obzira što ovaj posljednji drug ne bi trebao biti na odjelu visoke sigurnosti zbog optužbi za koje je pod istragom.
Drugovi skoro redovito dobijaju poštu (neka pisma i neke pošiljke sa štampanim materijalom vijesti s interneta su blokirane).
Podsjećam da pišete drugovima kako bi prekinuli izolaciju koju zatvor sam po sebi stvara. K tome, podsjećam da u kovertu s pismom stavite i sve što je potrebno kako bi vam drugovi mogli odgovoriti (kovertu, papir i markice) i kako bi olakšali im trošak kupovine, na koju su primorani jednom tjedno.
Prekinimo izolaciju!
Solidarnost i Suučesništvo s Alfredom, Nicolom, Annom, Danilom, Valentinom, Marcom, Sandroneom i Danieleom!

RadioAzione

Zatvor Ferrara [Italija]: Anarhistički zatvorenik Alfredo Cospito prekinuo štrajk glađu (25.10.2016.) [hr]

Drug Alfredo Cospito okončao je štrajk glađu nakon što je ponovno premješten na odjel, stoga je mogao ponovno sresti druga Nicolu Gaia.