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Cari Amici,

abbiamo aspettato più di un anno il processo contro i 3 di Varsavia. Oggi, lanciamo questa chiamata alle azioni di solidarietà, in occasione della prima udienza del processo, 31 maggio 2017.

In questa data abbiamo pianificato anche una protesta, “SIAMO TUTTI TERRORISTI”, davanti al tribunale di Varsavia (indirizzo: Marszałkowska, 82).

Il governo polacco segue il trend internazionale che vede ovunque la minaccia terrorista. Non c’è miglior ragione della figura del nemico per alimentare l’economia di guerra, rafforzare gli strumenti di controllo e preparare il terreno all’autocrazia. Sia la minaccia esterna – migranti (inclusi bambini pronti a commettere atti di terrore), che la minaccia interna nella forma di terrorismo locale, sono ormai comunemente utilizzati in intera EU per spaventare la popolazione e ridurla all’obbedienza.

Come negli altri paesi dell’UE, gli attacchi terroristici hanno rappresentato la giustificazione per l’introdurre nuove norme di sicurezza, che garantiscono agli Stati maggiori poteri, mentre pesantemente limitano quelli delle persone. Anche le autorità polacche vogliono sfruttare la loro occasione per assicurarsi la posizione nella cavalcata sull’onda antiterrorismo europea. Sulla scia della nuova legge antiterrorismo in Polonia, i media ufficiali hanno subito iniziato a trasmettere l’ondata di falsi alarmi bomba avvenuti in tutta la Polonia, fino ad ottenere quello che aspettavano. Nella notte del 23 [maggio 2016, ndt], tre anarchici sono stati catturati su un parcheggio di polizia mentre cercavano di incendiare una macchina degli sbirri.

Per le autorità e i loro media, l’arresto rappresentò la tanto attesa prova che una minaccia terrorista veramente esiste in Polonia! I tre arrestati, dopo essere stati picchiati e torturati, vennero buttati nelle celle di isolamento per i criminali più pericolosi, per rimanerci per prossimi quattro mesi.

Questo fu l’inizio del teatro mediatico, e l’introduzione della nuova legge antiterrorismo venne presentata al pubblico giustificata.

La parola “terrorista” è stata abusata dai media fino al punto di ridicolo. Dato che questa categoria è talmente vaga che i due individui etichettati come “terroristi” possono non avere quasi nulla in comune, le autorità hanno velocemente compreso la sua utilità nell’eliminazione di una potenziale minaccia al loro potere.

Lo Stato polacco ha imprigionato i 3 di Varsavia, ma non bastava. Ha fatto passare tre progetti di legge anti-libertà, ma non bastava. Allora i suoi sgherri hanno brutalmente deportato uno studente universitario che non voleva fare il delatore per loro – ci ricordiamo tutti di Ameer – ma questo ancora non bastava. Sente anche il bisogno di continuare a ricattare gli attivisti, a deportare gli stranieri e a criminalizzare chiunque si permette a resistere.

Vi invitiamo ad azioni di solidarietà, per quel giorno.

A visitare la vostra più vicina ambasciata polacca e a dimostrare alla repubblica di Polonia cosa ne pensate!

Fuoco alle carceri, ai tribunali e alle stazioni di polizia!



Il foglio in lingua inglese di chiamata alle azioni di solidarietà con i wawa3.

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