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Domenica 11, i più grandi massacratori d’oggi hanno commemorato il primo macello mondiale (ed hanno preparato quelli del futuro).

Noi continuiamo a portare il vecchio slogan degli anarchici di quei tempi là: contro la loro guerra, contro la loro pace, per la rivoluzione sociale.

La notte da lunedì 12 a martedì 13, in questa capitale militarizzata e sotto videosorveglianza, abbiamo incendiato una macchina di una rappresentanza diplomatica qualunque, all’angolo della rue Spontini e dell’avenue Foch e anche la grossa Porsche di borghese parcheggiata a fianco (si, è possibile portare la guerra a casa dei ricchi e dei potenti!).

Per il compagno Mikhail Zhlobitsky: vogliamo pensarlo così, non con delle parole, ma con le fiamme. Solidarietà con gli anarchici russi che rispondono alla repressione con l’azione diretta.

Solidarietà anche agli anarchici che fronteggiano la giustizia in Grecia (CCF) in Italia (operazione Scripta Manent e Panico) e ovunque.

Un pensiero per Krème e per S., imprigionato a Limoges.

Per l’Anarchia !


(tradotto da guerresociale)