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Nella notte di 18 settembre 2017, noi, ex-gendarmi dello squadrone di gendarmeria mobile 41/2, abbiamo deciso collettivamente di incendiare tre furgoni di Gendarmeria Mobile e due autobus della gendarmeria, parcheggiati nel complesso della Caserma di Jourdan a Limoges.

Con questo gesto lasciamo definitivamente la gendarmeria.

Vogliamo inoltre inviare tutta la nostra solidarietà agli accusati nel caso di macchina bruciata in quai valmy, il cui processo inizia oggi, 19 settembre 2017 a Parigi.

Lasciamo la gendarmeria perché non vogliamo più ammazzare, mutilare, reprimere, controllare, obbedire.

Dopo l’omicidio di Rémi Fraisse ci siamo riuniti per riflettere assieme sul senso del nostro mestiere di Gendarmi Mobili.

La morte di Adama Traoré aveva confermato i nostri dubbi sul significato del nostro incarico.


Non vogliamo più picchiare i manifestanti alle manifestazioni.

Non vogliamo più terrorizzare gli abitanti della Nuova Caledonia e Guiana.

Non vogliamo più fare la guardia nei tribunali.

Non vogliamo più servire nell’esercito di occupazione nelle banlieue e nelle ex-colonie.

Non vogliamo più obbedire ai politici e fungere da braccio armato del Capitale.

Non vogliamo più affatto comandare.

La nostra caserma è una prigione, questo ammutinamento è il primo passo verso la conquista della nostra libertà.

Esortiamo tutti i nostri colleghi, che dall’alto dei loro alloggi hanno potuto contemplare il falò della notte precedente, di unirci a noi.

Diffondere la R.A.G.E! [rabbia, ndt.]

Rivolta Anarchica dei Gendarmi Esiliati