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Nella notte tra 18 e 19 giugno, con l’aiuto di qualche accendi-fuoco, abbiamo dato alle fiamme due veicoli appartenenti al municipio di Gaillac.

Questo atto non ha nulla a che fare con le elezioni legislative, che non ci interessano affatto.

Il bersaglio non era questo municipio in particolare.

Ogni giorno è appropriato per attaccare il potere, qualunque esso sia.

Detto questo, ci si sente comunque un po’ minacciati da future istallazioni di telecamere di sorveglianza da parte di Gausserand, sindaco di Gaillac; non permetteremo di essere controllati, soffocati, senza reagire. E’ già stato detto molto sulla videosorveglianza, noi ci limiteremo ad affermare che si tratta solo di uno tra gli innumerevoli modi per limitare i movimenti di coloro che non abbassano la propria testa davanti all’autorità. E talvolta partecipano a mandarli in carcere.

Grossi baci (se consentite) a coloro che mantengono la testa alta nei momenti difficili.

A Kara e Krem, accusati di aver bruciato l’anno scorso una macchina degli sbirri.

A Damien, le cui lettere ci rendono sempre felici.

Alla compagna spagnola, uscita dal aula del tribunale col pugno alzato quando le fu inflitta la sentenza di 7 anni e mezzo.

Agli anarchici italiani, che nonostante la violenza della repressione continuano a lottare.

Nella speranza che quelli in fuga continueranno a fuggire a lungo.

Per un giugno pericoloso.