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Il processo contro i compagni è iniziato il 24 marzo. Ci si aspettava che il processo sarebbe stato lungo ed estenuante, come lo è stato, dato che l’accusa aveva annunciato la presenza di 186 testimoni, 87 esperti, 231 documenti e 648 prove.

Come precedentemente riportato all’inizio del processo, le accuse e le condanne chieste dall’accusa sono le seguenti:

— Enrique Guzman: accusato di fabbricazione dell’ordigno esplosivo utilizzato alla stazione di polizia N°1 di Santiago Centro; questa accusa è stata formulata secondo la legge anti-terrorismo, e l’accusa sta chiedendo 10 anni di carcere.

— Nataly Casanova: accusata di fabbricazione dell’ordigno esplosivo utilizzato alla stazione di polizia N°1 di Santiago Centro, di collocazione dell’ordigno esplosivo nel vagone della metro alla fermata di Los Dominicos, e di possessione di materiale per la preparazione di esplosivi; le accuse sono state formulate secondo la legge anti-terrorismo e l’accusa sta chiedendo 20 anni di carcere.

— Juan Flores: accusato di fabbricazione dell’ordigno esplosivo utilizzato alla stazione di polizia N°1 di Santiago Centro, di collocazione dell’ordigno esplosivo nel vagone della metro alla fermata di Los Dominicos e di collocamento dell’ordigno esplosivo al Subcentro; le accuse sono state formulate secondo la legge anti-terrorismo e l’accusa sta chiedendo carcere a vita.

Attualmente i compagni stanno affrontando l’ordalia quotidiana di presenza al processo. Vengono portati fuori dalle celle molto presto ogni giorno per l’inizio dell’udienza verso le nove, per poi essere riportati in cella alle due. Nell’aula stanno seduti insieme, ma non possono avere contatti tra di loro perché c’è uno sbirro seduto tra ognuno di loro per tenerli separati.

Una lunga ed estenuante fase del processo è stata la presentazione di prove da parte dell’accusa (DNA, tracce, oggetti sequestrati in perquisizioni ecc.), come anche la corrente fase delle dichiarazioni dei testimoni d’accusa.

I testimoni della difesa non sono ancora stati ascoltati, e includono amici e parenti, che non possono presenziare all’udienza finché non testimoniano, che limita la possibilità di ottenere informazioni su cosa accade al processo.

Tramite lettere i compagni sono stati, e saranno, informati delle azioni e iniziative di solidarietà, ed è stata loro trasmessa l’importanza di scrivere, in modo da condividere come stanno affrontando il processo e come si sentono riguardo alla campagna di solidarietà.

Dal Cile, tutti noi che in qualche modo prendiamo parte al supporto di Nataly, Juan ed Enrique, salutiamo le iniziative solidali promosse dai compagni dall’Argentina, Grecia e altre latitudini.

Contro tutti i processi e le condanne del potere, la solidarietà anarchica rafforza le nostre affinità affilando la nostra azione contro l’autorità!

Morte all’autorità!

Viva l’anarchia!