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Tante quante serve all’unità “antiterrorismo” di dichiararla colpevole.

Il 27 marzo 2018, il vice procuratore della Corte suprema e l’ex p.m. in carica dell’unità “antiterrorismo” hanno presentato ricorso dinanzi alla Corte suprema contro l’assoluzione da parte dei cinque membri (del dipartimento A) del Tribunale penale di appello di Atene, che hanno dichiarato innocente il nostro compagno.

L’11 maggio, il dipartimento E della Corte suprema esaminerà questo ricorso. Se sarà accolto, Tasos Theofilou tornerà in carcere con accuse iniziali (che possono portare addirittura all’ergastolo) in attesa della conclusione del processo al Tribunale d’appello, un’altra volta, con un diverso gruppo di giudici.

Tasos Theofilou è stato arrestato in agosto 2012, alcuni giorni dopo una rapina all’Alfa Banca sull’isola di Paros, durante la quale un tassista rimase mortalmente ferito mentre cercava di impedire la fuga dei rapinatori.

“A seguito di procedure affrettate”, Tasos Theofilou è stato descritto sia dall’unità antiterrorismo che dai media come il rapinatore con cappello da cowboy che avrebbe ucciso il tassista 53enne. Nel luglio 2017, la decisione dei cinque membri della Corte d’Appello sembrava non obbedire agli ordini dell’unità “antiterrorismo” e dei media, dato che l’hanno prosciolto da tutte le accuse.

Venerdì 11 maggio esamineranno se l’assoluzione della Corte d’Appello sarà definitiva o se il compagno sarà nuovamente trascinato in un altro processo in base alle seguenti accuse: partecipazione e appartenenza alle CCF, partecipazione e coinvolgimento in gruppi terroristici, tentato omicidio colposo, omicidio intenzionale. L’11 maggio non rappresenterà la fine della storia, ma piuttosto l’inizio di un nuovo periodo non dichiarato, ma molto reale, di detenzione del nostro compagno fino alla decisione della Corte suprema, che potrebbe richiedere da un paio di settimane ad alcuni mesi.

Sebbene i procedimenti legali contro Tasos Theofilou possono apparire come una manifestazione di vendetta personale, non si tratta di questo. Si tratta di un’accusa politica legata alle restrizioni repressive contro il movimento anarchico, il più ampio movimento combattivo e la nostra classe nella sua totalità.

Questo è direttamente correlato ai recenti sviluppi nei casi di altri compagni, condannati a pesanti pene detentive in base all’articolo 187A del codice penale e all’articolo di terrorismo individuale, come anche nei prossimi processi contro compagni, prigionieri apolitici e persone a loro vicine, come nel caso di Distomo, tranquillamente elevato al rango di “terrorismo” per coprire il caso di una lotta rivoluzionaria. Si tratta dello stesso piano repressivo contro ogni individuo attivo o chiunque in qualsiasi modo legato al movimento anarchico; dall’anarchico Marios Seisidis condannato a 36 anni di carcere solo in base ad un risultato del test del DNA di un esperto, fino alla vergognosa condanna di Irianna e Perikilis basata sui loro rapporti sociali e discutibili campioni di materiale genetico.

Il vasto movimento di solidarietà che circonda il caso del compagno e che ha contribuito in larga misura alla sua assoluzione, ha rappresentato un baluardo contro le leggi del terrore e contro la falsificazione della polizia dei campioni di DNA. Naturalmente, l’unità “antiterrorismo” e i loro capi politici, cioè il governo di SIRYZA, non possono lasciare questo senza una risposta, dopo che quest’ultimo ha devotamente difeso dal momento che è entrato in carica sia l’articolo 187A che l’utilizzo incontrollato dei campioni di DNA da parte della polizia. Per vendetta adesso stanno cercando di portarlo via, e noi ci opporremo ancora una volta.

In solidarietà con l’anarchico Tasos Theofilou
E’ ora di sbarazzarci delle loro leggi di terrore!
Organizzazione e lotta per la rivoluzione sociale.

Gruppi e compagni