a-g-atene-grecia-inizio-del-processo-contro-gli-an-1.jpg

Il 9 gennaio 2013, 93 anarchici lottavano contro gli sbirri antisommossa e rioccupavano la Villa Amalias, dopo che è stata sgomberata il 20 dicembre 2012. Dopo più di 4 anni il processo contro i 93 anarchici inizierà il 28 marzo.

Nel dicembre 2012, nel contesto del delirio di estrema destra, lo Stato aveva preso di mira gli spazi occupati, procedendo agli sgomberi di alcuni di essi in Grecia. Il 20 dicembre 2012 lo Stato aveva sgomberato uno dei storici e più vecchi spazi occupati di Atene (dal 1991), chiamato Villa Amalias. Nella mattina del 9 gennaio 2013, 93 compagni, muovendosi insieme e risoluti, iniziano una lotta contro i poliziotti antisommossa, che continuavano a sorvegliare l’edificio, e riescono a riconquistare lo spazio, inviando un messaggio di resistenza e solidarietà, contro l’assalto dello Stato e il barbarismo capitalista. Dopo alcune ore le unità speciali di polizia invadono l’edificio e arrestano 93 attivisti.

Dopo più di 4 anni (una tattica statale e giuridica usuale per mantenere le vite degli attivisti “imprigionate” in un’attesa perpetua), il 28 marzo 2017 inizierà il processo contro i 93 per la rioccupazione di Villa Amalias, perché si sono azzardati a disturbare la “pace” durante la guerra di regime e perché sono rimasti ribelli contro lo stato d’emergenza imposto e contro le regole autoritarie, mentre dichiarano che per il crimine di lottare per un mondo di uguaglianza, solidarietà e libertà rimangono consapevolmente “colpevoli”.

Solidarietà con i 93 attivisti che rioccuparono gli spazi di Villa Amalias Squat.