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Lo scorso 14 novembre nella città di Buenos Aires sono avvenuti due fatti specifici, che hanno sollevato un interesse mediatico e una pronta risposta poliziesca/giudiziaria.

Nel pomeriggio, al cimitero di Recoleta, precisamente nel mausoleo dedicato al colonnello Ramon Falcon (giustiziato dal compagno Simón Radowitzky) esplode una bomba, lasciando ferita la compagna Anahi Salcedo, poi trasferita nell’ospedale fernandez, oggi detenuta, dopo aver riportato ferite sul volto e sul cranio, aver perso tre dita di una mano, e attualmente in coma indotto. Nello stesso luogo è stato arrestato il compagno Hugo Rodriguez.

Alcune ore dopo, di fronte alla casa del giudice Bonadio (famoso per il suo pugno di ferro, con un memorabile passato nella gioventù della guardia di ferro, gruppo fascista del peronismo, e per l’attuale pratica e discorso antigarantista e repressivo verso i settori e individui dissidenti all’ordine corrente), viene arrestato il compagno Marcos Viola, accusato di aver lanciato un altro ordigno esplosivo contro la macchina del magistrato.

Nelle prime ore del mattino e nei giorni successivi sono stati perquisiti differenti spazi dell’ambiente anarchico, spazi occupati e di quartiere, come alcune abitazione private, con il risultato di 12 persone arrestate durante questa caccia.

Gli arrestati sono stati portati prima in via Cavia, 2200, dove è operante un’unità ani-terrorismo, poi in questura in via Madariaga, per essere alla fine, sabato mattina, portati a deporre al tribunale di Comodoro Py davanti al giudice Ercolini e p.m. Di Lello, dopo 72 ore di incertezza, isolamento e soggetti a chissà quali soprusi da parte dei miserabili di sempre.

Dopodiché, due persone sono state rilasciate, mentre un totale di 10 compagni sono stati accusati di associazione a delinquere, pubblica intimidazione e possesso di materiale esplosivo. Unificando le due azione in una sola causa.

Occorre sottolineare che dal ministero degli interni, comandato da Patricia Bullrich, in accordo con il capo della polizia Nestor Roncaglia, e appoggiati dalla stampa, viene avviata e sollecitata una psicosi collettiva, in cui iniziano ad apparire pacchi sospetti ad ogni angolo, le vie vengono chiuse, si effettuano operazioni, vengono arrestati due giovani in base ad una denuncia anonima con l’accusa di appartenere al Hezbollah, e si spiana la strada alla preparazione del vertice di G20 in pace e senza incidenti di disturbo, che potrebbero causare anarchici o altri.

Per adesso, tutto ciò viene trasmesso con prudenza, sapiamo che altri luoghi si trovano sotto sorveglianza, così come delle persone specifiche, dato che il governo stesso ha confermato l’intercettazione di più di 100 telefoni specifici degli attivisti, e riapertura di indagini su azioni dirette in città a partire dal 2005 (alcune rivendicate dagli anarchici, altre no).

La chiamata è chiara e non lascia spazio a doppie interpretazioni.
Ogni gesto di solidarietà concreta è benvenuta e auspicabile.
Non lasciamo soli i compagni sequestrati dallo Stato argentino, senza paura e con costanza estendiamo l’attacco.

COMPAGNI ANARCHICI NICHILISTI ANTIAUTORITARI SIATE FORTI CHE SIAMO QUI.
SENZA PAURA E CON PIÙ RABBIA CHE MAI
LIBERTÀ PER GLI ANARCHICI ARRESTATI