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Il carcere delle Isole del Canale è il primo al mondo ad utilizzare un nuovo sistema tecnologico repressivo, disegnato per fermare il volo dei droni sopra i muri di cinta, che buttano il contrabbando in carcere.

Il dispositivo crea uno scudo di 600 m attorno e sopra la prigione, che rileverà e devierà gli apparecchi a controllo remoto. Esso utilizza una serie di “disgregatori”, cioè sensori che disturbano il computer del drone, bloccando le sue frequenze e protocolli di controllo. Lo schermo dell’operatore si oscura e il drone viene respinto al punto di provenienza.

Il nuovo sistema, chiamato Sky Fence [recinto del cielo, ndt], è stato installato nel carcere di Les Nicolles sull’isola di Guernsey, dove saranno collocati circa 20 “disgregatori”, sia lungo il muro che nel suo interno. Il carcere delle Isole del Canale inizialmente voleva istallare un sistema di rilevamento droni, ma ha fatto un passo avanti installando una tecnologia che blocca i droni in volo.

Sky Fence è stato creato dalle schifose aziende britanniche Drone Defence e Eclipse Digital Solutions. La Drone Defence di Nottingham ha lavorato sull’idea negli anni passati. Qualcuno l’ha descritto come l’ultimo pezzo nel puzzle di sicurezza carceraria, che “potrebbe avere un significante impatto a livello mondiale”.

La tecnologia applicata su Guernsey rappresenta un altro esempio del crescente utilizzo di tecnologia nella repressione non solo dei detenuti, ma anche per cementare la presa dell’autorità su tutti gli abitanti dell’isola carcere. E’ un ulteriore tentativo di isolare i detenuti dal mondo esterno.

La società tecnologico-industriale, assieme con la civiltà che la crea, dovrebbe sentire il calore del fuoco! Tutti i nostri nemici possiedono nome e cognome!


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