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Questa mattina (25 ottobre) la polizia civile di Rio Grande do Sul [Stato brasiliano, ndt] ha eseguito numerosi mandati di perquisizione di abitazioni e spazi collettivi nell’area metropolitana di Porto Alegre per raccogliere materiali per l’indagine. La polizia afferma che gli indirizzi sono legati ad un gruppo che avrebbe eseguito attacchi contro veicoli, sedi di partiti politici, stazioni di polizia, banche e concessionari d’auto. L’azione è stata violenta e la polizia ha aggredito le persone che vivono in questi spazi, portando alcuni di loro in stazione di polizia.

In totale ci sono stati 10 mandati di perquisizione e di sequestro, nei quali i materiali anarchici (manifesti, libri, striscioni ecc.), maschere fantasiose, bombolette spray e altri oggetti comuni, incluse bottiglie di plastica riempite con sacchetti di plastica sono stati sequestrati, e queste denunciate come molotov. Neanche gli agenti di polizia sono così ignoranti da pensare che si possono fare le molotov con bottiglie di plastica e senza un liquido infiammabile. Infatti, queste bottiglie sarebbero state usate come mattoni ecologici per la bio-costruzione.

La polizia sta cercando di incriminare per tentato omicidio, organizzazione criminale e formazione di banda, senza nessuna prova che collegherebbe i bersagli dell’indagine con i presunti crimini. Come in precedenti occasioni, falsificano le prove e distorcono i fatti in modo che l’opinione pubblica sia responsabile di giudicare e condannare senza nessuna prova. Stanno cercando di basare gravi accuse su prove circostanziali come possedere libri o materiali anarchici.

L’azione di polizia è stata realizzata giusto due giorni prima dell’8a Fiera del Libro Anarchico di Porto Alegre, con una chiara attitudine intimidatoria.

Scriviamo questo resoconto per lanciare un appello di solidarietà con le persone colpite da questa operazione. La repressione non è locale, non è circoscritta da frontiere spaziali. Sia in Europa, con la repressione di persone coinvolte nelle proteste contro il G20, o nel sequestro e assassinio del nostro compagno Santiago Maldonado in Argentina, contrasteremo uniti questi assalti di Stato. La nostra lotta non sarà piegata, addomesticata o frenata.

Noi siamo ovunque!