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La ben costruita favola che spinge a migliaia di consumatori sottomessi nell’indifferenza e nell’illusione, nelle nostre menti corrisponde al mostro di estetica dominante, all’assalto di ipocrisia e di cultura di sottomissione.

Alcuni giorni di mania consumista bastano a sostituire la misera vita quotidiana con l’illusione di libertà istantanea che accompagna lo svago standardizzato.

Tutta questa massa eterogenea, di classi differenti, che si “diverte con spirito” al carnevale, entrando ed uscendo da ogni sorta di negozi con musica orecchiabile, consumando ettolitri di alcool per arrivare allo “stile” necessario, non sono altro che utili idioti su cui spalle viene costruita l’industria dello svago vuoto. Padroni grandi e piccoli, fronti di studenti universitari, spacciatori, buttafuori, ci guadagnano tutti a proprio modo costruendo una scena adatta a tutti: tendenze e alternative, alla moda e non, giovani e persone di famiglia, studenti di ogni tipo, patrioti, ultrà. Tutti con una cosa in comune. L’errare della loro miseria mascherata e dello stordimento.

Da parte nostra, abbiamo colto l’opportunità dell’anonimato generalizzato offerto dal mascheramento di massa per compiere i nostri attacchi contro le banche e gli uffici di DAP [partito di destra, ndt.], e dopo il carnevale abbiamo attaccato gli uffici del PatrasEvents.

Nello specifico:

Nelle prime ore di venerdì 3/3 abbiamo attaccato gli uffici del sito di “notizie” PatrasEvents, distruggendo tutta la facciata in via Al. Ipsilantou, qualche metro dalla questura.

Questo sito specifico detiene una posizione speciale tra la spazzatura dei media locali. Nel nucleo delle sue “notizie” possiamo trovare glamour e promozione di tutte queste personalità che completano la scena mondana, e rappresentano i ruoli-modelli di moda e comportamento per la cultura di massa. Sulle pagine di PatrasEvents possiamo chiaramente vedere questo rapporto di influenza dello spettacolo sulle masse, attraverso la descrizione dei suoi momenti “baccanali” in questi locali di merda. Falsi sorrisi, orrenda mascolinità palestrata, il vuoto coperto con il trucco... Uniformità illustrata sulle foto scattate dai spacciatori di miseria, donando un po’ di popolarità alla vanità di ognuno. E se la foto non è buona, o se qualcuno non è abbastanza glamour, allora arriva, per fortuna, Photoshop. In questo modo, accanto agli articoli che spiegano cosa fa ogni persona, sfilano le foto per ogni consumatore anonimo. Dietro a questo schifo li troviamo tutti uniti, editori di siti, padroni di locali e buttafuori, affari pubblicitari e di promozione, e soldi.

Però, quello che troviamo principalmente ripugnante è il modo di dar senso all’interazione umana, la configurazione di un mondo di uniformità totale, di cultura di massa, dove la dignità e l’autonomia vengono vendute, dove le persone vengono comprate e vendute per delle false e mutue relazioni di consumo, dipendendo dal proprio involucro. Più compatibile è l’involucro con il ruolo-modello che cerca di eguagliare, più alto è il suo valore.

Speriamo che il nostro attacco abbia disturbato almeno un po’ il lavoro febbrile del sito, nel momento quando stavano pubblicando l’abbondante materiale dalla per loro così speciale opportunità commerciale del carnevale.

Nella notte di sabato 25/2, quando la festa di carnevale era al suo apice, abbiamo attaccato gli uffici del DAP in via Satovriandou.

Nonostante i pattugliamenti continui di ogni sorta di sbirri attorno al luogo, nello stesso tempo quando i bastardi del Dap festeggiavano, abbiamo scelto di sfasciare l’entrata nei loro uffici.

Questi animali festaioli di destra non riescono a rimanere fuori dal profitto del carnevale. Il valore di persuasione per avanzare tra i signori della piramide sociale, tra le alleanze con il sottosuolo che scorrono dietro il denaro, tra le vite e relazioni di esibizionismo e antagonismo, assieme alla putrida cultura di socialità e svago che viene promossa, e promuove fissi comportamenti di genere, formulando icone di bellezza e l’estetica di consumo da due soldi.

Nelle prime ore di venerdì 24/2 abbiamo attaccato simultaneamente la banca del Pireo e la Eurobank in via Ellinos Stratioti, rendendo inutilizzabili i loro bancomat e sfasciando le loro facciate.

Il nostro rapporto con le banche è noto e risaputo. Ma dato che meno se ne parla, prima si dimentica, soprattutto un tema così tanto analizzato, diremo solo:

All’interno della realtà capitalista siamo abituati a tradurre il mondo materiale con numeri e simboli di unità monetarie, tutto viene tradotto con il linguaggio del denaro. Le banche rappresentano l’inizio e la fine nel campo di transazioni finanziarie, sono la fonte di energia e l’epicentro. I più accessibili rappresentanti dell’ombra di economia e del flusso di denaro nelle nostre vite sono le loro orrende facciate e i loro scintillanti bancomat. Perciò, non possono essere altro che la meta principale per coloro che pianificano piani d’attacco per la distruzione dell’esistente.

Per noi, dal colpo di martello che interrompe le pubblicità colorate dei bancomat o che esprime le nostre intenzioni verso una banca riflesse sulla sua facciata, fino alla rapina per provvedere ai mezzi necessari al processo rivoluzionario, sono tutti parte integrale di azione anarchica.

RI-COLLEGHIAMO L’ATTACCO CON LA SOLIDARIETÀ

8/3 inizia il processo d’appello per la doppia espropriazione, dell’ufficio postale e banca, a Velventos, nell’aula speciale del carcere di Korydallos. Che i nostri colpi di martello possano essere visti come un pugno alzato di solidarietà con i compagni anarchici Politis, Bourzoukos, Romanos, Harisis, Mihailidis, Dalios, processati per l’espropriazione armata.

In questo periodo si svolge anche il processo d’appello per la rapina della banca su Paros, per la quale Tasos Theofilou è imprigionato, negando la sua partecipazione nell’atto come anche tutte le accuse di partecipazione nelle CCF. L’informazione e le azioni di attacco per il caso possono essere utilizzate come barricate contro le montature di polizia e giudiziarie. Intensifichiamole...

Nel luglio 2015 è stata arrestata una compagna dai Paesi Bassi, con l’accusa di aver partecipato in una rapina in banca ad Aquisgrana, Germania, mentre nel giugno 2016 altre due persone sono state arrestate, a Barcellona, accusate di aver partecipato in un’altra rapina in banca sempre ad Aquisgrana. Con la nostra azione inviamo un segnale ai compagni accusati di espropriazione delle banche.

Nei casi dove i combattenti vengono perseguitati o imprigionati, quando difendono con dignità l’ampiezza e la diversità della lotta, non sminuzziamo le loro parole e non cerchiamo le attenuanti di fronte al meccanismo di persecuzione, la nostra solidarietà è garantita e cerchiamo il modo di collegare il nostro attacco contro la civiltà di autorità nel miglior modo possibile. La solidarietà selettiva, quando la mafia giudiziaria sfacciatamente monta i casi sulle spalle dei combattenti, finisce con assumere la logica di legittimità, riproducendo i dipoli legali di democrazia, consciamente o inconsciamente, nell’ambiente radicale. Questa percezione, iniziando con indicare le “arbitrarietà” degli agenti di Stato nel contesto di guerra contro i loro avversari politici, finisce con trasformare “l’innocenza” legale in quella etica, dato che produce un contrappeso negativo per coloro che sono contrari alle istituzioni giudiziarie, come “colpevole” nei termini legali. L’innocenza è una caratteristica che tutti noi che abbiamo scelto di trovarci nella bellezza di lotta anarchica e distruzione, ci scrolliamo una volta e per sempre dalle nostre spalle. Quindi, niente vittimizzazione, nessuna distinzione compatibile con il linguaggio dell’autorità, ma solidarietà effettiva con coloro che si trovano nelle galere di democrazia, mantenendo la testa alta.

GUERRA CONTRO LA MACCHINA SOCIALE


PS. Notizie ci colgono all’ultimo minuto di questo nostro pubblico intervento, perciò accanto alla parte di rivendicazione, esprimiamo la nostra solidarietà con gli spazi occupati ad Atene e Agrinio che hanno affrontato l’attacco dello Stato. Salutiamo coloro che quella notte hanno preso le strade a Zografou con fermezza e decisione.