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La notte del 16 ottobre, verso le 3 ho incendiato 4 macchine della Posta parcheggiate in rue des Renaudes nel 17 arrondissement. È bastato qualche pezzo di diavolina spinto attraverso la griglia del radiatore…

Non se ne dispiacciano quelli che hanno già voluto spiegare tutto, ma quello che mi ha spinto quella sera è meno il fatto che degli impiegati zelanti della Posta hanno infamato dei sans-papiers alla polizia, ma piuttosto il lavoro quotidiano della Posta, un meccanismo importante e spesso ignorato di questa società, dell’economia e della gestione statale.

Ho letto dopo che nello stesso momento un altro arrabbiato percorreva le vie di Nantes, anche lui spinto da voglie incendiarie. Fa piacere sapere che altrove altre persone si attaccano a questo mondo, ciò da motivazione e forza.

Solidarietà con Krème, che subisce le prevaricazioni dei secondini della prigione di Meaux. Solidarietà con la persona rinchiusa a Limoges per l’incendio della gendarmeria. Solidarietà con gli anarchici che tengono la testa alta di fronte alla repressione in Italia.

Fuoco e fiamme contro questo mondo d’autorità!


(tradotto da guerresociale)