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Fernando è un compagno anarchico, detenuto dal 2013 nel Carcere Nord a Città del Messico, e fin dalla detenzione sempre attivo in vari progetti. La maggior parte del tempo della sua prigionia l’ha trascorso in isolamento. Dall’ultimo sciopero della fame a cui ha partecipato con altri tre compagni (Miguel Peralta, Abraham Cortés e Luis Fernando Sotelo) come parte di una lotta partita da varie prigioni in settembre 2016, Fernando Barcenas è stato trasferito nell’unità di isolamento dello stesso carcere, dove è stato detenuto per più di nove mesi come punizione per il suo comportamento ribelle, e per essere un compagno che continua a sostenere la lotta per la liberazione totale con proposte e azioni.

L’area in cui Fernando è detenuto è piena di costanti conflitti e tensioni di isolamento, e nel suo caso ancora peggio dato che non perdono un’occasione per maltrattarlo. Tutto questo ha causato problemi di salute al nostro compagno, mettendo ad un rischio sempre crescente la sua salute emotiva e fisica. La situazione è peggiorata nelle ultime settimane, ed è per questo che inviamo un appello urgente e diffuso per esigere l’immediata fine di isolamento per Fernando Barcenas, e per estendere la nostra solidarietà con il compagno. Chiediamo anche di essere attenti e di diffondere questa informazione, come ance quelle che seguiranno nei prossimi giorni.

Vogliamo Fernando Barcenas in strada

Finché tutti saranno liberi

Luglio 2017

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Da venerdì 14 luglio l’istituzione ha completamente isolato Fernando Barcenas nella sua cella, dato che è i maltrattamenti a cui è sottoposto da parte di alcuni detenuti legati all’amministrazione sono aumentati. Facciamo un appello urgente per esigere il suo trasferimento da questa area di punizione a causa di possibili rischi per la sua vita, e che i il compagno possa sentire la nostra solidarietà attraverso vari mezzi. Per favore, diffondete questa notizia.

Indirizzo del carcere:

Reclusorio Preventivo Varonil Norte

Calle Jaime Nuno no. 155

Colonia Guadalupe Chalma, Cuautepec Barrio Bajo

C.P. 07210 Gustavo A. Madero

Ciudad de México

Telefono: 5306 4540 / 5306 2540



LETTERE DI FERNANDO BARCENAS

4 GIUGNO 2017

Scrivo velocemente queste righe per informarvi tutti della mia situazione corrente...

Nell’ultimo periodo ci sono state delle tensioni nell’unità di segregazione, dei conflitti interni e risse per qualunque cosa, e nello stesso tempo nulla.

Benché alla fine del giorno non abbiamo bisogno di temere il conflitto, dopotutto, siamo costretti a vivere insieme, e attraverso i disaccordi che emergono piano piano impariamo a tollerarci su quest’isola. Trovarsi isolati dal resto della popolazione rende difficile procurarsi le cose e il cibo... le razioni non arrivano quasi mai e ogni due-tre giorni dobbiamo fare una sommossa per il diritto agli alimenti. Questo succede ogni giorno, ed è una lotta silenziosa e quotidiana combattuta senza che qualcuno presti la minima intenzione. I secondini sono degli abili negoziatori che soffocano le rivolte in un battito d’occhio, e una delle cose che contribuisce maggiormente a tutto questo è il circolo vizioso di tossicodipendenza tra la maggior parte dei detenuti. Questo concede ai secondini il potere di ricattare i prigionieri con punizioni e ricompense – se ti comporti bene, apro il cancello e potrai procurarti soldi e droghe; se ti comporti male ti chiudo e non potrai farti, si tratta di un sistema di disciplina semplice. E come abbandoni l’idea di attaccare e combattere l’autorità, lo stress quotidiano si trasmette da detenuto a detenuto e diventa uno scontro di tutti contro tutti.

Se non ho recentemente scritto a coloro che sono “fuori” da queste mura è perché mi avevo proposto, come esercizio di apprendimento pratico, di cercare ad analizzare e ribaltare le mie relazioni quotidiane, e adesso penso di aver riflettuto abbastanza sul mio comportamento, così voglio condividere quello che ho appreso. E voglio anche cogliere l’opportunità per dire che il quinto numero del foglio “El Canero” è quasi finito. Ed è proprio attraverso questo mezzo che sarò più capace di spiegare le mie idee e proposte per continuare l’attacco nella lotta per riprenderci le nostre vite. In termini generali, attualmente sono molto entusiasta e pronto a continuare a fomentare e inventare nuove forme di rottura con i miei stessi dogmi, paure e pregiudizi.

Comunque, in matteria legale, ho ricevuto la notizia sulla raccolta fondi per la multa che mi è stata imposta assieme alla sentenza, avvertendomi che la somma di 35.550 pesos deve essere versata in due settimane, quando scade il termine, altrimenti dovrò pagare con il tempo, 550 giorni di carcere, indipendentemente dalla mia sentenza di 6 anni.

Infine, per adesso è questo. In ogni caso, tornerò a scrivere nei giorni successivi, sperando che ci sarà energia ribelle.

Fernando Bárcenas



16 LUGLIO 2017

Innanzitutto voglio sottolineare che la mia situazione è diventata complessa nei mesi recenti, da quando sono stato trasferito nella Zona 7 di COC (Centro di Osservazione e Classificazione), come forma di punizione e repressione per le proteste e organizzazione avvenute all’interno del carcere, assieme ad altri compagni qui detenuti.

Da quel periodo, 28 settembre 2016, sono stato immerso nella soffocante dinamica di vita in un’area di punizione. Adesso mi trovo in segregazione ormai da nove mesi per motivi di sicurezza istituzionale, perché i conflitti sono scoppiati a causa delle mie idee, del mio comportamento e attività. Considero questo una forma di violenza contro di me, dato che adesso non possono attaccarmi frontalmente con i loro secondini, stanno utilizzando gli altri detenuti per intimidirmi e attaccarmi. Si tratta di una tattica comune nel carcere, che ha causato vari conflitti nell’area dove sono rinchiuso. Ritengo l’istituzione e i suoi amministratori responsabili di qualunque cosa possa succedere al mio benessere fisico e psicologico, dato che sono loro i responsabili del mantenermi in questa situazione.

Fernando Bárcenas