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Lettera aperta ai compagni detenuti nel carcere esterno.

Inviamo un saluto fraterno a tutti quelli sono rimasti attenti in questi ultimi anni alle battaglie che si sono svolte non solo all’interno delle prigioni fisiche, ma soprattutto in questa grande prigione a cielo aperto che molti chiamano società...

Perché qui, dentro le mura, anche noi prendiamo parte in questa guerra, una guerra che non vorremmo, ma che ci è stata imposta dalla condizione sociale a cui apparteniamo.

A tale proposito, sono qui per trasmettervi queste parole... perché, come molti di voi, anche noi ci opponiamo a questo gigantesco macchinario che vuole depersonalizzarci, cancellare i nostri sogni e desideri più profondi per trasformare questo mondo in un carcere di massima sicurezza...

Perché siamo fermamente convinti che non esiste una soluzione pacifica, e in questo scenario l’unico modo per ottenere la libertà è costruire nuove realtà al di fuori del sistema economico di sfruttamento.

Così, all’interno di questo centro di sterminio chiamato carcere del nord, abbiamo deciso di porre fine all’atteggiamento vittimista, per affrontare la necessità di costruire uno spazio separato in cui tessere reti di solidarietà e mediante l’organizzazione di nostre piccole forze combattere le devastazioni dell’apparato di controllo.

Non continueremo con la vecchia dinamica di fare richieste a quelli che amministrano la nostra morte, perché non vogliamo essere ascoltati dai potenti, non vogliamo essere accettati né partecipare al potere.

Siamo assolutamente contrari a questa logica che invece di provocare crepe nell’apparato, lo rafforza dandogli un aspetto più “umano” come direbbero molti “umanisti di sinistra”.

Per questo abbiamo fatto appello alla solidarietà di tutti voi, perché è a voi che parliamo e diciamo che siamo qua, con le nostre piccole forze, resistendo all’estinzione che ci hanno condannato perché diversi dal cittadino prototipo.

Sappiamo che ci sono tanti in tutte le parti che pure si sentono in pericolo, sotto minaccia di estinzione dalle tecnologie di controllo... ed è per questo che vi invitiamo a seguire il sentiero della libertà, ognuno dal suo luogo e secondo i suoi modi e possibilità, ma che collegandoci diamo voce ad un’unica rivolta che si estende fino a coprire con le fiamme tutti gli angoli dell’impero...

Perciò, vi invitiamo a partecipare a questa guerra proponendo un’azione simultanea il 28 aprile, quel giorno ci sarà un presidio davanti a questo penitenziario con l’intenzione di presentare le donazioni di libri per la biblioteca Xosé Tarrío González, mentre noi all’interno realizzeremo un’attività anticarceraria per inaugurare lo spazio...

Quindi, inviamo tutti coloro che possiedono materiali e libri di portarli il giorno 28 aprile dell’anno corrente 2018, davanti al carcere nord dove saranno raccolti tutti i libri, chiedendo che facciano parte tutti della stessa donazione.

La nostra lotta quotidiana è per la distruzione di tutte le forme di dominio e per demistificazione del carcere, rendendo evidente che il carcere è presente ovunque per attaccarlo da vari fronti; perciò questo è un invito aperto non solo a quelli che desiderano partecipare all’iniziativa del 28 aprile, ma anche a tutti coloro che desiderano quel giorno o qualunque altro estendere la rivolta e manifestare la propria rabbia o repulsione di fronte all’apparato di dominio, organizzando un’iniziativa, realizzando una scritta o una piccola azione di sabotaggio, perché importante è estendere le contraddizioni e dar voce alla rivolta che si propaghi fino all’insurrezione generale che distruggerà il potere centralizzato... giogo comune che tutti portiamo sulle spalle.

Continuiamo la guerra, finché tutti saremo liberi...

Con amore e forza

Fernando Bárcenas