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Molti anni fa gli slogan antifascisti dicevano: “ il fascismo storico è morto, quello quotidiano vive “.

Era una constatazione giusta per il periodo storico e stabiliva una direzione strategica contro la fascistizzazione della società. Le società europee diventavano paradisi del capitalismo e paesi di accoglienza di emigrati provenienti dall’Europa dell’est sconfitta; i primi casi di razzismo sociale insieme al razzismo istituzionale di stato e la retorica dei mezzi di comunicazione di massa comparivano dinamicamente nella società.

In Grecia i neofascisti erano un pugno di impiegati del meccanismo poliziesco (in pratica tutti strettamente connessi alle organizzazioni militari che durante la resistenza avevano collaborato con gli invasori italo-tedeschi, e durante la guerra civile individuavano le persone di sinistra alimentando la strage in atto e che nel periodo successivo alla guerra civile avevano la predominanza politica) privi di prospettive sia politiche che di organizzazione, e senza riscontro nella società, tranne un limitato gruppo di estrema destra.

Eppure in quel periodo si verifica un primo innesto senza pretesti della società con i valori del capitalismo. E’ l’epoca in cui “i vincitori della fine della storia” diventano come tutti i vincitori ancora più brutali e aggressivi. Tanto all’interno delle società occidentali (per esempio, con la violenta dissoluzione del sistema sanitario) quanto a livello internazionale (con l’esportazione delle guerre-crociate da parte dell’asse di giustizia e democrazia) . Le condizioni di guerra continuano anche oggi: bassa tensione all’interno dei paesi occidentali, intensa tensione in varie parti del mondo (Irak, Siria ecc.). Oggi più che mai all’interno del sistema di crisi capitalistica mondiale le società si devono alleare e abituarsi alla normalità di una guerra continua, educarsi alla barbarie e al razzismo, abituarsi a vedere l’esercito sollazzare nelle strade, a riconoscere come suoi nemici i nemici indicati dal sistema. Ad andare a dormire con la paura e a svegliarsi più poveri, ma fieri di orgoglio nazionale. La globalizzazione da valori più oscuri della società borghese nutre l’estrema destra, sia a livello internazionale guadagnando territorio, sia nella società che nelle istituzioni.

In Grecia il processo di pauperizzazione di grandi strati sociali e il recente problema di gestione degli emigrati-profughi hanno creato un lago di melma nella quale nuota comodamente il cannibalismo. Certo, i vantaggi che traggono da questa situazione i fascisti non si fermanno lì. Dai discorsi umanitari, ma sostanzialmente antiemigrazione, dei ministri sensibili (vedi Muzalas) e della sinistra ai democratici e ai nazisti, su un’isola ai confini della Grecia (dove commossi tutti insieme cantavano l’inno greco) l’estrema destra conferma i rapporti storico-tradizionali (in fondo rapporti economici ben remunerati ) con le istituzioni e lo stato.

Una realtà pervade la storia dello stato greco dai suoi primordi: l’osmosi dello stato (servizi segreti, politici dietro le quinte, fattori economici ecc.) con i gruppi di estrema destra, e l’uso che ne fa lo stato per risolvere situazioni sporche che non vuole affrontare direttamente. Decine di anni fa con le associazioni segrete militari, più recentemente con gli organismi sottogovernativi, sono responsabili di attacchi ad avversari politici, di assassinii, della creazione di uno stato di emergenza con provocazioni, tentativi di colpo di stato, funzionando come la mano lunga dei padroni (meccanismi di crumiraggio, attacchi ai sindacati ecc.). Contemporaneamente nuotano nelle acque luride dell’economia dato che il guadagno facile è uno dei principali moventi delle loro azioni.

Se è vero che lo stato ha una continuità, è sicuro che lo ha anche lo stato profondo, le oscure politiche dietro le quinte e le sue marionette, i nuclei fascisti e i diversi gruppetti parastatali. Nell’ambito della Grecia della crisi, il giocatore fondamentale della destra è Alba Dorata. Il più importante esecutore di lavori sporchi il cui mandatario è una parte dello stato, gli alti quadri dei servizi segreti, fino agli imprenditori simpatizzanti a loro legati. Nonostante che ormai 30 anni rimane la forza egemone nel detto ambiente, melma per esattezza, ha anche concorrenza. Ad esempio la creazione di LE.PEN dall’ex membro mafioso Riga, e più recentemente APELA, l’ espressione politica del AME_C18, con un sito internet Hellenic NS, sostenuto da un vicecapo di Alba Dorata e impiegato di Mixalogliakos, Periandros Andruzopulos.

La verità è, che se sei una marionetta mordi solo fino a quando te lo permettono I tuoi padroni. Sei utile, ma entro un certo limite di azione. Se superi i limiti puoi essere congelato per tanto tempo quanto è necessario. In questa situazione si trova al giorno d’oggi Alba Dorata, apparentemente messa al muro a causa del processo in corso, lasciando l’attivismo ad altri gruppi. Il lavoro sporco lo fanno adesso i diversi “infuriati” e seguaci “delusi”. Il risultato è che la stessa organizzazione non compare attiva, mentre continuano gli attacchi agli obiettivi. E ugualmente importante: in questo modo i diversi germogli dell’estrema destra rimangono sotto il controllo dell’organizzazione madre, malgrado sostengano il contrario. Sollevando una qualsiasi pietra in questo fango troverai uno squadrista passato da Alba Dorata e che molte volte è attivo in quell’ambiente. Facendo una semplice indagine del ruolo di questi gruppi si incontra una quantità di nomi (blood and honour, combat 18, brigade hellas, AME , hellenic ns, Apella, Giglio Nero ecc.) che completano la gronda nel palazzo dell’estrema destra (Nuova destra, L.E.P.EN, partito Baltakou, Rete dei Greci conservatori ecc.).. Piccoli gruppi della feccia fascista che solo formalmente si differenziano dal principale rappresentante del fascismo in Grecia, Alba Dorata, e si presentano come delusi che non accettano, o in parte si differenziano dalla sua linea e proclamano un nazionalsocialismo senza limiti istituzionali. Espulsi, usciti dal partito e altri agnelli perduti. Tutti con il comune denominatore di autonomia politica del pensiero e l’analoga disponibilità all’azione.

Nei rottami della melma nazista un’organizzazione ci ha suscitato particolare curiosità: la Propatria. Il suddetto gruppo ha come vetrina le lezioni di arti marziali, l’organizzazione di festival con attività simili all’estero (Italia, Francia, Polonia, ecc.) e all’interno (Kalamata). In realtà si tratta di un serbatoio dal quale si arruolano membri che equipaggiano i gruppi di attacco dei diversi corpi parastatali. I suoi membri hanno mirabili rapporti con questi, e partecipano andando e provenendo da questi . Vasi comunicanti, gruppi che cambiano timbro occasionalmente per dare l’impressione che esistano migliaia di gruppi d’attacco e certo... autonomi (!) . Il gruppo Propatria sembra sia un’organizzazione nella quale sono implicati molti dei bastardi che aggrediscono gli emigrati-operai, i compagni, le sedi del movimento e chiunque non è d’accordo con i suoi principi. Ultimamente gruppi di compagne e compagni hanno attaccato alcuni dei suoi membri come risposta alle loro azioni.

Continuando la ricerca nei canali nazisti e della stessa Propatria abbiamo capito che era riuscita a proteggere le sue “problematiche” e le sue azioni in un luogo chiuso: la sede “naturale” dove i suoi membri potevano riunirsi, allenarsi, fare le loro feste e serate musicali. Credendo che le regole cospirative di sicurezza adottate (altro elemento che propagandano ai nuovi membri) sarebbero state sufficienti a renderli invisibili (!) e sicuri (!!!), le menti geniali di Propatria hanno cominciato a costruire un punto di riferimento per la melma nazista “radicale”, un luogo fantasma che doveva essere scoperto. E dal momento che la perseveranza e il lavoro politico-tecnico a lungo tempo porta i suoi frutti, abbiamo ottenuto un buon risultato. Siamo riusciti a trovare le loro tracce e a trovare la sede “segreta”, nel centro storico di Atene in via Xrissospiliotissis 7, al terzo piano. E dato che, come ben si sa, i fascisti non possono separarsi dalla polizia, la loro sede dista cento metri dal comando di polizia dell’acropoli, seguendo la tattica usata per tutte le sedi in Grecia. Mercoledì 8 Febbraio 2017, i compagni e le compagne hanno attaccato la suddetta sede esigendo nuovi inquilini e mandando i vecchi inquilini all’ospedale. Abbiamo scelto di agire nell’ora di apertura con l’obiettivo di colpire non solo il luogo, ma anche gli amministratori responsabili. Purtroppo, siamo stati sfortunati, e loro fortunati, perché abbiamo trovato solo Haris Stamataki. Importante membro di Propatria, lo si può riconoscere sulla foto recentemente scattata durante i convegni dei nazionalisti di estrema destra, insieme con Dimitris Zafiropulos (ex membro di Alba Dorata ed editore), Haris Rigas di LE.PEN e Panagiotis Doumas (la nuova destra di Failos Kranidiotis). Abbiamo preso bandiere, materiale di propaganda, abbiamo fatto danni e scritto slogan antifascisti.

La ricerca sui collegamenti di gruppi nazisti continuerà, così come gli attacchi contro di loro. Tutti quelli che costituiscono la mano lunga del sistema dovranno trovarsi davanti tutti noi che lottiamo, e siamo pronti a troncarla. Chiunque alza la mano sugli immigrati, sulle persone diverse da lui, sui compagni, sulle sedi del movimento, sarà sempre un bersaglio per noi. Il fascismo non si abbatte con la violenza spietata di qualche specialista, e nemmeno con truffe istituzionali che riciclano la inefficienza sociale. La nostra vera forza sono il cuore e il cervello, l’intelligenza collettiva, la perseveranza e la solidarietà. Il lavoro politico quotidiano che assume diverse forme è uno strumento necessario nella lotta al fascismo. Una lotta che non inizia e finisce col picchiare i fascisti per strada, ma permea ogni momento del giorno: contro il sessismo, contro il razzismo, contro le logiche e i comportamenti autoritari. Una lotta dura e difficile che finirà solo quando avremo finito con il sistema che fa nascere, che nutre, che protegge i gruppi fascisti: lo stato, il capitalismo, il patriarcato. Solo così si fa piazza pulita del fascismo. Fino a quel momento un respiro profondo e conflitto totale.

NEMMENO UN MILLIMETRO DI TERRA AI NEMICI DELLA LIBERTA’

PER LA LIBERAZIONE INDIVIDUALE E SOCIALE

l’occhio insonne dell’anarchia