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Il punto centrale dell‘udienza di 12 maggio era la deposizione dell’esperta biometrica, chiamata come testimone d’accusa. Innanzitutto, ha affermato che la qualità di immagini (delle telecamere di pianterreno dove si trova la cassaforte della banca) era molto cattiva e che avevano una risoluzione bassissima, e questo ha influito sugli esami biometrici.

Per quel che concerne la fisionomia del corpo, non è stato possibile determinare né la sagoma, né l’altezza, né la forma della testa a causa degli abiti che le persone presenti sulle immagini indossavano. Riguardo al viso della donna, ha dichiarato che è stato possibile confrontare solo le caratteristiche facciali della parte inferiore, dove non c’erano corrispondenze “notevoli”; c’erano alcune parti che potevano coincidere, ma queste sono molto comuni in tante persone, e perciò non è possibile dire se si tratta o meno di stessa persona. Riguardo all’uomo che appare nel video, le caratteristiche coincidono ancora meno. Secondo l’esperta, l’accusato e l’uomo sul filmato non sono la stessa persona.

L’udienza è continuata con nuove “prove” esposte dall’accusa. Una “testimone” che, sembra, avrebbe viaggiato con uno degli accusati con BlaBlaCar nello stesso giorno di rapina. Questa donna (francese) lavora per un’azienda che vende strumenti di marca identica a quelli che sono stati trovati in banca, e questo per l’accusa rappresenta un indizio.

Nuovamente, l’accusa si è rifiutata di spiegare il modo in cui ha trovato questa testimone (la quale, inoltre, si è rifiutata di fare una deposizione in tribunale), dato che l’indagine rimane aperta e l’accusa non permette agli avvocati di accedere a questa parte del fascicolo. Infine, l’accusa ha cancellato alcune parti del fascicolo e ha consegnato questa parte agli avvocati.

La successiva udienza è iniziata con l’esposizione di tutte le informazioni considerate rilevanti sui viaggi che uno degli accusati avrebbe fatto con il servizio di BlaBlaCar, tra Francia e Barcellona. È stato specificato che la LKA [polizia locale, ndt.] ha contattato BlaBlaCar a causa di alcuni messaggi ricevuti sul telefono confiscato, dal quale sono stati prenotati i viaggi. BlaBlaCar ha fornito tutte le informazioni su questo numero telefonico e su presunte prenotazioni.

Uno sbirro LKA, impegnato nell’indagine, ha spiegato tutte le informazioni relative ai viaggi e ai dati forniti da BlaBlaCar. Ha parlato del numero di persone presenti nella macchina e di tutte le fermate che ha fatto, anche se questi dettagli non erano importanti per il caso. Durante l’ultima udienza il giudice ha contattato la persona che guidava blabalcar per invitarla a presentarsi al tribunale come testimone. Ma, il conducente ha rifiutato. Anche LKA l’ha contattato e ha ottenuto delle risposte. Hanno chiesto dettagli sul viaggio, se ci sono state conversazioni durante il viaggio, dove è uscito ecc. Hanno mostrato anche la foto della persona accusata, che è stata riconosciuta dal conducente come la persona che ha preso in macchina dopo il contatto sul sito di BlaBlaCar.

Nella mattinata, il cacciavite trovato in cassaforte della Pax Bank è stato portato in aula come una prova fisica, dato che contiene il presunto DNA di uno degli accusati. In seguito si è aperta una lunga discussione sull’origine di questo strumento, e alcuni altri trovati in banca, dimostrando che il cacciavite potrebbe essere di origine francese. L’accusa ha affermato che il DNA prelevato dal cacciavite è stato trovato sulla sua superficie piatta, e se fosse stato utilizzato da qualcun altro il DNA precedente sarebbe scomparso, utilizzando questo come parte di argomentazione nell’accusa. La difesa ha smontato questa argomentazione, affermando che questo rappresenta un errore nella coerenza dell’analisi; il giudice ha respinto questa prova come parte del caso. Gli avvocati hanno chiamato queste dichiarazioni dell’accusa “falsche Darstellungen” (falsi contributi).

Dopo l’intera udienza, le discussioni tra l’accusa e gli avvocati di difesa, e le decisioni dei giudici, la conclusione è stata che la prova portata dall’accusa riguardo a tutti i viaggi di BlaBlaCar da Franciaa Barcellona non è né conclusiva né rilevante per il caso, e che perciò non farà parte dell’accusa “complessiva”.

Nel tentativo di collegare uno degli accusati alla sinistra radicale, e di presentarlo come una persona conosciuta e attiva dell’ambiente militante, l’accusa ha utilizzato due situazioni:

— l’invio di una lettera, con un manifesto di un’azione di solidarietà con il caso, in cui il mittente commenta che ci è voluto quasi un mese che arrivasse la risposta precedente

— il pedinamento della polizia politica belga a Bruxelles nel 2010, nel contesto del “No Border Camp”.

La prossima sessione probabilmente inizierà con la precisazione dei capi d’accusa da parte del PM, dato che la parte sui testimoni e sulle prove si è conclusa. Anche se è possibile che l’accusa richieda di portare altri testimoni.

Solidali e amici erano presenti in aula per trasmettere forza ai compagni accusati!

La prossima udienza si svolgerà il 22 maggio alle ore 09:00.

Il 31 maggio e il 7 e il 13 giugno rimangono aperte per possibili cambiamenti e novità.