f-i-firenze-italia-tutti-vedono-la-violenza-del-fi-1.jpg

Sono tempi duri se sei nato sulla sponda sbagliata di questo “migliore dei mondi possibili”. Le catene ci vengono strette sempre più forte intorno al collo, e ora se ne accorgono anche coloro i quali fin’ora ci hanno detto che esageravamo. Alzano muri, dispiegano polizie nelle strade, sgomberano gli spazi che facciamo rivivere dopo che lo stato li lascia all’abbandono per anni. Arrestano chiunque metta in discussione un ordine imposto in cui nessuno di noi si riconosce più. Ci vogliono spazzare via, è evidente.

Vogliono una città di turisti e ricchi, una gabbia d’oro al centro e tutto intorno la miseria e il disagio, tenuto ben lontano dal lunapark del centro. Ma è solo l’inizio, prima ci spazzano via dal centro, poi arriveranno anche nelle periferie. Retate, arresti, soldati, stupri, muri puliti e silenzio totale. Via i poveri, le puttane, i pazzi, gli immigrati, gli artisti disobbedienti al mercato, via tutti gli individui che rendono le strade e i quartieri vivi. A suon di manganelli, arresti, minacce, lacrimogeni sparati nelle finestre degli spazi liberati dalla speculazione. Violenze di ogni tipo.

Vogliono spazzarci via, in ogni modo, con ogni mezzo, approfittando della complicità silenziosa di cittadini e persone perbene. “Lo facciamo per voi”, consci del fatto di poter contare sulla paura dei manganelli. Perché il potere è forte solo finchè si ha paura, dal momento in cui la paura viene superata dalla volontà di osare, il potere si sbriciola.

Non ci stiamo, non ci pieghiamo ai manganelli, ai soldati e alla polizia che picchiano migranti e molestano donne in pieno centro. Che arrestano compagni e compagne basandosi su accuse infondate, in una vera e propria opera di pulizia sociale per asfaltare l’opposizione a un mondo di galere e filo spinato.

Se condividete questi pensieri, sappiate che non siete soli. Noi abbiamo in mente un’idea esagerata di libertà, vogliamo osare qualcosa di più di quello schifo che ci concedono. Alla discoteca silenziosa noi rispondiamo con la musica a piene casse, all’isolamento sociale rispondiamo con incontri non autorizzati per conoscerci e organizzarci. A chi ci vuole chiusi in casa davanti uno schermo, soli e silenziosi, rispondiamo con socialità, riprendendoci spazi della città liberamente e senza paura.

Noi divisi in bande siamo il doppio di loro se ci uniamo, lo sanno bene, ecco perché puntano a isolarci, dividerci, con qualsiasi mezzo.

La paura non ha più senso adesso, perché non c’è più nulla da perdere. Se il loro obiettivo a questo punto è spazzare via la libertà, noi spazzeremo via loro.

Le feste, la libertà e la musica non hanno bisogno di autorizzazione.

Riprendiamoci gli spazi che ci vogliono togliere, riprendiamoci la gratuità della vita, la socialità non autorizzata e al di fuori degli schermi e dei canoni imposti. Abbiamo soppesato i diritti e i doveri di questa società e li abbiamo trovati insoddisfacenti. Per cui ora basta, ora vogliamo qualcosa di più, vogliamo tutto e lo vogliamo subito.

Iniziamo dal centro città, dal silenzio dato dalle cuffie, dal decoro e dai suoi muri puliti di censura. Diffondiamoci ovunque, rompiamo gli argini del controllo, inondiamo le città.

L’autunno nero sta arrivando, preparati a salpare.

LIBERTA’ PER GHESPE E PASCA

LIBERTA’ PER TUTTI E TUTTE

Anarchic* e dannat*