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Il 26 giugno 2018, Francisco Hermosilla, Mario Fuentes Melo e Valeria Echeverría hanno nuovamente deciso sulle vite di altre persone. Questa volta i tre giudici miserabili del Quarto Tribunale Penale di Valparaíso, hanno svolto dal loro podio il proprio ruolo di ingranaggi del sistema giudiziario/carcerario.

Questa volta hanno deciso di emettere il verdetto di condanna contro 6 compagni accusati di aver partecipato nei disordini del 21 maggio 2016, quando rimase soffocato un impiegato comunale, Eduardo Lara, a causa del fumo prodotto dall’incendio di una farmacia vicina.

Il nauseabondo potere giudiziario ha ritenuto colpevole i compagni per le seguente accuse:

Miguel Ángel Varela Veas: di aver commesso il reato di incendio con esito letale + porto di bomba molotov

Felipe Ríos Henríque: di aver commesso il reato di incendio con esito letale

Constanza Gutiérrez Salinas: di aver partecipato nel reato di incendio con esito letale

Nicolás Bayer Monnard: di aver partecipato nel reato di incendio con esito letale

Rodrigo Araya Villalobos: di aver partecipato nel reato di incendio con esito letale

Il p.m. del “caso 21 maggio”, Cristián Andrade, che ha richiesto condanne da 15 a 25 anni, lieto che il tribunale aveva accettato le sue tesi, ha detto: “C’è un assenso sul fatto riconosciuto che la morte di Eduardo Lara è stata provocata da questo incendio”.

Ricordiamo che i 6 compagni sono rimasti in libertà con vari misure restrittive (obbligo di firma, obbligo di dimora e arresti domiciliari in alcuni i casi), ma all’udienza odierna l’accusa ha chiesto la detenzione cautelare in attesa della condanna, però respinta dal tribunale.

All’udienza hanno partecipato Hugo, Constanza, Nicolás e Rodrigo Araya, mentre i compagni Miguel e Felipe hanno rifiutato di presenziare, contro i quali è stato emesso il mandato d’arresto.

La sentenza, quando il giudice decreterà gli anni di condanna ai compagni, sarà letta il 7 luglio alle ore 10:00, in seguito la difesa potrà fare appello per annullametno del verdetto.

VERDETTO

Oggi nuovamente assistiamo ad una palese vendetta giudiziaria perpetrata durante un processo politico. Non contano le immagini sconnese mostrate dalla polizia, l’insussistenza di alcune prove di idrocarburi, come di quelle relative all’ANI, speculando su qualche responsabile. Oggi il racconto giudiziario conferma un legame diretto tra la partecipazione nei disordini del 21 maggio, l’attacco incendiario contro una farmacia e la morte per soffocamento di un impiegato comunale rinchiuso dai propri datori di lavoro, vari piani più sopra. La confusione è completa.

Questa condanna è un attacco alla lotta di strada e alle espressioni traboccate nelle manifestazioni, nel tentativo di indicare alcuni responsabili per soddisfare la sete di vendetta del municipio di Valparaíso. Oggi, come ieri, né il silenzio né la passività rappresentano tattiche per affrontare il linciaggio giuridico.

Solidarietà attiva e insurrezionale con i compagni condannati!
Accompagnare, appoggiare e aprire i sentieri verso i compagni Miguel e Felipe!