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Interrotto festival del cinema “Tutti nello stesso piatto” in supporto a Paska in sciopero della fame a Trento

Domenica 25 novembre a Trento una trentina di compagni e compagne hanno interrotto la premiazione del festival “Tutti nello stesso piatto”. Questa manifestazione era a loro dire il modo per sollevare la questione dei “diritti umani” tramite film e documentari. L’ipocrita Provincia di Trento, che si vanta di essere un territorio accogliente e democratico quando invece finanzia imprese militari, ricerche belliche e progetti repressivi di ogni sorta, cerca con iniziative di questo genere di farsi una facciata pulita e “solidale”. Tra i promotori dell’iniziativa c’era anche Elsa – The European Law Student’s Association – ente che spesso a Trento organizza nelle università eventi nei quali si possono trovare militari e uomini in divisa, oltre che magistrati e giudici. Durante l’interruzione i compagni hanno distribuito volantini e fatto interventi per Paska in sciopero della fame e in solidarietà a Giovanni e Ghespe.

Qui sotto il volantino distribuito:


UN NOSTRO COMPAGNO È IN SCIOPERO DELLA FAME

Il capodanno di due anni fa, a Firenze, scoppiò un ordigno alla libreria di Casapound ferendo gravemente un maldestro poliziotto-artificiere.
Qualche mese dopo a Firenze furono sgomberati i posti occupati anarchici “Il Panico” e la “Riottosa” e arrestati vari compagni e compagne per “associazione a delinquere”. Quattro di questi compagni (dei quali tre ancora in carcere) sono accusati di aver messo quell’ordigno. Mentre i fascisti si organizzano (nelle strade come nei palazzi) e hanno già aperto il fuoco (a Macerata e altrove), lo Stato si vendica contro chi ha sempre combattuto loro e l’ingiusta società che li genera. Per questo sta cercando di rinchiudere per anni questi compagni dietro le sbarre di una prigione.

Uno di loro, Paska, è ora in sciopero della fame nel carcere di La Spezia contro le ripetute vessazioni subite. Durante un’udienza al Tribunale di Firenze, voleva denunciare quello che gli è accaduto durante la traduzione, cioè un pestaggio da parte delle guardie. Quando Paska ha cercato di parlare, il giudice gli diceva che l’argomento non era inerente al processo e poi è stato allontanato dall’aula. I solidali presenti hanno fatto sentire la loro vicinanza al compagno. Anche noi oggi vogliamo essere vicini a lui e a tutti i detenuti e detenute in lotta. Ribadiamo con forza che la pratica dell’azione diretta è sempre più necessaria per rintuzzare le politiche dello Stato e le pratiche dei suoi manutengoli, che si fanno ogni giorno più opprimenti contro i ribelli e gli sfruttati tutti. Mentre il Ministero di Grazia e Giustizia cerca con nuovi decreti di isolare i detenuti in lotta; mentre il nuovo Decreto Sicurezza inasprisce sempre più la repressione; mentre la mentalità razzista, reazionaria e fascista avanza; mentre qualcuno (vedi il PD) cerca di trasformare l’opposizione ai fascisti in pura propaganda elettorale, dopo aver preparato loro la strada; noi vogliamo ancora una volta ribadire la nostra solidarietà a chi lotta, a Paska in sciopero della fame, e ribadiamo la nostra ostilità alle guardie infami e tutto il nostro odio contro Stato e fascisti.

Liberta per Paska, Giovanni e Ghespe!
Contro lo Stato e le sue carceri .

Anarchici e Anarchiche