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Rivendicazione pubblicata (in ritardo) il 30 maggio 2018:

Il 28 ottobre scorso abbiamo realizzato un doppio attacco nella zona di Zografou, incendiando un camion frigo per il trasporto di carne, con un meccanismo incendiario. Abbiamo anche attaccato l’auto di un cacciatore rompendo il vetro e incendiando benzina al suo interno. Rivendichiamo la responsabilità anche per il terzo atto della campagna “Green Nemesis”.
Attacchiamo indiscriminatamente ciò che contribuisce all’incarceramento, allo sfruttamento e all’infelicità degli animali, che si tratti di una vetrina cosmetica o di un macellaio ecc.

ANTROPOCENTRISMO
Le persone fin dall’antichità hanno utilizzato gli animali per il proprio vantaggio. Con lo sviluppo della tecnologia e dei suoi mezzi, lo sfruttamento degli animali è cresciuto, mentre allo stesso tempo il valore della vita è stato indebolito. L’antropocentrismo è ciò che spinge milioni di animali alla morte per diventare cibo, e non solo.
Seminari pieni di animali da esperimento. Anche le persone utilizzano ancora gli animali per il proprio divertimento.
L’attitudine della specie umana gli ha fatto pensare di essere più importante della natura e di qualunque altro animale, costantemente cercando come trarre profitto dalla distruzione, dal saccheggio, dall’addomesticamento e dalla morte di terra e animali. In questo sistema di valori, gli animali sono nel migliore dei casi considerati oggetti per il nostro uso e piacere, nel senso che si ha su di loro il completo controllo come se fossero una proprietà privata. E’ per questo che non ci stupisce quando i cittadini, i media e la società in generale si scandalizzano alla vista della vetrina rotta di un macellaio o dell’auto incendiata di un cacciatore, mentre applaudono nei festival o nei festeggiamenti in cui gli animali sono sistematicamente torturati, umiliati e uccisi per divertimento o semplicemente per ‘tradizione’. Con la stessa logica, a tutti loro non importa che il cibo che riempie i frigoriferi e gli scaffali dei supermercati provenga da una tortura senza fine di animali intrappolati in allevamenti e stabilimenti, animali che sono nutriti con antibiotici e altri farmaci, che crescono in condizioni miserabili per ottenere il peso e la taglia desiderata nel minor tempo possibile. Tutti/e vediamo animali domestici venduti nei negozi semplicemente per rispondere ai bisogni di alcune persone che sentono che sono di loro proprietà, o per soddisfare il desiderio impulsivo di prenderli da cuccioli per riempire il vuoto della loro non-esistenza e solitudine. Non vediamo nemmeno alcune di quelle persone dare di matto quando altri avvelenano, picchiano, accoltellano, uccidono e torturano cani e gatti randagi. Per questa, e per molte altre ragioni, scegliamo ancora di attaccare i responsabili e di restituirgli un piccolo assaggio, non solo incendiando proprietà e strutture, o sabotando merci di consumo e flussi commerciali, ma anche, perché no, attaccando loro direttamente.

VEGANISMO E ANARCHIA
Il veganismo in sé è riformista e non riguarda il liberare animali o danneggiare l’industria. L’antispecismo, a nostro parere, è parte del più ampio anarchismo e antifascismo, ma nel paese in cui viviamo e agiamo questo non viene molto compreso. Chiunque rispetti la vita e la libertà sa molto bene cosa c’è bisogno di fare ed è per questo che non siamo qui per puntare il dito verso nessuno/a. E’ una scelta personale e niente di più. Il veganismo si è ora evoluto attraverso l’industria moderna in uno stile di vita che presumibilmente risciacqua la coscienza, è altamente pacifista e legittima soltanto il danno economico. Milioni di animali rimangono nelle gabbie aspettando la morte, nel migliore dei casi, in industrie e allevamenti che usano tattiche naziste come ad Auschwitz. Tutto questo è soltanto una teoria e quando una teoria non può tradursi in pratica non è nient’altro che una ‘filosofia’. Con Green Nemesis, abbiamo preso di mira alimenti che sono stati prodotti con animali, o di proprietà di compagnie che sfruttano animali per la produzione di altro, e un altro criterio è stato che fossero prodotti basilari per una tavola di Natale. Attraverso questa azione non abbiamo l’illusione che chiuderemo le aziende o fermeremo la sofferenza animale ma volevamo causare una piccola perdita economica ad aziende enormi.

LA LOTTA PER LA LIBERAZIONE TOTALE NON E’ CLASSISTA
La violazione e lo sfruttamento di animali non è solo supportato dall’industria e dal capitalismo ma anche da persone ordinarie di ogni classe – poveri/e, lavoratori/trici, di classe media e ricchi/e. Ecco perché non discriminiamo tra grandi compagnie e piccoli negozi di quartiere poiché sono tutti parte dello stesso sistema. Con la stessa rabbia e volontà attaccheremo un piccolo macellaio o gli edifici di una grande compagnia, o ficcheremo un proiettile nelle teste dei responsabili di questi ‘lavori’. Supportiamo qualunque forma di attacco di ogni spessore contro coloro che torturano e traggono profitto alle spese degli animali in qualunque modo, e non siamo capaci solo di fare danni materiali. Siamo capaci non solo di attaccare posti di lavoro, negozi o mezzi utilizzati per allevare gli animali, ma supportiamo ogni forma di attacco alle loro case e a ogni tipo di proprietà privata.
Ci siamo stancati/e di azioni ‘simboliche’ che mirano a non ferire nessuno/a o a un tipo di sabotaggio che non ha impatto, o ad azioni fatte per pulirsi la coscienza e indossare la medaglia, finché i colpevoli continuano a vivere vite pacifiche senza paura. Siamo stanchi/e dell’attivismo e della mentalità dell’attivista che vuole essere amichevole con chiunque senza ferire emotivamente nessunx, convincere chiunque che ha ragione e salva gli animali e la terra senza che nessuno si sporchi le mani e rischi la propria sicurezza.
Siamo stanchi/e della mentalità pacifista e di quelli/e che danno di matto per quello che diciamo e facciamo perché stiamo promuovendo attacchi contro le persone con tutti i mezzi. Si crede forse che avere uno stile di vita vegan e propagandarlo cambierà qualcosa? Sappiamo e siamo sicuri/e che lo sfruttamento degli animali e la distruzione dell’ambiente non si fermeranno, ma almeno gli restituiremo un po’ del martirio che hanno causato. Tutto quello di cui siamo sicuri/e è che non rimarremo in silenzio.

INCENDIARI/E VERDE-NERI/E