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La sessione di lunedì 27 marzo è iniziata con la deposizione di uno dei dipendenti della Pax-Bank, presente durante la rapina. Ha parlato della sua esperienza durante la rapina; si ricordava della presenza di due persone, ma comunque i suoi ricordi erano in generale alquanto vaghi. Si ricordava che l’atmosfera tutto il tempo era rilassata, che i rapinatori si sono comportati bene con lui e con alti dipendenti, e che è stato portato in una stanza della banca dove è stato legato. Ha detto che i rapinatori, prima di andarsene, avevano lasciato ai dipendenti i mezzi necessari per slegarsi. Aveva notato che le mensole vicino alla cassaforte erano state spostate in un altro luogo, in ordine differente. Come gli altri testimoni, non ha riconosciuto nessuno degli accusati in aula, rispondendo negativamente alle domande del giudice, dichiarando di non aver sofferto nessun danno psichico dopo l’evento.

Il secondo testimone era il marito della dipendente di banca, che aveva testimoniato il 23 marzo. Si trattava di un nuovo testimone, chiamato esplicitamente per testimoniare dopo che sua moglie aveva dichiarato di aver riconosciuto uno dei rapinatori sulle foto (di un uomo e di due donne) mandatele da un collega su WhatsApp. L’uomo ha descritto la situazione quando sua moglie ha ricevuto le foto; i due erano seduti sul divano e lei ha avuto una reazione nervosa. Ha spiegato, come sua moglie aveva già esposto, che i rapinatori le avevano tolto gli occhiali nel primo momento, e ha sottolineato che ha la diottria sei.

Il resto della sessione consisteva nella lettura di alcune parti del fascicolo, soprattutto di dichiarazioni della banca sulla famiglia di uno degli accusati.

Durante la sessione di 28 marzo sono state lette varie parti di questo fascicolo. La prima parte della lettura riguardava il materiale confiscato in casa di uno degli accusati, ed è stata seguita dalla lettura di alcune lettere intercettate dal giudice e dalla procura di Aquisgrana. Il giudice ha letto una parte del fascicolo, esponendo alcuni modi in cui i compagni sono stati seguiti, come anche una lunga lista di azioni avvenute in Germania in segno di solidarietà con gli anarchici accusati.

Nuovamente, molti compagni erano presenti in aula in questi due giorni, esprimendo il proprio supporto e solidarietà.

Durante la sessione di 31 marzo la corte ha esaminato le prove fisiche trovate in banca (strumenti, lacci, un martello, uno scalpello ecc.) e nella borsa di plastica trovata fuori, che l’accusa attribuisce alla rapina (vestiti, occhiali da sole, una parrucca e due pistole). Hanno parlato anche dei dati trovati su vari computer confiscati durante le perquisizioni: documenti, pagine web, fotografie personali ecc., anche se l’accusa alla fine ha detto che non sono rilevanti per il caso.

La sessione pianificata per il 3 aprila è stata cancellata. La prossima sessione si svolgerà il 7 aprile; lo sbirro del LKA, responsabile per le indagini tedesche testimonierà in questa data, quando sarà letta anche la parte spagnola dell’indagine, la quale non ha potuto esporre il commissario dei mossos d’esquadra dato che si era rifiutato di identificarsi con il proprio nome.

Nulla è finito, tutto continua!