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No, i tempi attuali decisamente non sono favorevoli alle idee. Appiattite da protesi tecnologiche, svuotate dalla mancanza di un orizzonte completamente diverso ed emaciate dalla devastazione di mondi interni e della sensibilità, i nostri contemporanei non sono molto interessati alle idee. Preferiscono le chiacchiere, ripetono ciò che li è stato detto, esibiscono le proprie opinioni... tutto assai diverso dalle idee, da quei “pensieri armati”. I nostri tempo assistono ad un progetto di proporzioni quasi inimmaginabili in continuo sviluppo, perfezionamento e riadeguamento nei laboratori del potere: non solo che il dominio sta estendendo incessantemente la sua rete di controllo e repressione, la quale – nonostante il continuo martellamento della propaganda che gli occhi dei padroni sono ovunque – può sempre essere superata e distrutta dai ribelli muniti di coraggio e fantasia, ma sta anche attaccando, in un modo determinato e dotato di potenti strumenti che prima non erano a sua disposizione, la capacità critica, la sensibilità etica, l’immaginazione che ci portano oltre questo inferno quotidiano. Un tale progetto non dovrebbe provocare null’altro che una rabbia feroce tra coloro che vogliono abbattere il dominio.

Ma anche tra gli anarchici, questi irriducibili nemici dell’autorità, questo progetto di dominio si avverte sempre di più. Non è difficile comprendere che le nostre idee stanno perdendo fiato, come le capacità critiche si stanno sgretolando, quanto facilmente le idee autoritarie vengono incanalate nell’universo anarchico. L’immagine viene a sostituire l’idea, la posa l’agire, la confezione prevale sul contenuto. Esistono quelli consapevoli di questo processo in corso e, nuotando controcorrente, non rinunciano, non si adattano ai nuovi imperativi di confusione, alle alleanze disgustose e ai partiti più o meno immaginari, non assistono passivamente allo svuotamento delle parole degli anarchici di una tensione che li ha sempre caratterizzati: pensiero e dinamite. E poi ci sono quelli, molto più moderni e sincronizzati con questo nuovo mondo che il dominio sta costruendo, che seguono la corrente ed entusiasti saltano sul questo treno diretto alle fornaci dove il dominio brucia tutte le idee, critiche, etiche e i desideri. Tra i primi e questi ultimi noi scaviamo un divario profondo. Le idee che noi amiamo... le difenderemo con unghie e denti, fino al nostro ultimo respiro, contro lo Stato, contro i vermi autoritari che credono di potersi camuffare da rivoluzionari “antiautoritari”, e anche contro quegli anarchici che si adoperano per denaturarli, trasformandoli in un collage, in una posa, un immagine, un video.

Recentemente alcuni anarchici hanno destinato una gran triste sorte ad un testo pubblicato alcuni anni fa sotto il titolo “Arcipelago. Affinità, organizzazione informale e progetti insurrezionali”, che voleva essere un contributo alle riflessioni sull’affinità, sulle possibilità di organizzare la lotta anarchica, sull’importanza di sviluppare un progetto. Sotto il titolo “Affiniy. Beyond Friendship” [Affinità. Oltre l’amicizia, N.d.T.][1], una video-collaborazione tra Sub.media e Resonance Audio Distro, è stato pubblicato un video su un sito di contro-informazione e poi – una cosa che purtroppo non ci sorprende più – ripreso da diversi siti anarchici. In tutto il nostro ottimismo sul fatto che le nostre idee non sono recuperabili, non avremmo mai pensato che un tale ripugnante raccapriccio fosse possibile. Ci eravamo sbagliati. E’ possibile. Oggi tutto diventa e può diventare pubblicità, pure i testi sovversivi. Tagliato a pezzi, recitato in un modo veramente penoso, adornato con un titolo che non significa nulla, con l’aggiunta di qualche tono musicale lievemente tragico che dovrebbero commuovere i cuori dei poveri in spirito, come un film epico prodotto dagli ingegneri dell’anima che lavorano nei laboratori dell’istupidimento, supportato da un susseguirsi di immagini “evocative” e infine debitamente certificato dal timbro dei produttori, questo “video” non è null’altro che l’ennesima produzione dei becchini della sovversione.

Il fatto che tutto il contenuto potenzialmente sovversivo sia andato perso con un tale “spot pubblicitario” e corrisponda perfettamente ai nuovi criteri di “comunicazione moderna”, è talmente ovvio che ci sembra superfluo discuterne oltre. Questo video è letale e non avrebbe mai dovuto esistere. Il suo unico contributo è di aver rivelato l’idiozia presente tra gli anarchici. Quindi, statevene lontani dalle nostre idee, lontani da noi, non contaminate con vostre zampe marce e il vostro alito putrido ciò che amiamo e ciò per cui lottiamo: le nostre strade sono radicalmente differenti. Se abbiamo creduto che le idee sovversive non possono essere recuperate a causa di ciò che sono, ci siamo sbagliati. Loro saranno tali solo quando si incarneranno, quando saranno furiosamente difese, appassionatamente amate da coloro a quali danno forza di continuare a prendere d’assalto questo mondo orribile. Cercare di attraversare questo profondo divario che separa i ribelli sovversivi dai produttori di spot pubblicitari e dalle loro coorti dei seminatori di confusione non è solo inutile, ma anche pericoloso: ci troverai dalla nostra parte, ai ferri corti.

alcuni iconoclasti feroci
30/08/2018


English: concering-a-farce-and-the-confusion-it-exposes.pdf

French: dune-farce-et-de-la-confusion-quelle-mette-a-nu.pdf

Español: Con respecto a una farsa y la confusion que expone


[1] Oltre le critiche formulate nel testo presente, possiamo notare che alcuni ribelli non sono affatto sfocati in questo video o sono chiaramente riconoscibili. Anche se sicuramente si tratta di video presi tali e quali dalla rete, questi due organi di stampa alternativa partecipano di fatto al lavoro degli investigatori. O come lo spettacolo alimenta la repressione [nota del sito Sans Attendre Demain]