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Nei mesi precedenti sono accadute molte cose importanti nel caso dei Tre di Varsavia, che vorremmo condividere con i nostri sostenitori che non parlano il polacco. La maggior parte del materiale siamo riusciti a tradurre appena adesso, e ci scusiamo per questo lungo silenzio. Qui troverete un aggiornamento sul caso da febbraio alla fine di maggio 2017. Qui invece potete leggere la cronologia aggiornata degli eventi.

La prima udienza del processo contro i Tre di Varsavia, 31 maggio

Sono state confermate le accuse contro i nostri compagni (che adesso sono: distruzione di proprietà), ma non si sono dichiarati colpevoli, dato che non considerano l’azione che hanno fatto come qualcosa di cui essere “colpevoli”. Hanno anche ritirato le testimonianze che hanno fornito mentre si trovavano in custodia cautelare nel luglio del 2016. Hanno fornito nuove testimonianze che sono più ridotte di quelle precedenti. Due di loro hanno dato anche una descrizione dettagliata di torture subite dopo gli arresti.

I tre hanno scelto una strategia comune per il processo, in cui parleranno solo di motivazioni politiche delle loro azioni, e le rivendicheranno. Hanno scritto le dichiarazioni politiche sui loro motivi, la polizia e la violenza di Stato, ma il giudice non ha permesso la lettura (ogni volta che hanno tentato di parlare del contesto politico della loro azione, il giudice li fermava dicendo. “Questo è per il discorso finale. Oggi parliamo solo dei fatti”).

Durante l’udienza davanti al tribunale si è svolta una manifestazione, con un più generale contesto anti-polizia e contro le nuove leggi anti-libertà. Anche se non era molto grande, siamo contenti perché si è sentita bene dentro l’aula. Le nostre percussioni e gli slogan erano più forti delle accuse del magistrato.