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“Provocazione” e “illegalità” sono tutte quelle azioni non realizzate dallo Stato e che vanno oltre le sue leggi e le sue norme; ed è per ciò che le autorità insistono a presentare la guerra anarchica contro il sistema di dominio come una “provocazione” che cerca di scatenare la repressione. Però, la realtà ci insegna che la repressione è qui e adesso, e viene messa in atto dal potere quotidianamente, o in maniera velata o nella forma brutale.

Lo Stato continua ad esercitare il monopolio sulla violenza, ed è disposto condividerlo solo con i gruppi del csd. “crimine organizzato”, e altri che condividono il suo stesso DNA, dimostrando che non c’è nulla di nuovo nella sua Quarta Trasformazione. Come abbiamo sempre detto: si tratta sempre degli stessi porci misogini, ma adesso con il collare di color ciliegio.

Finalmente la rabbia anti-sistema è riuscita a diffondere l’ira tra le ampie sezioni del csd. “movimento femminista”, tristemente addormentato fino a ieri sera. Infine ha compreso che il pacifismo è il complice più attivo del potere patriarcale e del dominio.

Noi abbiamo sempre detto che che non siamo femministe. SIAMO ANARCHICHE e per questo lottiamo contro il Patriarcato, non per il femminismo. Conosciamo l’ideologia femminista e la vediamo quotidianamente in “azione”, occupando seggi e posizioni pubbliche, attaccandosi alle nostre vite e ai nostri corpi per propagare la “Patria femminista”, come dichiarato dalla senatrice del MORENA, scordandosi (di conseguenza) che la Patria è il territorio del Patriarca.

Né Martha Lucia Michel né Marta Lamas né Marilú Razo, nessuna delle femministe del sistema (politico, accademico e democratico) ci rappresenta. La loro reazione alla violenza purpurea e nera, il loro rapporto con la Sheimbaum [sindaca di Città del Messico, ndt], solamente rafforzano la loro posizione opportunista in cerca di briciole, per poter leccare i piedi e le palle del presidente. La miglior espressione della loro complicità è il hashtag #ellasnonosrepresentan (loro non ci rappresentano), sostenendo che la violenza contro il sistema offuschiamo “la difesa dei diritti femminili”, promuovendo così la passività complice e imponendo la condotta politicamente corretta del “popolo buono”.

Noi non siamo Popolo. Essere “popolo” vuol dire delegare la nostra realtà come donne, la nostra libertà e la nostra autonomia agli Altri, vuol dire negare la nostra individualità e la nostra essenza. SIAMO GUERRIERE ANARCHICHE IN LOTTA CONTRO IL PATRIARCATO. Siamo coscienti di essere in guerra e sappiamo chi sono i nostri nemici. Sappiamo con chi ci confrontiamo, come sappiamo anche chi sono gli alleati del sistema e chi i nostri complici. Riconosciamo i motivi del silenzio: la presenza nel palazzo nazionale di un fascista misogino e sessista, pro-vita, ultra-conservatore ed evangelico, con il quale si è alleata la sinistra nel suo costante opportunismo per “mantenere il potere” a tutti i costi.

Perciò, noi non chiediamo giustizia ai nostri oppressori, né le dimissioni e la punizione dei loro maledetti porci stupratori. Questo significherebbe distinguere tra i poliziotti buoni e poliziotti cattivi. Per noi la miglior politica è la loro morte.

Noi non vogliamo dialogare, perciò non poniamo limiti alla rivolta. Il nostro desiderio di distruzione e la nostra sete di libertà non rimaranno incastrati nell’acchiappasogni: saremo il loro peggior incubo!

Se un giorno non ritorneremo a casa: non accendete le candele, accendete le barricate!
Né Dio, né Stato, né Padrone, né Marito!
Lo Stato-Capitale, con AMLO o senza AMLO [presidente del Messico, ndt], il patriarcato è ciò che lo mantiene!
Distruggiamo tutto ciò che ci domina e ci condiziona!
Solidarietà anarchica con tutte le compagne e tutti i compagni detenuti nel mondo!
Contro la civiltà patriarcale!
Per i controllo sulle proprie vite!
Per la distruzione del genere! Per la tensione anarchica insurrezionale!
Per l’Anarchia!
Fuoco a tutto l’esistente!

Féminas Brujas e Insurreccionalistas (F.B.I)
Città del Messico, sabato 17 agosto 2019