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Marzo è un mese particolarmente pieno di ricorrenze, che ci invitano con intensità particolare a riprenderci le strade e diffondere l’agitazione anarchica, con memoria e solidarietà come mezzi insurrezionali di azione.

Tra queste ricorrenze c’è anche la csd. “Giornata delle Donne” (8 marzo), una giornata come tante altre assimilata dal riformismo e dal mercato, offrendoci la possibilità di diffondere idee anti-patriarcali e collegarle alle critiche anti-statali e anti-autoritarie, sottolineando le nostre differenze con il femminismo social-democratico, di Sinistra e/o autoritario.

Un altro evento importante che ricorre in marzo è il “Massacro di Pampa Irigoin” (conosciuto anche come il Massacro di Puerto Montt), che ricorda il 9 marzo 1969, quando sotto il governo di Edurado Frei Montalva, su ordine del ministro degli Interni, Edmundo Pérez Zujovic, gli agenti di polizia assassinarono nove contadini che avevano illegalmente occupato un pezzo di terra per viverci assieme alle proprie famiglie, fuori dalla città. Per vendicare l’accaduto, Pérez Zujovic è stato ucciso nel giugno del 1971 dai membri del gruppo armato di Sinistra, Vanguardia Organizada del Pueblo (VOP).

Sempre in questo mese, il 10 marzo segna il sesto anniversario dell’assassinio del compagno Lambros Foundas, ucciso in Grecia durante una sparatoria con la polizia, dopo il tentativo di rubare una macchina. Lambros era membro dell’organizzazione anarchica di guerriglia, Lotta Rivoluzionaria, e come i suoi compagni dichiararono più tardi, il furto del veicolo faceva parte di una operazione pianificata.

Questo mese commemoriamo anche la morte del compagno Javier Recabarren, che il 18 marzo 2015 fu investito e ucciso da un autobus di trasporto pubblico di Santiago. Durante i suoi brevi 11 anni di vita Javier aveva già manifestato per le strade la sua radicale opposizione allo specismo, al carcere e all’autorità. Per questo motivo, quest’anno – proprio come l’anno scorso – è stata lanciata la chiamata per una “Settimana di Agitazione in Ricordo di Javier Recabarren”, da 11 a 18 marzo, presentata come un “minimo gesto di contributo nella lotta contro il potere, che questa volta viene a materializzarsi celebrando il ricordo del compagno, per generare la sempre necessaria agitazione e la propaganda delle nostre idee e pratiche [...]”.

Sempre questo mese, 24 marzo, inizia il processo contro i compagni anarchici Nataly Casanova, Juan Flores ed Enrique Guzmán. I compagni sono accusati di una serie di attacchi esplosivi contro le stazioni di polizia e altri simboli di potere. Facciamo in modo che i compagni non si sentano soli e che il potere veda come questo processo scatena e moltiplica la nostra rabbia e l’azione contro tutte le forme di dominio.

Infine, il mese di marzo ci porta alla “Giornata del Giovane Combattente”, nata per ricordarci ogni 29 marzo dei fratelli Rafael ed Eduardo Vergara Toledo assassinati durante la dittatura cilena, nel 1985. Nel 2008 il compagno anarchico Jonny Cariqueo morì da percosse ricevute dagli agenti di polizia, dopo il suo arresto durante la manifestazione commemorativa, il 29 marzo. E così, da allora questa data si presenta come un’arena di conflitti contro il potere e i suoi guardiani, e come anti-autoritari riconosciamo questa data come parte della nostra memoria combattiva, e come una chiamata alla diffusione quotidiana dell’azione contro l’autorità.

Tutte queste ricorrenze durante il mese di marzo ci invitano ad agire, e presentano un invito a promuovere l’agitazione anarchica, senza dimenticare che essa presenta più potenziale quando è costantemente attivata, senza attendere le chiamate, le ricorrenze commemorative o i processi dei compagni per scendere in strada con propaganda e azione.

Vediamo queste ricorrenze anche come un momento in cui possiamo aumentare la tensione e rompere con il conformismo e auto-compiacimento in tutte le loro forme. Sono chiamate all’azione, che ci permettono di valutare lo stato corrente di nostre capacità individuali e collettive, testando le nostre motivazioni e l’impegno al modo anarchico di concepire la vita e la lotta per la liberazione totale.

L’invito è di lavorare basandoci sulle affinità e coordinazione informale per promuovere le idee e l’azione, rompendo con il favoritismo, scegliendo l’unica possibile strada per coloro che cercano la liberazione totale – di individui in lotta, pericolosi per il potere e ostacoli alla normale vita cittadina, con propaganda e azione poliedrica.


IN AFFINITÀ CON COLORO CHE AFFRONTANO IL POTERE IN CARCERE E PER LE STRADE.

IN RICORDO DEI NOSTRI MORTI E IN SOLIDARIETÀ CON I NOSTRI COMPAGNI DETENUTI.

AGITAZIONE QUOTIDIANA CONTRO IL POTERE E TUTTA L’AUTORITÀ!


Sin Banderas Ni Fronteras, nucleo di agitazione anti-autoritaria

Marzo 2017


sinbanderas.nifronteras@riseup.net