Santiago [Cile]: Attacco incendiario contro cooperativa di credito dei carabinieri (30/05/2018) [it]

30 maggio.

Abbiamo attaccato la Cooperativa di credito e risparmio dei carabinieri (COOPERLACAR) con un ordigno incendiario di facile realizzazione, riaffermando il nostro odio e ostilità permanente contro qualsiasi ingranaggio della macchina sociale e contro quelli che sono o sono stati parte di essa.
Una volta poliziotto, poliziotto per sempre!

Riteniamo che l’esistenza della polizia è di per sé violenza, non ci sorprende il suo agire contro tutti coloro che disturbano il suo ordine, ma non possiamo restare in attesa di fronte alle sue costanti aggressioni. Giù le mani dai nostri compagni, immigranti e mapuche.
Nessuna aggressione senza risposta!

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Buenos Aires [Argentina]: Incendiati veicoli della polizia [it]

In poche parole.

Domenica 20 maggio alle 3 di mattina un furgone della PSA (Polizia di sicurezza aeroportuale), parcheggiato in Gabriela Mistral 2900 davanti ad un parcheggio, ha preso casualmente fuoco.

E martedì 22 maggio, sempre casualmente, due macchine della polizia municipale sono bruciate in viale Alvarez Jonte 3500, di fronte ad un negozio.

Cellula anarchica Mauricio Morales*


*NdT in francese: compagno anarchico, più comunemente noto come “Punki Mauri”, morto nel corso di un’azione diretta, nove anni fa a Santiago del Cile

Berlino [Germania]: Attaccato edificio di Polizia Federale (02/02/2018) [it]

Nella notte di 2 febbraio 2018 abbiamo attaccato il nuovo ufficio della Polizia Federale in via Schöneberger Ufer. Pietre e bottiglie riempite di vernice hanno colpito l’entrata in vetro e alcune finestre del nuovo gioiellino di Maizière[1], il “Direktion 11” in via Schöneberger, l’ex edificio Bombardier[2], inaugurato all’inizio dell’agosto 2017.

Secondo il “Tagesspiegel”[3], la nuova Direzione della Polizia Federale funge da edificio amministrativo di GSG9[4], della Squadra di Aviazione sempre della Polizia Federale, dell’Unità di Protezione all’Estero e della Protezione Speciale di Traffico Aereo, come anche dell’unità speciale di Indagine e Sostegno. La sede delle unità speciali si trova in una zona caserme a Spandau [distretto di Berlino, ndt], tra le vie Schmidt-Kobelsdorgf e Seekt.

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Lipsia [Germania]: Attacco incendiario contro le forze repressive dello Stato (31/12/2017) [it]

Le nostre fiamme contro la loro repressione!

Mentre in molti luoghi si festeggiava nel baccano l’anno nuovo, brindando fino allo sfinimento, ripetendo promesse e auguri, come se tutta la merda del passato potesse essere semplicemente spazzata via da un bicchiere di spumante, noi abbiamo avuto i nostri fuochi d’artificio: approfittando dell’occasione siamo entrati nella zona di Witzgallstraße, carichi di congegni incendiari, lasciando i nostri auguri di buon anno agli sbirri e alla procura. In questo luogo le autorità repressive uniscono le proprie forze per reinserire i giovani “criminali” nel “migliore dei mondi” e integrarli nel sistema e nella sua logica di sfruttamento.

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Roma [Italia]: Cellula Santiago Maldonado/FAI-FRI rivendica l’attacco esplosivo contro caserma dei carabineri (07/12/2017) [it]

In tempi di pace sociale e di attendismo non c’è migliore risposta che l’azione. Uno stimolo, una continuità e uno scossone per svegliare chi dorme.

Agire di propria iniziativa rompe l’attendismo e l’immobilità e incendia coloro a cui ribolle il sangue.

La prassi anarchica dell’attacco deve essere lo stimolo base dell’anarchia, altrimenti è un morto che cammina. Un agire necessario a renderci vivi nei modi che riteniamo opportuni, fuori da ogni programma, struttura gerarchica e verticistica. Una tante pratiche rivoluzionarie sono parte dell’anarchismo nelle sue viscere.

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Malmö (Svezia): Attaccato ufficio passaporti della polizia (17/11/2017) [it]

Il 17 novembre i leader dei paesi dell’Unione Europea si sono riuniti a Goteborg per il vertice UE. L’UE mantiene la vigilanza sulle proprie frontiere esterne, portando a innumerevoli morti di persone che cercano di entrare in Europa. Internamente, i controlli di frontiera sono tornati durante l’ultima “crisi dei rifugiati”, e sulla frontiera svedese sono ancora in atto. Le frontiere e le deportazioni proteggono i ricchi e i potenti delle società europee al prezzo di omicidi e incarcerazioni, e si manifestano visibilmente nei passaporti e nella polizia.

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Repubblica Ceca: Lukáš Borl — Tutto il potere all’immaginazione? (12/11/2017) [it]

Quando avvennero i massicci scioperi di operai e studenti nella Francia del ’68, uno degli slogan era “Tutto il potere all’immaginazione”. La polizia e i tribunali cechi adesso possiedono una loro interpretazione. Loro affermano la propria autorità promuovendo la propria immaginazione.

Quando la polizia voleva il mandato d’arresto contro di me, i loro motivi si basavano su dichiarazioni speculative e su una massa di stronzate a caso. Ovviamente, è bastato per ricevere il mandato. E’ addirittura spaventoso quanto potente la loro immaginazione può essere.

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Atene [Grecia]: Attaccata stazione di polizia (25/10/2017) [it]

Sabato 16 settembre abbiamo fatto una protesta antifascista, durante il giorno in Keratsini [quartiere di Atene] e di sera in centro Atene, in occasione dei 4 anni dall’assassinio di Pavlos Fyssas ucciso dal battaglione d’assalto di Alba Dorata. A seguito degli scontri scoppiati durante le protesta serale e che si conclusero in Exarchia, il sedicenne Kostas B. è stato arrestato. Durante l’arrestato è stato brutalmente torturato, fino a svenimento, dai cannibali dell’unità antisommossa accampata nell’area. Appena arrivato in GADA (direzione generale della polizia di Atene) e mentre si riprendeva, ha tentato di fuggire, ma è stato investito da una macchina sul viale Alexandros [davanti al GADA).

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Meylan (Isère) [Francia]: Il desiderio di disfarsi della logica di vittimizzazione creando amicizie forti e attaccando – un empowerment della prassi [it]


Perché non vogliamo rimanere nel ruolo di vittime nel quale la società ci vorrebbe relegare riconoscendoci come ragazze. Vittime, perché non siamo in grado di essere autonome, di difenderci, di condurre le nostre vite come vorremmo. Perché siamo deboli, troppo sensibili, soggette a stati d’animo ormonali, dipendenti e fragili. Perché abbiamo bisogno di figure forti per farcela, di medici per curarci, di uomini per sostenerci, di bambini per sentirci realizzate, di sbirri per proteggerci.

La nostra educazione inculca queste stronzate nelle nostre teste, e finiamo per assimilarle. La lotta contro il sessismo è, per noi, la lotta contro il genere. E lottare contro il genere vuol dire rifiutare la logica che genera le assegnazioni, senza negare che condizionano anche noi.

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Clermont-Ferrand [Francia]: Tre veicoli di polizia municipale incendiati in solidarietà (24/10/2017) [it]

Segnali di fumo solidali a Clermont-Ferrand

3 veicoli di polizia municipale distrutti nell’incendio.

Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 ci siamo intrufolati in parcheggio, vicino al centro città di Clermont-Ferrand, dove erano parcheggiati tre veicoli della polizia municipale. Abbiamo collocato della diavolina sulle ruote anteriori di due dei tre veicoli, supponendo che il fuoco si sarebbe propagato. Supposizione giusta, dato che la stampa parla di tre veicoli distrutti dalle fiamme.

Siamo passati all’attacco perché non vogliamo né seguire le masse né guidarle, perché siamo contro la politica e le sue strategie. Preferiamo agire in pochi, secondo le nostre affinità, i nostri desideri, i nostri tempi e senza mediazioni con qualsiasi tipo di potere. Ma facciamo attenzione ad arrivare ad un accordo nell’azione e nella sua preparazione. Ci prendiamo cura tra di noi in questi momenti, come anche fuori di essi quando vorremmo essere isolati, in famiglia o in coppia, questo anche fa parte della nostra rivolta.

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Francia: Processo per la volante distrutta e incendiata a Parigi il 18 maggio 2016 Sentenza, descrizione della giornata e cronologia di azioni di solidarietà [it]

Dal 19 al 22 settembre si è svolto il processo contro 9 persone accusate di aver attaccato una macchina di sbirri a Parigi il 18 maggio 2016. Quel giorno, nel pieno del movimento contro la “legge sul lavoro”, delle organizzazioni sindacali degli sbirri, dei fascisti e dei cittadini si adunarono sulla piazza della Repubblica per lamentarsi “dell’odio verso la polizia”. Una contro-manifestazione non autorizzata si scatenò per le vie di Parigi, incrociando al suo passaggio una macchina di polizia con due sbirri a bordo, che venne attaccata e incendiata.

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Italy: News from Florence (10/2017) [en]

On the 1st of January 2017, following the explosion of home-made bomb in front of the fascist bookshop in which a policeman from the bomb disposal unit lost a hand and an eye, several homes of comrades were searched. The police were hoping to find firearms and/or explosives. The searches didn’t lead to nothing except for the seizure of pamphlets, computers, clothing and other generic objects (or can say materials). An investigation against persons unknown was launched with intention to charge with the offences “manufacturing, possession, and transportation of an explosive or incendiary device to a public place” and “attempted murder”.

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Parigi [Francia]: Aggiornamento sul processo per la Sbirromobile incendiata (11/10/2017) [it]

Angel B.: assolto (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”)

Leandro L.: colpevole, 1 anno di carcere con sospensione della pena (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”)

Bryan M.: assolto (“partecipazione ad un raggruppamento allo scopo di preparare atti di violenza volontaria”); colpevole, 1.000€ di multa (“rifiuto del prelievo di DNA”)

Thomas R.: colpevole, 2 anni di carcere di cui 1 con sospensione della pena (“autore di colpi inflitti al veicolo con pugni e calci”)

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Parigi [Francia]: Aggiornamento sul processo per la sbirromobile incendiata (22/09/2017) [it]

La sentenza sarà emessa mercoledì 11 ottobre alle ore 10.


Aggoirnamento a venerdi’ 22 settembre (le richieste della Procura):

Il giudizio, inizialmente previsto per 29 settembre alle ore 11, sarà emesso in una data successiva (da stabilire mercoledì prossimo, 27/09, quando gli avvocati finiranno il proprio discorso, dalle 9:30 alle 13, all’ultima udienza [vedi sopra; NdT]). D’altro canto, all’ultimo momento, verso le 21:30, il tribunale si è pronunciato sul rilascio di Kara e Krem, ancora in carcere. Rifiutato, in mezzo alle grida di una parte del pubblico: “Libertà”, “freedom”, “coraggio”.

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Grenoble [Francia]: Attacco incendiario contro gendarmeria in solidarietà con gli accusati di macchina di sbirri bruciata (21/09/2017) [it]

Questo giovedì, alle tre di mattino, secondo giorno di processo per la macchina bruciata.
Siamo entrati nella caserma di gendarmeria Vigny-Musset. Abbiamo incendiato 6 furgoni d’intervento e 2 camion di logistica. Sono stati devastati più di 1500 metri quadrati di garage e deposito.
Questo atto fa parte dell’ondata di attacchi solidali con le persone sotto processo in questi giorni.
Un forte abbraccio a Kara e Krem.
Un pensiero per
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Limoges (Haute-Vienne) [Francia]: Incendiati veicoli della gendarmeria (18/09/2017) [it]

Nella notte di 18 settembre 2017, noi, ex-gendarmi dello squadrone di gendarmeria mobile 41/2, abbiamo deciso collettivamente di incendiare tre furgoni di Gendarmeria Mobile e due autobus della gendarmeria, parcheggiati nel complesso della Caserma di Jourdan a Limoges.
Con questo gesto lasciamo definitivamente la gendarmeria.
Vogliamo inoltre inviare tutta la nostra solidarietà agli accusati nel caso di macchina bruciata in quai valmy, il cui processo inizia oggi, 19 settembre 2017 a Parigi.
Lasciamo la gendarmeria perché non vogliamo più ammazzare, mutilare, reprimere, controllare, obbedire.
Dopo l’omicidio di Rémi Fraisse ci siamo riuniti per riflettere assieme sul senso del nostro mestiere di Gendarmi Mobili.
La morte di Adama Traoré aveva confermato i nostri dubbi sul significato del nostro incarico.
Non vogliamo più
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Francia: Inizio processo per il caso della macchina di sbirri bruciata in maggio 2016 – 19-22/09/2017 [it]

Da 19 a 22 settembre si svolgerà il processo contro 9 persone accusate di aver attaccato una macchina di sbirri in quai de Valmy a Parigi il 18 maggio 2016. Due sono ancora in carcere, di cui una già più di un anno, mentre le altre sei si trovano sotto il controllo giudiziario, e l’ultima è ancora ricercata.
Quel giorno, nel pieno del movimento contro la “legge sul lavoro”, degli sbirri si adunarono sulla piazza della Repubblica per lamentarsi “dell’odio verso la polizia”. Una vera provocazione, dopo due mesi di proteste represse a colpi di lacrimogeni, granate, manganelli, arresti. Una contro-manifestazione viene indetta e proibita, ma ciò nonostante si scatena per le vie di Parigi, incrociando al suo passaggio una macchina di polizia con due sbirri a bordo, che viene attaccata e incendiata.
Per molti, questo gesto rappresentò una ventata d’aria fresca. Come è stata una ventata d’aria lo scatenarsi a Beaumont a seguito dell’omicidio di Adama Traoré, a Aulney a seguito dello stupro di Théo, o quando una macchina di polizia è stata bruciata davanti al commissariato nella sera dell’omicidio di Shaoyo Liu, o ancora quando le vie di Amburgo si infuocarono durante il G20. Come è una ventata d’aria ogni volta che agli sbirri viene restituita un po’ di umiliazione e brutalità che loro ogni giorno infliggono.
La giustizia spesso colpisce pesantemente quando i suoi lacchè in blu vengono attaccati. È che la giustizia e la polizia sono
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Basilea [Svizzera]: Due notti consecutive di incendio contro il mondo di autorità (03/09/2017) [it]

[Nel corso di due notti consecutive a Basilea, le fiamme hanno incendiato i veicoli di questo mondo di controllo e autorità. Nella notta tra sabato e domenica di 3 settembre, una macchina di sbirri in borghese è stata incendiata nella via General Guisan. L’attacco è stato rivendicato su Barrikade.info. Poi, nella notte tra domenica e lunedì 4 settembre nella via Johanniter, un veicolo dell’azienda, probabilmente della società Swisscom, è andato in fumo. Questo secondo incendio, per adesso, non è stato rivendicato].

Incendiata autocivetta della polizia Basilese
Questo incendio è legato anche alla lotta contro l’ingrandimento [del carcere] di Bässlergut. Secondo noi, il ruolo di polizia precede quello delle grosse aziende di costruzione: è questa che, con controlli razziali, dà la caccia alle persone per strade e riempie le carceri.
Niente più sbirri! Niente più controlli di polizia!
Pur un autunno caldo!

Germania: Azioni di solidarietà con i prigionieri di G20 (07-08/2017) [it]

Amburgo: Nella notte di 3 agosto 2017 una macchina della POWER (Personen-Objekt-Werkschutz GmbH) è stata data alle fiamme. Solidarietà con i prigioneri di G20!

Flensburg: Nelle notti tra il 1° e il 2 agosto, e l’8 eil 9 agosto, i commissariati di Flensburg e di Tarp (nei dintorni di Flensburg) sono stati presi di mira in solidarietà con tutti i prigionieri di G20. In questi due attacchi è stata gettata della pittura sulla facciata e lasciata la scritta “Welcome to Hell”. Infine, nella notte tra il 14 e il 15 agosto un commissariato di Handewittt è anche stato preso di mira (lasciata pittura e scritte sulla facciata in relazione al vertice G20).

Münster: Alle prime ore di 6 agosto, nei dintorni di
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Italia: Spunti critici sul testo “Cronaca emotiva, casuale, collettiva delle giornate del G-20 ad Hamburg” di Berlin Migrant Strikes apparso su Effimera.org [it]

(Testo su effimera.org)

Il testo che state per leggere non mira, né ha la pretesa di sviluppare un’analisi esaustiva, su quanto accaduto nelle giornate del 6/7/8 luglio 2017 ad Amburgo durante il vertice del G-20. Non vi è dubbio che chiunque abbia preso parte a quell’esperienza sia in grado di poter rielaborare le proprie sensazioni in un compendio di emozioni e valutazioni sociali e politiche. Questo testo vuole mettere in evidenza alcuni aspetti della cronaca in questione che altrimenti, se non chiariti, potrebbero generare, ad avviso dello scrivente, le consuete e rassicuranti strumentalizzazioni postume ad eventi così discussi e sfaccettati. Spianando così la strada ad un ritorno alla normalità in cui un tale bagaglio foriero di rotture irrecuperabili possa essere ricomposto e, quindi, re-indirizzato ad uso e consumo delle varie strutture politiche di movimento la cui egemonia analitica è prioritaria per la loro sopravvivenza.
La cronaca è disponibile su internet. Il testo seguente verrà sviluppato per punti per ragioni di chiarezza, in quanto nella cronaca molte valutazioni sono presentate come affermazioni, di fatto arbitrarie e che non possono in nessun modo rappresentare le intenzioni, le scelte e le sensibilità di tutti gli individui che hanno preso parte alla rivolta.
Chi si ribella contro il Potere non desidera implicitamente contribuire a narrazioni organiche e confortanti che vengono regolarmente alla luce a conti fatti.
Ovviamente, ognuno è liberissimo e legittimato nelle proprie considerazioni, ma avventurarsi in una mappatura politica degli avvenimenti di Amburgo per individuare come vittoria l’emergere di un nuovo movimento europeo risulta, se non strumentale, quanto meno azzardato.
Non si tratta di cercare discussioni a tutti i costi, quando apparentemente non ce ne sono. Si tratta di rimarcare elementi imprescindibili della lotta rivoluzionaria che non possono essere costantemente rigirati come una frittata a seconda degli esiti di una data vicenda. Si tratta di non affievolire il fuoco della rivolta attraverso
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Parigi [Francia]: Il caso della macchina di sbirri bruciata 18/05/2016 – Kara e Kréme restano in carcere (17/07/2017) [it]

Lunedì 17 luglio, si è svolta l’udienza tecnica per il caso della macchina bruciata sul Quai de Valmy. Il tribunale doveva confermare le date del processo e decidere sulle misure coercitive su nove accuse nei confronti di nove accusati. Per quelli sotto controllo giudiziario la difesa non ha formulato nessuna domanda. Per quanto riguarda gli ultimi tre detenuti, a uno di loro, arrestato nelle settimane seguenti agli eventi, lo scorso anno, è stata accettata lo scorso fine settimana la richiesta di libertà, col braccialetto elettronico. Quindi, non aveva richieste per questa udienza. Per quel che invece concerne gli altri due, solo il compagno detenuto da febbraio di quest’anno ha chiesto la scarcerazione, ma gli è stata rifiutata con il pretesto che le garanzie di ripresentarsi non sono abbastanza solide, e per il fatto che non si vuole esprimere sui fatti. L’avvocato di uno degli indagati ha insistito sulla necessità di sbloccare la posta, bloccata o filtrata in modo molto più drastico da quando se ne occupa il P.M., cioè dalla fine delle indagini.
Era presente una quarantina di persone, gli accusati si sono ritrovati insieme
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Germania / Austria: Attacchi solidali con le persone colpite dalla repressione G20 (07/2017) [it]

Nella notte tra 11 e 12 luglio abbiamo attaccato il commissariato di polizia di List, nella via Höfe, con pietre e vernice.
Con questa azione esprimiamo la nostra opposizione allo Stato, agli sbirri e alla repressione. Esprimiamo la nostra solidarietà con tutti i nostri amici attaccati, feriti e rinchiusi nel contesto del vertice di G20, o comunque colpiti dalla repressione: non siete soli e siate sicuri che la nostra solidarietà è indirizzata a voi!
A migliaia di sbirri che hanno organizzato un’orgia di violenza ad Amburgo, che hanno dato la caccia e ferito le persone anche a costo di ucciderle: VI ODIAMO!
Infine, per anticipare il dibattito sulla questione di violenza nei commenti: siamo chiaramente solidali con gli scontri notturni al G20. Poco importa che certe azione potevano sembrare insensate e sebbene non abbiamo sempre compreso l’agire con “ceca violenza che ci inebria”: nessun motivo per distanziarsi!
Coloro che nuovamente criticano gli “anarchici caotici” e i “ribelli violenti”, velocemente scordano che l’ordine di proprietà e di forza lavoro venduta è mantenuto ogni giorno con la forza.
Tenendo conto del massacro
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Francia: Lettera di Damien dalla prigione di Fleury-Mérogis (18/05/2017) [it]

Siamo al 18 maggio, data della mia liberazione condizionale, ma sono sempre dentro, e ci resterò.
Il magistrato di sorveglianza, Catherine Ardaillon, sindacalista di sinistra, militante al tribunale di Evry e alla prigione di Fleury-Mérogis per la generalizzazione delle pene alternative, ha infatti decretato che, comunque, per dei casi come il mio, per fortuna che ci sono le prigioni e che quindi non se ne parla di una pena alternativa per me.
A differenza dell’ultima pena che ho scontato [per tre attacchi incendiari/esplosivi avvenuti nel sud della Francia fra fine 2013 e inizio 2014, rivendicati come GADI (Groupe d’action directe international – Gruppo d’azione diretta internazionale); NdT] , non sono sottoposto alla legislazione antiterrorista, ma nei fatti questa mi viene applicata.
Ecco perché la domanda di uscita per un giorno, per poter andare a un colloquio di lavoro (cosa che, a priori, non può essere rifiutata a fine pena), che ho dato alla mia consigliera del Servizio penitenziario d’inserzione e di prova, la signora Jean-Baptiste, si è miracolosamente trasformato in una semplice domanda di “permesso per mantenere i legami familiari”, in modo che potesse essere rigettata dal Magistrato di sorveglianza Catherine Ardaillon.
Da qualche settimana, mi toccano numerose perquisizioni, perquise della cella, perquise della persona, etc. Non hanno trovato nulla fino a che un informatore (che mi era per forza molto vicino, per dare un’informazione così precisa) ha detto loro dove nascondevo le mie carte telefoniche SIM. Qualche giorno fa hanno quindi trovato 3 SIM nascoste all’interno di un pacchetto di cartine per tabacco nuovo. Le SIM erano intercalate fra le cartine al fondo del pacchetto. Durante la mia perquisizione, la guardia ha avuto un riflesso che ha tradito il fatto che hanno un informatore: subito prima della perquisa, quando svuotavo le tasche prima di svestirmi, ha immediatamente preso i miei due pacchetti di cartine per metterli da parte, mentre sembrava disinteressarsi del resto. Sapevo che ero fritto e, infatti, alla fine della perquisa, mi ha detto : “e là non c’è nulla?” poi ha tirato fuori tutte le cartine una ad una fino a trovare le SIM.
I giorni successivi, alcuni detenuti con cui sono in contatto hanno subito delle perquise dello stesso tipo.
Ieri sera, il 17 maggio, un gruppo d’intervento degli ERIS ha fatto irruzione nella mia cella intorno alle 20. Per quelli/e che non conoscono gli ERIS, sono dei gruppi di intervento [dell’Amministrazione penitenziaria; NdT] che hanno seguito la stessa formazione dei GIGN, del GIPNe del RAID [forze speciali della Gendarmerie, il primo, e della polizia, gli altri due; NdT], super-allenati e super-equipaggiati con diverse protezioni simili a quelle dei CRS [la Celere francese; NdT], giubbotti antiproiettile, scudi antiproiettile e passamontagna sotto il caso per non essere riconosciuti, guanti rinforzati, proteggi-tibia, etc. Sono di solito armati di manganello e flasball, con il quale tirano a distanza ravvicinata, evidentemente, visto che una cella non misura più di 9 m².
Bon, quindi ci hanno presi e buttati nel corridoio, messi faccia al muro con le mani sulla testa, poi messo le manette. Siamo poi stati tirati, il mio codetenuto ed io, ognuno in una diversa stanza di perquisizioni. Per la continuazione, conosciamo la musica: perquisizione integrale ben dura, con la particolarità, questa volta, che uno di loro
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Francia: Chiusura delle indagini per il caso della macchina della polizia incendiata a Parigi nel maggio 2016 (07/06/2017) [it]

Un anno dopo l’incendio ben meritato di una macchina della polizia, in quai Valmy, durante una manifestazione spontanea in reazione al presidio degli sbirri che si teneva nello stesso momento su place de la République, la Giudice per le indagini preliminari ha chiuso l’inchiesta. La giustizia ha tradotto con le sue parole fredde la sua visione di questa storia e spedisce nove persone davanti al tribunale. Le giudici Lucie Berthezene e Aline Batoz hanno seguito le requisitorie del Procuratore, che vuole vendicare le parti civili, Kévin Philipy, Allison Barthélémy [i due sbirri presenti nella macchina durante i fatti ; NdT] et Alliance [sindacato dei polziotti ; NdT], i cui avvocati rispettivi sono Michèle Lauynay, Sonia De Magalhaes e Delphine des Villettes, per la distruzione del loro attrezzo di lavoro.
Tutti/e sono accusati/e di aver “partecipato volontariamente a un attruppamento, anche se formato in maniera temporanea, avente lo scopo di preparare uno o più fatti materiali di violenza volontaria contro delle persone o la distruzione o il danneggiamento di beni, in riunione, nel caso specifico partecipando ad una manifestazione vietata, i cui partecipanti hanno dissimulato i loro visi con dei passamontagna, sciarpe o cappucci e si sono dotati di armi per destinazione, come bottiglie di vetro, pali metallici e sbarre di ferro, con lo scopo di procedere a diversi danneggiamenti, o a delle violenze contro le forze dell’ordine”.
In sei sono accusati/e di avere “volontariamente commesso degli atti di violenza che hanno portato a una prognosi di più di 8 giorni, nello specifico 10 giorni per Kevin Philipy e 30 giorni per Allison Barthelemy, con le circostanze [aggravanti; NdT] che i fatti sono stati commessi su persone depositarie dell’autorità pubblica nell’esercizio delle loro funzioni, in riunione e con l’utilizzo di un’arma per destinazione, da persone che dissimulavano volontariamente, in tutto o in parte, il loro viso, per non essere identificate; con premeditazione, nello specifico prendendo attivamente parte all’attacco di due funzionari di polizia da parte di un gruppo di individui”. Le stesse persone sono accusate di aver “distrutto per mezzo di incendio, o di ogni altro mezzo di natura a creare un pericolo per le persone, un veicolo di polizia”.
Infine, uno/a di loro è accusato/a di essersi “rifiutato/a di sottomettersi ad un prelievo biologico destinato a
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Grecia: Attaccata stazione di polizia in solidarietà con il prigioniero anarchico Tasos Theofilou e con tutti i compagni detenuti (21/05/2017) [it]

21/05/2017 alle ore 5:00 circa dieci persone hanno attaccato la stazione di polizia di Nafpaktos in segno di solidarietà con Tasos Theofilou e con tutti i compagni detenuti.
Prima sono state prese a sassate le guardie all’esterno e le macchine degli sbirri, e poi sono state lanciate le molotov contro l’edificio.
Gli sbirri si sono rinchiusi dentro la stazione di polizia, mentre noi li sentivamo urlare imprecazioni.
Nessun compagno è stato fermato o accusato.