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“Eco-estremismo e l’attacco indiscriminato – La Chiesa di ITS Messico” [it]

“E l’azione di Di Giovanni non fu mai un’azione genericamente violenta, un’azione indiscriminatamente diretta a colpire qualsiasi cosa per determinare quella tensione che può essere soltanto favorevole al potere e alla sua politica di consolidamento. L’azione di Di Giovanni fu sempre guidata da un ragionamento rivoluzionario preciso, colpire i centri del potere con azioni punitive e d’attacco, con azioni che trovano la loro giustificazione in un atto repressivo del potere e con azioni che prendono l’iniziativa allo scopo di spingere le masse verso l’obiettivo rivoluzionario. E in queste azioni Di Giovanni tenne sempre presente la situazione generale delle masse, anche se spesso lo si accusò di non avere tenuto conto di ciò”A.M. Bonanno, “Severino Di Giovanni. L’idealista della violenza”.

Non rappresento nessuna organizzazione o gruppo, scrivo questo testo da un punto di vista personale, come anarchico nichilista di una tendenza insurrezionale anti-civilizzazione. Ho eseguito azioni dirette in difesa della Terra, quindi lo Stato e la società probabilmente mi considererebbero un “eco-estremista”, però questo termine non mi interessa, dato che è diventato un’ideologia di tipo settario della Chiesa. Non ho scritto prima della Chiesa di ITS Messico o dell’idiota(i) pseudo-nichilista(i) in Italia, perché negli ultimi anni sono diventati visibilmente reazionari e più simili ai “neri” gruppuscoli di estrema destra.
Sono trascorsi alcuni anni da quando la Chiesa di ITS Messico ha detto qualcosa simile a “la FAI non ci rappresenta”, e “le CCF non ci rappresentano”... Bene, non riesco a ricordarmi nulla di simile detto dalle CCF o dalla FAI, o da qualunque altro innanzitutto, quindi perché la Chiesa ITS pubblica sermoni su questo ancora oggi, e perché non hanno ancora preso un biglietto di sola andata lontano dall’anarchia nera, che sostengono essere irrilevante, per andarsene nell’abisso nichilizzatore, come dissero che avrebbero fatto, lasciandoci noi, tutte suore anarchiche, da sole?
Era facile prevedere a cosa andava incontro questo gruppuscolo con il proprio neurotico fan-club – autoritarismo verde cultuale, paganesimo, irrazionalismo e attacchi indiscriminati – ma non abbiamo già visto questo? Tuttavia, alla Chiesa di ITS Messico, con i suoi pochi piccoli auto-proclamati eco-estremisti e pseudo-nichilisti, piace porsi com
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UK: “Tool 4 Crowd-Control – Class War-Horse” – Anarcho-nihilist zine from Dark Matter Publ. (04/2017) [en]

PDF: Tool 4 Crowd-Control – Class War-Horse‘

A short anarcho-nihilist zine from Bristol about personal approaches to class warfare, living on the margins and kicking it till it breaks. You know the score.

This zine asks the question – If you are one of the ‘comrades’ who are always going on about the class-struggle, why don’t you get off your ass and do something instead of standing there criticizing at the squat/gig/bar etc?

Dark Matter Publications

Cile: Parole del prigioniero anarchico Joaquin Garcia (01/2017) [it]

Sono tascorsi cinque mesi da quando sono tornato ad abitare le celle della Sezione di Massima Sicurezza del C.A.S. e penso sia necessario fare un riferimento sia al personale che allo scenario carcerario. I motivi per cui non ho scrtto prima sono, ovviamente, personali; ma sono soprattutto dovuti alla convinzione – nonostante sia convinto che condividere esperienze crea legami inesauribili – che la piattaforma virtuale e suoi mezzi di comunicazione sono molto distaccati dalla realtà e rendano un’idea astratta del quotidiano carcerario e individuale. Irriducibile? Sì, l’esistenza o meno di un’altalena emotiva, né la convinzione né la mente che vacilla, però questa ripugnante idea del martire d’acciaio dietro le sbarre deve cadere. Con il suicidio dell’immagine e del feticcio, con la reale complicità distruttiva.

“Il pessimismo è l’oppio degli intellettuali, l’ottimismo appartiene agli imbecilli. Un realismo fanatico e sognatore, la consapevolezza che non siamo adatti a questo mondo, i valori che difenderemo in ogni momento, più il calore complice di coloro che amiamo e stimiamo.”

CINQUE MESI FA, UN PO’ SULLA DETENZIONE:
Il 7 settembre, verso le cinque di pomeriggio e dopo poco più di due mesi dalla violazione degli arresti domiciliari totali imposti dall’apparato giudiziario, sono stato arrestato mentre salivo su un autobus rurale in direzione di qualche luogo. Salgo, saluto il conducente, avanzo, un metro, una mano sul mio petto, “scendi”, “mani dietro la testa”, a terra, faccia contro il suolo; guardo a sinistra, il mare, la sua brezza, l’odore della terra e della vegetazione, un momento fugace, ma completamente consapevole di quello che sta succedendo, adesso sarà sostituito dall’odore di candeggina e cloro, dal giubbino giallo e dal sottile ma irritante odore di saliva del carcere. A parte il significato personale, l’arresto non aveva niente di spettacolare e non ne avrei scritto se non avessi voluto chiarire un punto; l’idea propagandista della stampa su un presunto “controllo preventivo”, come se fosse stato casuale! L’ossessione malata per la sorveglianza e il controllo deve riaffermarsi costantemente nel cittadino paranoico, e quale miglior momento della cattura di un “terrorista latitante”.
Ne è valsa la pena? Impossibile rispondere con un semplice “sì”, a volte così secco, vuoto e auto-compiacente, ci sono molte più cose da mettere sulla bilancia. Però, è innegabile che ne vale la pena di ogni esperienza in cerca di libertà; prendersi la responsabilità della vita con tutte le sue vittorie, le sue sconfitte, le sue allegrie e i suoi dolori, sono tutte esperienze che l’assoggettato non potrà mai conoscere. Non si tratta di chiedersi se ne è valsa la pena tentare, pensarlo in questo modo mi condannerebbe ad essere un eterno perdente, si tratta del primo passo verso qualsiasi azione di valore e che – forse più spiritualmente che materialmente – rappresenterà un guadagno.

“La penna e la pistola sono fatte di stesso metallo. La nuova guerriglia urbana dipende molto meno dai mezzi operativi e molto più dalla nostra decisione di attaccare il potere.”

ECO-ESTREMISMO E ANARCHIA
Condivido le parole espresse dei compagni della Cellula Rivoluzionaria Paulino Scarfò/FAI-FRI, l’attacco possiede morale e questo corrisponde, ovviamente, al codice dei valori e agli obiettivi che si pone ogni cellula rivoluzionaria, ai suoi motivi e al contributo nello sviluppo delle teorie e pratiche antagoniste. Da questo punto di vista io penso che la critica di altre correnti
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Paroxysm of Chaos
Dissacrazione della universalità e il significato teatrale della rappresentazione di civiltà Prologo [it]

Nell’area geografica dove mi trovo (e non solo) vi è una necessità di sfida verso una totale morte mentale e pratica, che ci circonda sull’isola-carcere, distruggendo l’idolo socialmente costruito e penetrando in una battaglia che dal punto di vista materiale di sicuro non può essere vinta. Scambiando esperienze e strumenti, e sfruttandoli appieno in qualsiasi modo possibile, non fermandosi neanche quando si è in ginocchio dalla disperazione, creando rotture interne ed esterne nella realtà. Una realtà che ha consolidato la fiducia negli sbirri e nella Legge, l’auto-repressione fondata sulla logica sociale dell’“uguaglianza”, i delatori e i cittadini “cani da guardia” chiamati ronda di quartiere, le telecamere anche su luogo più stupido che si possa immaginare, il multiculturalismo con la morale dell’umanità e la “gioia” di essere un cittadino libero, il sacrificio dei desideri dell’individuo sull’altare del consumo (mentale e materiale), l’estremo addomesticamento di animali non-umani che possono essere commercializzati e il genocidio di coloro che rappresentavano una minaccia all’umanità civilizzata, quindi trasformando qualsiasi terreno rimasto in un paesaggio quasi sterile. Creando anche riserve naturali, carceri per l’ambiente terrestre, ma anche per individualità non umane, che funzionano come l’ideologizzazione totale del controllo Umano su tutto. La logica della carcerazione ideologizzata è impiantata ovunque intorno a noi. Ma anche la logica del vittimismo.
Un anarchico flusso della vita, da un punto di vista nichilista egoista, può essere creato anche da una persona sola. Da individualità che si muovono da ombra in ombra, impegnate nella parola e nell’azione, cercando di attuare la propria evoluzione decivilizzata, all’interno di un errare nello sconosciuto senza un’obiettivo finale. Il ruolo primario è solamente la soddisfazione del sé, il tentativo di autentiche relazioni con altri animali, umani e non-umani, ma anche con i magnifici ambienti dei campi terrestri all’infuori dell’interpretazione sociale, la coerenza di non costruire al di là di essere sé stessi e il piacere dell’auto-realizzazione con tutti i mezzi a propria disposizione, portando ogni sensazione e ogni momento agli estremi. Contro ogni civiltà e cultura, riconoscendo naturalmente che i propri elementi sono stati creati da qualche parte, ma cercando comunque la soddisfazione nell’attacco ad ogni costrutto antropocentrico, che in epoca odierna governa ogni essere umano, e perciò emergono anche solo per un attimo dalla palude di ogni civiltà umana.
Io penso ed agisco a mio modo personale, e non secondo i modi dei retorici di propaganda. Il mio nemico non è qualunque cosa rappresenti “l’autorità”, questo spettro della maggior parte di anarchici, in un sterile modo materialista o come un “ripulire” da comportamenti “cattivi”, ma è tutto ciò che rappresenta il carcere e un governo per la mia individualità. Quello che incorona il “dovere” e la Verità. L’autorità è interna, non esterna dagli umani, quando le idee creano le astrazioni che ci richiedono qualcosa, manifestandosi in questo modo nel mondo reale. L’autorità è lo standard interiorizzato. Non è quel mondo “malvagio” che deve essere “esorcizzato” per salvare la “purezza” universale. Il “mondo” non mi interessa, non mi ha mai interessato. La crociata contro “l’autorità” appartiene ai soldati di qualunque ideologia. Non parlo il linguaggio “antiautoritario”! Non parlo di eguaglianza tra ideologie anarchiche, ma della completa distruzione di ideologia fino alle sue radici, che non può essere raggiunta su scala mondiale, ovviamente. Ero caduto in trappola credendo che qualcuno non pensava politicamente, come me, ma mi ero sbagliato. Però, non importa, le conclusioni sbagliate ci rafforzano se non ci abbandoniamo alla mercé della delusione.
La civiltà capitalista è l’evoluzione della vita per coloro che capiscono cos’è la massa e come realizzare l’ascesa del proprio potere. Sono contro di loro non perché un’anarchica morale cristiana mi dice di eliminare “l’autorità” dalla faccia della terra, ma perché dentro questa realtà di controllo e di dominio del sistema, la mia individualità annaspa. Ognuno vuole creare gli zeloti. Addirittura gli anarchici, ma quando vedono il veleno
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Anarhija.info
Aut Aut [it]

Quando tradussi e pubblicai l’opuscolo “Individualità e il gruppo anarchico”, firmato da una delle cellule della CCF, Cellula di Guerriglia Urbana, aggiunsi in nota che non l’ho fatto perché ne condivido il contenuto, ma per rendere pubblico quanto questo progetto, secondo me, si è allontanato da quella sua forma originaria di tensione per proporre (o riproporre) un individualismo anarchico che per certi versi può essere trovato nelle pagine di una diversa teoria insurrezionalista, però, in questo caso, avvicinandosi, o addirittura in certi punti sfociando in idee formali, cioè dell’organizzazione formale. Simili proposte (piattaforma informale, organizzazione strutturata e specifica) sono già state oggetto di critica, sia nello scritto del compagno Alfredo Cospito indirizzato ai compagni greci, che nel testo di alcuni compagni che costituivano le CARI-PGG, e recentemente nell’ultima riflessione, riguardo il testo in questione, del compagno di RadioAzione.
Questo che segue è solo una raccolta di pensieri sparsi che affioravano alla mia mente mentre traducevo il testo, di tasselli che non compongono un mosaico figurativo, ma un’ astratta immagine personale libera a interpretazioni, perché non possiedo verità da trasmettere, e tanto meno da mercificare.
Questo opuscolo tocca vari argomenti, e molti di essi, secondo il mio punto di vista, vanno a sgretolare il concetto dell’individualismo in sé (sia a livello teorico che pratico). E proprio coloro (almeno gli autori del testo) che abbracciarono l’idea della F.A.I., propagando la versione nichilista dell’anarchia, adesso propongono di snaturalizzare la prima, cercando di indirizzarla nelle forme (strutture) che sono più proprie ad un, oserei dire, “insurrezionalismo comunista” che anarchico, più affine forse ai gruppi come 17N, cercando di strutturare l’anarchia informale in piattaforme, organizzazioni fisse, cluster, gruppi, sotto-gruppi, gruppi di prova ecc. Il testo sta tentando di lanciare una proposta completamente antitetica alla F.A.I., però conservando lo stesso aggettivo “informale”. Non perché qualcuno detiene su di essa i “diritti d’autore”, ma perché va ad eclissare tutto quello che c’è di informale e di individualista in questo progetto. Partendo dalla mia esperienza personale, se ritengo che un progetto non soddisfa i miei bisogno sono libera di crearmi un altro, senza cercare di convincere gli altri di adattarsi ai miei bisogni. Questo, per me, significherebbe far politica.
Non è che con queste mie parole voglio, per l’amor dell’anarchia, imporre a qualcuno le mie idee, solamente penso che chi progetta organizzazioni così strutturate e fisse, forse farebbe meglio a darsi anche un nome più appropriato. “Informale”, nel documento della F.A.I. in lingua italiana (“Chi siamo – Lettera al movimento anarchico e antiautoritario”): “Inoltre chi fa parte della F.A.I. ne è militante a tutti gli effetti solo nel momento specifico dell’azione e della sua preparazione, non investe l’intera vita e progettualità dei compagni (...)”. Poi se in qualche altra lingua questo concetto possiede significati diversi forse
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Paroxysm of Chaos #2 [en]

New issue of anarcho-nihilist magazine “Paroxysm of Chaos” (first issue).
Download: Paroxysm of Chaos #2

Contents:
-Prologue
– Desecration of universality and the theatrical significance of civilisation’s performances (pages 2–5)
-Chaotic iconoclasm and incineration of idols (Anticivilisation paroxysm part 1) (pages 6–9)
-The coronation of moralism upon the throne of the ghost of Nature (Anticivilisation paroxysm part 2) (pages 9–19)
-Breaking the windows that sell the products of civilisation (Anticivilisation paroxysm part 3) (pages 20–21)
-My misanthropism (Anticivilisation paroxysm part 4) (pages 21–23)
-Wildness in the city (pages 24–28)
-A Life (pages 28–31)
-Insurrection or revolution? (pages 32–35)
-The unique one meets the overhuman II (pages 36–37)
-Moments of war (pages 38–45)
-Poetry of the void (pages 46–49)
-Introduction to the project Antisocial Evolution (pages 50–53)
-On being lyrical (pages 54–55)

e-mail: paroxysmofexistence(at)espiv.net

Edinburgh [Škotska]: “Sokol Kaosa” — Sabotaža građevinskih strojeva i palež [hr]

Unutar neprekidno rastuće modernizacije u već neobuzdano razvijenoj urbanizaciji osjećam kako se moja individualnost guši. Gradska sredina je u mojim očima zatvor pod otvorenim nebom. Unutar nje ljudska bića samo postoje, kao kućni ljubimci boga zvanog Zakon, koji odvaja njihove živote od bilo kojeg oblika života i okoliša. A oni koji se ne žele odvojiti u biti ipak odvajaju sami sebe, zato što se vide kao regulatori “divljeg” života. Želje su već odavno kanalizirane u potrošačku bolest koja se odnosi na sve, od materijalnih stvari do misaone sfere, gdje su se otrovi dugih godina kapitalizma utemeljeli u kombinaciji s nemoći negacije društvenih uloga i svake kulture-zatvora, potomaka civilizacije. “Slobodan” život je “ljepota” izbora u gradskoj sredini koja utjelovljuje najviši stupanj masifikacije ideologema civilizacije. Upravo su se tu sva prava pretvorila u grobnicu života. No ipak, moje želje traže afirmaciju života kroz eksperimentiranje destruktivne dekonstrukcije teorije i djela.
Zato sam se prije zore 19.07.2016. uputio prema gradilištu s namjerom da sabotiram i uništim vlasništvo. Nema veze kojeg poduzeća, meni su ionako sva ista, kotači civilizacije i njenih procedura. Nakon što sam prerezao ogradu rasjekao sam veliku hrpu kablova dvaju bagera, a stakla jedne dizalice obojio u crno. Nihilistički simboli su također iscrtani na strojevima. Simboli koji označavaju proceduru, ne reifikaciju. Namjeravao sam nastaviti s uništenjem, no zbog razloga što sam najvjerojatnije primjećen iz kuće sa suprotne strane odlučio sam odustati. Mada i dalje ideje ostaju da se realiziraju. 12.08.2016. zapalio sam skupocjeni sportski automobil koristeći vrlo jednostavnu metodu postavljanja zapaljivih kocka za potpalu na vrh gume ispod spremnika goriva. Ovo je djelo izraz mizantropskih osjećaja, općenito ali i specifično prema onima koji koriste proizvode civilizacije kroz društvenu logiku spektakla. Za ljepotu vatre u mraku noći. Protiv društva samog i reprodukcije pravila adaptacije. Društvo je nadasve skup ideoloških sistema, čak u međusobnom sukobu, a zatim nadzor i psihosomatska represija koja se rađa iz prvih, a individualnost uvijek ostaje zatvorenica. Zato, napadi na društvo ne bi
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Antisocial Evolution
Nuovo sito anarco- nichilista [it]

antisocialevolution.blackblogs.org

Introduzione al progetto Evoluzione Antisociale
Iniziando con l’introduzione a questo blog deve essere detto che non ci sarà alcuna mercificazione spettacolarizzata dei suoi contenuti in modo da renderli dei prodotti che si adottano e giustificano la sua esistenza. L’esistenza di questo blog si regge sui valori delle persone e non delle ideologie. All’interno dell’alienazione capitalista di mercificazione delle personalità e delle idee il discorso anarchico che vuole decostruire tutti i sistemi deve misurare le parole per non cadere nella trappola di offrire solo un altro prodotto della civiltà. Immergendoci nei più profondi pozzi del nostro essere accendiamo lampi caotici che cercano di affermare la vita davanti al controllo, davanti alle macchine della fogna tecnologica e alla comunicazione compromessa di Internet, e sfidare e profanare le astrazioni della Legge. Pensiamo che esistono molte posizioni individuali sull’anarchia e percezioni generalizzate che non sono state comunicate perché manca una certa cultura, prodotto della civiltà. Ma questo è esattamente ciò che vogliamo distruggere. Gli standard con i quali l’alienazione sfida il pensiero personale e rende l’agire impossibile, si deve mettere il piede su certi fondamenti per svelarli. Per andare aldilà di uno uso reificato del linguaggio, per distruggere e creare mediante un contenuto personale, annientando tutte le astrazioni della sistematizzazione civilizzata, le quali non sono altro che prodotti della dominazione sociale, e quindi cercare di scatenare la pluralità del caos. La cosa più importante da dire è che questo sperimento non è qui per “illuminare” qualcuno su come e perché si “dovrebbe” agire. Ci sono stati molti idealisti nel pensiero anarchico, e ognuno in cerca di speranze o di qualcosa a cui aggrapparsi per infrangere il proprio vuoto esistenziale li può leggere. Ci sono anche molti manichei che puzzano di senso del dovere per coloro che amano il senso di appartenenza. Questo sperimento non appartiene a nessuna tendenza fittizia né tenterà imperativamente di erigerne una, con il pericolo di creare un prodotto per i consumatori sterilizzati di un’epoca della massima depersonalizzazione. Cercherà invece di creare legami egoistici che non possiedono modelli di ruolo o un esito noto, legami tra gli ego individuali volontariamente lontani da immaginari legami-ruoli, che si creano all’interno di un contesto di resistenza che reagisce alla società. Questo non significa che coloro che scrivono queste righe sono una “élite” o qualche specie di specialisti in tuttologia, al contrario, provengono da qualcuno che vuole più sperimentazione nella teoria e nella pratica con liberazione totale come strumento delle persone, e mai come persone al servizio di cause idealistiche che acquisiscono la forma del significato universale. Quindi, non siamo dei proseliti dell’ideologema della “distruzione dell’esistente”, pilastro del nichilismo ideologico politico che si è sviluppato come un’inevitabile reazione alla fallita gestione degli esattamente stessi valori sacri, utilizzando un costrutto chiamato Anarchia a mo’ di castello al quale anarchico come ruolo deve dedicarsi secondo i bisogni di “questo”. Quando il tuo contenuto unico viene schiacciato sotto le forme di un sapere esplicito, tu inevitabilmente divieni ideologia.
Siamo contrari alla moralità e vediamo nell’ideologia un ostacolo fondamentale per la realizzazione dell’unicità della persona, ed entrambe consideriamo pilastri fondamentali per l’istituzionalizzazione del controllo, dei ruoli della società e dei sistemi che rafforzano e perpetuano la civiltà. Percepiamo la moralità come un sistema di valori santificati che esigono conformità, secondo un’immagine ideologica che ognuno ha costruito all’interno della propria mente e che indica la “strada giusta”. Non tutte le forme di moralità sono estremamente condannabili, mentre certe altre lo sono. La moralità può provenire da ognuno, non è connessa ad alcun -ismo, in realtà non ha a che fare con i termini. E’ sempre connessa al modo di pensare, ma soprattutto al luogo d’origine del modo di pensare e alla maniera in cui esso si rivela. Innanzitutto, se non abbiamo dei reali valori personali provenienti dalla nostra esperienza personale di vita, ma delle idee reificate come lo sono i valori, non importa se implichino universalità o meno, allora automaticamente parliamo della moralità. Ogni idea, costrutto della mente, elevata ad un livello più reale di colui che la valorizza è una coscienza ideologica, e questo non è la coscienza di una persona ma un’Idea con un contenuto predefinito, che di conseguenza porterà alla moralità perché questa idea non è mai stata vista come una scelta, bensì come una verità. Come la “strada giusta”, e certe volte come “l’unica strada”. Ed è qui che la politica si insedia. Ma noi non apparteniamo a nessuna ideologia politica. Noi apparteniamo a noi stessi. L’ideologema l’Anarchia contro l’Autorità crea solamente una nuova autorità sopra
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Čopor sabotera Heriberto Salazar – FAI/FRI [Čile]
O eko-ekstremizmu i anarhiji [hr]

Zaista ne želimo stati u čvrstu obranu svake duše koja se postavi kao neprijatelj naspram države i svakom obliku vladanja (nad čovjekom, životinjama i prirodom). Smatramo da – a s time se slažu i brojni anarhistički i ostali zatvorenici – ne mogu svi biti drugovi i da se ne može sa svima razviti odnos.
Konkretnije, želimo potaknuti raspravu o grupama direktne akcije koje odbacuju anarhiju kao politički cilj i kao svakodnevnu borbu. Radi se o takozvanim eko-ekstremistima koji neumoljivo uzvikuju „smrt anarhiji”, odbacujući vlastito podrijetlo i formiranje, ideju koja ih je hranila kroz bratski odnos s borcima današnje i prošle urbane gerile, da bi kasnije prešli na naglašavanje određenih aspekata koji su uvijek bilo dio anarhističke sredine i njene borbe za oslobođenje čovjeka, naše braće životinja i zemlje.
Daleko od stalne tenzinje koju želimo održati mi koji želimo i borimo se za život anarhije, jedna određena struja koja se smatra eko-ekstremističkom baca u koš slobodarski ideal koji se očituje kroz ustaničku borbu.
Jedna mala grupa, vezana za određeni imaginarij „simboličkih” naroda te za glazbene/alternativne i sveučilišne sredine (odbacuju fakultet koji ipak pohađaju... i studiraju ono što toliko mrze), mrzi ljudsku životinju i zato svugdje vidi neprijatelja.
U toj „divljoj magli”, prouzročenoj vlastitom samodopadnošću i mesijanstvom, svrstavaju među svoje neprijatelje i posljednjeg radnika, žrtvu ovog usranog izrabljivačkog sistema. Trabunjaju o ubijanju radnika, zemljoradnika ili bilo koje druge osobe koju, budimo iskreni, rasprava naših srodnih tokom godina nije smatrala vrijednim sugovornicima. Mada smo suučesnici, neprijatelj je netko drugi, i bilo kojem anahistu, slobodaru, pankeru ili nihilistu je to sasvim jasno. No, eko-ekstremistima baš i nije, u pokušaju da budu avangarda, a čak i u trendu.
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GRČKA - BRAZIL: TEKST ANARHO-NIHILISTA SPYROSA MANDYLASA POVODOM DOGAĐAJA ODRŽANOG U "BIBLIOTECI KAOS" - PORTO ALEGRE (19.05.2016.) [hr]

Pozdrav drugovi,
bilo mi draže razgovarati s vama lice u lice, biti među vama. No, moje sigurnosne mjere ne dozvoljavaju mi da prijeđem granice grada Soluna. Sigurnosne mjere su oblik taktike koju često koristi grčka država koja nastoji zadržati anarhiste kao političke taoce.
Želim pozdraviti ovaj događaj naglašavajući važnost takvih zbivanja, u kojima sudjeluju osobe koje su poduzele oružane akcije ili koje su postale meta represivnog mehanizma države uz izliku anarhističke urbane gerile. K tome, važna je i činjenica da ovaj događaj ima međunarodni karakter, što dokazuje da granice ne mogu ograničiti solidarnost.
Želio bih spomenuti dvije teme. Prva je povezanost između "javnih" i "nezakonitih" dijelova anarhije, a druga moje osobno mišljenje o načinu na koji bi se nihilistička tendencija - takozvani "treći pol", kako je posljednjih godina nazivaju - trebala organizirati.
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SANTIAGO [ČILE]: FAI-FRI DETONIRALA ZVUČNU BOMBU ISPRED UREDA PODUZEĆA ZA UPRAVLJANJE AUTOPUTOM "VESPUCIO SUR" (12.03.2016.) [hr]


"Tiha, instinktivna koordinacija solidarnosti ne prouzrokuje samo velike neprilike normalnom životu na različitim stranama svijeta, nego i jača naše veze, naglašava da ne postoje granice i da nam nisu potrebne vođe ili vertikalne strukture kako bi napali nekoliko rešetaka istog kaveza" - Riječi drugova iz Brazila u izjavi za preuzimanje odgovornosti za podmetanja požara u znak solidarnosti s Monicom Caballerom i Franciscom Solarom

Rano u subotu 12. marta detonirali smo zvučnu bombu ispred ureda za upravljanje autocestom, "Vespucio Sur", u središtu Santiaga. Odlučili smo da naša meta bude jasna i da izvršimo napad u trenutku kada nema prolaznika, zato što smatramo nepoželjnim raniti osobe koje nemaju nikakve veze s metama naših napada.
Smatramo da borba protiv civilizacije se ne treba razlikovati, ili odvajati, od borbe protiv svih oblika autoriteta. Utvrdili smo da poduzeće za upravljanje autocestom predstavlja važne arterije koje stvaraju mrežu dominacije, olakšavajući napredak civilizaciji, dok sebe obogaćuju kroz nametanje urbanizma koji služi interesima moći.
Kako sadašnjost tako i prošlost dokazuju da su se zameci iz kojih se rađa autoritet razvili u zajednicama koje su postojale prije civilizacije, a manifestirali su se u grupama koje su ostale izvan civilizacije. Zato je naša borba u srži ANTI-AUTORITARNA. Zato osjećamo potrebu da se distanciramo od samozvanih "eko-ekstremnih tendencija" koje promiču indiskriminirani napad, oprečan ideji "protiv svih autoriteta". Takve ideje nisu ni "evolucija" ni "radikalnije", nego su u biti suprotnost. Nismo zainteresirani za virtualne polemike s njima, preferiramo dijalog s našim drugovima putem djela.
Naši drugovi su oni koji se postavljaju, životom i djelima, kao neprijatelji svih oblika dominacije, i sprovode u djelo svoju solidarnost s drugovima, koji ostaju dostojanstveni i borbeni čak unutar kaveza moći.
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GRČKA: IZJAVA ZAJVERE VATRENIH ĆELIJA - ĆELIJA URBANE GERILE [hr]


Plan.
Anarhističkom "prostoru"
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I. Poziv

Svaki poziv na djelovanje, kao što je bio Crni Decembar, je pokušaj koordinacije naših snaga. To je ulaganje napora u prekid normalnog toka realnosti. To je plan za njenu okupaciju našim vlastitim obilježjima, kako bi je izvrnuli. To je naša želja za anarhijom sada i ovdje, i naša sposobnost da se suočimo sa snagama reda. To je prilika za osobe, koje se poznaju ili ne, da se susretnu na polju djelovanja i da pokušaju prodrijeti u palače države, organizirano i iznenadno. To je međunarodni znak suučesništva svim drugovima unutar i izvan zidova, koji jača našu solidarnost. To je anarhistički dogovor koji potvrđuje da postoje osobe na svim uglovima zemlje, koje mada ne govore istim jezikom, ipak koordiniraju otkucaje svojih srca, usklađuju svoj pogled gledajući neprijatelja, stišću svoje šake, navlače kapuljaču i napadaju društveni motor vlasti, njegove strukture i odnose.
Poziv na "Crni Decembar" je imao takve trenutke...
I što sada? Povratak u normalnost?
Svaki poziv na djelovanje može biti samo jedan snimak pobune koji se ponavlja, čekajući iduću godišnjicu, iduću priliku, idući "Poziv", ili se pak može pretvoriti u sastanak s poviješću...
Za sve one kojima anarhija znači "iza sebe sam ostavio spaljene mostove kapitalucije i društvenog mira", anarhističko djelovanje ne posjeduje datume početka ili završetka.
Zato, ulog u "Crni Decembar" danas otvara još jedan veći ulog. Ulog za sve one čiji je kalendar napada zaustavljen na danas, sada i ovdje. Izazov za stvaranje autonomnog anarhističkog pola za organizaciju anarhističke urbane gerile.
II. Sjećanje nije smeće
"Crni Decembar" je bio otvoreni poziv svima, ali ostao je zapamćen nadasve kao referentna točka za ustanike, anarho-nihiliste, mlade drugove, izvan redova, "problematične", protiv države (i djelomično protiv inercije službenog "anarhističkog prostora", protiv njegove pacifističke transformacije).
Nećemo mnogo reći o pozivu na "Crni Decembar". Svaki poziv na djelovanje je epizoda jedne opsežnije povijesti koja joj prethodi i možda akcelerator jedne perspektive koja slijedi.
Ne bi bilo nikakvog "Crnog Decembra" da nije bilo novembra, oktobra, septembra... ne bi bilo nikakve urbane gerile da nije bilo sukoba na prosvjedima, barikadama i molotovljevih koktela; ne bi bilo nikakve pobune 2008. da nije bilo požara i napada u prethodne tri godine; ne može biti perspektive ako ne postoje sjećanja.
Kroz vrijeme, iz anarhije se - unutra - rađa njeno anarhističko prevladavanje. Rađaju se pravci (anarhistički individualizam, anarho-nihilizam, ustanička anarhija itd.) s oštrijim uglovima, koji odabiru da se kreću prema rubovima pokreta, "prostora", revolucije...
Ponekad takvi pravci djeluju kao detonator za anarhiju, podižući rampu za anarhistički napad, ponekad međusobno se izjedajući umišljeni i oholi...
U Grčkoj je pojava heretičkih pravaca unutar "prostora" stara kao i sam "prostor"... Pravci koji ili propadnu i pretvore se u kružoke umjetničkih intelektualaca (npr. situacionisti), ili se pak asimiliraju i integriraju u službeni "prostor"... No, većina njih su ipak ostavili svoj trag u povijesti bez kraja.
2005. je grupa ljudi javno istupila, na vrlo vidljivi način (plakatima, časopisima, sudjelovanjem na susretima), podržavajući jačanje anarhističkog nasilja, sloganom "misli revolucionarno - djeluj nasilno". Danas to liči na najorganiziranije i najstalnije javno prisustvo. Ustanička tendencija koje ne cilja samo na državu i na vlast, nego i na suučesništvo društvene apatije. U međuvremenu se pitanje odbijanja posla javno otvorilo, oružanim pljačkama banaka kao ekstremom... U biti, parcijalna tema odbijanja posla još sjaji u očima i danas predstavlja uvod u raspravu o širenju anarhističke urbane gerile. Iz te šireće pokretljivosti (požari, pljačke, napadi, skupštine kao Koordinacija Djelovanje) rodila se, u januaru 2008., Zavjera Vatrenih Ćelija.
Zavjera Vatrenih Ćelija pojavljuje se kao organizirani izraz jednog heretičkog anarhističkog pravca, koji je jasno usmjeren na oružanu borbu, anarhistički individualizam, nihilizam, na revoluciju svakidanjeg života i kritiku cjeline država-društvo.
Naravno, nije se iz tog pravca rodio ustanak u decembru 2008. Pobuna ne može biti nečije vlasništvo.
Ali je nadasve taj pravac ubrzao neke od najžešćih konflikata koji su se odvili u decembru 2008., pošto su male jezgre strukture već djelovale koordiniranim napadima.

Ćelija anarhističke i nihilističke svijesti "Sokol Kaosa"
Izjava o preuzimanju odgovornosti za sabotažu 3 bankomata [Edinburgh-Škotska] [hr]

U noći 22.12. sabotirao sam 3 bankomata na širem području Edinburga. Koristio sam poliuretansku pjenu kako bih blokirao sve ulaze i izlaze. Taj se materijal najprije širi, a nakon nekog vremena se skruti. Na taj sam način napao zidove mojeg civiliziranog života.
Divljina ne živi u aveti Prirode. Jedina stvar koja postoji u nečem tako idealiziranom je otuđenje civiliziranih. Divljina ne posjeduje lice, manifestira se kroz stvaranja pukotina u sistemu. Napad ne može biti učinkovit ako se ograničimo na rigidne dvojnosti. Odvajanje Priroda - Civilizacija je također civilizirano. Neopipljiva civilizacija je čak i više pritajena nego ona materijalna. Kada se na anticivilizaciju gleda samo kao na ustanak protiv tehnologije i obranu svete Prirode, onda je to zaista površno, još samo jedan proizvod društvenog otuđenja, a ne svjestan odabir.
Ova sabotaža je ispoljavanje mizantropskih osjećaja. Usmjerena na one koji će ujutro zateći svoju normalnost zamrznutu barem na par sati i koji će osuditi počinitelja. Masa je trula i možda čak i odvratnija od onih koji danas vladaju, jer ili se žale zato što njihova avet Pravde nije zadovoljena ili su jednostavno postali automi društva. Zahvaljujući masi postoji gospodar, nema drugog načina. Zato, u tom kontekstu, onima koji su na strani ugnjetavanih ja nemam što reći. Svima drugima, kakav god njihov pristup bio, ako ih nije potrošio novi moral ili neki drugi lanci ega, imao bih mnogo za reći.
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UK: OBJAVLJEN 1. BROJ ANARHISTIČKO-NIHILISTIČKOG ČASOPISA "PAROXYSM OF CHAOS" [hr]

<em>Download: Paroxysm Of Chaos</em>

Objavljen je 1. broj anarhističko-nihilističkog časopisa "Paroxysm of Chaos".

Sadržaj:
1. Preludij ambisu (Uvod u ovu publikaciju)
2. Potpuno oslobođenje kao egoistični i ikonoklastični pojam
3. O radikalnom moralizmu i divljini
4. Protiv militantnog jezika
5. O "dobru" i "zlu"
6. Svetogrdni smijeh
7. U ambisu-kaosu
8. Veganizam s nihilističke i anti-civilizacijskog aspekta
9. Kritika, a ne program: Za kritiku civilizacije bez primitivizma
10. Meksiko: Otvoreno pismo Amelie Pelletier i Fallon Poisson
11. Meksiko: Odgovor anarhističkog druga Carlosa Lopeza "Chive" Međunarodnoj Revolucionarnoj Ljevici "Buonaventura Durruti"
12. De Profundis Clamavi
13. Rat državi: Subjekt želje
14. Rušeći zatvor civilizacije
15. Razmišljanja oko izjava o preuzimanju odgovornosti
16. Izjave o preuzimanju odgovornosti - Trenuci rata
17. Individualistička poezija
Okrećem se oko sebe i vidim leševe svukuda.
I tko sam ja? Netko tko je pobjegao leševima? Možda. Možda ne.
Kada mržnja i očaj prodru kroz oklop krvi i mesa.
Kada se negacija i želja stope u jedno.
Tada. Um će postati oružje.
I što nag čovjek čini s oružjem u ruci?
Hoće li pokušati preživjeti, hoće li pokušati uživati?
Odluka je njegova, u njegovim vlastitim rukama.
Jasno, mora naučiti to upotrijebiti.
Zatim igrati i pokušati.
S mržnjom i ljubavlju.
Oštricom i nožem.
Perom i tintom.
Škarama i kliještima.
Plamenom i željom.
Egoizmom. Nihilizmom, Anti-civilizacijom. Anarhijom.
Pojmovi koji će poprimiti svoj značaj kroz samokritiku, djelovanje i razmatranje.
Prije i najprije individualno shvatiti, zatim krenuti kolektivno, ili će pak neizbježno postati ideološki.
Zašto stvarati strah u protivniku?
Tako bih trebao priznati da je moje postojanje definirano sistematiziranom stvarnošću.
Ne propuštam stvarnost, sasvim je jasno osjećam.
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ATENA [GRČKA]: ŠTANDOVI POLITIČKIH STRANAKA ZAPALJENI I VANDALIZIRANI [hr]

U zoru subote 19.9. pokušali smo prekinuti barem na kratko konformizam beznačajnih masa. Dok je masa oštrila svoju pasivnost, još jednom spremna da iskaže svoje suučesništvo podržavajući autoritarnu strukturu, mi smo pokušali aktivno objaviti naše suučesništvo s anarhističkim zatvorenicima, koji vode svoju ličnu borbu protiv izolacije i otuđenja kojima su podvrgnuti u zatvoru.
Evi Statiri, partenerica Gerasimosa Tsakalosa, vodi štrajk glađu od 14.09. zahtjevajući samo okončanje njenog nepravednog pritvora. Evi Statiri, žrtva generalnog širenja strategije moći vlasti, nalazi se zatočena u ćelijama demokracije od 02.03., kada je uhapšena zajedno s Angeliki Spyropoulou i s Athenom Tsakalos na Salamini, te optužena za pripadanje terorističkoj organizaciji bez ikakvog dokaza. Sasvim dobro znamo da država Evi ne drži u zatočeništvu sasvim slučajno. Vlast, osim psihološkog testiranja kojem žele podvrgnuti drugove iz ZVĆ kako bi se osvetila za njihov dosljedan i beskompromisan agresivni stav, ima mnogo opasnije ciljeve u planu. Demokratski totalitarizam reda, zakona, sigurnosti, mira, robe i ekonomske dominacije želi eliminirati sve što dovodi u pitanje izbore koji su masama dozvoljeni kako bi konzumirali samo iz svoje jednodimenzionalne stvarnosti spektakla.
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EDINBURG [ŠKOTSKA]: SPALJEN BANKOMAT (17.08.2015.) [hr]

Putovi tame i vatre su ti koji daruju najiskrenije trenutke života.
Praćen lisicom koja je lutala parkingom na kojem sam se nalazio, u noći 17.08. zapalio sam benzinom bankomat ispred supermarketa Morrisons, izričito iz osobnog zadovoljstva i užitka. Odabrao sam baš tu metu zato što je bila jednostavna za moju razinu organizacije. Ne vidim sebe kao jednog od "potlačenih" koji se bore protiv "tlačitelja", već kao jednog egoista koji napada sve što ograničava zadovoljstvo interakcije između mene i onog što me okružuje, što mi umanjuje šanse da živim kaotične trenutke izvan svake sistematizacije države, društva, civilizacije. Iza ovog djela ne stoji apsolutno nikakav politički motiv ili plan, pošto za mene politika, koje god značenja ona imala, predstavlja neprijatelja, mikroba Namjere, i stoga lanac ega. Ne govorim o nikakvoj "nepravdi" niti imam ikakvu sklonost ka herojstvu, stvari koje su naspram kaotičnog postojanja ne-postojeće. Ikonoklastički napad ne poznaje nikakvo žrtvovanje za ikoji ideal, a manifestira se na toliko načina koliko i sam pojedinac, a okončava se samo uništenjem pojedinca. Napad je totalan i pogađa čak i vlastito ja.
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Nicolas Nessounos
Gdje ulazimo? [Grčka] [hr]

Nedavno je projekt kontrainformacije "Zagovor na ednakvite" iznio - po meni, s pravom - pitanje kako različite anarhističke tenzije, od kojih su mnoge međusobno suprotne, mogu koegzistirati na istom projektu kontrainformacije.
Moglo bi se to objasniti činjenicom da svaki napad na dominaciju i represiju može omogućiti, u određenim situacijama, povremenu koegzistenciju, možda kroz djela, različitih struja/tenzija. No, čini mi se da različite metode djelovanja i dalje predstavljaju nepremostiv jaz koji nažalost (ili srećom) odvaja određene tenzije od anarhističkog projekta (ne vjerujem da su ikada uopće bile dio istog) te ih međusobno razdvaja, postavljajući ih u ideološki slobodarski panteon, lišen bilo kakvog ustaničkog alata.
Marginalizacija štrajka glađu Spyrosa Mandilasa, izostanak nihilističkih i ustaničkih knjiga i brošura s anarhističkih izložba u Grčkoj i drugdje, promocija komunizacije, neprekidno kritiziranje nasilnih činova otpora, ne samo da produbljuju taj jaz; u skladu s idejama koje u posljednje vrijeme sasvim jasno iznose razni antiautoritarni i slobodarski pokreti, to stvara jednu specifičnu ideju o procesu anarhističkog projekta, kroz pokušaj preispitivanja ideja, sredstava i ciljeva.
Čime se nastoji stvoriti jedan anarhistički (?) revolucionarni subjekt, negirajući njegovu ustaničku (a također i individualnu) egzistenciju, koji je spreman prihvatiti kompromis i iluziju o savezništvu s ljevičarskim snagama kao nešto nužno.
Predložena reorganizacija i stvaranje jedne šire platforme (DAK) se koristi za obraćanje fiktivnim i brojčano neodređenim snagama, a temelji se na anarho-komunističkom mitu iz paradigme '36. A ovaj, za uzvrat, uživa značajnu važnost kao model za pragmatično upravljanja moći, a izgleda da je tim pokretima upravo to i krajnji cilj.
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RadioAzione[Italia]
Jasnije od ovog ne može Tekst o štrajku glađu u Grčkoj [hr]

English version below
Razjasnimo jednom zauvijek.
U jednom tekstu kojeg potpisuju članovi CCF u grčkom zatvoru čitamo da možda nisu razumijeli, ili ne žele razumjeti, razlog zbog kojeg RadioAzione [Italija i Hrvatska] ne podržava, ne dijeli i kritizira štrajk glađu kojeg vode brojni anarhistički zatvorenici u grčkim zatvorima u ovom periodu.
Ne bi trebalo biti potrebe za dodatnim objašnjenjima zašto se ne slažemo s tim štrajkom, budući da ga motiviraju zahtjevi upućeni grčkoj državi.
Zahtjevi za ukidanjem zakona: ukidanje antiterorističkog zakona A (članak187), ukidanje antiterorističkog zakona B (članak 187A), ukidanje zakona o pokrivanju lica, ukidanje zakona o zatvorima tipa C, oslobođenje Savvasa Xirosa iz zdravstvenih razloga, ukidanje pravilnika Javnog Tužilaštva za prisilno uzimanje DNK (i općenito policijsko manipuliranje DNK za stvaranje krivaca).
U više tekstova koji dolaze iz grčkih logora jasno piše "vlada nije prihvatila naše zahtjeve i zato nastavljamo štrajk glađu".
I onda o čemu želimo govoriti?
Zar trebamo davati dodatna objašnjenja zašto ne podržavamo i zašto kritiziramo takav štrajk?
Jedan dan se piše da se ne priznaje državu, sudove i sve njene autoritarne mehanizme, a dan kasnije se štrajka glađu tražeći ukidanje nekih zakona njenoj vladi?
"Ili s anarhijom ili s autoritetom". Tražiti ukidanje zakona vladi znači priznati (ne "prihvatiti") taj autoritet.
"Napasti sve zakone ovoga svijeta" i tražiti od vlade njihovo ukidanje nije ista stvar.
Ovo prvo je antiautoritarna praksa, dok je druga reformistička (reformizam: metoda političkog djelovanja koja priznaje mogućnost izmijene postojećeg političkog društvenog poretka kroz organske i postepene reforme).
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NEKOLIKO RIJEČI O DRUŠTVENOM RATU [hr]

Dozvolite mi samo nekoliko riječi o izrazu "društveni rat".
Ne zanima me previše društveni rat, prilično sam zaokupljen vodeći moj vlastiti rat, rat određen mojim pojmovima, mojim izmjenljivim ritmom i mojim razlozima.
Da nisam vodio ovaj osobni rat, i umjesto toga se usredotočio na današnje anarhističke struje i njihove načine "borbe", zasigurno bi depresija i osjećaj savladavajuće nemoći oduzele moj život, ako me dosada ne bi bila prije ubila.
Nedostatak nadahnuća kod većine civiliziranih anarhista i njihov "društevni rat" doveli su me da prigrlim stalni konflikt s društvom, koji se češće pripisuje nihilistima i individualistima nego anarhistima (mada bi trebalo). U toj kraljevini anarhizma, samo oni čije analize stavljaju na nišan osnovne temelje čitave represije - civilizacije - su vrijedni mojeg priznanja. Ja nemam vremena za "društveni rat", kojemu je cilj restrukturirati današnji sistem. Bilo koja borba koja ne cilja na destabilizaciju sistema, kojoj nije cilj njegova čitava i totalnom destrukcija, samo pomaže da sistem i njegova nadmoć nad divljinom postanu jači.
- Anarhija, anarhizam ili anarhisti? -
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UK: PLAKAT NIHILISTIČKIH I ANTICIVILIZACIJSKIH DRUGOVA [hr]


Umjesto štovanja idola, beznačajnih bogova, bili oni mitovi u nebesima, ili sjedili u kristalnim kulama, svi trebaju pasti zajedno sa svojom čemernom civilizacijom.
Nema nagodbi, nema kompromisa, u ovom urbanom košmaru koji nije nikada bio za one koji odbijaju pokoravanje.
Odgovorimo moći nasiljem, ostavljajući ruševine u svakom danu naših života u ovom zatvoru, to jest ovom gradu, vraćajući napokon naše živote iz pepela.

Održimo vatre da gore na horizontu

Necivilizirani na Marginama

Act For Freedom Now